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 Oggetto del messaggio: Ecco parentopoli dei prof le grandi dinastie degli atenei
MessaggioInviato: ven set 24, 2010 10:03 am 
Schiavo
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IL 13 SETTEMBRE a Palermo, un ragazzo, un cervello italiano, è volato dall'ultimo piano della facoltà di Filosofia. Si è suicidato. Aveva 27 anni, si chiamava Norman Zarcone, era un dottorando in Filosofia del linguaggio e, racconta il padre, da qualche tempo era particolarmente deluso, depresso: gli avevano fatto capire, senza mezzi termini, che per lui non c'era spazio nell'università italiana. Qualche mese prima un altro ragazzo, cinque anni più giovane, Gianmarco Daniele, aveva presentato a Bari, capitale del nepotismo accademico italiano, una tesi di laurea: "L'università pubblica italiana: qualità e omonimia tra i docenti", una ricerca nata per raccontare come le università italiane siano in mano a un gruppo di famiglie. E per documentare come esista un nesso scientifico tra nepotismo e il basso livello della didattica e della ricerca. Daniele ora è all'estero, con una borsa di studio europea. Ma davvero nell'università italiana non c'è spazio per questi talenti, solo per i parenti? Quali sono le grandi dinastie di casa nostra? E a due anni dalla "svolta anti-baroni" annunciata dal ministro Maria Stella Gelmini - che ora torna a invocarla per giustificare nuovi tagli - i baronati stanno davvero segnando il passo? O sono ancora loro a comandare?

LA TOP TEN
A Bari, nella facoltà di Economia, la stessa dove si è laureato Daniele, è cambiato poco. L'economista Roberto Perotti, italiano formatosi al Mit di Boston, in un saggio del 2008 "L'università truccata" (Einaudi) aveva indicato quello come il caso limite, "tanto incredibile da raccontare in tutto il mondo". A Economia 42 docenti su 176 hanno tra loro legami di parentele, il 25 per cento, record assoluto in Italia. I leader indiscussi a Bari e in Italia nella classifica delle famiglie restano così i Massari. Commercialisti affermati, con un passato nel Partito socialista di Craxi, in cattedra hanno almeno otto esponenti, tutti economisti. Uno di loro doveva essere anche in commissione durante la laurea di Daniele, peccato che quel giorno avesse un impegno. "Abbiamo vinto tutti concorsi regolarissimi", rispondono loro, quando vengono tirati in ballo. I capostipiti della dinastia sono i tre fratelli, Lanfranco, Gilberto e Giansiro, che hanno in mano il dipartimento di Studi aziendali e giusprivatistici e, seppur nell'ombra, l'intera facoltà. Le nuove leve sono invece Antonella (ordinaria a Lecce), Stefania, Fabrizio (tutti e tre figli di Lanfranco), Francesco Saverio e Manuela. A fare concorrenza ai Massari, in facoltà, c'è la famiglia Dell'Atti (6) e quella dell'ex rettore Girone, con cinque parenti in cattedra: ci sono Giovanni e la moglie Giulia Sallustio, ormai in pensione, il figlio Gianluca, la figlia Raffaella e il genero Francesco Campobasso. A Foggia conta ancora molto la dinastia dell'ex rettore, Antonio Muscio, secondo con 7 parenti nella top ten nazionale con la new entry Alessandro, assunto nell'ultimo giorno di rettorato del papà e nella sua stessa facoltà, Agraria. Nell'ateneo lavoravano anche mamma Aurelia Eroli (dirigente amministrativa, ora in pensione), la figlia Rossana, la nipote Eliana Eroli, il genero Ivan Cincione e la sorella Pamela.

A Roma le grandi casate sono due: i Dolci e i Frati. Un figlio di Giovanni Dolci, uomo chiave dell'odontoiatria italiana, è Alessandro, ricercatore a Tor Vergata. La moglie, Alessandra Marino, è ricercatrice alla Sapienza. Dove lavora anche il genero di Dolci, Davide Sarzi Amedè, marito di Chiara, a sua volta odontoiatra al Bambin Gesù. Un altro figlio di Dolci, Federico, lavora a Tor Vergata, mentre Marco è ordinario a Chieti. Accanto a papà Frati invece c'è sua moglie Luciana Angeletti e sua figlia Paola (insegnano a medicina, ma non sono medici) e il figliolo Giacomo.

Sempre molto forti le famiglie a Palermo, come aveva avuto modo di accorgersi Norman Zarcone. Il record è dei Gianguzza, cinque tra Scienze e Medicina. Ma le dinastie palermitane sono cento, sparse in tutte le facoltà, per un totale di 230 docenti "imparentati". Economia è il regno dei Fazio (Vincenzo, Gioacchino, Giorgio), a Giurisprudenza ci sono i Galasso (Alfredo, il figlio Gianfranco, la nuora Giuseppina Palmieri), a Lettere i Carapezza (i fratelli Attilio e Marco, ora associato, il cugino Paolo Emilio, suo figlio Francesco), a Ingegneria (18 famiglie, 38 parenti) i Sorbello o gli Inzerillo, a Matematica i Vetro (Pasquale, la moglie Cristina, il figlio Calogero), Agraria è nelle mani di 11 nuclei familiari. Coincidenze statistiche? Davvero è così nel resto d'Italia e in tutta Europa?

LA RICERCA
Secondo i dati raccolti nella tesi di Daniele, no. Lo studente ha infatti sviluppato un indice medio che misura la percentuale di omonimia in ogni facoltà di ogni ateneo e la percentuale media di omonimia in campioni della popolazione italiana in numero uguale ai docenti presenti nella facoltà osservata. Il risultato è incontrovertibile: in quasi tutti gli atenei l'indice di omonimia è più elevato rispetto alla media nazionale. Dieci volte di più a Catania, poco meno a Messina.

Molto superiori alla media sono anche la Federico II di Napoli, Palermo, Bari, Caserta, Sassari e Cagliari. Le più virtuose sono invece Trento, Padova, il Politecnico di Torino, Verona, Milano Bicocca. Certo: non sempre avere lo stesso cognome significa essere parenti. Ma considerando anche che spesso molti familiari di professori hanno cognomi diversi, il dato è un'attendibile quantificazione statistica, per approssimazione, della diffusione del nepotismo. Anche perché gli atenei segnati con la penna rossa da Daniele sono proprio quelli al centro delle inchieste giornalistiche e della magistratura.

"Il dato italiano - spiega Daniele - è in controtendenza con il resto d'Europa: quasi ovunque il tasso di omonimia nelle università è minore della media nazionale. Gli atenei tendono ad attrarre docenti da fuori, con cognomi diversi da quelli locali". Lo studio confronta poi i dati sulle omonimie con le valutazioni del Censis sulla qualità delle università. E in media gli atenei con più omonimi sono quelli che producono meno e viceversa. Ma davanti a questi numeri, la politica e il mondo accademico come si comportano? Sono nemici o complici delle grandi famiglie che hanno in mano l'università italiana?

LA RESISTENZA
"Ci prendono in giro", ha tuonato il presidente della conferenza dei Rettori, Enrico Decleva, la cui moglie Fernanda Caizzi è stata condannata in appello, e poi prescritta, per aver pilotato un concorso a Siena nel 2001. "Il qualunquismo sulle parentopoli è una giustificazione per uccidere l'università pubblica". La legge Gelmini approvata al Senato a luglio prevede un codice etico obbligatorio per tutti. Ma a Bari (il primo ateneo ad approvarlo, quattro anni fa) gli escamotage fanno scuola. Virginia Milone è stata assunta quando il padre si è impegnato a trasferirsi nella sede decentrata di Taranto. ((( :vabe: )))

"Capirai: la nostra facoltà è diventata la valvola di sfogo dei parenti", dice il rappresentante degli studenti Francesco D'Eri. La docente Maria Luisa Fiorella, otorino come il padre, era stata respinta dalla facoltà (a scrutinio segreto). Ora, con un colpo di coda, i baroni vogliono tornare a votare: con l'alzata di mano. Il codice è servito solo a Farmacia: Giulia Camerino ha rinunciato al concorso da ricercatrice bandito nel dipartimento della madre. "Ho studiato tutta una vita, non volevo vivere con un bollino che non meritavo".

"Se parliamo di baronati è tutto come prima - dice Mimmo Pantaleo, segretario nazionale della Flc della Cgil - E se le università non bandiscono concorsi, a pagare sono solo i ricercatori figli di nessuno". Il ministro Gelmini promette di trasformarne, con il nuovo piano di programmazione, diecimila in associato. Vuol cambiare la progressione di carriera con un contratto triennale, una successiva valutazione, e quindi un ulteriore contratto triennale per diventare associato. Ma per ora quelli che salgono di grado hanno sempre cognomi pesanti: a Cagliari è appena stato promosso ordinario Francesco Seatzu, figlio d'arte sardo. A valutarlo, in commissione, c'era Isabella Castangia, con la quale Seatzu ha lavorato gomito a gomito negli ultimi anni. "Tutto è come prima, più di prima", attacca Tommaso Gastaldi, professore di Statistica alla Sapienza, instancabile fustigatore del malcostume universitario. L'ultimo esempio, racconta, è la nomina di due docenti: lui aveva previsto i loro nomi già nel 2008. I soliti noti, nonostante i proclami del Governo, continuano a comandare. E non vogliono lasciare il campo ai giovani. Che si ribellano: l'Air, l'associazione italiana dei ricercatori, ha indetto una petizione per bloccare "l'eccessiva "discrezionalità" nei criteri di valutazione dei concorsi universitari".

GLI OVER 70
Molti docenti con più di 70 anni ricorrono ai tribunali amministrativi per posticipare il loro pensionamento, accelerato da una norma voluta dall'ex ministro Fabio Mussi. Vuole rimanere in servizio Emilio Trabucchi, ordinario di Chirurgia e presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano. Nipote dell'omonimo luminare della Biomedicina e deputato Dc morto nel 1984, Trabucchi ha due nipoti nell'università, Emilio Clementi, straordinario nel dipartimento di Scienze precliniche "Lita Vialba", e Francesco Clementi, ordinario di Farmacologia. "Abbiamo specializzazioni diverse. E in tutti i casi parlano le pubblicazioni", precisa Trabucchi. Ha scelto di ritirarsi, invece, Vittorio La Grutta, nobiltà accademica palermitana: medico il nonno, professore il padre, rettore il fratello (dell'ultima leva è rimasta la figlia, Sabina, psicologa).

"Quando siamo saliti in cattedra, eravamo orfani. Ma ce l'abbiamo fatta lo stesso, senza favori". Diverso il destino dei Cannizzaro, altra famiglia storica siciliana. "Stanislao, il grande chimico, era un mio avo - racconta Gaspare, che ora è in pensione ma ha due figli docenti - ma io non sono figlio d'arte. In famiglia c'è sempre stato interesse per la scienza: è una tradizione". A Sassari resistono al pensionamento Mariotto Segni (il cui padre, Giovanni, oltre che presidente della Repubblica è stato rettore) e Giulio Cesare Canalis, il papà della showgirl Elisabetta, direttore della Clinica radiologica. Ma soprattutto l'ex rettore Alessandro Maida, tuttora potentissimo - spinge per bandire 52 concorsi - e ancora per un po' collega dei figli Carmelo e Ivana, piazzati nella sua facoltà, Medicina, del cognato, Giorgio Spanu, della moglie Maria Alessandra Sotgiu, e di altri nipoti e cugini. A Udine, dopo la fusione tra ospedale e università, sono stati nominati i nuovi direttori di dipartimenti. Nessuna sorpresa: i manager, ben pagati, sono tutti baroni di lungo corso come l'ultrasettantenne Fabrizio Bresadola, che ha piazzato il figlio Vittorio, la nuora Maria Grazia Marcellino e un altro figlio, Marco. Laureato in Filosofia ma non per questo escluso: insegna storia della Medicina.

http://www.repubblica.it/scuola/2010/09 ... ef=HREC1-6

I leader sinistrati hanno mai avuto il coraggio di dare addosso apertamente ai baronati?
Mmmm...forse è meglio da parte loro tenersi buoni gli appartenenti della stessa parrocchia. :wink:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco parentopoli dei prof le grandi dinastie degli atenei
MessaggioInviato: ven set 24, 2010 10:10 am 
Schiavo
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Mi sono fermato a Giansiro: ma che razza di nome è? :pua:
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco parentopoli dei prof le grandi dinastie degli atenei
MessaggioInviato: ven set 24, 2010 10:18 am 
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Non cambierà niente... Qui da me (Federico II, Medicina) per non dare nell'occhio da anni si assumono i figli di baroni amici: tu assumi mio figlio e io assumo il tuo...
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Debutto Llano, A8 3850 Eng, A8 3850, Llano Architecture English, Llano Architecture, Preview A6 3650 English, Preview A6 3650, A6 3650 English, A6 3650, Bulldozer Architecture English, Bulldozer Architecture, Interlagos platform English, Interlagos platform, Intel Core i7 3690X English, Core Parking in Windows Seven, FX 8150, FX 8150 English
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco parentopoli dei prof le grandi dinastie degli atenei
MessaggioInviato: ven set 24, 2010 10:51 am 
Schiavo
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Località: guarda da sopra la nebbia padana...
bjt2 ha scritto:
Non cambierà niente... Qui da me (Federico II, Medicina) per non dare nell'occhio da anni si assumono i figli di baroni amici: tu assumi mio figlio e io assumo il tuo...


si ma è la stessa cosa che accade nei comuni province, aziende pubbliche ecc
il padre tramanda il posto al figlio
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in italia le pene non sono mai esisitite, vige la legge del piu furbo. altrimenti non saremmo in queste condizioni !
ci sono due cose che sono sempre in mostra, gli zebedei del cane e i soldi dei poveretti !

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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco parentopoli dei prof le grandi dinastie degli atenei
MessaggioInviato: ven set 24, 2010 11:28 am 
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Località: Kooly Noody
Norman
Gianmarco
Lanfranco
Gilberto
Giansiro

:awesome:
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sider ? ha scritto:
Un giorno ho visto per strada un tizio barcollante , sporco, pieno di chiazze verdi e pus, infastidiva bambine e rubava i soldi alle vecchiette: era uno che postava nel DS.

Le auto straniere non sono nel mio core businnes (cit.)
:O
Forza Morte
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco parentopoli dei prof le grandi dinastie degli atenei
MessaggioInviato: ven set 24, 2010 11:30 am 
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frankytop ha scritto:
I leader sinistrati hanno mai avuto il coraggio di dare addosso apertamente ai baronati?
Mmmm...forse è meglio da parte loro tenersi buoni gli appartenenti della stessa parrocchia. :wink:


Ah, perchè, sei fra quei poveri illusi (o peggio) a essere convinti che la Gelmini (AKA Tremonti) stia "dando addosso" ai baronati?

Hai bevuto la favoletta del "tagliamo i fondi così saranno costretti a tagliare gli sprechi"? Bravo. Nel mondo reale (come qualunque persona con un minimo di cervello poteva intuire) il magna magna continua a favore dei soliti noti con lo stesso regime e i tagli INDISCRIMINATI si ripercuotono sui soliti fessi. Qui al Politecnico di Bari hanno appena varato un raddoppio delle tasse (quest'anno pagherò circa 2000 euro, per avere gli stessi (dis)servizi) e tutti i (ben noti) professori da defenestrare seduta stante sono ancora tranquilli ai loro posti, mentre i ricercatori sono in rivolta. Ed è un università relativamente sana, eh...rispetto ad esempio all'Ateneo sempre di Bari o ad altre realtà...
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco parentopoli dei prof le grandi dinastie degli atenei
MessaggioInviato: ven set 24, 2010 12:12 pm 
Schiavo
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frankytop ha scritto:

I leader sinistrati hanno mai avuto il coraggio di dare addosso apertamente ai baronati?
Mmmm...forse è meglio da parte loro tenersi buoni gli appartenenti della stessa parrocchia. :wink:

avrai saltato tutti i post/thread in cui il sistema baronale suppongo
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 Oggetto del messaggio: Re: Ecco parentopoli dei prof le grandi dinastie degli atenei
MessaggioInviato: ven set 24, 2010 12:48 pm 
Schiavo
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Località: Biellese
Kratos999 ha scritto:
Ah, perchè, sei fra quei poveri illusi (o peggio) a essere convinti che la Gelmini (AKA Tremonti) stia "dando addosso" ai baronati?

Hai bevuto la favoletta del "tagliamo i fondi così saranno costretti a tagliare gli sprechi"? Bravo. Nel mondo reale (come qualunque persona con un minimo di cervello poteva intuire) il magna magna continua a favore dei soliti noti con lo stesso regime e i tagli INDISCRIMINATI si ripercuotono sui soliti fessi. Qui al Politecnico di Bari hanno appena varato un raddoppio delle tasse (quest'anno pagherò circa 2000 euro, per avere gli stessi (dis)servizi) e tutti i (ben noti) professori da defenestrare seduta stante sono ancora tranquilli ai loro posti, mentre i ricercatori sono in rivolta. Ed è un università relativamente sana, eh...rispetto ad esempio all'Ateneo sempre di Bari o ad altre realtà...


Wolfgang ha scritto:
avrai saltato tutti i post/thread in cui il sistema baronale suppongo


Boh,io so questo:

Cita:
Approvata finora solo al senato
Nello specifico sui baroni:

Per diventare professori ordinari,si dovrà possedere un'abiliazione scientifica nazionale ottenibile attraverso un concorso unico bandito a cadenza annuale durante il quale,gli aspiranti insegnanti verranno valutati "sulla base di specifici parametri di qualità".In questo modo,"le singole università non potranno più bandire singoli concorsi,una pratica che in passato aveva ostacolato merito e trasparenza".

Completando un lavoro cominciato circa due anni orsono,la Gelmini punta poi a regolamentare in maniera nuova anche i vertici universitari;imponendo ad esempio per i rettori una durata massima di nomina che non superi gli 8 anni atta ad impedire gli incarichi anche ventennali esistenti oggi.
Non solo:in futuro,il Senato Accademico,potrà anche proporre una mozione di sfiducia per tutti i magnifici reputati inadatti a ricoprire tale ruolo.

Altri passi salienti:

TAGLI E RAZIONALIZZAZIONE
La nuova legge prevede un'operazione di taglio e razionalizzazione delle risorse universitarie,con gli atenei che non potranno inglobare al proprio interno più di 12 facoltà.Sempre riguardo gli atenei,quelli più piccoli e con meno iscritti, saranno obbligati a fondersi tra loro.
L'altro obiettivo è quello di monitoraggio per gli oltre 500 corsi di laurea attualmente presenti in Italia al fine di "scovare" tutti quelli che si presentano antieconomici e,cioè,seguiti da un numero esiguo di studenti.Inoltre,per le università meno efficienti,saranno avviate le procedure di commissariamento.
Il ultimo,per i poli accademici che utilizzeranno più del 90% dei fondi pubblici (statali) per le spese fisse come il pagamento degli stipendi al personale e gli ammortamenti,il Ministero dell'Istruzione imporrà il divieto di pubblicazione di bandi per nuove assunzioni.

NUOVE REGOLE PER I FONDI ALLA RICERCA
In ultimo,"Il testo della legge di riforma recepisce un emendamento proposto dal senatore del Pd Ignazio Marino che cambia il sistema di assegnazione dei fondi per la ricerca.Il capitale di circa 1 miliardo di euro fino ad oggi veniva gestito dai singoli direttori di dipartimento,ora una commissione di pari,formata per un terzo da docenti stranieri,stabilirà quali progetti di ricerca e in che entità,devono essere finanziati.


Questo era un articolo del Corriere della Sera (avevo salvato solo il testo,non ho il link)

Hanno votato contro:
idv, pd e udc..
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