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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Se lo conosci lo eviti: Daviddi e i suoi regali
MessaggioInviato: lun set 27, 2010 10:52 am 
Schiavo
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Iscritto il: ven lug 16, 2010 3:11 pm
Messaggi: 1867
E' un pò che volevo parlarvi di questo
Per sommi capi:
Incenitore in Versilia
impianto che voci non confermate indicano come primo prototipo costruito dalla ditta Termomeccanica su copia di progetti svedesi... questo inceneritore non ha mai funzionato a dovere ha rilasciato parecchia diossina e altre schifezze ed è stato più volte fermato dalla magistratura...
Ora è fermo ma ci sono stati aumenti nei casi di tumori di cui 5 nel raggio di 500 metri da casa mia (o visto morire 5 persone)
Tutto per colpa dell arraffatore Daviddi che negli anni 90 impose l'inceneritore con contratto capestro verso i comuni.

Immagine
La storia
Cita:
L’inceneritore di Pietrasanta (detto del Pollino o di Falascaia) fu imposto dal Commissario Regionale Daviddi nell’estate del 1997. A Pietrasanta esisteva già un inceneritore fin dagli anni settanta, era stato chiuso alla fine degli anni ottanta dopo molte proteste dei cittadini della zona che da sempre denunciavano un inquinamento dell’aria e dei luoghi con grande determinazione.

Negli anni novanta con le Amministrazioni Comunali Versiliesi (di diverso colore politico) e la Provincia di Lucca (a guida centro destra) che non riuscivano a trovare soluzioni per il ciclo dei rifiuti la Regione Toscana nominò un Commissario per dirimere le controversie e dare una “soluzione” al problema rifiuti. Nel frattempo (primavera 1997) cambiarono, tra le altre, l’Amministrazione Provinciale che passò al Centrosinistra e l’Amministrazione Comunale di Pietrasanta (entrambe con un Prc forte di sei consiglieri e due assessori) e immediatamente furono preparate una serie di azioni volte ad impedire la costruzione dell’inceneritore.

La Provincia di Lucca predispose il Piano Provinciale dei rifiuti che non prevedeva impianti d’incenerimento e il Consiglio Comunale di Pietrasanta un ordine del giorno in cui si chiedeva al Commissario di non firmare alcun contratto. Niente da fare, Daviddi predispose e firmò un blindatissimo contratto nettamente favorevole alla società costruttrice TEV (allora si chiamava Termomeccanica). Da quel momento le proteste divennero fortissime e culminarono nei tragici fatti dell’ottobre 1997, quando un centinaio di cittadini furono “caricati” dalle forze dell’ordine mentre cercavano d’impedire l’accesso all’area individuata per costruire l’inceneritore.

Ci furono contusi e arrestati tra cui diversi esponenti di Rifondazione Comunista. Le “lotte” continuarono per anni sia in Consiglio Comunale che nelle piazze fino al 2000 quando Rifondazione scelse di uscire dalla maggioranza al Comune di Pietrasanta annunciando anche altre crisi in Versilia e in Provincia. A Pietrasanta l’Amministrazione cadde il 15 febbraio 2000 per responsabilità del Pds che con una serie di incredibili valutazioni fece dimettere i propri consiglieri che sommati a quelli delle destre provocarono il prematuro scioglimento del Consiglio Comunale. Negli altri comuni e in Provincia non successe niente (troppo debole e poco interessato al problema nel suo complesso era anche il nostro partito fuori da Pietrasanta).

A Pietrasanta alle elezioni successive vinse la destra con Mallegni, il peggior Sindaco che la storia versiliese ricordi (verrà arrestato nel 2006 con accuse pesantissime), ma abilissimo nella propaganda e nel saper gestire il potere (purtroppo ancor oggi ben saldo nelle sue mani). Dal 2000 al 2002, nonostante ulteriori manifestazioni e proteste, l’impianto fu costruito e dopo un anno di sperimentazione a “Biomasse”, nel 2003 l’inceneritore del Pollino cominciò a bruciare il C.D.R. (combustibile da rifiuti) e nello stesso anno (settembre) la Provincia e il Comune ne chiesero la sospensione per un’emissione di diossina molto al di sopra dei limiti di legge.

L’impianto dopo alcuni mesi e diversi adeguamenti tecnici ripartì. In quegli anni solo alcuni singoli cittadini continuarono a vigilare; le politiche urbanistiche di Mallegni, nel frattempo, avevano contribuito a sopire alcune “anime ambientaliste” ma nelle Istituzioni, grazie alla determinazione dei soli esponenti di Rifondazione, il tema inceneritore restava sempre al centro delle tematiche versiliesi. Nell’ottobre del 2007 la multinazionale mangialumache Veolia rilevava da Tev il ramo d’impresa che gestisce, tra gli altri, anche l’inceneritore di Falascaia. I Comuni versiliesi all’inizio del 2008, dopo anni di litigi, si costituiscono in un Consorzio con lo scopo di ridiscutere il contratto Daviddi senza però pensare mai alla chiusura dell’impianto e di conseguenza alla salute pubblica. I tempi in cui Mallegni annunciava il suo incatenamento al cancello dell’inceneritore erano lontani e i “venti economici e giudiziari” imponevano altre priorità . Eccoci ai fatti recenti: nel febbraio 2008 in una fiala per il controllo delle diossine se ne rileva una quantità ampiamente sopra ai limiti di legge.

La società Veolia pone rimedio con un intervento alla linea 2 di circa ottocentomila euro (cambiando tra l’altro il filtro a maniche). A fine di Luglio e poi nei primissimi giorni di Agosto, dopo che una lettera anonima informava le autorità competenti, si apprende che a Maggio-Giugno 2008 c’erano stati nuovamente altri sforamenti di diossine (5/6 volte superiore ai limiti) e che Veolia aveva fatto un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare presunti “taroccamenti” nei dati soprattutto di emissione di monossido di carbonio. A quel punto nel più assoluto silenzio dei sindaci (soprattutto di Mallegni sindaco con l’inceneritore in casa) riparte la protesta dei cittadini e l’attenzione delle istituzioni. Il Consiglio Regionale e quello Provinciale istituiscono commissioni d’indagine, i cittadini chiedono la chiusura dell’inceneritore alle Istituzioni e Rifondazione alle e nelle istituzioni chiede altrettanto con una propria mozione. I Sindaci intanto sommersi da debiti e impiccati dal contratto Daviddi non fanno emergere nella loro azione nessuna volontà per rescindere il contratto e superare l’incenerimento.

Faccio un passo indietro: in Provincia di Lucca alcuni comuni (Capannori su tutti e prima di tutti), anche per merito di un contributo di 500.000 euro della Provincia, facendo perno sull’efficace sistema del “Porta a Porta” hanno dimostrato all’opinione pubblica e alle Istituzioni che si possono raggiungere in pochi mesi percentuali di raccolte differenziate superiori all’80% e quindi di poter fare a meno degli inceneritori. Oggi fine ottobre 2008 nonostante questi risultati positivi e di fronte a quanto di gravissimo è successo al Pollino le Amministrazioni comunali continuano solamente a discutere di tariffe, della salute pubblica non se ne parla più granchè.

Eppure questa volta, più che nel passato, c’erano tutte le condizioni per provare a rescindere il contratto Daviddi, in base agli articolo 12 e 21 dello stesso, è mancato il coraggio degli amministratori che non hanno nemmeno chiesto una perizia civile per accertare lo stato dell’impianto all’indomani dei gravi fatti di questa estate. La magistratura sta lavorando, se accerterà gravi illegalità sono curioso di vedere a quali altri appigli si attaccheranno gli Enti per far continuare a bruciare rifiuti, inquinare il nostro territorio e a mettere a rischio la salute dei cittadini.


Cita:
VIAREGGIO. L'indagine sugli eventuali danni alla salute causati dall'inceneritore del Pollino (in particolare dalla diossina e dai metalli pesanti diffusi nell'aria) si farà. La rassicurazione arriva direttamente dal direttore generale dell'Asl Giancarlo Sassoli. Che spiega: «Il progetto è in via di definizione, aspettiamo a breve il medico igienista che ha vinto la borsa di studio per partire». I risultati? Entro un anno, si spera. In realtà si tratta di tre indagini, entrambe circoscritte alla zona dell'inceneritore. Una sarà sui casi di tumore (e sui decessi) registrati. La seconda riguarderà i problemi riscontrati nelle gravidanze, a partire dagli eventuali casi di malformazione dei bambini. La terza verterà sugli alimenti, e in particolare il latte prodotto dagli ovini e il miele delle api. «Vogliamo vederci chiaro». Dopo l'articolo sull'alta mortalità da tumore in Versilia, siamo stati letteralmente invasi da lettere e richieste di intervento ai sindaci di molti lettori. La gran parte dei quali hanno abitato o abitano tutt'ora nei Comuni di Pietrasanta e Camaiore. L'indice viene puntato, tra gli altri, sulle serre agricole e in particolare sull'uso nei terreni di pesticidi, ormoni e altri elementi chimici nocivi per la salute. Ma a destare più sconcerto è, manco a dirlo, la presenza dell'inceneritore del Pollino. È vero: non esistono ancora studi scientifici in grado di determinare una correlazione chiara e netta tra la presenza di questi impianti e l'aumento di tumori. Ma l'Asl vuole comunque vederci chiaro, anche perché le spie non vanno sottovalutate. «Si tratta di un'indagine epidemiologica - spiega il dottor Stefano Pieroni del Dipartimento di prevenzione dell'Asl - che parte da presupposti indiscutibili. E cioè che il vecchio impianto di Falascaia, in funzione dal 1974 al 1988 (anche se non consecutivamente) avesse un sistema di abbattimento dei fumi molto approssimativo. Per quanto riguarda il nuovo, ci sono dei procedimenti giudiziari in corso ma è chiaro che bisogna far luce». Le indagini riguarderanno in primis i tumori diagnosticati a cittadini residenti nella zona in un arco temporale ampio, visto che comunque le neoplasie possono avere un periodo di incubazione molto lungo. La seconda, invece, punterà dritta sulle mamme che hanno avuto figli con problemi di vario genere, dalle nascite pretermine al sottopeso, fino ai casi più gravi di eventuali malformazioni. Sotto osservazione anche l'incremento dei parti gemellari. Terzo e ultimo aspetto, l'esame degli alimenti, in particolare del latte di pecora e del miele favico prodotto dalle api. Le indagini saranno condotte dal Dipartimento di prevenzione dell'Asl. Sui lavori vigilerà una comitato scientifico di garanzia coordinato dal dottor Pietro Comba, direttore del reparto di epidemiologia dell'Istituto di superiore di sanità, e che sarà composto dai medici Giuseppe Viviano (Istituto superiore di sanità), Fabrizio Bianchi (Cnr di Pisa), Andrea Corti e Alessandro Del Carlo. Serre e campi elettromagnetici. L'attenzione dell'Asl è massima anche su serre agricole e campi elettromagnetici, i cosiddetti ripetitori. A proposito dei quali il dottor Pieroni afferma: «Danni delle antenne? Certo, devono essere monitorate. Ma forse bisognerebbe stare più attenti anche ai nostri comuni telefoni cellulari».


Non perdendo il vizio ha fatto pure danni all Elba
Cita:
E' uno dei temi dei quali abbiamo più parlato nei mesi scorsi, soprattutto nella prima parte dell'estate, quando cioè iniziano a presentarsi quei problemi endemici con i quali l'isola d'Elba fa i conti da decenni. Parliamo del problematico servizio di smaltimento dei rifiuti solidi.

Il gassificatore di Buraccio

La questione, per altro, è comune a tutte le piccole isole e adesso si ripropone in quanto, lunedì 26 novembre, c'è un importante "appuntamento" correlato a questo tema.

Si tratta di una udienza in Tribunale, nella sezione distaccata di Portoferraio. Sul banco degli imputati c'è Roberto Daviddi, che come Commissario regionale, ha gestito l'emergenza rifiuti elbana per oltre un decennio, facendo scelte rivelatesi poi sbagliate per i cittadini e per l'ambiente.

Inutile dire, per chi ci ha seguito nei mesi scorsi, quali siano state queste scelte: naturalmente ci riferiamo al gassificatore di Buraccio, un impianto che, di fatto, non ha mai funzionato in quanto del tutto inadatto all'Elba (funziona bene se l'apporto di rifiuti è costante nel tempo e nella quantità, cosa che per l'Elba non è possibile essendo essa una località turistica).

Non solo, l'impianto, proprio per le sue caratteristiche, in quelle poche occasioni che è stato fatto funzionare, ha emesso nell'atmosfera sostanze inquinanti, nocive anche, o quanto meno... molto fastidiose (viene citato in proposito l'acido cloridrico).

Al di là di questo comunque la costruzione del gassificatore ha costituito quanto meno un grave spreco, si è trattato di una inutile e costosa cattedrale nel deserto che non ha fatto che causare nuovi problemi senza alleggerire i vecchi.

Infatti, all'Elba, sulla questione immondizia, siamo esattamente alla situazione degli anni '80, quando i Comuni dell'isola non seppero gestire il problema rifiuti e la Regione si vide costretta a nominare Daviddi Commissario ad acta con l'incarico di "cavarci le castagne dal fuoco". Fu così che venne indetta una gara d'appalto e se la aggiudicò la ditta Daneco (adesso Weast Management) che costruì e gestì questo gassificatore.

Anche i responsabili all'Elba della Daneco sono comparsi, tempo fa, davanti al giudice per questa vicenda, ma se la sono cavata con il pagamento di una modesta oblazione, riconoscendo comunque alcune loro responsabilità. Daviddi invece ha sempre respinto ogni accusa e adesso è chiamato a farlo anche nella sede giudiziaria elbana.


Ecco ora lui è li a godersi i suoi soldi e sarà impunito... siamo in italia :roll:
I cittadini, invece, muoiono e pagano pure per farlo...per non parlare dello spreco di denaro pubblico
_________________
Silvio per la Pace!
CrappleEmofag
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