si e' capito da un pezzo che anche tu fai parte della categoria ladroni, cmq la prossima volta che vado da un gioielliere gli spieghero come investire in modo piu' fruttuoso i suoi soldi, invece che fare attività di rischio, lavorare tutto il giorno, rischiare rapine, ecc, gli consiglio di investire i 300.000 euro che ha in magazzino in un investimento finanziario, visto che di sicuro ci guadagnerebbe ben piu' del misero 1, 2% max 3% di margine che ha rispetto alle spese di magazzino.
seriamente, se uno fa un'attivita' di commercio, rischiosa per definizione, penso che intenda guadagnare almeno il doppio rispetto ad un investimento finanziario, e se investe 300.000 euro in un'attività, gli deve rendere per forza almeno 30.000 euro all'anno, altrimenti non vale la pena.
Come avevo già scritto ieri sera, si sta parlando di ORAFI, non di orefici. Cioè di chi ha quantomeno un laboratorio artigianale di lavorazione metalli preziosi. Non di uno che possiede un negozio di bigiotteria e/o gioielleria e al più effettua in proprio minime riparazioni (tipicamente aggiunta di una maglia ad un braccialetto o ingrandimento di un anello).
Qui nella stampa locale le associazioni degli orafi, intervistate, hanno subito tentato, con sprezzo del ridicolo, di giustificare tali dati

adducendo la crisi (peccato che i dati si riferiscano al 2009, mentre la vera crisi orafa è degli scorsi mesi in concidenza con il prezzo dell'oro che è salito alle stelle). Altri articoli hanno messo in risalto le palesi incongruenze nel tenore di vita della città, dove il settore orafo è l'attività principale, rispetto a tali dichiarazioni.
Un reddito medio LORDO di 12300 € è inferiore a quello degli operai orafi (non apprendisti).
P.S. Lo sapete, vero, che quando andate dal gioielliere non è che siete "casualmente" sempre fortunati a trovare l'occasione speciale per cui vi fanno un sostanzioso sconto sul prezzo del cartellino... è solo che
al minimo il prezzo del cartellino è il DOPPIO del prezzo di uscita dalla ditta orafa.
Mi ricollego a questo mio intervento precedente. Nell'articolo di apertura si parlava di ORAFI, cioè di coloro che lavorano i metalli, mentre le medesime rilevazioni Istat mostrano
Ah, stiamo parlando di cifre LORDE eh...
Trovatemi un babbeo che giustifica tali dati.......