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 Oggetto del messaggio: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 8:00 am 
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/0 ... y-6722120/

La realtà è che per guadagnare di più o perdere di meno, i nostri "imprenditori" se ne fottono dell'origine dei prodotti che lavorano e vendono.

Pasta, sugo e mozzarella a tavola
60 miliardi dal finto made in Italy
Gli imprenditori comprano all'estero i semilavorati. Dopo aver "lavato" l'etichetta, li vendono come locali. E risparmiano il 40%. Il consumatore deve conoscere l'origine dei prodotti. Ma il Parlamento non ha ancora approvato il ddl

di PAOLO BERIZZI

FOSSERO "solo" i pomodori, le mozzarelle, il prosciutto, il latte. No, c'è anche la pasta. Manco quella è più "made in Italy". Ci stanno fregando tutto, anche il piatto nazionale per eccellenza. O forse ci stanno fregando e basta. Quasi la metà dei nostri prodotti da tavola, anche se "batte" ufficialmente bandiera tricolore - sul marchio, sull'etichetta, nell'ammiccante descrizione intrisa di orgoglio nazionale - proviene dall'estero; o è lavorata con materia prima che arriva da oltre confine. Dai paesi del Nord e dall'America latina. Dal cuore del vecchio continente e dall'Est europeo. Partono da lontano le derrate dell'import farlocco: in molti casi, sembra incredibile, dai territori dei nostri competitor diretti. Quelli a cui poi rivendiamo il made in Italy. È merce che si mischia a quella "ufficiale", quella effettivamente proposta come non autoctona. Alla fine del suo viaggio, dopo lunghe tratte per mare o per terra, può finire nel grande imbuto dei 129 prodotti Dop (denominazione origine protetta) e dei 77 Igp (indicazione geografica protetta) che vanta oggi l'Italia. È un giro d'affari che, tra inganni e sotterfugi, vale ogni anno 60 miliardi. Che alleggerisce del 40% le spese di produzione delle nostre imprese alimentari. E che, a seconda dei casi, in una specie di girandola impazzita, o ne fa lievitare gli utili - aprendo il paracadute in tempo di crisi e di diminuzione dei consumi - oppure, al contrario, taglia le gambe. Ma come si diffonde il fenomeno del nostrano-importato? E che effetti ha sull'agroeconomia? E sulla nostra spesa?

Paradosso all'italiana
È il paradosso del paese degli acronimi della tavola (Doc, Dop, Igp): marchia le confezioni, promuove la filiera agricola certificata, e intanto tollera che da porti e valichi di frontiera entri di tutto. Risultato: due prosciutti su tre venduti come italiani sono ottenuti da maiali allevati all'estero; tre cartoni di latte (a lunga conservazione) su quattro sono stranieri; un terzo della nostra pasta è fatta di grano importato; il 50% delle mozzarelle derivano da cagliate o latte straniero, come ha confermato il recente allarme per la mozzarella blu (il 68% del latte importato viene da Germania, Francia e Austria; ogni giorno dalle frontiere italiane passano, in entrata, 3,5 milioni di litri di latte sterile); e poi l'italianissima pummarola, ormai più che altro cinese, visto che il Dragone nel 2010 ci ha inondato di 100 milioni di chili di pomodoro. Prontamente spacciati per roba tricolore.

"È un furto del quale stiamo vivendo gli effetti drammatici - dice Sergio Marini, presidente di Coldiretti - . Il taroccamento dei prodotti alimentari è un fenomeno doppio. Da una parte c'è l'utilizzo a livello nazionale di materie prime importate da vendere come italiane. E questo avviene a causa della mancanza dell'obbligo di indicare l'origine in etichetta. Penso per esempio ai pecorini, a eccezione di quello romano, e al pomodoro. Dall'altra c'è la pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni, ricette che si richiamano all'Italia per prodotti che non hanno nulla a che vedere con la penisola". In entrambi i casi, è evidente, il guadagno è enorme. "Che sia un pirata del cibo o una multinazionale famosa, il principio di base è lo stesso: lucrarci sopra il più possibile. Prendendo in giro i consumatori alla faccia del made in Italy".

Al di sopra di ogni sospetto
Non solo e non più i tarocchi "tradizionali", la passata di pomodoro cinese, la mortadella bovina, i finti San Marzano e Pachino, il Brunello rumeno, le mozzarelle lituane. Nella catena di smontaggio dell'italian food - per la gioia, forse, di chi in ogni angolo del mondo copia i nostri sapori e ci guarda come il paradiso dei buongustai - vengono immesse ogni giorno tonnellate di cibi di cui nessuno sospetterebbe. Troppo tradizionali. Troppo "italiani" per destare dubbi. Ma attraverso quali "porte" finiscono sulle nostre tavole i prodotti "ingannevoli"?

Le strade dell'import
Le rotte sono quelle delle importazioni riconosciute. Quelle che seguono i canali dell'approvvigionamento delle imprese che comprano all'estero e vendono come "estero". Ma dietro la facciata dell'ufficialità c'è il binario parallelo utilizzato dai furbetti della tavola: imprenditori, anche grossi e blasonati, che si rivolgono a produzioni non italiane acquistando a prezzi inferiori anche del 65-70%. E rivendendo alla grande dopo il "lavaggio" dell'etichettatura. Non è una pratica illegale. Ma è un danno serio a allevatori, produttori, e all'immagine del (quasi) made in Italy. I fiumi di merce importata sfociano nel mare grande della nostra rinomata dispensa alimentare. Risalendo la corrente incrociano l'altro grande affluente che nessuno riesce a fermare: i falsi fatti all'estero. Il cancro delle imitazioni che, emulando l'Italia, la aggrediscono da fuori. Lontano dalla penisola sono falsi tre prodotti alimentari italiani su quattro. "È un problema grave, ma va affrontato con calma e se possibile con un po' di leggerezza - dice Oscar Farinetti, l'inventore di Eataly, il supermercato del gusto diventato una Mecca per tutti i buongustai, ultimo sbarco New York - .

Per fermarlo non servono leggi razziali tipo ventennio ma un lavoro di comunicazione. Senza esagerare nell'orgoglio dobbiamo affermare la nostra identità forte, l'originalità del prodotto. E comunque quando ti imitano vuol dire che funzioni. Sulle importazioni dico invece: mai fermare le merci quando sono di qualità. Scambio delle merce uguale scambio di culture. Non voglio tornare al medioevo e al tempo dei comuni". Già, eppure l'insidia c'è. Presente l'italiano che si siede a tavola orgoglioso dei suoi prodotti? Ecco: spesso prende delle cantonate e nemmeno se lo immagina. La pasta? Arriva dalla Grecia. Il grano? Dal Quebec e dalle isole Barbados. Il prosciutto? Dai paesi scandinavi. Il latte per formaggi e mozzarelle? Da Germania, Francia, Lituania, Polonia. Le cagliate? Persino dalla Bolivia. E chi mai si sognerebbe di pensare che alcuni tipi di mela proposta come nostrana partono dall'Argentina? O che i kiwi, di cui siamo grandi produttori, ce li fornisce il Cile?

Mentre il Parlamento italiano non ha ancora approvato (quello europeo sì) il disegno di legge sull'etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti (fortemente voluta dall'ex ministro dell'agricoltura Luca Zaia che della battaglia per il Made in Italy aveva fatto quasi un'ossessione personale), le maglie dei confini italiani appaiono sempre più slabbrate: e molte aziende, alcune vere e proprie multinazionali che fanno dell'italianità un caposaldo del proprio marketing, ci marciano allegramente. Il mercato si trasforma, è vero, ma molte delle mutazioni a cui stiamo assistendo sembrano vere e proprie truffe.
Ma come avvengono i magheggi delle importazioni? È possibile scoprirli?

I camion fantasma
Per sollevare il velo sui trucchi non occorre andare alla fonte, nei luoghi dove viene prodotta la merce. Basta tenere d'occhio i varchi d'accesso. E i passaggi dei tir che trasportano i prodotti spacciati come nazionali. Quando sbarcano nei nostri porti, a Sud o nel centro Italia, o quando, a Nord, attraversano i valichi di frontiera. Quest'estate Coldiretti ha messo in campo una squadra di 007 anti-tarocchi. Li ha sguinzagliati nei punti nevralgici dell'import alimentare: via terra e via mare. I valichi del Brennero e del Frejus, i porti di Ancona, Messina, Gioia Tauro, Bari. Con auto, furgoni, barche, ha presidiato gli avamposti e ha registrato le "strane" importazioni. Alcune attivate da noti marchi, colossi del food italiano.

La lista della spesa (fuori porta) comprende un po' di tutto. Il prosciutto. Al Brennero e al Frejus sono stati scoperte quasi 15 mila cosce di maiale provenienti da Olanda Danimarca e Germania, e destinate a diventare prosciutti italiani. Alcuni carichi - seguiti fino a destinazione - erano diretti a Langhirano, nella patria del prosciutto; altri a Modena, nel celebre distretto dei salumi; altri ancora in un grosso salumificio in provincia di Como. Verso Vicenza e Novara viaggiavano copiose derrate di formaggio. Marchi italiani, ma provenienti dalla Germania. Lo stesso paese da cui sono arrivati decine di migliaia di litri di latte da nazionalizzare, confezionare e trasformare in formaggi. Come il pesto, sì, pesto tedesco adottato dai soliti italiani.

C'è poco da scommettere anche sull'origine della pasta, uno dei simboli dello stivale in tavola. Il 7 luglio un camion carico di 20 tonnellate di pasta "italiana" è sbarcato al porto di Ancona proveniente dalla Grecia. Ci ha impiegato oltre 24 ore per coprire i 300 chilometri che separano la città del Conero da Parma. Il carico era destinato a una noto marchio. Come le migliaia di tonnellate di grano sbarcate a Bari: la nave Federal Danube, battente bandiera cipriota, era partita dal Quebec; la Pyrgos da Antigua-Barbados. Tra mele argentine e kiwi cileni, paste filate partite dal cuore dell'Europa e dirette in Puglia, le sentinelle di Coldiretti hanno fotografato in presa diretta il lato b del nostro import. Lo stesso scenario che ha fatto da sfondo allo scandalo delle mozzarelle blu. Il 50% di quelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero. Ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta. Nel 2009 si stima che siano entrati in Italia 8,8 miliardi di chili in equivalente latte (latte liquido, panna, cagliate, polveri, formaggi, yogourt e altro) utilizzati in latticini e formaggi all'insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori. Rilevanti sono le provenienze da paesi dell'est come Polonia, Slovenia, Ungheria e Lituania. Quest'ultima nel 2009 ha aumentato le importazioni verso il nostro paese del 20% in più rispetto all'anno prima. Tra i grande beneficiari ci sono gli stabilimenti della Lombardia, dove si produce il 40% del latte italiano. Ma come arginare l'invasione dei prodotti che vengono poi nazionalizzati? E' possibile difendere il prodotto italiano dalle metastasi che lo divorano dal suo interno?

Una nuova legge
"Va sostenuta in Parlamento l'approvazione del disegno di legge sull'etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti (già ampiamente condivisa in Senato sia in commissione agricoltura che in aula) - ragiona ancora Sergio Marini - Un segnale incoraggiante è appena arrivato dal Parlamento europeo che ha votato finalmente a favore dell'obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, ortofrutticoli freschi e prodotti lattiero caseari". Lo stato dell'arte è un mezzo ginepraio. Alcuni cibi si portano addosso l'etichettatura con l'indicazione di provenienza; altri ne sono privi. Del primo elenco fanno parte, o dovrebbero farne, la carne di pollo e derivati e la carne bovina, la frutta e le verdure fresche, le uova, il miele, la passata di pomodoro, il latte fresco, il pesce e l'extravergine d'oliva. Nel secondo troviamo la pasta, la carne di maiale e i salumi, la carne di coniglio, di pecora e di agnello, la frutta e verdura trasformata, i derivati del pomodoro diversi dalla passata, i formaggi, i derivati dei cereali (pane, pasta). Un bel paniere sul quale nessuno può garantire e dunque nessuno, in teoria, è garantito. E' qui che agiscono i banditi della tavola: minimo investimento, massimo profitto. E un bel arrivederci all'eccellenza italiana.
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 8:26 am 
Schiavo
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E' uno schifo e lo dico da figlio di agricoltori che in questi anni ne ha viste di cotte e di crude su queste cose e che
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 8:32 am 
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meno male che qualcuno lo ha detto...

e ora
multe

questa italia di impuniti e disonesti schifosi!
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 8:40 am 
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il made in italy deve essere interamente made in italy. Anche se una vite è prodotta fuori, non dovrebbe essere più made in italy.

drastico si, lo so :sisi:
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:01 am 
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:03 am 
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Strano eh...
L'altro giorno ero al super e dovevo scegliere l'olio. C'era l'extra vergine dop di una marca italiana e poi quello sempre italiano, ma marchiato col nome del supermercato. Ovviamente quello di marca italiana costava di più e sembrava più figo, ma io ho preso l'altro perchè francamente mi fido molto di più di una filiera certificata da un marchio inglese rispetto a una marca italiana.
Se sull'etichetta di quello inglese c'è scritto fatto in italia con olive italiane io ci credo. Se lo scrive la marca italiana il dubbio c'è sempre.
E' lo stesso motivo per cui i vini italiani all'estero non spopolano come quelli mangialumache (ce ne sono pochi, sempre gli stessi, e sono o ultra scadenti o ultra costosi), perchè i produttori italiani sono inaffidabili, cercano di fregare l'acquirente, e il risultato è che la gente non importa più.
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:08 am 
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SuperMario=ITA= ha scritto:
il made in italy deve essere interamente made in italy. Anche se una vite è prodotta fuori, non dovrebbe essere più made in italy.

drastico si, lo so :sisi:

No, non è drastico, perchè "Made in Italy" dovrebbe essere una garanzia di qualità.

Se cominci a prendere un pezzo qui e un pezzo lì che senso avrebbe scrivere "Made in Italy"?

Allora scriviamo: "Assembled in Italy" e via...
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"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". (Indro Montanelli)
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:12 am 
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Località: guarda da sopra la nebbia padana...
SuperMario=ITA= ha scritto:
il made in italy deve essere interamente made in italy. Anche se una vite è prodotta fuori, non dovrebbe essere più made in italy.

drastico si, lo so :sisi:


bravo ! così il 90% delle aziende legate al made in italy vanno a gentil-donnine !
e i sindacati vanno a lamentarsi che poi mettono gli operai in cassa

tanto alle persone non gliene importa nulla

al supermercato ho assistito alla scena di una donna che comprava una bottiglia da 750cc di olio extravergine di oliva a 1,55 ! e ha esclamato al marito costa poco ed è anche made in italy !
le domande sono due o sono grulli o il produttore è un mecenate e lavora in perdita .
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in italia le pene non sono mai esisitite, vige la legge del piu furbo. altrimenti non saremmo in queste condizioni !
ci sono due cose che sono sempre in mostra, gli zebedei del cane e i soldi dei poveretti !

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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:16 am 
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scalor ha scritto:
SuperMario=ITA= ha scritto:
il made in italy deve essere interamente made in italy. Anche se una vite è prodotta fuori, non dovrebbe essere più made in italy.

drastico si, lo so :sisi:


bravo ! così il 90% delle aziende legate al made in italy vanno a gentil-donnine !
e i sindacati vanno a lamentarsi che poi mettono gli operai in cassa

tanto alle persone non gliene importa nulla

al supermercato ho assistito alla scena di una donna che comprava una bottiglia da 750cc di olio extravergine di oliva a 1,55 ! e ha esclamato al marito costa poco ed è anche made in italy !
le domande sono due o sono grulli o il produttore è un mecenate e lavora in perdita .


E' colpa di chi lascia produrre un olio da 1,55 con scritto made in italy, non dovrebbero permettere queste cose.
Non è mica colpa di quei produttori che alla qualità ci tengono.
Ognuno si scelga i prodotti adatti alle sue tasche, ma sapendo che spendendo meno si va a comprare roba fatta in cina o bangladesh.
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:18 am 
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scalor ha scritto:
SuperMario=ITA= ha scritto:
il made in italy deve essere interamente made in italy. Anche se una vite è prodotta fuori, non dovrebbe essere più made in italy.

drastico si, lo so :sisi:


bravo ! così il 90% delle aziende legate al made in italy vanno a gentil-donnine !
e i sindacati vanno a lamentarsi che poi mettono gli operai in cassa

tanto alle persone non gliene importa nulla

al supermercato ho assistito alla scena di una donna che comprava una bottiglia da 750cc di olio extravergine di oliva a 1,55 ! e ha esclamato al marito costa poco ed è anche made in italy !
le domande sono due o sono grulli o il produttore è un mecenate e lavora in perdita .


Lo guardavo ieri al LIDL, dietro c'era scritto "miscela di oli d'oliva provenienti dalla comunità europea".
Lasciato sul posto.

http://www.lidl.it/it/home.nsf/pages/c. ... a__vergine
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:24 am 
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sempre detto che le certificazioni sono una scusa per far salire il prezzo.
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Avete cartongessato i maron glace' con Lost. Non è altro che il risultato di un superproteugenetor in versione Serial. Immaginate la scena di Pele in fuga per la vittoria. il suo punto di partenza sono le prime stagioni di lost, il goal è la stagione finale. tutti i giocatori avversari driblati sono le stagioni mandate a puttane.
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:27 am 
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la cosa più bella è quando tutta la catena produttiva è all estero ma l'azienda ha sede in italia..
nei prodotti poi ci scrivono: "made in italy"
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MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:28 am 
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Si, ma col ca**o che i governi s'azzardano a sistemare la situazione.
Altrimenti Barilla & co gli santano al collo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:49 am 
Schiavo
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redsith ha scritto:
Strano eh...
L'altro giorno ero al super e dovevo scegliere l'olio. C'era l'extra vergine dop di una marca italiana e poi quello sempre italiano, ma marchiato col nome del supermercato. Ovviamente quello di marca italiana costava di più e sembrava più figo, ma io ho preso l'altro perchè francamente mi fido molto di più di una filiera certificata da un marchio inglese rispetto a una marca italiana.
Se sull'etichetta di quello inglese c'è scritto fatto in italia con olive italiane io ci credo. Se lo scrive la marca italiana il dubbio c'è sempre.
E' lo stesso motivo per cui i vini italiani all'estero non spopolano come quelli mangialumache (ce ne sono pochi, sempre gli stessi, e sono o ultra scadenti o ultra costosi), perchè i produttori italiani sono inaffidabili, cercano di fregare l'acquirente, e il risultato è che la gente non importa più.


scusa e ma dalle tue parti non ci sono agricoltori che producono olio di oliva? lo paghi certamente di più ma almeno sei sicuro che è olio di oliva vero! io produco per l'appunto olio di oliva e quest'estate ho venduto dei campioncini per assaggio per fare il modo di far assaggiare l'olio agli eventuali compratori, la prima esclamazione sai quale è stata?(dopo aver sentito il prezzo di 4€ al litro) ma ha un colore strano! io gli ho detto quello è il colore dell'olio vero! :wat: meglio quel bel olio del supermercato limpido e che dentro chissa cosa c'è? certe volte sai mi viene voglia di andare a caricare al supermercato e rivenderlo come olio prodotto da me, a 4€ comunque trovo persone intelligenti che lo acquistano, nonostante io quasi ci rimetta calcolando tutti lavori che porta un uliveto e la manodopera, anche per portarlo via dopo le vacanze ma la maggiorparte bada solo al prezzo poi anche se mangia m@rda chissenefrega!.
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MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:53 am 
Schiavo
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Kundalini ha scritto:
redsith ha scritto:
Strano eh...
L'altro giorno ero al super e dovevo scegliere l'olio. C'era l'extra vergine dop di una marca italiana e poi quello sempre italiano, ma marchiato col nome del supermercato. Ovviamente quello di marca italiana costava di più e sembrava più figo, ma io ho preso l'altro perchè francamente mi fido molto di più di una filiera certificata da un marchio inglese rispetto a una marca italiana.
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E' lo stesso motivo per cui i vini italiani all'estero non spopolano come quelli mangialumache (ce ne sono pochi, sempre gli stessi, e sono o ultra scadenti o ultra costosi), perchè i produttori italiani sono inaffidabili, cercano di fregare l'acquirente, e il risultato è che la gente non importa più.


scusa e ma dalle tue parti non ci sono agricoltori che producono olio di oliva? lo paghi certamente di più ma almeno sei sicuro che è olio di oliva vero! io produco per l'appunto olio di oliva e quest'estate ho venduto dei campioncini per assaggio per fare il modo di far assaggiare l'olio agli eventuali compratori, la prima esclamazione sai quale è stata?(dopo aver sentito il prezzo di 4€ al litro) ma ha un colore strano! io gli ho detto quello è il colore dell'olio vero! :wat: meglio quel bel olio del supermercato limpido e che dentro chissa cosa c'è? certe volte sai mi viene voglia di andare a caricare al supermercato e rivenderlo come olio prodotto da me, a 4€ comunque trovo persone intelligenti che lo acquistano, nonostante io quasi ci rimetta calcolando tutti lavori che porta un uliveto e la manodopera, anche per portarlo via dopo le vacanze ma la maggiorparte bada solo al prezzo poi anche se mangia m@rda chissenefrega!.


Io mi devo accontentare di prodotti da supermercato, sto a Londra e gli ulivi non crescono bene da queste parti :D
Sull'olio sono disposto a spendere anche tanto, è alla base della mia alimentazione, però ovviamente cose spettacolari qua non se ne trovano, magari spendendo 20 sterline a bottiglia :v
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:55 am 
Schiavo
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ah pensavo stessi in italia :oops: un bel fail :ncasd:
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MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:57 am 
Schiavo
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Kundalini ha scritto:
ah pensavo stessi in italia :oops: un bel fail :ncasd:


Se me lo spedisci lo compro da te :O
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 9:59 am 
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redsith ha scritto:
Kundalini ha scritto:
ah pensavo stessi in italia :oops: un bel fail :ncasd:


Se me lo spedisci lo compro da te :O
Mi fai 10 litri a 50 euro comprese ss? :)


veramente lo avrei finito(erano 100 litri di olio ) ma non vendo per spedizione ma tratto direttamente con il cliente.
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 10:00 am 
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Kundalini ha scritto:
redsith ha scritto:

Se me lo spedisci lo compro da te :O
Mi fai 10 litri a 50 euro comprese ss? :)


veramente lo avrei finito(erano 100 litri di olio ) ma non vendo per spedizione ma tratto direttamente con il cliente.


Vabbè! Poi immagino sia un problema spedirlo all'estero, senza contare che rischia di rompersi o rovinarsi :(
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 Oggetto del messaggio: Re: Dop, Doc, IGP, filiera controllata, zaia sbraita, ma piantatela di raccontare cazzate...
MessaggioInviato: ven set 03, 2010 10:02 am 
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Kundalini ha scritto:
redsith ha scritto:
Strano eh...
L'altro giorno ero al super e dovevo scegliere l'olio. C'era l'extra vergine dop di una marca italiana e poi quello sempre italiano, ma marchiato col nome del supermercato. Ovviamente quello di marca italiana costava di più e sembrava più figo, ma io ho preso l'altro perchè francamente mi fido molto di più di una filiera certificata da un marchio inglese rispetto a una marca italiana.
Se sull'etichetta di quello inglese c'è scritto fatto in italia con olive italiane io ci credo. Se lo scrive la marca italiana il dubbio c'è sempre.
E' lo stesso motivo per cui i vini italiani all'estero non spopolano come quelli mangialumache (ce ne sono pochi, sempre gli stessi, e sono o ultra scadenti o ultra costosi), perchè i produttori italiani sono inaffidabili, cercano di fregare l'acquirente, e il risultato è che la gente non importa più.


scusa e ma dalle tue parti non ci sono agricoltori che producono olio di oliva? lo paghi certamente di più ma almeno sei sicuro che è olio di oliva vero! io produco per l'appunto olio di oliva e quest'estate ho venduto dei campioncini per assaggio per fare il modo di far assaggiare l'olio agli eventuali compratori, la prima esclamazione sai quale è stata?(dopo aver sentito il prezzo di 4€ al litro) ma ha un colore strano! io gli ho detto quello è il colore dell'olio vero! :wat: meglio quel bel olio del supermercato limpido e che dentro chissa cosa c'è? certe volte sai mi viene voglia di andare a caricare al supermercato e rivenderlo come olio prodotto da me, a 4€ comunque trovo persone intelligenti che lo acquistano, nonostante io quasi ci rimetta calcolando tutti lavori che porta un uliveto e la manodopera, anche per portarlo via dopo le vacanze ma la maggiorparte bada solo al prezzo poi anche se mangia m@rda chissenefrega!.

Come fai a venderlo a 4€ al litro? é pochissimo, di oli artigianali non ne ho mai trovati sotto 8-10€ al litro, quando stavo in Toscana...
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MessaggioInviato: ven set 03, 2010 10:05 am 
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redsith ha scritto:
Kundalini ha scritto:

veramente lo avrei finito(erano 100 litri di olio ) ma non vendo per spedizione ma tratto direttamente con il cliente.


Vabbè! Poi immagino sia un problema spedirlo all'estero, senza contare che rischia di rompersi o rovinarsi :(


per spedirlo all'estero si dovrebbe fare una confezione anti urto e non si dovrebbero usare bottiglie in vetro o usare quelle di vetro infrangibile si avrebbero così delle spese in più che non potrei sostenere o far sostenere al cliente aumentando il prezzo, ma questo non solo per l'estero ma anche in italia senza contare poi cosa può combinare il corriere durante il viaggio.
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MessaggioInviato: ven set 03, 2010 10:09 am 
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Hitman04 ha scritto:
Kundalini ha scritto:

scusa e ma dalle tue parti non ci sono agricoltori che producono olio di oliva? lo paghi certamente di più ma almeno sei sicuro che è olio di oliva vero! io produco per l'appunto olio di oliva e quest'estate ho venduto dei campioncini per assaggio per fare il modo di far assaggiare l'olio agli eventuali compratori, la prima esclamazione sai quale è stata?(dopo aver sentito il prezzo di 4€ al litro) ma ha un colore strano! io gli ho detto quello è il colore dell'olio vero! :wat: meglio quel bel olio del supermercato limpido e che dentro chissa cosa c'è? certe volte sai mi viene voglia di andare a caricare al supermercato e rivenderlo come olio prodotto da me, a 4€ comunque trovo persone intelligenti che lo acquistano, nonostante io quasi ci rimetta calcolando tutti lavori che porta un uliveto e la manodopera, anche per portarlo via dopo le vacanze ma la maggiorparte bada solo al prezzo poi anche se mangia m@rda chissenefrega!.

Come fai a venderlo a 4€ al litro? é pochissimo, di oli artigianali non ne ho mai trovati sotto 8-10€ al litro, quando stavo in Toscana...


lo sò che è pochissimo ma qui da me il prezzo degli altri produttori è anche inferiore di qualche decina di centesimi e bisogna anche tener conto che molti che producono olio sono già pensionati(che dovrebbero farsi da parte invece di vendere in nero) quindi anche se lo vendono a 3.50 comunque hanno l'introito della pensione e rischiano di mandare gambe allaria le piccole aziende come il sottoscritto.

e non parliamo del vino io produco anche quello 2.40 € al litro un casino.
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MessaggioInviato: ven set 03, 2010 2:09 pm 
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Avete cartongessato i maron glace' con Lost. Non è altro che il risultato di un superproteugenetor in versione Serial. Immaginate la scena di Pele in fuga per la vittoria. il suo punto di partenza sono le prime stagioni di lost, il goal è la stagione finale. tutti i giocatori avversari driblati sono le stagioni mandate a puttane.
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MessaggioInviato: ven set 03, 2010 2:18 pm 
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Con tutte queste richieste, questa sera kundalini si vedrà costretto a farsi il pieno alla Lidl di olio da smerciare :biggrin:
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MessaggioInviato: ven set 03, 2010 2:24 pm 
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Alien ha scritto:
Con tutte queste richieste, questa sera kundalini si vedrà costretto a farsi il pieno alla Lidl di olio da smerciare :biggrin:

LOL
cmq è vero nei supermercati vendono l olio extravergine ma sembra acqua...
sarà olio di semi più clorofilla
o olio di sansa trattato..

industria e alimenti non vanno d'accordo :vabe:
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