Andiamo a Scienze Politiche per Travaglio che parla del Piano di Rinascita di Gelli. Tantissimi studenti in un silenzio di tomba. Occupato ogni minimo spazio. Il capo del dipartimento di fisica tenta di evacuare l’aula dicendo che c’è troppa gente e viene sonoramente fischiato mentre gli gridano che di gente in piedi o seduta per terra ce n’è anche a lezione. Travaglio fa un riepilogo di Gelli e company e soci.E’ presentato da Mario Guarino, come uno dei giornalisi italiani con ancora la schiena dritta. (Mario Guarino fu’ uno dei primi a scrivere libri inchiesta su Gelli e Berlusconi, vedi :
http://www.unilibro.it/find_buy/findres ... mario_.htmAlla conferenza Guarino ha detto che si sospettava che il vero capo della P2 fosse Andreotti e che i nomi pubblicati nell’81 erano 972, ma 1600 nomi non comparvero e restarono nella lista che Gelli teneva in una sua villa in Uruguai. Inutile chiedere : perche’ questi 1600 nomi non sono mai usciti ? Perche’ negli ultimi 30 anni non c’e’ mai stata una nuova inchiesta della P2 ? Quello che la P2 tramava non somigliava affatto ai golpe militari sudamericani (anche la Gladio di Cossiga invece si’) ma intendeva mantenere formalmente la repubblica, svuotando di sostanza tutte le sue istituzioni. La democrazia sarebbe diventata una specie di apparato esteriore con dentro nessuna applicazione democratica, come adesso e’. A parte il controllo che Berlusconi prese sui media e che Gelli sottovaluto’, appare oggi abbastanza chiaro che tutte le riforme che sono state attuate sia da destra che da sinistra negli ultimi 30 anni hanno contribuito allo stesso modo a realizzare il piano di Licio Gelli. Gelli dava molta attenzione ai giornali, i due maggiori si dovevano scalare (Berlusconi lo tento’ col Corriere della sera tramite Ricucci), e negli altri si dovevano infiltrare giornalisti di fiducia per rendere l’informazione remissiva al potere (cosa che oggi appare gia’ attuata). Gelli pensava che questi infiltrati dovessero essere pagati mentre, come dice Travaglio, la realta’ e’ anche peggiore e i giornalisti si sono asserviti da soli anche senza pagamento. Al momento della scoperta della lista il premier era Forlani e alcuni della P2 erano ministri del suo governo, ma nella lista, come sappiamo c’era di tutto, politici e generali, magistrati e carabinieri, c’erano anche collaboratori di Montanelli e anzi lo stesso Montanelli fu convocato da Gelli ed usci’ sconvolto dall’incontro come avesse parlato con uno squinternato, invece molti accettarono, fecero carriera e sono oggi al potere. Molto curioso il fatto che i tre Maestri che stavano immediatamente sotto Gelli erano Maurizio Costanzo, Roberto Gervaso (quello che sembra tanto innocuo e parla di amenita’ con farfallino) e l’incredibile prof. Trecca (uno che sta alla pari con Biscardi). Al tempo dell’uccisione di Moro, quando Cossiga era ministro degli Interni, i fatti strani si moltiplicarono, troppi suicidi sospetti nei servizi segreti, troppe morti misteriose, traffici d’armi, la CIA, la mafia, una ragnatela con a capo Gelli, i cui rapporti con la mafia, poi, sono sempre stati strettissimi. Viene il crack dell’Ambrosiano e Calvi e Sindona sono della P2. Nel 1976 Berlusconi ricevette da Gelli due miliardi di lire dell’epoca, una somma enorme da passare a Delfino per far scindere il MSI di Almirante (c’era il giovanissimo Fini) e creare un nuovo partito Democrazia Nazionale, forse Gelli non si fidava di Almirante, e si vede che col delfino gli e’ andata meglio, vista la sua subordinazione a Berlusconi e visto che anche la Prestigiacomo giura sulla nobilta’ di Dell’Utri, notoriamente condannato a 9 anni per collusione mafiosa. Berlusconi, pur essendo in quel tempo a latere della politica, faceva gia’ favori alla P2. La storia di Berlusconi la sappiamo, e’ un signor nessuno, un bel giorno riceve non si sa da chi enormi somme di denaro, compera terreni non edificabili, ottiene che diventino edificabili dagli amici socialisti, ci investe questi capitali oscuri, crea Milano2, Brugherio, Milano3... riesce persino a vendere l’invenduto a certo Ferruccio de Lorenzo (padre del de Lorenzo che conosciamo) che glielo compra per mille miliardi. Tutto questo accadeva 32 anni fa.. Guarino fu uno dei primi a raccontare fatti e misfatti di Berlusconi gia’ nel 1980 con "FRATELLO P2 1816 -L’epopea piduista di Silvio Berlusconi". Sempre nel 1980 il Corriere invece (noto per tenere i piedi sempre in piu’ staffe) pubblicava un bellissimo articolo apologetico su certo signor Gelli, intervista fiume molto esaltante firmata Maurizio Costanzo. Quindici giorni prima, vedi il caso, lo stesso Corriere aveva intervistato il giovane imprenditore emergente Silvio Berlusconi, qui la firma e’ Roberto Gervaso. Costanzo compare nella lista P2 col n° 1010, Gervaso col n° 1813, Selva col 1814, Berlusconi col 1816 (insomma vengono a ruota). Costanzo e’ nel reparto "informazione" perche’ la P2 e’ divisa per reparti. Il direttore del Corriere, al tempo della presentazione elogiativa al pubblico di questi bei personaggi, era Angelo Rizzoli, anche lui della P2. Nella P2 troviamo Enrico Manca (gia’ ministro di Cossiga, poi presidente della televisione, fondatore del PSR con Cicchitto e ora fondatore del movimento per il “rinnovamento della democrazia”, che con la “rinascita democratica” ha una certa assonanza), Publio Fiore (prima Dc poi An e ora in una delle tante piccole DC), Massimo Donelli (direttore di canale 5).. e tanti bei personaggini, insomma chi entra nella P2 non resta disoccupato, la P2 fa curriculum. Antonio Martino stava per fare la tessera e non ci riusci’ perche’ arrivarono i carabinieri, poi c’era Nebbiolo (del tg5), Picchioni, presidente della fiera del libro, Ciuni che dirige la Nazione e ora scrive sul Foglio, Cicchitto, che ha la tessera n° 2232 (16 iscrizioni dopo Berlusconi), Bisignani, consulente del gruppo Ferruzzi che riciclo’ la maxitangente Enimont e ora traffica con Mastella. E c’e’ anche il professor Trecca, il botolo che su rete4 si occupa di medicina e sembra un personaggio folkloristico (tanto che gli ascoltatori lo associano al mago Otelma e lo inneggiano come un eroe del pop trash) e che invece con Gelli era uno dei tre maestri principali, con Gervaso e Costanzo. E fu Gervaso che recluto’ l’ambizioso Berlusconi e che aveva le mani sul Conto Protezione che prendeva i denari deviati da Calvi (quello morto impiccato perche’ non parlasse) che verso’ 10 miliardi dell’epoca a Craxi per contrastare un’altra corrente sostenuta dai petrodollari. Gelli che reclutava i nuovi massoni ma anche preparava dossier sugli stessi per eventuali ricatti, aveva una cartellina su Martelli e il Conto Protezione, aperta dal Larini, dove c’era una ricevuta di Martelli stupidamente fatta su carta intestata della Camera dei deputati, tanto per autoinfamarsi meglio. E nella P3 c’era anche Vittorio Emanuele di Savoia, cosa che sconfessa Gelli quando dice che nella P2 entrava solo gente di grande intelligenza, ma anche lo pseudo-re aveva la sua importanza perche’ trafficava in armi e aveva il suo business. Il Piano di Rinascita Democratica fu dato brevi manu da Gelli a Leone "per rendere l’Italia migliore" e non appariva affatto come un colpo di stato. Anzi, nello Stato la P2 si trovava benissimo con tutti i politici sotto controllo, semmai la minaccia del golpe era tirata fuori ogni tanto per far paura agli sciocchi, ventilando la minaccia dei comunisti. Gelli non pretendeva nemmeno di cambiare la Costituzione, poteva restare benissimo la’ dove stava come un trombone sfiatato, mentre tutto il suo progetto tendeva a svuotare la democrazia dal suo interno, rendendo le istituzioni prive di valore e sgretolando il potere degli elettori. Si dovevano indebolire gradatamente tutti i poteri di controllo che non erano influenzati con i soldi o il ricatto : esautorare il Parlamento, moltiplicare i partiti, comprare la stampa, depotenziare la magistratura, inquinare la corte costituzionale, sfibrare i pubblici ministeri.. mentre doveva aumentare il potere del premier (come ieri chiedevano d’Alema e Berlusconi e come oggi chiedono proprio alla stessa maniera Veltroni e Berlusconi). Uno dei punti espressamente richiesti per eliminare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura era la separazione delle carriere cosi’ da mettere sotto il potere politico gli organi giudicanti, poi si dovevano spaccare i sindacati (cosa che Pezzotta e Angeletti hanno fatto benissimo). C’e’ persino la richiesta di prove psicoattitudinali per i giudici, come chiese poi il benemerito Castelli (e mi ha fatto senso sentire per radio una ascoltatrice leghista piuttosto sgrammaticata che chiedeva la stessa separazione con grande insistenza al suo rappresentante leghista, forse perche’ troppo offesa dalla condanna a Maroni perche’ aveva morsicato un poliziotto al polpaccio o per la tangente Enimont di 100 milioni a Bossi). Gelli vide benissimo molte cose. Il suo unico errore fu di aver sottovalutato il potere della televisione, potere che invece Berlusconi capi’ benissimo (o per lui Gonfalonieri). E il grande passo Berlusconi, grazie a Craxi, lo fece proprio passando dalle sue tante tv via cavo a 3 tv via etere, questo fu il punto che segno’ la sua vittoria. Ma il passo decisivo sarebbe stato il passaggio da una repubblica parlamentare a una repubblica presidenziale (e qui Veltroni si mostra degno erede). In USA la sovranita’ popolare si esplica col parlamento che puo’ anche avere un capo opposto al presidente e puo’ stoppare le sue decisioni, in Italia invece, grazie a destra e a sinistra, a poco a poco il parlamento e’ stato esautorato fino a non contare piu’ nulla, e’ diventato un’assemblea di yes man, le nomine dipendono oggi da poche persone e la sovranita’ popolare praticamente non esiste piu’ essendo le liste prefabbricate, Se Gelli svalutava la televisione, dava invece un’importanza esagerata alla stampa (visto anche che non siamo un popolo di lettori) ma capiva l’importanza della pubblica opinione e la necessita’ di una metodica disinformazione. Cosi’ stanzio’ 40 miliardi dell’epoca per controllare giornali e sindacati. Una cosa imponente. Tento’ anche di iscrivere alla P2 tutti i giornalisti italiani. Voleva intimidire e assoggettare i magistrati, intanto si doveva vietare loro di parlare (come si pretende adesso), poi non si dovevano mai chiamare per nome e cognome sulla stampa, cosi’ da poterli attaccare e far fuori in modo anonimo (si noti che e’ quello che pratico’ poi Castelli). L’Italia doveva mantenere una parvenza di democrazia ma diventare una democrazia svuotata da dentro. Appare chiaramente che molte di queste idee che allora sarebbero state considerate autentiche bestemmie e gravi attentati allo Stato, oggi passano come cose normali e sono presentate da tutti i partiti con la massima naturalezza, per il semplice fatto che o sono state attuate o stanno per esserlo. E anzi oggi va anche peggio perche’ Gelli si guardava bene dal parlare di riforme della Costituzione, mentre Berlusconi l’ha riformata a colpi di maggioranza come si trattasse di una legge ordinaria e il Governo successivo stava per fare la stessa cosa (e noi non riusciamo a dimenticare gli orrori della bicamerale), e oggi parlare di riforma della Costituzione appare come una cosa scontata, anzi un po’ noiosa. Mentre tutti fanno a chi chiede i piu’ per l’Italia una repubblica presidenziale. Altro abominio ! Ma ormai i tempi sono abominevoli ! A farla breve Gelli e’ stato scavalcato. Gelli diceva : "Se trovassimo un uomo in sintonia col nostro club andremmo piu’ veloci". Fu accontentato. Oggi la P2 non e’ piu’ un pericolo paventato, e’ un successo avvenuto. Le classi dirigenziali hanno scoperto che era un sistema comodo e pratico per far carriera, ottenere soldi, eludere i controlli, scavalcare il mercato. La P2 ha vinto. Con Berlusconi, ma anche con tutti gli altri, il piano di Licio Gelli ha avuto una magnifico successo, schiacciando completamente l’Italia. .. da Nuovo Masada 636
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