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Auto elettriche: quanto sono "verdi"?
Secondo le analisi effettuate, solo il 15 per cento dell'impatto ambientale totale è ascrivibile alla batteria, e la metà di esso è dovuto all'estrazione e alla lavorazione delle due materie prime rame e alluminio, mentre solo il 2,3 per cento del totale è dovuto al litio
Le auto elettriche vengono spesso propagandate come soluzione ideale ai problemi della futura mobilità pubblica e privata, una valida alternativa ai veicoli spinti da motori a scoppio alimentati da combustibili fossili, dal momento che non producono emissioni di gas.
Nella tecnologia di conservazione della carica per l'alimentazione di molti dispositivi di uso quotidiano, come l'elettronica di consumo, le batterie a ioni di litio ricaricabili hanno avuto la meglio su quelle a nichel-idruri metallici (NiMH) grazie al loro minor peso e alla loro capacità.
Le batterie a ioni di litio, inoltre, sono praticamente senza manutenzione, non mostrano “effetto memoria” (la perdita di capacità dopo ripetuti cicli di carica e scarica), hanno un basso tasso di scarica spontanea e sono considerate sicure e a lunga durata. Ma sono eco-compatibili?
Non è facile confrontare gli effetti ambientali delle auto elettriche a batteria con quelli dei veicoli convenzionali a motore a scoppio: l'impatto ambientale della produzione, dell'uso e dello smaltimento delle stesse batterie non è mai stato valutato complessivamente in modo preciso.
Ora per la prima volta un gruppo di ricercatori dell'Empa hanno effettuato una valutazione dettagliata del ciclo di vita delle batterie a ioni di litio, in particolare della loro versione evoluta, frequentemente utilizzata nei veicoli elettrici.
Come termine di paragone è stata considerata un'auto di recente produzione, in grado di soddisfare la normativa Euro 5 sulle emissioni, che consuma 5,2 litri di carburante per 100 chilometri, misurati secondo il New European Driving Cycle (NEDC), un valore significativamente inferiore a quello della media delle auto in circolazione.
I risultati dello studio, basato su una percorrenza di 150.000 chilometri circa, mostrano che, se l'energia utilizzata per caricare la batteria non è ricavata esclusivamente dall'idroelettrico o da altre fonti rinnovabili, il suo impatto ecologico potrebbe essere paragonabile a quello di un'auto convenzionale. Tale stima è evidentemente una riprova di come la reale natura “verde” dei veicoli elettrici dipenda in modo critico da dove si ricava l' energia primaria. Le batterie a ioni di litio in sé per contro, hanno un effetto limitato.
In effetti solo il 15 per cento dell'impatto ambientale totale è ascrivibile alla batteria, e la metà di esso è dovuto all'estrazione e alla lavorazione delle due materie prime rame e alluminio, mentre solo il 2,3 per cento del totale, infine, è dovuto al litio.
“La produzione delle batterie al litio, d'altra parte, è responsabile solo del 2,3 per cento del totale”, ha commentato Dominic Notter, coautore dello studio, il cui resoconto è apparso sulla rivista Environmental Science & Technology. “Insomma, le batterie a ricaricabili a ioni di litio non sono dannose come finora ipotizzato”.
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