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 Oggetto del messaggio: Amazzoni e cavalli berberi. The return of Gheddafi circus.
MessaggioInviato: sab ago 28, 2010 5:31 pm 
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Gheddafi ci ripensa, arriva domenica
cavalli berberi e programma top-secret
Il Colonnello doveva arrivare sabato, poi il contrordine serale. Iniziano lunedì le celebrazioni per il secondo anniversario della firma del Trattato Italia-Libia. Da Tripoli sono in arrivo con un volo speciale trenta purosangue

Gheddafi ci ripensa, arriva domenica cavalli berberi e programma top-secret Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi

ROMA - Arriverà con 30 cavalli berberi "di alto rango" che per il loro regime alimentare particolare hanno già messo in crisi i carabinieri che li prenderanno in consegna. Cosa mangino i quadrupedi del leader libico Muammar Gheddafi è ancora un mistero ("in Germania - ha dichiarato il colonnello dell'Arma Francesco Ferace - gli animali vogliono il fieno bagnato, in Libia non so") così come è top-secret il programma del suo soggiorno a Roma.

Tutto ciò che si sa è che le celebrazioni per i due anni della firma del Trattato Italia-Libia cominciano lunedì 30. L'arrivo di Gheddafi, annunciato in un primo momento a sorpresa per sabato, dopo un contrordine serale è stato rimandato a domenica. Giusto per non smentire la fama di eccentrico del Colonnello.

L'aereo che lo porterà in Italia atterrerà a Ciampino domenica. Ancora da definire l'orario. E' probabile che il leader libico si conceda qualche passeggiata a sorpresa nel centro storico della capitale. L'anno scorso si era fatto vedere, per la gioia di fotografi e giornalisti, a piedi, tra via del Corso e piazza del Popolo e si era fermato per un caffè in un bar in piazza San Lorenzo in Lucina. I fotoreporter stanno quindi già prendendo posto tra le strade romane per intercettare le tappe del suo giro turistico di quest'anno.

Il Trattato Italia-Libia è stato firmato il 30 agosto di due anni fa a Bengasi e il 30 settembre si celebra il secondo anniversario della firma: un appuntamento al quale Gheddafi parteciperà con Silvio Berlusconi inaugurando, lunedì, prima un convegno e poi una mostra fotografica all'Accademia libica in via Cortina d'Ampezzo, in zona Cassia. La celebrazione serale si terrà nella caserma dei carabinieri "Salvo d'Acquisto", a Tor di Quinto.

Il Colonnello, come nella visita di Stato del giugno dell'anno scorso, pianterà la sua tenda beduina nella capitale, ma alloggerà nella residenza privata dell'ambasciatore libico. La sua visita sarà anche un'occasione per rinsaldare ulteriormente i rapporti tra Italia e Libia, due Paesi alleati sullo scacchiere internazionale, come testimoniano l'attività delle società italiane nel Paese nordafricano e i frequenti interventi del fondo sovrano di Tripoli nei capitali azionari delle banche italiane.

(27 agosto 2010) © Riproduzione riservata - Repubblica.it

Cita:
Un business da 40 miliardi
per la Berlusconi-Gheddafi Spa

Grazie agli investimenti di Tripoli, il Cavaliere si è consolidato nei salotti buoni della finanza italiana. Il Colonnello è uscito dal suo storico isolamento ed ora società del suo Paese accedono alla City di Londra
di ETTORE LIVINI

Un business da 40 miliardi per la Berlusconi-Gheddafi Spa

NON SOLO tende beduine, caroselli di cavalli berberi e sfilate di soldatesse-amazzoni. La Berlusconi-Gheddafi Spa, a due anni dalla fondazione, è uscita da tempo dal folklore. L'oggetto sociale d'esordio - la chiusura delle ferite del colonialismo - è stato rapidamente archiviato all'atto della firma del Trattato d'amicizia bilaterale nel 2008.
L'Italia ha garantito 5 miliardi in 20 anni alla Libia e Tripoli ha bloccato (a modo suo) il flusso di immigrati verso la Sicilia. Poi - snobbando i dubbi degli 007 Usa e dei "parrucconi" come Freedom House che considerano il Paese africano una delle dieci peggiori dittature al mondo - sono cominciati i veri affari. Un pirotecnico giro d'operazioni gestite in prima persona dai due leader e da un piccolo esercito di fedelissimi ("gli imprenditori sono i soldati della nostra epoca", dice il Colonnello) che ha già mosso in 24 mesi quasi 40 miliardi di euro e che rischia di cambiare - non è difficile immaginare in che direzione - gli equilibri della finanza e dell'industria di casa nostra.

La premiata ditta Gheddasconi ha una caratteristica tutta sua. Gli affari diretti tra i due sono pochissimi. Anzi, solo uno: Fininvest e Lafitrade, uno dei bracci finanziari di Gheddafi, hanno entrambe una quota in Quinta Communications, la società di produzione cinematografica di Tarak Ben Ammar, l'imprenditore franco-tunisino tra i principali fautori dell'asse Arcore-Tripoli. Il grosso del business si fa per altre strade. Il Colonnello ha messo sul piatto un po' del suo tesoretto personale (i 65 miliardi di liquidità di petrodollari accumulati negli ultimi anni). Il Cavaliere gli ha spalancato le porte dell'Italia Spa, sdoganando la Libia sui mercati internazionali ma pilotandone gli investimenti ad uso e consumo dei propri interessi, politici e imprenditoriali, nel Belpaese.
In due anni Gheddafi è diventato il primo azionista della prima banca italiana (Unicredit) con una quota vicina al 7% (valore quasi 2,5 miliardi) e grazie allo storico 7,5% che controlla nella Juventus è il quinto singolo investitore per dimensioni a Piazza Affari. Le finanziarie di Tripoli hanno studiato il dossier Telecom, puntano a Terna, Finmeccanica, Impregilo e Generali. Palazzo Grazioli, nell'ambito del do ut des di questa realpolitik mediterranea, ha dato l'ok all'ingresso di Tripoli con l'1% nell'Eni ("puntiamo al 5-10%", ha precisato l'ambasciatore Hafed Gaddur). E la Libia ha allungato di 25 anni le concessioni del cane a sei zampe in cambio di 28 miliardi di investimenti.

Il Cavaliere tira le fila, consiglia e gongola. L'ingresso del Colonnello in Unicredit - oltre che a innescare i mal di pancia leghisti - è il cavallo di Troia per conquistare i vecchi "salotti buoni" tricolori, la stanza dei bottoni che controlla Telecom, Rcs - vale a dire il Corriere della Sera - e le Generali. Il momento per l'affondo è propizio. Il Biscione ha già piazzato le sue pedine negli snodi chiave: Fininvest e Mediolanum hanno il 5,5% di Mediobanca, crocevia di tutta la galassia. Tra i soci di Piazzetta Cuccia - con un pool di azionisti mangialumache accreditati del 10-15% - c'è il fido Ben Ammar. E gli ultimi due tasselli sono andati a posto in questi mesi. Lo sbarco di Tripoli a Piazza Cordusio, primo azionista di Mediobanca, stringe la tenaglia dall'alto. E a chiuderla dal basso ci pensa Cesare Geronzi, presidente delle Generali i cui ottimi rapporti con il Colonnello (e con il premier) - se mai ce ne fosse stato bisogno - sono stati confermati dalla difesa d'ufficio di entrambi al Meeting di Rimini. Niente di nuovo sotto il sole: l'assicuratore di Marino ha sdoganato Tripoli anni fa accogliendola nel patto di Banca di Roma (poi Capitalia) assieme a Fininvest. E ancor prima ha imbarcato la Libia in banca Ubae, guidata allora da Mario Barone, uomo vicino a quel Giulio Andreotti che solo un mese con il suo mensile 30 giorni ha pubblicato un volume sui discorsi pronunciati da Gheddafi nella sua ultima visita italiana.
Il puzzle adesso è quasi completo. Il Cavaliere ha in mano il controllo di industria e finanza pubbliche. E ora, grazie all'asse con Ben Ammar e Geronzi e ai soldi di Gheddafi (sommati alla debolezza delle vecchie dinastie imprenditoriali tricolori), può blindare quella privata estendendo la sua influenza su tlc, editoria e - Bossi permettendo - sulle ricchissime casseforti delle banche e delle Generali.

L'asse con il Colonnello gli regala però un'altra opportunità d'oro: quella di distribuire le carte delle commesse a Tripoli garantite dall'attivismo dell'efficientissimo tandem, immortalato ora a imperitura memoria sul frontespizio dei passaporti libici. Ansaldo Sts (per il segnalamento ferroviario) e Finmeccanica (elicotteri) hanno incassato due maxi-ordini. I big delle costruzioni si sono messi in fila per gli appalti sulla nuova autostrada libica da 1.700 chilometri (valore 2,3 miliardi) affidata in base agli accordi bilaterali ad aziende tricolori. In questi mesi hanno attraversato il Mediterraneo pure l'Istituto europeo di oncologia e Italcementi mentre Impregilo ha consolidato con una commessa da 260 milioni la sua già solida posizione nel Paese nordafricano dove con 150 miliardi di investimenti infrastrutturali nei prossimi sei anni la torta - previo via libera della Gheddasconi Spa - è abbastanza grande per tutti.
Anche Gheddafi, come ovvio, ha il suo dividendo. L'Italia è il cavallo di Troia per portare la Libia fuori dall'isolamento nell'era in cui la liquidità, come dimostra il salvataggio delle banche Usa da parte dei fondi sovrani arabi, non ha più bandiere. Missione compiuta se è vero che persino a Londra - grazie a un'operazione di diplomazia sotterranea guardata con sospetto a Washington - l'abbinata politica-affari ha dato risultati insperati: la Gran Bretagna ha liberato un anno fa Abdelbaset Al Megrahi, l'ex 007 libico condannato per l'attentato di Lockerbie e il Colonnello ha dato subito l'ok alle trivellazioni Bp nel golfo della Sirte. Nessuno poi ha battuto ciglio nella City quando Tripoli ha rilevato il 3% della Pearson (editore del Financial Times) e fondato lungo il Tamigi un hedge fund. O quando il numero uno della London School of Economics è entrato tra gli advisor della Libian Investment Authority a fianco del banchiere Nat Rothschild e a Marco Tronchetti Provera.

Pecunia non olet. E anche l'(ex) dittatore Gheddafi non è più un appestato per le cancellerie internazionali. Il premier greco Georgios Papandreou è sbarcato qui per cercare aiuti. La Russia di Putin - altro alleato di ferro dell'asse Gheddafi-Berlusconi - si è aggiudicata fior di commesse a Tripoli come le aziende turche di Erdogan, altra new entry in questo magmatico melting pot geopolitico tenuto insieme, più che dagli ideali e dalla storia, dal collante solidissimo del denaro.

(28 agosto 2010) © Riproduzione riservata - Repubblica.it


Il più grande amico dell'italia torna a trovare, per la millemillesima volta, il nostro amato nano da giardino :vabe:
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 Oggetto del messaggio: Re: Amazzoni e cavalli berberi. The return of Gheddafi circus.
MessaggioInviato: sab ago 28, 2010 6:39 pm 
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che schifo e che spreco di miei soldi...

da mettere tutti e 2 faccia al muro.... :vabe:
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 Oggetto del messaggio: Re: Amazzoni e cavalli berberi. The return of Gheddafi circus.
MessaggioInviato: sab ago 28, 2010 7:50 pm 
rgart ha scritto:
che schifo e che spreco di miei soldi...

da mettere tutti e 2 faccia al muro.... :vabe:


In compagnia dell'altro loro amichetto, magari, putrin :v
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 Oggetto del messaggio: Re: Amazzoni e cavalli berberi. The return of Gheddafi circus.
MessaggioInviato: sab ago 28, 2010 7:54 pm 
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E la politica del pupù.
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 Oggetto del messaggio: Re: Amazzoni e cavalli berberi. The return of Gheddafi circus.
MessaggioInviato: sab ago 28, 2010 8:00 pm 
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Località: guarda da sopra la nebbia padana...
ma il mignottame per la lezione di islam l'hanno già ingaggiato ?
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in italia le pene non sono mai esisitite, vige la legge del piu furbo. altrimenti non saremmo in queste condizioni !
ci sono due cose che sono sempre in mostra, gli zebedei del cane e i soldi dei poveretti !

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 Oggetto del messaggio: Re: Amazzoni e cavalli berberi. The return of Gheddafi circus.
MessaggioInviato: sab ago 28, 2010 8:52 pm 
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I nostri (beh i suoi) affari con la Libia sono una cosa allucinante :wat:
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Che epoca terribile questa in cui degli idioti governano dei ciechi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Amazzoni e cavalli berberi. The return of Gheddafi circus.
MessaggioInviato: dom ago 29, 2010 1:43 am 
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