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Di solito, quando vado "su in montagna", per Belluno ci passo molto velocemente.....anzi, diciamo che finchè non supero i 1000 m. slm non mi sento ancora bene....
Quando supero Calalzo, sulla SS52, e comincio a vedere le "mie" Dolomiti, quelle Comelicesi, allora mi sento già meglio.
Frequento il Comelico Superiore (Candide, Casamazzagno, Dosoledo e Padola, forse 10000 abitanti insieme) da quando sono nato, grazie alla passione dei miei genitori e di mia nonna che ha portato qui mia madre quando era una bambina.
Sono cresciuto con l'immagine delle montagne e della loro magia negli occhi, e con il calore di questa gente ospitale nel cuore.
Aiarnola, Cima Bagni, Popera, Cima 11, Croda Rossa, Croda de Toni, Tre Scarperi, sono solo nomi, per chi non le conosce come me; per me sono i castelli dei sogni, delle torri che si innalzano maestose da boschi verdissimi e fittissimi, che le leggende vogliono popolati da gnomi e fate.
Le stesse fate che, la sera, colorano di rosa tutte le pareti; l'Enrosadira.
Ho salito tante cime, percorso centinaia di chilometri, dormito in bivacchi, sofferto in incidenti, eppure in nessun posto al mondo, mi sento più di casa.
E quando sono qui, a Roma, al lavoro, mi sembra di essere il 20 percento della persona che sono quando sono su quelle rocce.
Visitate le dolomiti Comelicesi e le vicine dolomiti di Sesto ma, per carità, fatelo a piedi, lasciando la macchina sotto la pensione, o il garni; non lasciate rifiuti in giro, mai, rispettate flora e fauna, e non sopravvalutate le vostre capacità escursionistiche e alpinistiche: passerete dei momenti indimenticabili.
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