Eh un po'complicato da spiegare:
[sorgente] -> [finale] -> [xover del diffusore] -> [elemento del diffusore]
In pratica il biamp "classico" si limita a sdoppiare la sorgente e separare le due reti dei xover:
[sorgente] -> [finale 1] -> [xover del diffusore / passa alto] -> [elemento del diffusore sezione alti]
[sorgente] -> [finale 2] -> [xover del diffusore / passa basso] -> [elemento del diffusore sezione bassi]
Se i diffusori sono predisposti al biwiring/biamp (cioè se hanno 4 morsetti anziché due) in pratica è come se i diffusori fossero DUE, uno per i medio-alti ed alti (con filtro taglia basso, collegato ad una coppia di morsetti) ed uno per i medio-bassi (con filtro taglia alto, collegato all'altra coppia di morsetti); normalmente le due coppie di morsetti sono "linkate" per mezzo di appositi ponti che vanno tolti quando fai biamp/biwiring:

Và da sé che in questo modo i due finali amplificano TUTTO il segnale originale e che parte di questo segnale và a "perdersi" sui rispettivi taglia alto/taglia basso.

In quest'immagine la sorgente (terza forma d'onda) contiene sia la prima che la seconda sinusoide... hai un oscillazione da -2 a +2 per due segnali che, singolarmente, oscillano da -1 a +1.
L'amplificatore finale "normalmente" dovrebbe amplificare da -2 a +2 la terza, ma agli elementi a valle del xover arriverebbero soltanto le componenti della prima (o della seconda) amplificate, perché il rispettivo filtro integrato nel xover toglierebbe parte del segnale amplificato dal finale stesso.
Và da sé che se si mette un separatore di frequenze fra la sorgente ed i due finali i finali amplificano solo la parte che non viene "tagliata" dai xover dei diffusori, cosa che permette di avere una maggior amplificazione, una maggior resa ed un minor sforzo (per i finali e per il xover).
Il problema è dovuto alla frequenza (o, alle frequenze) a cui bisogna impostare questo separatore per mantenere lineare la risposta dell'insieme.