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Berlusconi arrabbiato con Tremonti: “Mi chiama ‘nonnetto’…”
Il retroscena in un articolo del Corriere: durante le trattative per la manovra sono scoppiati i contrasti tra il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia. Il quale aspira, secondo il Cavaliere, a sostituirlo. E in privato lo sfotte.
pubblicato il 17 luglio 2010
Che l’aria tra Palazzo Chigi e via XX Settembre non fosse del tutto respirabile si sapeva da tempo. Ma è con la manovra economica che sono scoppiati i contrasti maggiori tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Contrasti che Gianni Letta, il paciere per eccellenza, non riesce più a sanare.
NONNO SILVIO – “Mi chiama ”nonnetto”… Proprio così, mi hanno detto che si riferisce a me chiamandomi ”nonnetto”… Glielo faccio vedere io”, avrebbe detto Berlusconi ai fedelissimi secondo l’articolo di Francesco Verderami pubblicato stamattina sul Correre della Sera. Una nota di colore che avrebbe dato la certezza a Silvio che Giulio ormai sta lavorando, così come Fini, alla sua successione; solo che, a differenza del fratello-coltello, il ministro dell’Economia lavora in modo sotterraneo, stringendo alleanze sempre più forti con la Lega da una parte e con Roma dall’altra, in previsione di una gara per la leadership a cui lui vuole farsi trovare pronto. Di certo la manovra è stata il trampolino di lancio di una new policy messa in campo da via XX Settembre. Che ha deciso di fare “tutto da solo”, provocando l’irritazione degli altri ministri del governo e di Letta, che, a quanto dice Verderami, avrebbe chiesto a Tremonti di “cambiare metodo”, visti i contrasti che sta causando in questo periodo.
L’ASSENZA DI RUOLI – In attesa della probabile smentita che arriverà oggi dalla presidenza del Consiglio, un altro indizio del contrasto aperto tra Berlusconi e Tremonti risiederebbe in quanto accaduto nell’ormai famosissima cena da Bruno Vespa, dove, riferiscono i soliti beninformati, Silvio si sarebbe lamentato alquanto di Giulio alla presenza di quel Mario Draghi che ieri il Tempo descriveva come un candidato in pectore alla successione di Tremonti in caso di scossoni nella maggioranza. Improbabile, visto che il governatore non si è mai dimostrato interessato a ipotesi di incarichi “governativi”, mentre ambirebbe volentieri alla presidenza della Bce, dove però i tedeschi non lo vogliono, finora, perché preferiscono puntare su un loro candidato in nome dell’alternanza franco-tedesca alla guida della massima istituzione monetaria europea. Ma il nervosismo c’è. E non è detto che prima o poi qualcuno non sia chiamato a farne le spese.
Ma mixkey si è proprio disiscritto?
