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LA POLEMICA. Il celebre attore gira un film sul Veneto e sull'integrazione degli immigrati
La troupe approda in città con il set del film di Patierno "Cose dell'altro mondo". Ma la Lega è pronta ad alzare le barricate
17/10/2010
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Una troupe al lavoro in piazza Libertà durante le riprese di uno degli ultimi film girati in città.
Treviso non li ha voluti perché il loro film sugli immigrati avrebbe messo in cattiva luce i veneti. Bassano, nonostante la Lega locale si stia mobilitando e abbia gridato allo scandalo, li accoglierà, forse già a partire da domani, con il tappeto rosso. Vistisi sbattere le porte in faccia dal sindaco leghista del capoluogo della Marca Gian Paolo Gobbo, Diego Abatantuono, il regista Francesco Patierno, gli interpreti, i tecnici e tutta la troupe del film "Cose dell'altro mondo", hanno disdetto prenotazioni in alberghi e ristoranti trevigiani e hanno fatto rotta in città, dove il sindaco Stefano Cimatti è apparso ben felice di collaborare con una produzione «seria», che verrà distribuita dalla Medusa e che porterà a Bassano una sicura «visibilità».
Pubblicità di cui a Treviso, evidentemente, hanno deciso di fare a meno, ufficialmente per motivazioni di carattere logistico e tecnico legate alla necessità di chiudere strade e mettere a disposizione vigili per un periodo piuttosto prolungato, in realtà perché, a quanto sembra, il "verdissimo" sindaco Gobbo temeva che il lungometraggio, incentrato sui problemi di integrazione e convivenza tra italiani ed extracomunitari, potesse trasmettere un'immagine poco lusinghiera del suo territorio.
«Io non entro nel merito delle scelte fatte a Treviso. A mio avviso ospitare un set per una città è una cosa assolutamente normale - sottolinea Stefano Cimatti, il primo amministratore bassanese, interpellato sulla questione - La troupe ha chiesto la nostra collaborazione per alcune questioni viabilistiche e per fare delle scene in municipio e alle scuole Mazzini. Tutti sono stati molto disponibili».
Anche per la famosa scena del toro che avrebbe dovuto scorrazzare libero in piazza, la sequenza che più aveva allarmato il sindaco trevigiano, pare che si troverà una soluzione... salomonica.
«Si sta valutando dove girare quella scena - rassicura Cimatti -: probabilmente in quel caso la location non sarà la piazza. Di sicuro non vogliamo correre il rischio di danneggiamenti».
Polemica chiusa, quindi? No, solo spostata dal Sile al Brenta. Il Carroccio bassanese infatti ha annunciato battaglia e presto presenterà una mozione per impedire che l'Amministrazione autorizzi le riprese. La motivazione è sempre la stessa: il soggetto del film, incentrato sulla figura di un imprenditore (interpretato da Abatantuono) proprietario di una televisione privata solito fare pubblici annunci contro gli extracomunitari, ad avviso degli esponenti leghisti in città metterebbe in cattiva luce i veneti, dipinti secondo uno stereotipo non corrispondente alla realtà.
«Sono stupitissimo di queste posizioni - replica il sindaco Cimatti - Mi dicono che nella Marca l'idea del proprietario della tv non sia piaciuta perché il personaggio avrebbe potuto essere associato allo scomparso Panto».
«Ma noi cosa dovremmo fare le barricate? - continua - Perché dovrei impedire che Bassano abbia un po' di visibilità? E comunque non c'è bisogno di avere autorizzazioni per girare un film».
"Cose dell'altro mondo" quindi si farà e le riprese, a quanto riferisce il primo cittadino, potrebbero iniziare anche domani. Di sicuro si chiuderanno per metà novembre, ossia prima dell'allestimento delle casette del mercatino di Natale in piazza.
«A me non interessano le polemiche - conclude Cimatti - Se si vuole, si può polemizzare su tutto: è facilissimo. A me preme solo fare l'interesse della mia città».
Caterina Zarpellon
giornaledivicenza.it
Sti legaioli non si smentiscono mai...
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