La tesi gira da tempi non sospetti... anche quando all'estero giravano auto di cilindrate più generose (e non c'erano tutti i cazzi degli ultimi decenni sui carburanti) in Italia si faceva la guerra alle automobili imponendo accise spropositate sui carburanti e tasse di circolazione dipendenti dalla cilindrata...
Guardacaso a soffrirne erano le auto più "grosse" (anche italiane) ed a giovarne era la FIAT con le sue scatolette.
Che in Italia abbiano da sempre tartassato l'automobilista è vero, ma è una cosa nata negli anni '70 con la crisi petrolifera che impose tasse piuttosto elevate sopra i 2000cc, ed infatti nacquero in quel periodo auto come la Ferrari 208 (che venne turbizzata per non essere un polmone), la Maserati Ghibli, (un 2000 turbo da >300cv) ecc, ma fu perchè come al solito in Italia si preferisce fare cassa in questa maniera invece di perseguire altre strade più eque ma impegnative.
Il motivo per cui fiat ha deciso di puntare alle piccolo è che la concorrenza tedesca in fatto di berline medio grandi è devastante: Passat, Audi, Bmw, Mercedes sono anni luce davanti al prodotto Fiat di pari segmento e se a questo aggiungi una dirigenza a dir poco imbarazzante che non ha fatto altro che tagliare sullo sviluppo di modelli ecco che capisci perchè non c'era bisogno di sviluppare motori di cilindrata medio grande. Non avevi modelli sui quali montarli.
Poi da qualche anno a questa parte è diventato di moda il downsizing, ma di certo non perchè la fiat aveva modelli a bassa cilindrata, ma perchè il mercato dell'auto è legato a doppio filo con le pretese degli ecologisti e per cercare di accontentarli si è intrapresa questa strada. Che poi non serva a nulla sono d'accordo, ma d'altra parte non ho mai incontrato un ecologista che avesse una qualche infarinatura tecnica, di solito sono abbraccialberi laureati in scienza delle merendine e mai ingegneri e/o fisici che conoscono quali sono i principi che governano il funzionamento di un motore.
Pensare che tutto derivi da un favore fatto alla fiat anni fa, che adesso si è rivolto contro è non riuscire a guardare oltre il proprio naso, senza contare che nel mercato globale delle supercar l'Italia vale come una cacca di mosca.
Le possiamo anche produrre, ma non abbiamo i soldi per comprarle. America, Cina, Russia e fra qualche anno India, quelli sono i mercati, non certo il nostro.