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GUBBIO - "Per regolamento e Costituzione il presidente Fini non è sfiduciabile. Esercita il suo ruolo con autorevolezza e imparzialità che gli viene riconosciuta. Altre sono le valutazioni politiche su cui il presidente del Senato non interviene. Sotto il profilo costituzionale e regolamentare il presidente della Camera non può essere oggetto di sfiducia a meno che non si fosse macchiato di responsabilità delle quali non mi risulta essersi macchiato". Lo afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, a chi gli chiede un commento sulle richieste del Pdl a Fini affinché lasci la presidenza di Montecitorio.
"Gli italiani chiedono l'attuazione del programma e pretendono governabilità. Le elezioni anticipate sono sempre un trauma per la democrazia e vanno evitate a meno che non ci siano situazioni e circostanze tali e irreversibili che innescano una crisi irrisolubile. E' chiaro che l'ultima parola spetta al capo dello Stato". Lo afferma il presidente del Senato conversando con i cronisti a margine della scuola di formazione del Pdl. A chi gli chiede che ci sia più ottimismo rispetto alle scorse settimane Schifani risponde: "Me lo auguro e spero si trasformi in concretezza".
"Mi batto da tempo perché questa sia una legislatura costituente. Bisogna modernizzare lo Stato, ridurre il numero dei parlamentari, attuare il federalismo e semplificare l'attività legislativa. Il Paese ha bisogno di essere modernizzato, lo chiedono i cittadini". Lo afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, conversando con i giornalisti a margine della scuola di formazione del Pdl.
"Punto di partenza e faro per ogni scelta è e rimane la Costituzione tirata in ballo durante questa calda estate con ragionamenti e riflessioni ma soprattutto interpretazioni più o meno condivisibili". Lo afferma il presidente del Senato Renato Schifani intervenendo alla Scuola del Pdl. "In questa disputa accesa - prosegue - e a volte priva dei necessari contenuti giuridici, abbiamo assistito a dichiarazioni eterogenee, contrastanti tra loro, univoche solo per appartenenza ideologica e partitica sulle quali mi sembra opportuno cercare di dare chiarezza. Ognuna di queste dichiarazioni - aggiunge ancora - attribuisce alla Costituzione contenuti, interpretazioni, che nascono da esperienze maturate nel corso degli anni e che tengono conto di situazioni tra loro eterogenee dettate dalle diverse leggi elettorali che si sono succedute nel tempo".
"La nostra Carta costituzionale - spiega Schifani - è stata volutamente concepita con norme generali, duttili, aperte e flessibili, da leggersi in relazione all'evoluzione del sistema costituzionale ed è integrata dalle prassi che producono regole non scritte, le 'convenzioni costituzionali', quelle che il grande giurista Leopoldo Elia definiva 'norme a fattispecie aperta', che possono diventare vere e proprie consuetudini, cioé fonti del diritto in senso tecnico". "L'attuale sistema bipolare - aggiunge - porta a invocare la sovranità popolare che gli elettori esprimono al momento del voto con la scelta della coalizione e del presidente del Consiglio indicato nella scheda elettorale; di conseguenza se viene meno la maggioranza - come può accadere a causa dei contrasti all'interno della stessa - la parola dovrebbe tornare agli elettori con il necessario ricorso al voto". "Altri sostengono - prosegue - che la scelta popolare di governo è un mero dato di fatto; la Costituzione vigente, prevede, infatti, un sistema di governo parlamentare in cui quello che conta è che il governo abbia la fiducia del Parlamento. In questo contesto - sottolinea ancora - in caso di crisi del governo in carica, si potrebbe tentare di formare un altro governo composto da una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne elettorali. Lo scioglimento anticipato sarebbe soltanto la soluzione estrema da adottare nell'impossibilità di formare qualunque governo". "E proprio per rafforzare l'una o l'altra tesi interpretativa - è il ragionamento del presidente del Senato - abbiamo assistito questa estate a velenose polemiche che non hanno risparmiato neppure chi deve essere e lo ha sempre dimostrato nei fatti, l'unico baluardo a garanzia della funzionalità' e legittimità del sistema".
"Il presidente Napolitano ha da sempre svolto il suo alto incarico con assoluta trasparenza, autentico equilibrio, ferma saggezza. Ha garantito la funzionalità del sistema. E' e rimane un punto di riferimento fondamentale a maggior ragione in momenti di turbolenza politica quando diviene indispensabile la sua posizione terza che guardi con vera obiettività al bene del Paese. A lui va pertanto la nostra stima e fiducia". Lo afferma il presidente del Senato Renato Schifani in un passaggio del suo intervento alla scuola di formazione del Pdl.
"Serve senso di responsabilità da parte di tutti. Serve sicuramente abbassare i toni e tornare al rispetto delle reciproche posizioni in un clima di confronto responsabile". Lo afferma il presidente del Senato Renato Schifani, intervenendo alla scuola di formazione del Pdl.
Fonte: ANSA.it
Il morbo del ragionamento inizia a diffondersi tra gli eletti del PdL? Staremo a vedere.