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 Oggetto del messaggio: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: gio gen 19, 2012 6:33 pm 
Schiavo
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Un po’ di rassegna stampa...

Financial Times:
Dopo il declassamento di nove paesi della zona euro è evidente che la politica Ue basata su fondi di salvataggio e austerity ha fallito, e con essa i calcoli di Angela Merkel.
http://www.presseurop.eu/it/content/art ... del-rating

Standards and Poor’s
«Riteniamo anche che quell’accordo sia basato solo su un riconoscimento parziale della fonte della crisi: che l’attuale turbolenza finanziaria derivi principalmente dalla dissipatezza fiscale alla periferia dell’Eurozona. Nella nostra opinione, tuttavia, i problemi finanziari dell’Eurozona sono nella stessa misura una conseguenza dei crescenti squilibri esterni e delle divergenze di competitività tra il centro dell’Unione monetaria europea e la cosiddetta “periferia”. Riteniamo, quindi, che un processo di riforma basato su un pilastro di sola austerità fiscale rischi di diventare autolesionistico, perché la domanda domestica cala in linea con i crescenti timori dei consumatori riguardo la sicurezza dell’occupazione ed i redditi disponibili, erodendo il gettito fiscale nazionale»
http://phastidio.net/2012/01/14/quei-keynesiani-di-sp/

Banca Mondiale:
«Non è ancora chiaro se è alle viste la fine del circolo vizioso in cui tagli di bilancio per ripristinare la sostenibilità del debito riducono la crescita ed il gettito, a detrimento della sostenibilità del debito»
http://phastidio.net/2012/01/19/la-keyn ... i-mercati/


E intanto noi continuiamo coll’austerità l’allegro viaggio verso la recessione :better:.
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Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: gio gen 19, 2012 6:40 pm 
Schiavo
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Noi possiamo anche provare il rilancio... ma un minimo d'austerity dobbiamo pur farlo...

Chairon, non sei stupido... lo sai che negli scorsi anni un certo Tremonti ed un certo Berlusconi hanno azzoppato i conti dello stato... ora bisogna tornare un minimo in carreggiata, e bisogna far sentire ai cittadini che votare degli incapaci non è "free".

Porco cane a quanto lo vogliamo portare il debito pubblico prima di renderci conto che non si possono far debiti all'infinito ?


Bite the bullet. Per anni abbiamo accumulato debiti... è ora d'iniziare a pagarli, non per altro ma perché se non la smettiamo di spendere non riusciremo più neanche a pagare gli interessi sul debito.
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: gio gen 19, 2012 6:45 pm 
Schiavo
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ConteZero @ ha scritto:
Chairon, non sei stupido... lo sai che negli scorsi anni un certo Tremonti ed un certo Berlusconi hanno azzoppato i conti dello stato...


non son stati gli unici.... in italia tutti i politici hanno azzoppato i conti, puoi solo fare confronti tra chi li ha azzoppati di più e chi meno. Le uniche grosse svolte verso il basso del debito pubblico son venute grazie alle privatizzazioni fine anni 90 (che senza entrare nel merito del giuste o sbagliate non sono una prova di capacità di un politico, sono cose che chiunque può fare).
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: gio gen 19, 2012 6:45 pm 
Schiavo
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FradettII @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:
Chairon, non sei stupido... lo sai che negli scorsi anni un certo Tremonti ed un certo Berlusconi hanno azzoppato i conti dello stato...


non son stati gli unici.... in italia tutti i politici hanno azzoppato i conti, puoi solo fare confronti tra chi li ha azzoppati di più e chi meno. Le uniche grosse svolte verso il basso del debito pubblico son venute grazie alle privatizzazioni fine anni 90 (che senza entrare nel merito del giuste o sbagliate non sono una prova di capacità di un politico, sono cose che chiunque può fare).

Beh, in EU ci siamo entrati con un D/P del 103%... ora stiamo al ? 120% ?
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: gio gen 19, 2012 6:54 pm 
Schiavo
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Se si vuole tenere i conti in ordine bisogna NON fare austerity.
L’austerity AUMENTA il il rapporto debito/PIL.

La spesa pubblica può essere produttiva o improduttiva.

L’unica speranza per uscire dalla crisi è proprio rilanciare la spesa pubblica produttiva (eliminando gli sprechi e dirottandone le risorse su spese produttive, o con forme di tassazione purché non deprimano i consumi... ovvero di tipo contrario a quelle attuate dall’attuale governo).


Comunque io volevo piú che altro buttare lí tre articoli interessanti, poi ciascuno può farsi l’opinione che vuole, al momento non ho tempo di stare a discutere sul forum :better:.
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: ven gen 20, 2012 8:15 am 
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Chairon @ ha scritto:
Se si vuole tenere i conti in ordine bisogna NON fare austerity.
L’austerity AUMENTA il il rapporto debito/PIL.

La spesa pubblica può essere produttiva o improduttiva.

L’unica speranza per uscire dalla crisi è proprio rilanciare la spesa pubblica produttiva (eliminando gli sprechi e dirottandone le risorse su spese produttive, o con forme di tassazione purché non deprimano i consumi... ovvero di tipo contrario a quelle attuate dall’attuale governo).


Comunque io volevo piú che altro buttare lí tre articoli interessanti, poi ciascuno può farsi l’opinione che vuole, al momento non ho tempo di stare a discutere sul forum :better:.

L'austerity aumenta temporaneamente il rapporto deficit/pil ma abbassa il debito, che vuol dire che una volta rimessi in ordine i conti interni è più facile tornare a crescere sensibilmente.

Far debiti per stimoli da usare all'infinito non fa altro che aumentare il debito, ridurre la crescita ottenibile e far entrare il sistema in un circolo vizioso.
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: ven gen 20, 2012 9:21 am 
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Chairon @ ha scritto:
Se si vuole tenere i conti in ordine bisogna NON fare austerity.
L’austerity AUMENTA il il rapporto debito/PIL.

La spesa pubblica può essere produttiva o improduttiva.

L’unica speranza per uscire dalla crisi è proprio rilanciare la spesa pubblica produttiva (eliminando gli sprechi e dirottandone le risorse su spese produttive, o con forme di tassazione purché non deprimano i consumi... ovvero di tipo contrario a quelle attuate dall’attuale governo).


Comunque io volevo piú che altro buttare lí tre articoli interessanti, poi ciascuno può farsi l’opinione che vuole, al momento non ho tempo di stare a discutere sul forum :better:.


:dumb:

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"Ed e' per questo che propongo l'istituzione del premio Nobel per il Wrestling"
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: ven gen 20, 2012 9:22 am 
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ConteZero @ ha scritto:

L'austerity aumenta temporaneamente il rapporto deficit/pil ma abbassa il debito, che vuol dire che una volta rimessi in ordine i conti interni è più facile tornare a crescere sensibilmente.



Dubito fortemente, un innalzamento ulteriore della pressione fiscale a livelli mai raggiunti prima in un periodo di crisi come questo è doppiamente negativo..

Non è che se aumenti le tasse e di conseguenza la gente riduce la spesa, quando deciderai di ridurle la gente riprenderà a spendere..
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: ven gen 20, 2012 9:34 am 
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elect @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:

L'austerity aumenta temporaneamente il rapporto deficit/pil ma abbassa il debito, che vuol dire che una volta rimessi in ordine i conti interni è più facile tornare a crescere sensibilmente.



Dubito fortemente, un innalzamento ulteriore della pressione fiscale a livelli mai raggiunti prima in un periodo di crisi come questo è doppiamente negativo..

Non è che se aumenti le tasse e di conseguenza la gente riduce la spesa, quando deciderai di ridurle la gente riprenderà a spendere..

Non è colpa mia se le tasse le pagano solo gli schiavi dipendenti.
Tocca abbassarle sensibilmente, ma per farlo bisogna pescare gli evasori e costringerli a dare quel che devono... solo che il time limit prima che l'Italia va a puttane dipende dalla tenuta dei conti.

Va da sé che bisogna trovare subito i soldi, risistemare l'anomalia italiana e poi rimodulare il tutto abbassando le tasse solo a chi finora le ha pagate.
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: ven gen 20, 2012 9:58 am 
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Chairon @ ha scritto:
Un po’ di rassegna stampa...

Financial Times:
Dopo il declassamento di nove paesi della zona euro è evidente che la politica Ue basata su fondi di salvataggio e austerity ha fallito, e con essa i calcoli di Angela Merkel.
http://www.presseurop.eu/it/content/art ... del-rating

Standards and Poor’s
«Riteniamo anche che quell’accordo sia basato solo su un riconoscimento parziale della fonte della crisi: che l’attuale turbolenza finanziaria derivi principalmente dalla dissipatezza fiscale alla periferia dell’Eurozona. Nella nostra opinione, tuttavia, i problemi finanziari dell’Eurozona sono nella stessa misura una conseguenza dei crescenti squilibri esterni e delle divergenze di competitività tra il centro dell’Unione monetaria europea e la cosiddetta “periferia”. Riteniamo, quindi, che un processo di riforma basato su un pilastro di sola austerità fiscale rischi di diventare autolesionistico, perché la domanda domestica cala in linea con i crescenti timori dei consumatori riguardo la sicurezza dell’occupazione ed i redditi disponibili, erodendo il gettito fiscale nazionale»
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Banca Mondiale:
«Non è ancora chiaro se è alle viste la fine del circolo vizioso in cui tagli di bilancio per ripristinare la sostenibilità del debito riducono la crescita ed il gettito, a detrimento della sostenibilità del debito»
http://phastidio.net/2012/01/19/la-keyn ... i-mercati/


E intanto noi continuiamo coll’austerità l’allegro viaggio verso la recessione :better:.


Non sapevo che avessimo uomini anche nei centri delle finanza internazionale, ora anche noi potremo dire "abbiamo un'agenzia" o "abbiamo un giornale inglese" (cit) :better:
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17 febbraio 2007... Grazie di essere così speciale Daniele! :fiore: - Immagine
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 11:36 am 
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ConteZero @ ha scritto:
L'austerity aumenta temporaneamente il rapporto deficit/pil ma abbassa il debito, che vuol dire che una volta rimessi in ordine i conti interni è più facile tornare a crescere sensibilmente.
Far debiti per stimoli da usare all'infinito non fa altro che aumentare il debito, ridurre la crescita ottenibile e far entrare il sistema in un circolo vizioso.

Che ridotti i debiti assoluti con politiche recessive si possa tornare a crescere sensibilmente non è una teoria fondata. È come dire che la Grecia adesso potrà tornare a crescere sensibilmente.
E poi questa politica, che nessun esempio mostra che possa funzionare, ha dei costi umani enormi: significa avere servizi peggiori, avere gente che negli ospedali viene curata peggio, gente che nelle scuole viene istruita peggio, gente che non studia perché costretta ad andare a lavorare, è questo che serve all’Italia?
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MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 11:40 am 
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Chairon @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:
L'austerity aumenta temporaneamente il rapporto deficit/pil ma abbassa il debito, che vuol dire che una volta rimessi in ordine i conti interni è più facile tornare a crescere sensibilmente.
Far debiti per stimoli da usare all'infinito non fa altro che aumentare il debito, ridurre la crescita ottenibile e far entrare il sistema in un circolo vizioso.

Che ridotti i debiti assoluti con politiche recessive si possa tornare a crescere sensibilmente non è una teoria fondata. È come dire che la Grecia adesso potrà tornare a crescere sensibilmente.
E poi questa politica, che nessun esempio mostra che possa funzionare, ha dei costi umani enormi: significa avere servizi peggiori, avere gente che negli ospedali viene curata peggio, gente che nelle scuole viene istruita peggio, gente che non studia perché costretta ad andare a lavorare, è questo che serve all’Italia?

L'Italia che non riesce a piazzare i suoi bond e va in default con lo Stato che non riesce più a pagare neppure gli stipendi (men che meno le forniture necessarie per far funzionare gli ospedali e/o i materiali per far funzionare la PA)...
...è questo che serve all'Italia ?
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 11:55 am 
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ConteZero @ ha scritto:
L'Italia che non riesce a piazzare i suoi bond e va in default con lo Stato che non riesce più a pagare neppure gli stipendi (men che meno le forniture necessarie per far funzionare gli ospedali e/o i materiali per far funzionare la PA)...
...è questo che serve all'Italia ?

Se diminuisce il PIL, e le entrate fiscali, lo Stato non avrà piú i soldi «per far funzionare gli ospedali e/o i materiali per far funzionare la PA», questo è un dato di fatto.
Se il Paese è in recessione stai sicuro che piazzare i bond sarà solo piú difficile, non piú facile.

Proprio ciò che è accaduto in Grecia.

Per due anni ci hanno detto che l’austerity avrebbero salvato la Grecia ed evitato la catastrofe del default. Adesso SAPPIAMO che quegl’interventi hanno portato alla catastrofe del default.

Adesso ci dicono che l’austerity salverà l’Italia evitando la catastrofe del default.
Invece ci porta proprio in quella direzione.
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MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 12:10 pm 
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Chairon @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:
L'Italia che non riesce a piazzare i suoi bond e va in default con lo Stato che non riesce più a pagare neppure gli stipendi (men che meno le forniture necessarie per far funzionare gli ospedali e/o i materiali per far funzionare la PA)...
...è questo che serve all'Italia ?

Se diminuisce il PIL, e le entrate fiscali, lo Stato non avrà piú i soldi «per far funzionare gli ospedali e/o i materiali per far funzionare la PA», questo è un dato di fatto.
Se il Paese è in recessione stai sicuro che piazzare i bond sarà solo piú difficile, non piú facile.

Proprio ciò che è accaduto in Grecia.

Per due anni ci hanno detto che l’austerity avrebbero salvato la Grecia ed evitato la catastrofe del default. Adesso SAPPIAMO che quegl’interventi hanno portato alla catastrofe del default.

Adesso ci dicono che l’austerity salverà l’Italia evitando la catastrofe del default.
Invece ci porta proprio in quella direzione.

L'Italia non è (per fortuna) la Grecia... detto questo il debito bisogna iniziare ad abbassarlo, anche solo come misura per far vedere ai mercati che stiamo cercando di rimetterci in riga (perché se l'Italia non va in default è perché i mercati comprano i nostri bond).
Se nel periodo si riesce anche a rilanciare il paese (non è difficile, basta non buttare più i soldi dalla finestra) si potrà anche avere una crescita... DURANTE l'austerity.
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MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 12:28 pm 
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Bisogna abbassare il debito in rapporto al PIL, quello assoluto non ha alcuna rilevanza.
La Germania ha un debito assoluto piú alto di quello italiano, se fosse il debito assoluto a contare sarebbero messi peggio di noi :asd:

Se parti dal presupposto che la cosa importante è abbassare il rapporto debito PIL (che è il presupposto della discussione, altrimenti possiamo anche chiudere qui), bisogna appunto partire dal fatto che un rapporto ha un numeratore ed un denominatore.

Debito in percentuale sul pil = debito assoluto / pil assoluto

Per far diminuire questo rapporto è molto piú semplice far aumentare il PIL che non diminuire il debito in senso assoluto, visto che i prezzi in aumento delle materie prime non possono in alcun modo essere controllati dal governo.

E dire che la crescita è ipotetica, mentre i tagli sono certi non è un argomento, visto che pure la recessione determinata da tagli indiscriminati o da tasse indiscriminate è certa.
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Chairon ha scritto:
L'Italia che non riesce a piazzare i suoi bond e va in default con lo Stato che non riesce più a pagare neppure gli stipendi (men che meno le forniture necessarie per far funzionare gli ospedali e/o i materiali per far funzionare la PA)...
...è questo che serve all'Italia ?


Diciamo che se io non posso piu' permettermi un servizio, spendo di meno in questo servizio.
Se mi accorgo di stare spendendo troppo in telefonia, taglio un cellulare, oppure tolgo qualche opzione dal telefono.

Se poi si pensa che per quanto riguarda l'Italia magari non si e' MAI potuta permettere di pagare tanto per qualche servizio per quello che era fino a pre-crisi, ne risulta chiaramente che questo servizio dovra' essere tagliato.
Facile dare servizi aumentando i debiti. Tutti sono capaci a fare i politici cosi'.
Quindi non solo aumentare le tasse, ma anche tagliare le sovraspese, dove la PA ne fa la voce piu' grossa.

E poi, sperabilmente, castrare il nero, l'evasione e le appropriazioni indebite.
Ma tutte eh? Non solo quelle che non piacciono a questo forum. Ciascuno faccia la sua parte.
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Chairon @ ha scritto:
Bisogna abbassare il debito in rapporto al PIL, quello assoluto non ha alcuna rilevanza.
La Germania ha un debito assoluto piú alto di quello italiano, se fosse il debito assoluto a contare sarebbero messi peggio di noi :asd:

Se parti dal presupposto che la cosa importante è abbassare il rapporto debito PIL (che è il presupposto della discussione, altrimenti possiamo anche chiudere qui), bisogna appunto partire dal fatto che un rapporto ha un numeratore ed un denominatore.

Debito in percentuale sul pil = debito assoluto / pil assoluto

Per far diminuire questo rapporto è molto piú semplice far aumentare il PIL che non diminuire il debito in senso assoluto, visto che i prezzi in aumento delle materie prime non possono in alcun modo essere controllati dal governo.

E dire che la crescita è ipotetica, mentre i tagli sono certi non è un argomento, visto che pure la recessione determinata da tagli indiscriminati o da tasse indiscriminate è certa.

La crescita è un qualcosa che varia in base a fattori non controllabili e non prevedibili, il debito no.
Inutile pensare di fare "crescita" senza pensare di lavorare sul debito, altrimenti appena la prima crisi azzoppa la crescita lo stato si piega in due.
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ConteZero @ ha scritto:
La crescita è un qualcosa che varia in base a fattori non controllabili e non prevedibili, il debito no.

Nella realtà non è cosí.

Come ho già spiegato il debito ha rilevanza solo in rapporto al Pil, e non in senso assoluto.

Per diminuire il rapporto debito/pil bisogna considerare sia il debito assoluto che la crescita, il debito assoluto non ha NESSUNA rilevanza. Ribadisco che la Germania ha un debito assoluto piú alto del nostro, e la Grecia un debito assoluto piú basso del nostro.
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Chairon @ ha scritto:
ConteZero @ ha scritto:
La crescita è un qualcosa che varia in base a fattori non controllabili e non prevedibili, il debito no.

Nella realtà non è cosí.

Come ho già spiegato il debito ha rilevanza solo in rapporto al Pil, e non in senso assoluto.

Per diminuire il rapporto debito/pil bisogna considerare sia il debito assoluto che la crescita, il debito assoluto non ha NESSUNA rilevanza. Ribadisco che la Germania ha un debito assoluto piú alto del nostro, e la Grecia un debito assoluto piú basso del nostro.


Giusto.
Facile dare servizi aumentando il rappporto debito/PIL. Tutti sono capaci a fare i politici cosi'.
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gugoXX @ ha scritto:
Chairon @ ha scritto:

Nella realtà non è cosí.

Come ho già spiegato il debito ha rilevanza solo in rapporto al Pil, e non in senso assoluto.

Per diminuire il rapporto debito/pil bisogna considerare sia il debito assoluto che la crescita, il debito assoluto non ha NESSUNA rilevanza. Ribadisco che la Germania ha un debito assoluto piú alto del nostro, e la Grecia un debito assoluto piú basso del nostro.


Giusto.
Facile dare servizi aumentando il rappporto debito/PIL. Tutti sono capaci a fare i politici cosi'.


Perché invece bisogna essere dei maestri per sorreggere un sistema fondato sulla macelleria sociale :vabe:
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17 febbraio 2007... Grazie di essere così speciale Daniele! :fiore: - Immagine
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 11:09 pm 
mathematician
Iscritto il: mar dic 22, 2009 12:06 am
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ConteZero @ ha scritto:
Non è colpa mia se le tasse le pagano solo gli schiavi dipendenti.

:dumb:
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 Oggetto del messaggio: Re: I comunisti occupano Financial Times, Standard & Poor's e Banca Mondiale
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 7:38 am 
Schiavo
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Iscritto il: mer lug 14, 2010 5:55 pm
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Dream_River @ ha scritto:
gugoXX @ ha scritto:


Giusto.
Facile dare servizi aumentando il rappporto debito/PIL. Tutti sono capaci a fare i politici cosi'.


Perché invece bisogna essere dei maestri per sorreggere un sistema fondato sulla macelleria sociale :vabe:

A nessuno, men che meno a me, piace la macelleria sociale... però una cosa la so... se ho tanti debiti devo smettere di far debiti ed iniziare a ripagarli se voglio che:
1. i creditori non mi saltino alla gola
2. i creditori possano, un giorno, tornare a prestarmi dei soldi

E'così difficile da capire ?
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