dall'Ansa
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TORINO, 4 SET - Una ventina di attivisti del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo e del Popolo viola hanno protestato davanti alla tendostruttura che ospita nel centro di Torino la festa nazionale del Pd e dove e' giunto il presidente del Senato, Renato Schifani, prontagonista di un confronto con l'esponente Pd Piero Fassino. I grillini hanno urlato slogan e insulti nei confronti di Schifani e lo hanno accusato di essere un "mafioso" e un "colluso". Critiche per l'invito al presidente del Senato anche al Pd che hanno scatenato un acceso diverbio tra i manifestanti e alcuni esponenti del partito, tra cui il sindaco di Settimo Aldo Corgiat e il parlamentare Stefano Esposito. Tra i manifestant c'era Salvatore Arduino, figlio di un ex consigliere comunale del Pci e futuro candidato del MoVimento 5 Stelle alle prossime elezioni comunali: "Sono profondamente deluso da questa sinistra - ha spiegato - che si è allontanata dagli insegnamenti di Berlinguer".
COLLE: STOP GAZZARRE, ALLARMANTE DEGENERAZIONE - "Il tentativo di impedire con intimidatorie gazzarre il libero svolgimento di manifestazioni e discorsi politici è un segno dell'allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi sia pur minoritari incapaci di rispettare il principio del libero e democratico confronto e di riconoscere nel Parlamento e nella stessa magistratura le istituzioni cui è affidata nel sistema democratico ogni chiarificazione e ricerca di verità". E' quanto afferma in una nota il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avuta notizia degli incidenti verificatisi alla festa del Pd di Torino. "Perciò - prosegue - deploro vivamente l'episodio verificatosi oggi a Torino ai danni del Presidente del Senato e ogni forma di contestazione aggressiva sia verso figure di particolare responsabilità istituzionale sia verso qualsiasi esponente politico nell'esercizio della sua inconfutabile libertà di parola e di opinione".
FASSINO, SQUADRISTI - Piero Fassino ha cercato di placare la contestazione. "Fuori la mafia dallo Stato", urlavano i grillini, che hanno esibito una agenda rossa, riferimento al magistrato paolo Borsellino ucciso dalla mafia nel 1992. "Provate ad ascoltare", ha spiegato Fassino ai manifestanti. "La festa del Pd - ha aggiunto - è un luogo in cui si discute, per questo abbiamo invitato il presidente Schifani, pur sapendo che molte sue idee sono diverse dalle nostre. In questi giorni abbiamo accusato di essere uno squadrista chi vuole contestare Gianfranco Fini alla festa di domani. Questo metodo è lo stesso".
SCHIFANI,INTEMPERANZE NON MI IMPEDIRANNO DI PARLARE - Schifani ha cercato di zittire i contestatori che lo hanno attaccato alla festa del Pd: "Non saranno le intemperanze a impedirmi di poter parlare all'interno di una festa di un partito che rispetto". Poi ha lasciato la parola a Fassino: "vuole iniziare lei, può darsi che la smettano" . I contestatori sono poi stati fatti arretrare di qualche metro dalla polizia e il dibattito è cominciato.
GASPARRI, SINISTRA CREA CLIMA INTOLLERANZA - "Le parole di Fassino non cancellano la gravità di quanto è avvenuto. Nell'esprimere solidarietà al presidente Schifani non si può non evidenziare il clima di intolleranza creato dalla sinistra. Insulti, odio, astio producono frutti velenosi". Lo afferma il presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri. "Alcuni svolgono un ruolo di punta ma altri fanno i fiancheggiatori. Basta pensare - conclude - alle parole di Bersani dell'altro ieri".
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