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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 4:14 pm 
Schiavo
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Divide et impera: le cosiddette liberalizzazioni
Anche al governo Monti, come ad ogni forma di potere, conviene seminare rivalità e discordie, suscitate ad arte, per meglio comandare e dominare. In questo senso si inseriscono i recenti provvedimenti contenuti nella proposta di decreto, cosiddetto per la crescita, che rappresentano un vero e proprio manifesto per la deregolamentazione di molti servizi e attività economiche, ma che interessano anche ampi settori del lavoro autonomo. Tra questi il servizio taxi.
Ciò avviene dopo le manovre del governo Berlusconi della scorsa estate e la super manovra salva-Italia di dicembre, operata da Monti, che ha aumentato l’età pensionabile, ridotto l’importo delle pensioni sia con il sistema contributivo sia bloccando gli aumenti al costo della vita, aumentato le tasse, ad iniziare dalle tasse sulla prima casa, aumentato l’Iva, l’Irpef locale, i ticket sanitari, le accise sulla benzina, ecc… garantendo allo stesso tempo recessione e inflazione.

Al fine di avere campo libero nell’approvazione dei contenuti del decreto sulla cosiddetta crescita, il governo Monti, ha avuto dalla sua parte l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), che in una dettagliata segnalazione ha lanciato misure di liberalizzazione, nonché proposte di riforme del diritto del lavoro, utili allo scopo di favorire tali liberalizzazioni tutelando solo le imprese e il cosiddetto mercato a danno del lavoro sia dipendente che autonomo.

L’Agcm, di fatto, sembra operare nell’interesse di qualcuno o di qualcosa, ne più e ne meno, come operano le cosiddette società di rating, che in questi mesi stanno mettendo sotto attacco della grande finanza e delle banche, intere nazioni, nonché l’Europa e l’euro. Alle proposte tecniche dell’Autorità si affiancano poi anche le varie Associazioni dei cosiddetti consumatori o utenti o pendolari (ad esempio nel caso del trasporto pubblico locale sia su gomma che ferroviario).

È in questo quadro, dicevamo, che si inserisce l’attacco al lavoro autonomo (tra questi si inseriscano anche i pastori sardi oppure gli agricoltori della Sicilia), nel caso specifico, che ora a noi interessa trattare ci sono appunto i tassisti.

In un documento elaborato dal Centro Studi di Uritaxi, una delle più importanti associazioni dei tassisti italiani, si legge: “I costi di gestione del taxi italiano sono più elevati rispetto alla media europea: il carburante costa il 22% in più, la vettura al netto dell’iva costa il 10% in più, le tasse sul mezzo sono superiori del 15%. Il lavoro di tassista non è considerato usurante, pur essendo, da uno studio Inps, tra i più usuranti, dopo quello degli autisti di autobus. Si registrano morti d’infarto sopra la media, cancro alla prostata, danni all’udito e alla vista, spostamenti del bacino, usura dei menischi e problemi alle spalle ed alla schiena. Il tassista non ha giorni di ferie né malattia retribuiti; niente tredicesima e liquidazione e va in pensione a 70 anni (ammesso che ci arrivi …) con 600-700 euro al mese.“

Nello stesso documento, dal titolo significativo “LE LIBERALIZZAZIONI SONO UNA TRUFFA A DANNO DI TUTTI NOI, LAVORATORI E CONSUMATORI! LE LIBERALIZZAZIONI SONO LO STRUMENTO GRAZIE A CUI VENGONO REGALATI INTERI SETTORI ECONOMICI AGLI SQUALI DELLA FINANZA!“, i tassisti denunciano che “Quando le cose andavano male molti anni fa, gli squali della finanza che controllano l’Italia erano abituati a farsi regalare i soldi pubblici. Oggi che soldi non c’è ne sono più, richiedono, attraverso l’eliminazione delle regole, di potersi impossessare di interi settori economici! Ti sei chiesto perché la liberalizzazione del commercio abbia portato alla morte di tantissimi piccoli negozi? Oppure perché la prima liberalizzazione delle edicole, le abbia ridotte di circa il 30%? I professori dicono semplicemente che con l’offerta scendono i prezzi. Allora perché i risultati prodotti dalle liberalizzazioni sono il fallimento sopra descritto. Parlano di teorie o della realtà?”

L’esperienza dimostra che laddove si è liberalizzato il servizio, si è puntualmente verificato un accaparramento delle licenze da parte di chi ha maggiori disponibilità di capitali, creando così un oligopolio che, al contrario, ne condiziona il mercato anziché liberalizzarlo; oltretutto si è verificato un aumento vorticoso delle tariffe nonché un super-sfruttamento degli operatori, che spesso lavorano senza le tutele minime, di conseguenza con un forte peggioramento e degrado della qualità del servizio taxi. In soldoni, la grande finanza e la grande industria si vuole impossessare delle licenze taxi e avere lavoratori schiavi, magari sul modello dei tassisti del nord America, che vivono, dormono e lavorano in macchina, per pochi dollari, oppure, qualcuno dice, sul modello delle cooperative di appalto delle pulizie per 600 euro al mese.

Solo una ampia unità del lavoro autonomo e dipendente e di tutti i cittadini in generale (pensionati, studenti, ecc…) può contrastare le decisioni del governo Monti che sottopongono il futuro del paese agli interessi dei cosiddetti mercati; solo l’unità di tutti i lavoratori e popoli europei, possono contrastare le decisioni sbagliate della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea ed impedire che si trasformino in strumento della grande finanza ed industria.

http://www.ariannaeditrice.it/articolo. ... colo=42032

un parere CONTRO .. :O
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: sab gen 21, 2012 7:45 pm 
Schiavo
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da qualche parte bisogna iniziare...
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 10:14 am 
Schiavo
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Se queste sono liberalizzazioni è evidente che io non conosco il significato del termine, se non lo sono, io penso che siano solo l'ennesima operazione cosmetica ad un edificio in procinto di collassare e portata per stornare l'attenzione del popolo e dare tempo alle caste politicoburocratiche per potersi mettere al sicuro, sono l'ennesima presa per i fondelli ad un popolo che se ci crede anche questa volta non merita altro e che il Berluska era persino meno peggio, l'ho detto tante volte, di quanto meritasse mediamente il cosidetto popolo italiano.


Liberalizzazioni, a casa mia, significa che un qualsiasi persona in possesso dei necessari requisiti puo aprire una farmacia, o intraprendere qualsiasi professione con i relativi requisiti in regola,e praticare la concorrenza. Chi è in grado di tener aperto sopravvive, gli altri chiudano perchè così è giusto, nel rispetto delle regole naturali osservate e codificate da Darwin da oltre un secolo e che ci si affanna a nascondere, inutile perchè rispuntano sempre, sotto il tappeto di delle bugie di turno. Altrettanto dicasi di ogni altro settore che questo governo di teorici, avvezzi ad aver a che fare con la carta bidimensionale e non con il mondo reale multidimensionale, ha regolamentato o velleitariamente preteso di farlo. L'unica cosa che un governo deve praticare è imporre regole uguali per tutti e sorvegliare che vengano da tutti rispettate. Purtroppo, a conti fatti, questo è l'unico compito che questo ennesimo governo italiota sta evitando, per l'ennesima volta, come la peste.


P.S. Rammento ai boccaloni italioti, tanto propensi a prestar fede al primo venuto che li imbambola con teorie promettenti mitici paradisi d'abbondanza sulla carta, che le cifre fornite, aumenti di pil dell'1% all'anno et similia, fanno ridere i polli, mentre i "polli" italioti motivi per ridere non ne avrebbero affatto.
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L'indifferenza, male supremo dell'umanità ?. Forse un tempo era così, mentre oggi potrebbe non esserlo più. Potrebbe, invece, essere, in base al fatto che non tutto il male viene per nuocere, un bene perchè siamo in troppi e quanti più "se ne andranno", tanto vantaggio ne trarranno l'ecosistema planetario ed i, se ve ne saranno, superstiti.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 10:29 am 
Schiavo
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Proteus @ ha scritto:
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His beard alone has experienced more than a lesser man's entire body
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 10:35 am 
Schiavo
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nesema @ ha scritto:
LIBERALIZZAZIONI, IL GOVERNO: "PREZZI GIÙ. I SALARI POTREBBERO CRESCERE DEL 12%"

ROMA - «Le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l'economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali». Lo si legge nel comunicato del cdm, disffuso oggi, dopo il varo del decreto liberalizzazioni.
«L'apertura al mercato, incidendo in modo diretto sulle politiche aziendali delle imprese (quelle di grandi dimensioni, ma anche quelle piccole) è in grado di determinare una sensibile riduzione dei prezzi, con vantaggi evidenti per i consumatori», si legge nel comunicato.

SALARI POTREBBERO CRESCERE DEL 12% Con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi euro il prodotto interno lordo potrebbe salire dell'11%, i consumi dell'8% e i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull'occupazione. Lo si legge nel comunicato diffuso dal Cdm oggi. «Analisi condotte dall'Ocse - si legge nella nota del Cdm diffusa oggi - evidenziano come l'adozione di misure di liberalizzazione che conducano a livelli di regolamentazione del settore dei servizi simili a quelli dei Paesi con i migliori standard produrrebbero una crescita significativa della produttività totale dei fattori nei settori che impiegano tali servizi quantificabile in oltre 10 punti percentuali. Altri studi sulla materia - prosegue la nota - indicano che con una riduzione delle rendite nel settore dei servizi a livello medio degli altri Paesi dell'euro si assocerebbe, nel medio periodo, a un aumento del prodotto dell'11%; il consumo privato e l'occupazione crescerebbero fino all'8%, gli investimenti del 18%, i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull'occupazione»

http://www.leggo.it/news/soldi/liberali ... 0142.shtml

che caxxate :O

:dumb: :cereal: :cereal: :cereal: :cereal: :cereal:

stanno tutti ubiti a pigliare per il culo gli italioti.... dov'è quella che piangeva ?
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in italia le pene non sono mai esisitite, vige la legge del piu furbo. altrimenti non saremmo in queste condizioni !
ci sono due cose che sono sempre in mostra, gli zebedei del cane e i soldi dei poveretti !

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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 10:40 am 
Schiavo
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Futura12 @ ha scritto:
Si l'inizio del fallimento.
Non è che se apri un ora prima allora viene più gente perchè hanno trovato i soldi per terra.


Giusta osservazione, la liberalizzazione degli orari non aumenterà certo il fatturato perchè la gente non spende quello che non ha, salvo eccezioni come quella di chi si indebita per andare in vacanza e poi non riesce a pagare. Una cosa però è certa, aumenteranno le spese di gestione, luce riscaldamento dipendenti pulizie etc, molti piccoli esercizi chiuderanno e la grande distribuzione, questa riuscirà a cavarsela grazie al poter sottopagare i lavoratori, sopravviverà. Alla fine della giostra ci ritroveremo con le stesse merci a prezzi maggiorati perchè nessun centro commerciale eviterà di riversare i maggiori costi sui consumatori con aumenti dei prezzi.

Questi sono molto peggio del pessimo Berluska, ho scritto molte volte per mettere in guardia i tanti che invocavano di mandarlo a casa dal pericolo gravissimo, io lo avevo calcolato come quasi certo, divederlo sostituito da teorici irragionevoli, innamorati delle proprie teorie e di vedute tanto ristrette da non riscire a tener conto di fattori che appaiono evidenti persino ad un comune cittadino come me.

P.S. In teoria certe cose funzionano, purtroppo sulla carta funziona sempre tutto, mentre il mondo reale, essendo multidimensionale, obbedisce a leggi diverse e molto più complicate rispetto alla bidimensionale carta. Il sistema è ravvisabile ad un mostruoso puzzle quadridimensionale, il fattore tempo ne è una, la quarta ndr, delle dimensioni, nel quale ogni tessera influenza le altre. Più esse sono contigue e vicine piùl'influenza reciproca è elevata, ma anche le più lontane influiscono e possono sballare totalmente qualsiasi calcolo o ipotesi. Per queste ragioni occorrono grande cautela, prudenza e studi accurati di cosa provochi anche la più minima modifica al sistema. Certo le modifiche sono necessarie perchè tutto deve evolvere, ma devono esser ben calcolate e non buttate li da soloni presumtuosi che ritengono di possedere la conoscenza assoluta e definitiva.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 10:42 am 
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FradettII @ ha scritto:
:chan:


Bravo, massaggiati per bene il cranio, si sa mai che qualche neurone superstite trovi il modo di risvegliarsi e fare, finalmente, il suo lavoro. :patpat: :patpat: :asd: :asd:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 10:46 am 
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Stop kompozer nao. :yuno:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 10:48 am 
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[quote="Proteus [url=http://www.hwupgrade.org/forum/viewtopic.php?p=927602#p927602]@[/url]"] Se queste sono liberalizzazioni è evidente che io non conosco il significato del termine, se non lo sono, io penso che siano solo l'ennesima operazione cosmetica ad un edificio in procinto di collassare e portata per stornare l'attenzione del popolo e dare tempo alle caste politicoburocratiche per potersi mettere al sicuro, sono l'ennesima presa per i fondelli ad un popolo che se ci crede anche questa volta non merita altro e che il Berluska era persino meno peggio, l'ho detto tante volte, di quanto meritasse mediamente il cosidetto popolo italiano.


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In USA come funziona?
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 11:10 am 
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tommylee69 @ ha scritto:
In USA come funziona?


Negli USA, e non solo, funziona all'incirca come penso dovrebbe funzionare. Ad esempio: sei laureato in nfarmacia ed hai i necessari requisiti ?, se hai tutto quello che occorre per salvaguardare la sicurezza dei clienti puoi aprire una farmacia dove minchia ti piace e far concorrenza come preferisci. Il tutto nel rispetto, ad esempio niente concorrenza sleale come la vendita sottocosto per far chiudere i concorrenti e divenire monopolista, delle regole che lo stato ha il dovere di stabilire e di far rispettare a tutti senza eccezioni.

Altrettanto dicasi per ogni altra professione, lavoro o altro. Questa, IMHO, sarebbe una vera liberalizzazione, mentre quella montiana è la consueta incipriatura di una vecchia megera per farla apparire come una giovane piacente fanciulla agli occhi dei soliti, e tanti ndr, boccaloni.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 11:15 am 
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Sgurbat @ ha scritto:
Stop kompozer nao. :yuno:


Sgurbatt, tolà in tì ciapp. :asd: :asd: :asd:

P.S. La t doppia non è ne un errore ne un caso, è una necessità dialettale.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 12:15 pm 
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aboliranno di fatto il valore legale del titolo di studio e/o daranno maggior peso a dove è stata presa la laurea?

:poker:



Cita:
ROMA - Venerdì prossimo, in Consiglio dei ministri, confronto sul tema della laurea: il suo valore legale, il peso che ha nei concorsi pubblici. Sullo sfondo, la proposta di un diverso criterio di accreditamento dei singoli atenei: ovvero il peso specifico che potrà avere il prestigio accademico di un'università (quindi anche i suoi criteri selettivi) rispetto ad altre. Stando alle indiscrezioni, nelle cartelle del governo sarebbe pronto per la discussione un provvedimento con molte novità.
Primo: nei concorsi pubblici, soprattutto per i quadri dirigenziali, dovrebbe cadere il vincolo del tipo di laurea. Basterà un titolo per partecipare. Ci saranno le doverose eccezioni «tecniche» (nel caso in cui occorra una competenza specifica, per esempio, da ingegnere). Però conteranno maggiormente la capacità e la professionalità dimostrata dal candidato durante il concorso. In sostanza, per diventare dirigente di una Asl poco importerà se ho una laurea in Giurisprudenza o in Lettere, sarà decisivo il mio risultato personale nel concorso. Secondo: revisione del criterio legato al voto di laurea, che dovrebbe sparire come elemento di punteggio. Terzo: diverso accreditamento, cioè «apprezzamento», delle singole università, che smetteranno di essere di fatto tutte uguali.

Se ne è già discusso venerdì scorso: al dibattito informale hanno partecipato, oltre al presidente Mario Monti e al ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, anche i ministri Anna Maria Cancellieri (Interni), Paola Severino (Giustizia), Filippo Patroni Griffi (Pubblica amministrazione) suscitando anche l'interesse di Lorenzo Ornaghi (Beni culturali, rettore della Università Cattolica di Milano). Nel prossimo Consiglio dei ministri, con ogni probabilità, si arriverà a una sintesi. Creando un elemento di forte novità e discontinuità rispetto al passato.

In Confindustria, per esempio, si fa sapere che «non si può non essere d'accordo» con una mossa che «va sicuramente nella direzione di una vera liberalizzazione». Ma si sottolinea anche come si debba proteggere il «consumatore di formazione» (lo studente, la sua famiglia) circa la qualità del prodotto che si sceglie. Ovvero aiutare quel «consumatore» a capire quale sia l'ateneo giusto. O se, addirittura, certi atenei siano da evitare. Naturalmente nel settore privato la laurea in sé ha un peso specifico diverso rispetto al settore pubblico. La Confindustria da sempre guarda con favore alla prospettiva di un maggior rigore nella selezione degli atenei e a una autentica concorrenza tra i migliori. E ripone molta fiducia nel lavoro dell'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione del Sistema universitario e della ricerca presieduta da Stefano Fantoni.

Dice Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli: «Nel settore privato non cambierà molto. E' del tutto ovvio che un capo del personale di una qualsiasi azienda assume valutando i pro e i contro delle caratteristiche dei candidati, indipendentemente dalla laurea e dal suo stesso punteggio. Detto questo, se davvero il Consiglio dei ministri varasse un provvedimento del genere, si stabilirebbe un principio sacrosanto anche per la pubblica amministrazione. Cioè la possibilità di accedere per le competenze acquisite dalla singola persona e non solo in base al famoso "pezzo di carta". Mi sembra molto giusta la prospettiva di rimuovere, per esempio, il blocco del tipo laurea per accedere alle professioni della pubblica amministrazione».

Gavosto sottolinea poi un altro aspetto, che riguarda più direttamente le «fabbriche del sapere» (le università) e quindi i famosi «consumatori di formazione» (gli studenti che si affacciano sul mondo del lavoro). Dice Gavosto: «Non tutti gli atenei sono uguali. Lo sappiamo benissimo. Di conseguenza non tutti i voti conseguiti sono uguali. E bisognerà saperne tenere conto, nelle nuove norme. Ma sarebbe tempo che gli atenei si specializzassero puntando sulle discipline nelle quali sono più forti. Farò un esempio: Teramo offre una facoltà di Veterinaria sicuramente tra le migliori in Italia se non in Europa. Sarebbe bene che si concentrasse in quella materia, lasciando perdere in prospettiva i corsi più deboli. E ciò dovrebbe valere per tutte le università del nostro Paese»

Invece Attilio Oliva, presidente di TreeLLLe-per una società dell'apprendimento continuo (che da anni si occupa di miglioramento della qualità dell'education nel nostro Paese), punta l'indice contro l'abitudine tutta italiana di affidarsi burocraticamente e schematicamente alla «certezza» dei numeri, cioè dei punteggi: «L'ossessione dell'oggettività uguale equità si trasforma in un inno alla deresponsabilizzazione di chi è chiamato a scegliere, a selezionare».

Cosa vuole dire, con questo ragionamento, Oliva? «Molto semplice. Il punteggio diventa l'unico elemento amministrativo-burocratico di certezza. Mentre è del tutto evidente che il valore delle singole lauree dipende soprattutto dalla qualità e dalla serietà dell'ateneo che le ha rilasciate. Insomma, la vera svolta si avrà quando, nella scelta dei migliori, anche nella pubblica amministrazione ci sarà una adeguata responsabilizzazione dei selezionatori. Magari dopo una discussione collettiva, arrivando a una sintesi».


http://www.corriere.it/economia/12_genn ... 76c4.shtml
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 12:23 pm 
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 12:28 pm 
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Deuced @ ha scritto:
aboliranno di fatto il valore legale del titolo di studio e/o daranno maggior peso a dove è stata presa la laurea?

:poker:



Cita:
Primo: nei concorsi pubblici, soprattutto per i quadri dirigenziali, dovrebbe cadere il vincolo del tipo di laurea. Basterà un titolo per partecipare. Ci saranno le doverose eccezioni «tecniche» (nel caso in cui occorra una competenza specifica, per esempio, da ingegnere). Però conteranno maggiormente la capacità e la professionalità dimostrata dal candidato durante il concorso. In sostanza, per diventare dirigente di una Asl poco importerà se ho una laurea in Giurisprudenza o in Lettere, sarà decisivo il mio risultato personale nel concorso. Secondo: revisione del criterio legato al voto di laurea, che dovrebbe sparire come elemento di punteggio. Terzo: diverso accreditamento, cioè «apprezzamento», delle singole università, che smetteranno di essere di fatto tutte uguali.



http://www.corriere.it/economia/12_genn ... 76c4.shtml

quindi i Renzo Bossi (et similia) potranno fare carriera impunemente
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 12:33 pm 
Schiavo
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diciamo che in un paese normale sarebbe cosa giusta e normale...qui si presta a troppe "interpretazioni" :trollface:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 12:40 pm 
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ConteZero @ ha scritto:
Beh diciamo che se i privati smettessero di dichiarare meno delle proprie colf ci sarebbe un boom mostruoso come redditi in Italia :asd:


:LOL: :LOL:
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dimmelo tu, cosa dovevo fare...
forse chissà, forse potrei cambiare...
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 12:42 pm 
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superbund @ ha scritto:
Anche se si riuscisse a risparmiare quella cifra (ma ne dubito) saremmo lontani dal 12 % ipotizzato, questa pensata delle liberalizzazioni è solo fumo negli occhi della gente ma niente di concreto.
Purtroppo Monti fino ad adesso ci ha massacrato di tasse, così facendo forse salva l'italia dal default ma di certo rovina gli italiani. :muro: :muro: :cereal:



fai un esempio di liberalizzazione realistica "concreta"
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: dom gen 22, 2012 12:42 pm 
Schiavo
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Deuced @ ha scritto:
diciamo che in un paese normale sarebbe cosa giusta e normale...qui si presta a troppe "interpretazioni" :trollface:

appunto ... in un paese normale...

già adesso, i "posti alti" sono per la maggior parte coperti da incompetenti laureati e raccomandati .... DOPO saranno, per la TOTALITA', coperti da incompetenti diplomati e raccomandati

( i concorsi come saranno???? ... molti già oggi sono "pilotati", nel senso che allo scritto quelli in gamba prendono voti alti, poi inspiegabilmente, all'orale vanno malissimo, il che "avvantaggia" alcuni )
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 10:47 am 
Schiavo
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Località: Cattolica
Un giorno intero nel fortino del Fisco, dove si dà la caccia agli evasori. Il Sole 24 Ore ha visto per i suoi lettori come funziona l'incrocio dei dati per scovare chi dichiara poco o nulla. Un giorno a fianco dei funzionari dell'agenzia delle Entrate per capire i segreti dei programmi che elaborano e utilizzano 400 milioni di informazioni sui contribuenti italiani. Programmi da cui nascono e in cui confluiscono le indicazioni per i controlli come quelli effettuati a Cortina a fine 2011.

Sono venti cervelloni collegati tra di loro che consentono con pochi click di sapere la storia recente e il passato davanti al Fisco. Benvenuti nell'era della lotta all'evasione «3.0», che fa dell'incrocio delle informazioni e dell'analisi del rischio le parole d'ordine per stanare i metodi sempre più sofistiscati dietro cui si nasconde chi non dichiara quanto dovrebbe al fisco. Serpico (Servizi per i contribuenti) ma anche crapple (Applicazione per la lotta all'evasione), Pandora (finalizzato a contrastare l'evasione totale e l'impiego di lavoro nero da parte di imprese che hanno eseguito ristrutturazioni edilizie), Radar (Ricerca e analisi decisionale per l'accertamento dei redditi) con tutte le sue declinazioni, dagli studi di settore alle imprese di medie dimensioni. Nomi e target diversi per il grande occhio informatico con cui l'agenzia delle Entrate vede sempre in più in tempo reale la posizione dei contribuenti italiani.

DOCUMENTI
Gli strumenti a disposizione
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«Clima cambiato, antievasione più forte»
La porta d'accesso alle informazioni sui redditi, i patrimoni, le principali voci di spesa "censite" - dagli immobili alle auto - ma anche gli investimenti effettuati verso l'estero e, a partire dai prossimi giorni, anche un quadro ancora più definito sui movimenti relativi ai conti correnti bancari. Informazioni che diventano valore aggiunto proprio grazie alla possibilità di incrocio che consente di far emergere le anomalie e indirizzare poi i controlli ed eventualmente gli accertamenti. Ma la novità che potrebbe contribuire a dare un quadro ancora più definito è l'allargamento alla famiglia fiscale. Di fatto, Serpico si prepara ad associare il database di ciascun contribuente a quelli di tutti i suoi familiari. Un aggiornamento necessario per far girare il nuovo redditometro (allo stato attuale ancora in sperimentazione) costruito nel tentativo di pesare in modo il più possibile vicino alla realtà la composizione del nucleo familiare.

Le fonti
Ma quali sono i canali attraverso cui arrivano le informazioni? Il software attinge direttamente all'Anagrafe tributaria. Quindi i suoi fornitori sono i più disparati: non solo le dichiarazioni dei redditi (Unico, Iva, 730, 770, Irap) ma anche tutte le comunicazioni introdotte più o meno recentemente (Intrastat, black list e fra poco anche lo spesometro) e che, in gran parte degli altri Paesi, non sono richieste ai soggetti interessati. I flussi, però, arrivano anche dalle registrazioni degli atti o dai gestori delle utenze domestiche (i nuovi contratti di fornitura stipulati), compagnie assicurative, leasing, Comuni, enti previdenziali. Fra breve, una convenzione con le Camere di commercio consentirà anche di ottenere un report settimanale sulle modifiche della composizione azionaria delle società italiane. E non è tutto perché nel prossimo futuro potrebbero arrivare anche tutti i dati dei bonifici bancari. Informazioni che, però, devono avere un "bollino" di qualità. Al loro arrivo passano, infatti, per un filtro: un meccanismo che ne verifica l'attendibilità. Se ci sono incongruenze o inesattezze incorreggibili, quel dato o per meglio dire quel pacchetto di dati viene scartato. Una cernita indispensabile perché un input di partenza errato può compromettere l'analisi del rischio-evasione del contribuente, portando poi i controlli a risultati poco attendibili. Del resto, proprio questa è uno delle medaglie conquistate sul campo dall'Agenzia negli ultimi anni (oltre ad aver allungato le leve del recupero del non dichiarato): il 96% dei controlli ha portato a un esito positivo nel 2010, secondo quanto riporta l'ultima relazione dell'Economia al Parlamento sulla lotta all'evasione.

Gli spunti
L'accesso a Serpico e ai suoi "fratelli" da parte degli 007 del Fisco non è mai casuale. Anche per garantire la tracciabilità e la trasparenza nell'utilizzo dei dati ultra-sensibili dei contribuenti italiani, ogni ingresso dei funzionari delle Entrate è identificato e registrato. Un modo questo per evitare anche duplicazioni di interrogazioni sullo stesso soggetto, su cui magari sta già indagando la Guardia di finanza. Così i "prescelti" che possono operare sulla piattaforma del grande occhio informatico hanno una password che permette loro di approfondire situazioni già in qualche modo preselezionate. Ad esempio, l'innesco può nascere dalle liste di anomalie fiscali del redditometro o anche da segnalazioni (ne arrivano a centinaia negli uffici locali dell'Agenzia), che naturalmente vanno approfondite per verificarne l'attendibilità. La porta d'ingresso all'universo tributario di un contribuente italiano è il suo codice fiscale. Dopo averlo inserito nella schermata iniziale, il Fisco ha a disposizione le dichiarazioni presentate dal 1997 al 2010: basta un semplice click allo 007 autorizzato per vedere se ci sono solo redditi da lavoro dipendente o se un autonomo ha presentato per un anno d'imposta la dichiarazione Irap o meno. O può ricostruire l'identikit delle agevolazioni che ha chiesto e ottenuto: ne sono catalogate circa una trentina nella schermata
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 11:23 am 
Schiavo
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eroggeno @ ha scritto:
superbund @ ha scritto:
Anche se si riuscisse a risparmiare quella cifra (ma ne dubito) saremmo lontani dal 12 % ipotizzato, questa pensata delle liberalizzazioni è solo fumo negli occhi della gente ma niente di concreto.
Purtroppo Monti fino ad adesso ci ha massacrato di tasse, così facendo forse salva l'italia dal default ma di certo rovina gli italiani. :muro: :muro: :cereal:



fai un esempio di liberalizzazione realistica "concreta"



Certo! ma non è una liberalizzazione come intendi tu, basta apportare una semplice modifica al regime fiscale attuale (del resto già normalmente attuata da altri paesi) far recuperare l'Iva ai privati!! Prova a pensare meccanici carrozzieri edili commercio tutte le categorie professionali che han a che fare con il privato escluso ovviamente beni di lusso e viaggi.
Ora appare evidente che lo stato dovrà ridare indietro l'iva ai privati ma in compenso l'evasione fiscale verrebbe quasi sconfitta con un ritorno nelle casse dello stato notevole visto che l'evasione non avrebbe più senso ed i professionisti sarebbero costretti a fatturare tutto.
A ciò va aggiunta la lotta della guardia di finanza all'evasione che in realtà è molto semplice, facendo controlli incrociati dei beni materiali posseduti e lo stile di vita, un esempio classico, basta mettersi per strada e fermare le molte auto di lusso e SUV con un semplice controllo di routine viene segnalata la persona per constatare se il suo Cayenne turbo o Q7 o altre vetture ben oltre i 50 K€ è compatibile con la sua dichiarazione dei redditi.
Tu che dici quante incompatibilità emergerebbero. :asd:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 12:40 pm 
Schiavo
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1) queste non sono liberalizzazioni

2) tireresti su meno soldi (sennò l'avrebbero fatto 50 anni fa)
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dimmelo tu, cosa dovevo fare...
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 12:50 pm 
Schiavo
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Deuced @ ha scritto:
aboliranno di fatto il valore legale del titolo di studio e/o daranno maggior peso a dove è stata presa la laurea?

:poker:



Cita:
ROMA - Venerdì prossimo, in Consiglio dei ministri, confronto sul tema della laurea: il suo valore legale, il peso che ha nei concorsi pubblici. Sullo sfondo, la proposta di un diverso criterio di accreditamento dei singoli atenei: ovvero il peso specifico che potrà avere il prestigio accademico di un'università (quindi anche i suoi criteri selettivi) rispetto ad altre. Stando alle indiscrezioni, nelle cartelle del governo sarebbe pronto per la discussione un provvedimento con molte novità.
Primo: nei concorsi pubblici, soprattutto per i quadri dirigenziali, dovrebbe cadere il vincolo del tipo di laurea. Basterà un titolo per partecipare. Ci saranno le doverose eccezioni «tecniche» (nel caso in cui occorra una competenza specifica, per esempio, da ingegnere). Però conteranno maggiormente la capacità e la professionalità dimostrata dal candidato durante il concorso. In sostanza, per diventare dirigente di una Asl poco importerà se ho una laurea in Giurisprudenza o in Lettere, sarà decisivo il mio risultato personale nel concorso. Secondo: revisione del criterio legato al voto di laurea, che dovrebbe sparire come elemento di punteggio. Terzo: diverso accreditamento, cioè «apprezzamento», delle singole università, che smetteranno di essere di fatto tutte uguali.

Se ne è già discusso venerdì scorso: al dibattito informale hanno partecipato, oltre al presidente Mario Monti e al ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, anche i ministri Anna Maria Cancellieri (Interni), Paola Severino (Giustizia), Filippo Patroni Griffi (Pubblica amministrazione) suscitando anche l'interesse di Lorenzo Ornaghi (Beni culturali, rettore della Università Cattolica di Milano). Nel prossimo Consiglio dei ministri, con ogni probabilità, si arriverà a una sintesi. Creando un elemento di forte novità e discontinuità rispetto al passato.

In Confindustria, per esempio, si fa sapere che «non si può non essere d'accordo» con una mossa che «va sicuramente nella direzione di una vera liberalizzazione». Ma si sottolinea anche come si debba proteggere il «consumatore di formazione» (lo studente, la sua famiglia) circa la qualità del prodotto che si sceglie. Ovvero aiutare quel «consumatore» a capire quale sia l'ateneo giusto. O se, addirittura, certi atenei siano da evitare. Naturalmente nel settore privato la laurea in sé ha un peso specifico diverso rispetto al settore pubblico. La Confindustria da sempre guarda con favore alla prospettiva di un maggior rigore nella selezione degli atenei e a una autentica concorrenza tra i migliori. E ripone molta fiducia nel lavoro dell'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione del Sistema universitario e della ricerca presieduta da Stefano Fantoni.

Dice Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli: «Nel settore privato non cambierà molto. E' del tutto ovvio che un capo del personale di una qualsiasi azienda assume valutando i pro e i contro delle caratteristiche dei candidati, indipendentemente dalla laurea e dal suo stesso punteggio. Detto questo, se davvero il Consiglio dei ministri varasse un provvedimento del genere, si stabilirebbe un principio sacrosanto anche per la pubblica amministrazione. Cioè la possibilità di accedere per le competenze acquisite dalla singola persona e non solo in base al famoso "pezzo di carta". Mi sembra molto giusta la prospettiva di rimuovere, per esempio, il blocco del tipo laurea per accedere alle professioni della pubblica amministrazione».

Gavosto sottolinea poi un altro aspetto, che riguarda più direttamente le «fabbriche del sapere» (le università) e quindi i famosi «consumatori di formazione» (gli studenti che si affacciano sul mondo del lavoro). Dice Gavosto: «Non tutti gli atenei sono uguali. Lo sappiamo benissimo. Di conseguenza non tutti i voti conseguiti sono uguali. E bisognerà saperne tenere conto, nelle nuove norme. Ma sarebbe tempo che gli atenei si specializzassero puntando sulle discipline nelle quali sono più forti. Farò un esempio: Teramo offre una facoltà di Veterinaria sicuramente tra le migliori in Italia se non in Europa. Sarebbe bene che si concentrasse in quella materia, lasciando perdere in prospettiva i corsi più deboli. E ciò dovrebbe valere per tutte le università del nostro Paese»

Invece Attilio Oliva, presidente di TreeLLLe-per una società dell'apprendimento continuo (che da anni si occupa di miglioramento della qualità dell'education nel nostro Paese), punta l'indice contro l'abitudine tutta italiana di affidarsi burocraticamente e schematicamente alla «certezza» dei numeri, cioè dei punteggi: «L'ossessione dell'oggettività uguale equità si trasforma in un inno alla deresponsabilizzazione di chi è chiamato a scegliere, a selezionare».

Cosa vuole dire, con questo ragionamento, Oliva? «Molto semplice. Il punteggio diventa l'unico elemento amministrativo-burocratico di certezza. Mentre è del tutto evidente che il valore delle singole lauree dipende soprattutto dalla qualità e dalla serietà dell'ateneo che le ha rilasciate. Insomma, la vera svolta si avrà quando, nella scelta dei migliori, anche nella pubblica amministrazione ci sarà una adeguata responsabilizzazione dei selezionatori. Magari dopo una discussione collettiva, arrivando a una sintesi».


http://www.corriere.it/economia/12_genn ... 76c4.shtml


:shock:
:zortan:+ :halone:
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"Ed e' per questo che propongo l'istituzione del premio Nobel per il Wrestling"
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 1:06 pm 
Schiavo
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aumentare il livello di discrezionalità delle commissioni equivale a incancrenire ulteriormente il processo di selezione.

come al solito i liberisti mensano di stare nell'Iperuranio e favoleggiano cazzate
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco le LIBERALIZZAZIONI: finalmente, c'è anche la class action e tanta carne al fuoco!
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Schiavo
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superbund @ ha scritto:
eroggeno @ ha scritto:



fai un esempio di liberalizzazione realistica "concreta"



Certo! ma non è una liberalizzazione come intendi tu, basta apportare una semplice modifica al regime fiscale attuale (del resto già normalmente attuata da altri paesi) far recuperare l'Iva ai privati!! Prova a pensare meccanici carrozzieri edili commercio tutte le categorie professionali che han a che fare con il privato escluso ovviamente beni di lusso e viaggi.
Ora appare evidente che lo stato dovrà ridare indietro l'iva ai privati ma in compenso l'evasione fiscale verrebbe quasi sconfitta con un ritorno nelle casse dello stato notevole visto che l'evasione non avrebbe più senso ed i professionisti sarebbero costretti a fatturare tutto.
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Tu che dici quante incompatibilità emergerebbero. :asd:



Cercati il gettito IVA annuale in Italia e la quantità di evaso e fai due conti :poker:
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MessaggioInviato: lun gen 23, 2012 1:16 pm 
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eroggeno @ ha scritto:
1) queste non sono liberalizzazioni

2) tireresti su meno soldi (sennò l'avrebbero fatto 50 anni fa)



Fonti...? Se mai ci provi non lo saprai mai, e cmq si potrebbe sempre tornare indietro.
Quindi nei paesi che lo fanno USA compresi non capiscono un cazzo.
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