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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Federalismo fiscale -> presa per i fondelli
MessaggioInviato: dom ott 17, 2010 3:53 pm 
Schiavo
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Iscritto il: sab ago 07, 2010 9:32 pm
Messaggi: 2552
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Ma che bella balla!
Scoprire l’acqua calda, anche se la si scopre qualche giorno prima degli altri, è pur sempre una scoperta. Ci riferiamo a quanto ipotizzavamo per il “federalismo fiscale” nei precedenti articoli, quella roba marcia che la Lega Nord spaccia per la panacea contro ogni male italiano.
Oggi, la UIL[1] – mica il Partito Kumunista Kattivone – scopre che si risolverà in una “tosa” per gli italiani, ma che quella “tosa” sarà attenta, per non far troppo male alle bestie che devono votare.

Una prima considerazione è che del “federalismo fiscale” non si parla per definire cos’è e quali vantaggi potrà eventualmente portare, ma soltanto per capire chi pagherà e basta.
E, attenzione, dagli aumenti delle aliquote IRPEF a favore delle Regioni, saranno scorporati gli eventuali aumenti per chi ha “sforato” la spesa sanitaria.
Della serie: ci mangiamo a quattro palmenti sulla farmaceutica, riempiamo le strutture sanitarie di personaggi che non devono rispondere per meritocrazia od efficienza, bensì soltanto per fedeltà elettorale o, più semplicemente, per nepotismo. Mettiamo nel conto anche le escort (vedi chi pagava la D’Addario), poi…quando la spesa “sfora”? Che paghino!

Ovvio che, il “federalismo fiscale”, è a parte: è una tassa diversa, solo che non si deve chiamarla tassa perché noi del centro destra non tassiamo nessuno, realizziamo senza tassare, siamo già oltre i miracoli.
E andiamo a vedere cos’hanno in testa Berlusconi, Bossi, Calderoli e tutta la Banda Bassotti.

Per mesi ci hanno raccontato che il “federalismo fiscale” sarebbe stato l’architrave di una nuova società più “giusta e responsabile”, ed in questo anche una serie d’allocchi di centro sinistra li ha seguiti senza fiatare: ricordiamo che Di Pietro non si astenne per il cosiddetto “federalismo demaniale”, bensì votò a favore.
Se poniamo attenzione agli scaglioni di reddito che saranno tassati per finanziare Sua Regalità Calderoliana il “federalismo fiscale”, scopriamo che c’è una “soglia” di 28.000 euro lordi annui. Prima di quella soglia, si pagherà poco, dopo quella soglia saranno bastonate.
A quanto ammontano, in termini netti, 28.000 euro lordi annui?

Siamo intorno ai 1500/1600 euro mensili, euro più euro meno.
Chi guadagna cifre del genere e, soprattutto, le dichiara?

I lavoratori dipendenti, in special modo quelli del settore pubblico, perché i dipendenti privati delle grandi imprese guadagnano oramai un pezzo di pane, mentre quelli delle piccole imprese il resto lo prendono in nero.
E i lavoratori autonomi?

Viene da ridere, se pensiamo ad un lavoratore autonomo che – tolto qui, tolto là, defalcate le spese, tolto il computer nuovo acquistato per il figlio (ma fatturato all’azienda), più macchina, benzina e quant’altro… – dichiari 28.000 euro l’anno!
E lo posso dire senza temere d’essere smentito, giacché per anni sono stato in Consiglio d’Istituto e, nostro compito, era quello di formare le graduatorie per chi aveva diritto ad un contributo per i libri gratis. Io, che ero anche il Segretario (conservo copia dei verbali), mi trovavo a dover compilare le graduatorie con accanto le cifre dichiarate nei modelli 740.

E, il giorno dopo, tutti potevamo osservare che i nostri soldi – nostri in senso della collettività – s’erano trasformati in libri che salivano su dei brillantissimi SUV da (allora) 50 milioni. Mentre, la “beneficiaria” – se era una ragazzina – non aveva meno di un milione addosso fra scarpe, borsa, gonna e giacca.
Così, nel gran calderone calderoliano, si pescano i soliti noti: a quanto ammonterà il prelievo?

Sono circa 900 euro l’anno i quali, divisi per tredici mensilità, fanno circa 70 euro il mese oppure, se considerati come quota annua, sono una cifra con la quale si paga il riscaldamento o le assicurazioni: mica robetta. Per darli in mano a Bossi ed ai suoi picciotti, più la “trota”, sistemata in Consiglio Regionale a 12.000 euro il mese.

Adesso, staremo a vedere chi si mostrerà favorevole al provvedimento e chi, invece, avrà almeno il coraggio di votare contro: dopo tutte le manfrine che hanno occupato i giornali per tutta l’Estate, siamo curiosi di sapere cosa voteranno a sinistra ma, soprattutto, cosa faranno i “dissidenti” finiani e Casini.

Perché le chiacchiere, oramai, stanno a zero.


http://carlobertani.blogspot.com/2010/1 ... balla.html

Cita:
Federalismo, le regioni potranno
aumentare l'addizionale Irpef
Giovedì via libera governo al decreto unificato. Le province
potranno aumentare tassa su Rc auto. Regioni in rivolta
[Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] invia stampa
Giulio Tremonti (foto Claudio Onorarti - Ansa)

ROMA (6 ottobre) - Il governo accelera sul federalismo e unifica in un unico decreto i due testi attuativi del federalismo, in precedenza separati. L'esecutivo esaminerà nella riunione del Consiglio dei ministri di giovedì il provvedimento che contiene il “nucleo duro” del federalismo fiscale. Obiettivo mettere il federalismo in cassaforte, come più volte chiesto dalla Lega, anche in caso la situazione politica dovesse precipitare e si andasse a elezioni anticipate in primavera.

Le novità dovrebbero entrare in vigore gradualmente a partire dal 2012, e andare poi a regime dal 2014. Nell’assetto disegnato dal decreto le regioni avranno come fonti di finanziamento delle proprie spese l’addizionale all’Irpef, la compartecipazione all’Iva, l’Irap, più altre entrate proprie e nel caso di quelle meno “ricche” quote dell’apposito fondo perequativo.

Nell'ultima bozza di decreto alcune delle richieste dei governatori regionali sono state accolte a partire dalla cancellazione della compartecipazione all'Irpef, che lascia il posto alla sola addizionale sull'imposta.

In particolare le Regioni potranno decidere a partire dal 2013 un aumento dell'addizionale Irpef, che non potrà però superare alcuni tetti: l'incremento massimo potrà essere dello 0,5% nel 2013, dell'1,1% nel 2014 e del 2,1% nel 2015. Prevista una «salvaguardia» per le fasce di reddito medio-basse. È infatti previsto che l'aumento, se superiore allo 0,5%, non si applicherà sui primi due scaglioni di reddito Irpef. In pratica non saranno toccati i contribuenti con meno di 28.000 euro di reddito che scontano le prime due aliquote (del 23 e del 27%). L'aumento dell'addizionale Irpef sopra la soglia dello 0,5%, inoltre, non consentirà alla regione di ridurre l'Irap.

Arriva, poi, il fondo di perequazione tra regioni (e anche per Comuni e Province) per il finanziamento integrale delle spese essenziali che sarà finanziato dalla compartecipazione all'Iva, che viene "regionalizzata" in base ai consumi. Resta invariata la previsione per cui i costi standard della sanità verranno stabiliti in base al modello di 3 regioni modello scelte dalla Conferenza Stato-Regioni su una rosa di 5 "virtuose" indicate dal ministero della Sanità.

I governatori avrebbero poi incassato una disponibilità da parte del governo a rivedere i tagli della manovra estiva, la salvaguardia dei trasferimenti relativi alle "spese non necessarie" e l'apertura di un tavolo tecnico sul trasporto pubblico locale. Ma queste aperture del governo sembrano di fatto vanificate dalla reazione negativa dei governatori di fronte alla scelta di mettere insieme
in un solo testo le nuove norme sul fisco regionale e quelle sui costi standard della sanità, materia sulla quale è in corso un confronto anche all'interno delle regioni.

Con il primo via libera al pacchetto sulle regioni domani in Cdm il governo, come ha sottolineato anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti considera completato il plafond dei decreti attuativi della riforma approvata il 21 maggio 2009. Resta ancora "al chiodo", però, il decreto riguardante il nuovo fisco comunale, che comprende anche la cedolare secca sugli affitti al 20% che dovrebbe andare in vigore dal prossimo anno. La Conferenza Unificata in calendario per domani che avrebbe dovuto dare il via libera al decreto, già approvato in via preliminare in Consiglio dei ministri prima dell'estate, infatti, è slittato alla prossima settimana.

Guarderà alle auto, e più in genere al trasporto su gomma, invece la tassazione delle province: dalla Rc auto alla compartecipazione alla tassa di circolazione, fino all'accisa sulla benzina. La bozza del decreto legislativo sul federalismo dedica infatti un capitolo all'autonomia di entrate delle province. Che poggerà su tre tributi principali. Il primo è la tassa sulle assicurazioni Rc auto che, con l'esclusione dei ciclomotori, sarà pari al 12,5% e che potrà diminuire o aumentare annualmente di 2,5 punti percentuali. L'incasso andrà alle province dal 2012. Il secondo tributo è la compartecipazione all'accisa sulla benzina, che attualmente viene incassata dalle Regioni e che invece scatterà per le Province sempre dal 2012. Il terzo balzello è invece la compartecipazione al bollo auto da parte delle province che riceveranno una quota della tassa di circolazione al posto degli attuali trasferimenti che vengono loro dati dalle Regioni a partire dal 2013.

«Sono sorpreso: questa corsa a bruciare i tempi - commenta il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani - è incomprensibile e rischia solo di fare danni». Non c'è stato «nessun confronto sui costi standard», attacca anche il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. E l'argomento verrà affrontato domani in una Conferenza delle Regioni convocata in corsa ad hoc sul nuovo testo. Anche dal Pd arriva un sostegno ai governatori: il governo - afferma il Partito Democratico - sta perdendo l'ultima occasione per costruire un progetto di coesione nazionale e se rompe anche con le Regioni sarà sempre più solo.


http://gazzettino.it/articolo.php?id=121827
Cita:
FEDERALISMO FISCALE: NUOVE TASSE PER I VENETI

Lo comunica l'Associazione Difesa Consumatori A.DI.CO.
euro-soldi-tasse124.jpg

TREVISO - Non ci sarà neppure il tempo di abituarsi a quello spazio bianco in busta paga che l'addizionale Irpef regionale già torna sul proscenio della fiscalità veneta – fa sapere l’ADICO.

”Approvato il decreto attuativo, la Lega esulta”, era l’annuncio che riprendevano le principali agenzie di stampa l’8 ottobre di quest’anno – rilasciato dai vertici leghisti – con Zaia che dichiarava: “tasse trasparenti, solo vantaggi”.

Se il principio del federalismo fiscale è quello di prevede una forte riduzione del flusso finanziario da Roma e Venezia da sostituire con una gestione in proprio della fiscalità – fa sapere il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – allora qualcuno deve spiegare alle famiglie il “senso federalista” nella reintroduzione dell’addizionale Irpef 0,5% da pagare in aggiunta a quella nazionale dello 0,9%.

Continuando a parlare di imposizione di nuove tasse – conclude Carlo Garofolini – in discussione in queste ore la tassa di soggiorno e nuovi tributi a favore dei Consorzi di bonifica.

L'Associazione Difesa Consumatori A.DI.CO. è un'organizzazione senza fini di lucro, sorta con lo scopo di promuovere gli interessi e di tutelare i diritti dei cittadini consumatori e degli utenti di beni e servizi


http://www.oggitreviso.it/federalismo-f ... neti-29290

non sono l'unico che crede che il federalismo moltiplicherà gli sprechi, le tasse ed i politici magna/magna....

altri pareri qui:
http://www.art17.it/forum/threads/7425- ... ento-tasse
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