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Esclusivo L'altro stipendio di Maroni (07 ottobre 2010) Cinquemila euro al mese per lui. Altri duemila per la sua portavoce. Pagati nel 2007 da una società poi finita sotto processo per tangenti. GiustificatI come "consulenze", ma la procura indaga per finanziamento illecito
Che il ministro dell'Interno, prima che parlamentare e numero due della Lega Nord, fosse anche avvocato e tastierista rock, lo sapevano in molti. Ma forse neppure i più sfegatati elettori leghisti immaginavano che una società lombarda pluri-inquisita potesse sborsare migliaia di euro solo per ascoltare la voce di Roberto Maroni. E tanto meno che tenesse a libro paga anche la sua portavoce. E solo per organizzare "eventi" festaioli a Roma.
La questione morale torna a investire i vertici del Carroccio, 18 anni dopo Tangentopoli, con una nuova inchiesta per finanziamenti illeciti al partito.
L'indagine è stata aperta nel luglio 2009 dalla Procura di Milano ed è rimasta segreta fino allo scorso venerdì primo ottobre. Quando un pm ha dovuto avvertire il tribunale che un dirigente d'azienda, chiamato a deporre dalle difese di un gruppo di presunti super- professionisti dell'evasione fiscale, non poteva essere sentito come testimone.
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Il nome di Maroni salta fuori durante una risposta di Boselli all'avvocato che l'interroga. L'ex dirigente del gruppo Mythos racconta di conoscere l'attuale ministro dagli anni Ottanta: "Lavoravamo insieme alla Avon". E qui aggiunge di avergli pagato, a fine 2007, "consulenze legali, con regolari fatture". Solo allora il pm gli chiede quanto ha versato a Maroni. Boselli, a mente, risponde: "Sessantamila euro". Ma cosa faceva Maroni? "Ci diceva come muoverci a livello di Comuni, Province, Regioni".
Il pm non capisce che lavoro svolgeva l'avvocato-parlamentare per meritare i soldi. Boselli: "Essendo un legale, un amico e un esperto di situazioni del settore pubblico, mi ha dato un supporto per capire le disposizioni di legge per la gestione di asset lineari". Che significa? "Strade, fili, tubi..". In pratica, gli avrebbe solo "presentato persone"per vendere progetti "a province come Varese e Sondrio, in Emilia...". Ma c'è almeno una traccia scritta di queste consulenze? Risposta di Boselli: "No, non serviva. Ho preso appunti. Abbiamo incontrato persone del Demanio o di altri enti pubblici e lui mi ha fatto da collettore e coordinatore".
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L'espresso" ha verificato che Maroni è indicato come beneficiario di due fatture da 20.400 euro netti ciascuna. L'ultima risulta saldata il 7 novembre 2007, mentre cade a pezzi il governo Prodi. L'otto febbraio 2008, due mesi prima del voto, la Mythos registra un terzo "preavviso di fattura" dell'avvocato Maroni, pagabile dal 28 febbraio, che avrebbe portato proprio a 60 mila euro il totale dei compensi. Questi ultimi quattrini però non risultano pagati. Ma perché rinunciare alla terza parcella, se era tutto regolare?
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Nell'interrogatorio in tribunale, Boselli conferma che la società da lui diretta, nello stesso periodo, versava anche uno stipendio "da co.co.pro." a Isabella Votino, "l'assistente di Maroni". Quanto? "Sui 1.500-1.800 euro al mese, mi pare". E perché anche lei veniva pagata dalla Mythos? "Per organizzare eventi a Roma, per promuovere la nostra società". Insomma, feste e incontri per favorire i contatti con i politici.
Magari maroni la sfanga a livello penale, ma mi pare che a livello etico la lega sia ormai pari al clientelismo terrone della Dc degli anni "d'oro".
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