The Dark Side of Hardware Upgrade Forum

...bringing out the worst in you since 2003...
Oggi è gio ott 15, 2026 8:56 am

Tutti gli orari sono UTC +1 ora


-->
-->

Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 27 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 11:44 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: sab lug 17, 2010 9:42 am
Messaggi: 2942
Località: Miserriamemente Nord-Est (d’Italia)
Fabbriche recuperate in Argentina; dieci anni e vanno avanti

Sembravano un’anomalia destinata ad essere riassorbita dal modello capitalista. Erano le fabbriche, soprattutto argentine, destinate alla chiusura da imprenditori rapaci pronti a scappare con la cassa al momento del crollo del modello neoliberale nel 2001. Per una breve stagione furono molto di moda anche da noi, soprattutto seguendo il caso della Zanón, una fabbrica di ceramiche che dà lavoro a circa 1.500 persone a Neuquén, oggi felicemente FaSinPat (Fabbrica Senza Padroni). Ma ora che anche qui sta crollando tutto, non sembrano un’opzione percorribile in Italia. Invece a dodici anni di distanza dalla prima fabbrica recuperata, molteplici studi, tra i quali uno di Raúl Zibechi, ci mostra che non solo le fabbriche recuperate non erano una stramba utopia frutto della disperazione ma che, liberandosi dei padroni, danno lavoro e stanno perfino sul mercato.

Nel maggio del 1998, quando il neoliberismo sembrava scritto dal padreterno nella pietra delle tavole dei dieci comandamenti il recupero dell’IMPA, Industria Metalúrgica y Plástica Argentina, una fabbrica di alluminio, sembrava una stravaganza.

Gli studi argentini (molte info possono essere rintracciati qui: http://www.recuperadasdoc.com.ar/) mostrano invece numeri straordinariamente interessanti che testimoniano che non solo le imprese recuperate non sono scomparse ma si sono consolidate.

Ad ottobre del 2010 nel paese ci sono 205 imprese recuperate (nel Novecento si sarebbe detto collettivizzate) che danno lavoro a circa 10.000 lavoratori. Poco più di un lustro fa, nel 2004, quando la loro esperienza era già dimenticata da noi, erano 160, con meno di 7.000 lavoratori impiegati. Nei tre quarti dei casi è stato necessario occupare la fabbrica, quasi sempre con l’aiuto dei lavoratori di altre industrie. Il dato straordinario è che ben il 90% delle imprese che hanno intrapreso la via del recupero da parte dei lavoratori è sopravvissuto, con una mortalità quindi infinitamente inferiore a quella delle imprese gestite da un padrone. In due terzi dei casi, con battaglie legali con tratti spesso epici, hanno ottenuto decreti di esproprio favorevoli, regolarizzando quindi a tutti i fini la loro situazione. Nella metà dei casi le cooperative, a dimostrarne la buona gestione, hanno avuto la necessità di assumere nuovi lavoratori.

Vari studiosi, tra i quali Andrés Ruggieri, ricordano che dopo il Cordobazo del 1968 le esperienze di autogestione delle fabbriche durarono al più poche settimane e che i dieci anni attuali implicano l’essere entrati in una esperienza stabile e nuova. Andando sull’altra riva del grande fiume, anche nel ben più piccolo Uruguay, le proporzioni sono identiche (circa il 10% di quelle argentine, come per la popolazione). Imprese come la fabbrica di pneumatici FUNSA dà lavoro, sotto il controllo dei sindacati, a ben 226 lavoratori, una dimensione grande nel paese.

Le fabbriche recuperate vanno spesso ben al di là del tema del lavoro, cambiando l’approccio alla politica e alla vita sociale in tanti quartieri popolari. Nell’88% dei casi si tengono assemblee regolari, una palestra alla vita politica che rompe il modello sociale vigente. In tre fabbriche su quattro tutti i lavoratori ricevono lo stesso salario, indipendentemente dal tipo di lavoro realizzato. Non basta: almeno una fabbrica su tre ospita eventi culturali e attività educative per tutta la comunità, sono in grado di fare donazioni e partecipano attivamente alla vita delle organizzazioni popolari della zona. Il caso simbolo è proprio quello dell’IMPA, la prima fabbrica recuperata. Oggi la fabbrica è solo un pezzo di una piccola holding cooperativa industrial-culturale. Nella fabbrica continuano a produrre alluminio 58 operai, nel centro culturale e di salute lavorano in 30 e nella scuola popolare in 43. Dopo una crisi profonda nell’agosto 2009, quando la fabbrica è stata di nuovo vicina allo sgombero in un conflitto che appare senza fine, c’è stato il rilancio con l’idea di un’università dei lavoratori. All’inaugurazione sono state cantati in sequenza l’inno argentino, l’Internazionale e la marcha peronista.

Cambia, todo cambia, direbbe la negra Sosa. Ma alcune cose rimangono. Per esempio i lavoratori delle fabbriche recuperate non hanno buttato a mare il modello organizzativo taylorista/fordista delle fabbriche novecentesche che (incomprensibilmente per molti premi Nobel dell’economia) qui continua a funzionare. Integrano però un gran numero di incontri informali durante l’orario di lavoro (Marchionne ne morrebbe) e di decisioni collettive. Sono invece scomparsi i controlli obbligatori all’uscita, che supponevano che l’impresa considerasse i lavoratori irresponsabili del bene della stessa e tutti potenziali ladri, sulla via della costruzione di un soggetto collettivo capace di assumere le proprie responsabilità.

Tutto rosa? Molti problemi permangono, primo fra tutti una divisione del lavoro che rimane netta tra mansioni produttive e mansioni tecnico-amministrative. Inoltre la redditività tende ad essere ben più bassa, quindi spesso gli stipendi sono più bassi e mancano gli strumenti tipici delle imprese capitaliste, primo fra tutti il licenziamento, per superare le crisi. Tuttavia è falso che le imprese recuperate sono uno strumento di consenso politico finanziato dallo Stato: appena l’8% beneficia di commesse pubbliche.

Simbolico, soprattutto per le imprese che meglio funzionano, e quindi hanno avuto la possibilità di assorbire nuovo personale, è che in oltre il 40% dei casi alla fine quest’ultimo non è divenuto socio della cooperativa con pari diritti, ma salariato della stessa.

Al di là dei problemi, ad oggi, i lavoratori argentini sanno che recuperare le fabbriche è uno strumento efficace non solo di lotta al momento della contrattazione, ma anche una risorsa di resistenza al momento della crisi. Oggi in Argentina il fallimento (dei padroni) fa meno paura e, se lo si fabbrica giorno per giorno, un altro mondo, e un altro lavoro, è davvero possibile.


Fonte: Latinoamerica
_________________
Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 11:59 pm 
Bravi, mi fa piacere questo risultato.
:wink:
Top
  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:02 am 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: lun nov 10, 2008 10:14 pm
Messaggi: 2340
Località: Romagna
Non è vero, non può essere vero, me l'ha detto Marchionne che il mondo va in un altra direzione :O
_________________
17 febbraio 2007... Grazie di essere così speciale Daniele! :fiore: - Immagine
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:21 am 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: dom ago 15, 2010 1:52 pm
Messaggi: 668
curioso di sapere qual'è il tasso di innovazione di un azienda del genere. O del reparto R&D.

Sempre che ne esista uno :asd:
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:27 am 
Schiavo
Iscritto il: gio lug 15, 2010 6:46 pm
Messaggi: 117
Località: Trento
ho visto lo spettacolo "fabricas" ( mi pare si chiamasse così ) su questo tema...

ve lo consiglio a tutti ;)
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 11:38 am 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: gio lug 15, 2010 6:26 pm
Messaggi: 6013
Località: Simone da Bologna :D
Killer application ha scritto:
curioso di sapere qual'è il tasso di innovazione di un azienda del genere. O del reparto R&D.

Sempre che ne esista uno :asd:


non tutte le aziende devono fare ricerca e sviluppo eh...

ci sono aziende che semplicemente fanno il lavoro per altre che innovano. :patpat:
_________________
Immagine
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 11:54 am 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: mer lug 14, 2010 5:55 pm
Messaggi: 24969
Killer application ha scritto:
curioso di sapere qual'è il tasso di innovazione di un azienda del genere. O del reparto R&D.

Sempre che ne esista uno :asd:


A giudicare dal design delle FIAT anche dalle nostre parti R&D latita eh.

Oh, i motori sono buoni... il problema è il resto :asd:
_________________
Immagine Wannabe tecnico : Le pipeline | Registri, cache ed altre amenità | DMA, multitasking, interrupt e CPU "OS friendly" (work in progress) Immagine
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:07 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: ven lug 16, 2010 2:13 pm
Messaggi: 4168
Località: back in O.L.T.R.E.P.O.
rgart ha scritto:
Killer application ha scritto:
curioso di sapere qual'è il tasso di innovazione di un azienda del genere. O del reparto R&D.

Sempre che ne esista uno :asd:


non tutte le aziende devono fare ricerca e sviluppo eh...

ci sono aziende che semplicemente fanno il lavoro per altre che innovano. :patpat:



:climb:
Magari ci credete anche nello scrivere una puttanata del genere...
:wazza:
_________________
"Whereof one cannot speak, thereof one must be silent."

"Ed e' per questo che propongo l'istituzione del premio Nobel per il Wrestling"
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:21 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: gio lug 15, 2010 6:26 pm
Messaggi: 6013
Località: Simone da Bologna :D
adesso tutte le aziende da 15-30 dipendenti fanno RED... al massimo innovano la loro catena produttiva diminuendo il tempo per fare una lavorazione o produrre un pezzo...



non diciamo cagate, la ricerca è ben altro...
_________________
Immagine
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:30 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: ven lug 16, 2010 2:13 pm
Messaggi: 4168
Località: back in O.L.T.R.E.P.O.
rgart ha scritto:
adesso tutte le aziende da 15-30 dipendenti fanno RED... al massimo innovano la loro catena produttiva diminuendo il tempo per fare una lavorazione o produrre un pezzo...



non diciamo cagate, la ricerca è ben altro...


assolutamente vero, ma se passi che il modello collettivista e' valido nel piccolo, allora chi finira' a farla la ricerca?
Il medio? Il grande? e chi lo decide chi e' medio o grande? io? tu? il parlamento? il sindacato?
o la deputiamo allo stato?
_________________
"Whereof one cannot speak, thereof one must be silent."

"Ed e' per questo che propongo l'istituzione del premio Nobel per il Wrestling"
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:34 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: mer lug 14, 2010 5:55 pm
Messaggi: 24969
Caldco ha scritto:
rgart ha scritto:
adesso tutte le aziende da 15-30 dipendenti fanno RED... al massimo innovano la loro catena produttiva diminuendo il tempo per fare una lavorazione o produrre un pezzo...



non diciamo cagate, la ricerca è ben altro...


assolutamente vero, ma se passi che il modello collettivista e' valido nel piccolo, allora chi finira' a farla la ricerca?
Il medio? Il grande? e chi lo decide chi e' medio o grande? io? tu? il parlamento? il sindacato?
o la deputiamo allo stato?


Semilavorati e lavorazione delle materie prime hanno bisogno di pochissimo R&D.
_________________
Immagine Wannabe tecnico : Le pipeline | Registri, cache ed altre amenità | DMA, multitasking, interrupt e CPU "OS friendly" (work in progress) Immagine
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:46 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: gio lug 15, 2010 6:26 pm
Messaggi: 6013
Località: Simone da Bologna :D
Caldco ha scritto:
assolutamente vero, ma se passi che il modello collettivista e' valido nel piccolo, allora chi finira' a farla la ricerca?
Il medio? Il grande? e chi lo decide chi e' medio o grande? io? tu? il parlamento? il sindacato?
o la deputiamo allo stato?



Scusa eh, oggi in italia ci sono solo aziende medio piccole, chi fa RED? in pratica pochissime... e questo perchè?

Nel modello collettivista semplicemente se l'azienda si ingrandisce e inizia a produrre qualcosa nascerà la divisione RED... finchè per 1 azienda che fa RED ce ne sono 50 che semplicemente producono quello che la prima gli ordina non penso sia questo il problema...
_________________
Immagine
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:49 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: ven lug 16, 2010 2:13 pm
Messaggi: 4168
Località: back in O.L.T.R.E.P.O.
ConteZero ha scritto:
Caldco ha scritto:

assolutamente vero, ma se passi che il modello collettivista e' valido nel piccolo, allora chi finira' a farla la ricerca?
Il medio? Il grande? e chi lo decide chi e' medio o grande? io? tu? il parlamento? il sindacato?
o la deputiamo allo stato?


Semilavorati e lavorazione delle materie prime hanno bisogno di pochissimo R&D.


E' qui l'errore...
per esempio nella raffinazione uno puo' pensare che piu' o meno la struttura base di un impianto a conversione complessa (FCC per esempio) sia uguale a 45 anni fa e per molti versi e' cosi'. Ma non per tutti gli impianti e' cosi e non e' miope pensarlo, ma criminale bensi', perche' arrestare la ricerca significa arrestare la crescita della produttivita' (che non e' = aumentare la produzione) e quindi del benessere.
_________________
"Whereof one cannot speak, thereof one must be silent."

"Ed e' per questo che propongo l'istituzione del premio Nobel per il Wrestling"
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:49 pm 
Caldco ha scritto:
rgart ha scritto:

non tutte le aziende devono fare ricerca e sviluppo eh...

ci sono aziende che semplicemente fanno il lavoro per altre che innovano. :patpat:



:climb:
Magari ci credete anche nello scrivere una puttanata del genere...
:wazza:

Quindi secondo te quando canon produce obiettivi in vietnam significa che hanno r&d in vietnam?
Scegliti un fail e postatelo da solo.
Top
  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:52 pm 
Caldco ha scritto:
rgart ha scritto:
adesso tutte le aziende da 15-30 dipendenti fanno RED... al massimo innovano la loro catena produttiva diminuendo il tempo per fare una lavorazione o produrre un pezzo...



non diciamo cagate, la ricerca è ben altro...


assolutamente vero, ma se passi che il modello collettivista e' valido nel piccolo, allora chi finira' a farla la ricerca?
Il medio? Il grande? e chi lo decide chi e' medio o grande? io? tu? il parlamento? il sindacato?
o la deputiamo allo stato?

Mica puoi obbligare un'azienda a fare ReD, un privato deciderà se gli conviene o meno avere il settore per dare ai suoi consumatori qualcosa in più e farsi preferire ad un concorrente.
Top
  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 12:58 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: ven lug 16, 2010 2:13 pm
Messaggi: 4168
Località: back in O.L.T.R.E.P.O.
rgart ha scritto:
Scusa eh, oggi in italia ci sono solo aziende medio piccole, chi fa RED? in pratica pochissime... e questo perchè?
Nel modello collettivista semplicemente se l'azienda si ingrandisce e inizia a produrre qualcosa nascerà la divisione RED... finchè per 1 azienda che fa RED ce ne sono 50 che semplicemente producono quello che la prima gli ordina non penso sia questo il problema...


Perche' dovrebbe ingrandirsi?
perche' viene istruita in tal senso dalla politica, per caso?
e perche' a fronte di un aumento dimensionale uno deve sviluppare anche un reparto RD; dove sta scritto?
_________________
"Whereof one cannot speak, thereof one must be silent."

"Ed e' per questo che propongo l'istituzione del premio Nobel per il Wrestling"
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 6:20 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: dom ago 15, 2010 1:52 pm
Messaggi: 668
Un'azienda che non fa R&D durerà molto poco nel mercato.

Che poi non è necessario un dipartimento di R&D per dimostrare l'assurdità di un'azienda socializzata.

Produci vasi 2 anni, il terzo anno vedi un calo dei vasi a favore dei piatti. E' necessaria una riconversione dell'azienda.

Chi decide il cambio di rotta dell'azienda? Chi se ne assume la responsabilità? E se alcuni dipendenti non sono favorevoli cosa succede?

Le realtà che non si modellano sul mercato (o lo anticipano) sono destinate a morire.
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 6:48 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: lun nov 10, 2008 10:14 pm
Messaggi: 2340
Località: Romagna
Killer application ha scritto:

Le realtà che non si modellano sul mercato (o lo anticipano) sono destinate a morire.


I fatti che questo articolo riporta dimostrano l'incontrario

Inoltre, e anche narcisistico pensare che il modello economico attuale sia il punto di arrivo della storia economica
_________________
17 febbraio 2007... Grazie di essere così speciale Daniele! :fiore: - Immagine
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 6:50 pm 
Killer application ha scritto:
Un'azienda che non fa R&D durerà molto poco nel mercato.

Che poi non è necessario un dipartimento di R&D per dimostrare l'assurdità di un'azienda socializzata.

Produci vasi 2 anni, il terzo anno vedi un calo dei vasi a favore dei piatti. E' necessaria una riconversione dell'azienda.

Chi decide il cambio di rotta dell'azienda? Chi se ne assume la responsabilità? E se alcuni dipendenti non sono favorevoli cosa succede?

Le realtà che non si modellano sul mercato (o lo anticipano) sono destinate a morire.

Cazzo c'entra ricerca e sviluppo con la riconversione di una linea produttiva lo sai solo te.
La testa di FIAT non è di certo la stessa che fissa i bulloni delle Punto a Pomigliano.
:wat:
Top
  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 7:45 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: dom ago 15, 2010 1:52 pm
Messaggi: 668
ilguercio ha scritto:
Killer application ha scritto:
Un'azienda che non fa R&D durerà molto poco nel mercato.

Che poi non è necessario un dipartimento di R&D per dimostrare l'assurdità di un'azienda socializzata.

Produci vasi 2 anni, il terzo anno vedi un calo dei vasi a favore dei piatti. E' necessaria una riconversione dell'azienda.

Chi decide il cambio di rotta dell'azienda? Chi se ne assume la responsabilità? E se alcuni dipendenti non sono favorevoli cosa succede?

Le realtà che non si modellano sul mercato (o lo anticipano) sono destinate a morire.

Cazzo c'entra ricerca e sviluppo con la riconversione di una linea produttiva lo sai solo te.
La testa di FIAT non è di certo la stessa che fissa i bulloni delle Punto a Pomigliano.
:wat:


Sono la stessa cosa.
Entrambe richiedono processi decisionali che possono essere non compresi dagli operai con la terza media, o che magari sono antipopolari ma necessari.

Per questo è necessaria una figura che guida l'azienda "padronalmente" e che ne risponde in prima persona dei successi e fallimenti.

Con l'immobilismo non si fa nulla.
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 8:31 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: mer lug 14, 2010 5:55 pm
Messaggi: 24969
Caldco ha scritto:
ConteZero ha scritto:

Semilavorati e lavorazione delle materie prime hanno bisogno di pochissimo R&D.


E' qui l'errore...
per esempio nella raffinazione uno puo' pensare che piu' o meno la struttura base di un impianto a conversione complessa (FCC per esempio) sia uguale a 45 anni fa e per molti versi e' cosi'. Ma non per tutti gli impianti e' cosi e non e' miope pensarlo, ma criminale bensi', perche' arrestare la ricerca significa arrestare la crescita della produttivita' (che non e' = aumentare la produzione) e quindi del benessere.

I metodi di raffinazione in genere sono abbastanza universali e noti.
La spesa può essere nel passare da uno all'altro o nel cercare di adattare le infrastrutture ai nuovi sistemi, ma di Ricerca e Sviluppo c'è ben poco.
_________________
Immagine Wannabe tecnico : Le pipeline | Registri, cache ed altre amenità | DMA, multitasking, interrupt e CPU "OS friendly" (work in progress) Immagine
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 9:27 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: lun lug 19, 2010 6:08 pm
Messaggi: 7370
Località: Smileland (già Crucconia)
Dream_River ha scritto:
I fatti che questo articolo riporta dimostrano l'incontrario

Sembra più un'eccezione che la prova del nove.

Cita:
Inoltre, e anche narcisistico pensare che il modello economico attuale sia il punto di arrivo della storia economica

Vero, ma di gruppi che vanno avanti senza leader se ne vedono pochi.
La gerarchia è la base per la distribuzione delle responsabilità che è a sua volta la base per un corretto funzionamento di un gruppo: ognuno fa quel che sa fare al meglio e non tutti sanno decidere o avere una visione macroscopica del gruppo.
_________________
Se nel forum sono attivo vuol dire che al lavoro sto facendo documentazione.
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 9:30 pm 
Killer application ha scritto:
ilguercio ha scritto:
Cazzo c'entra ricerca e sviluppo con la riconversione di una linea produttiva lo sai solo te.
La testa di FIAT non è di certo la stessa che fissa i bulloni delle Punto a Pomigliano.
:wat:


Sono la stessa cosa.
Entrambe richiedono processi decisionali che possono essere non compresi dagli operai con la terza media, o che magari sono antipopolari ma necessari.

Per questo è necessaria una figura che guida l'azienda "padronalmente" e che ne risponde in prima persona dei successi e fallimenti.

Con l'immobilismo non si fa nulla.

Cazzo, non è difficile.
Se l'azienda fa utili si vede che al suo interno ci sta gente che le decisioni le sa prendere.
Non è che tu sai che un domani, se andranno in perdita o in bancarotta, non potranno per certo riconvertire la linea o prendere decisioni forti.
Top
  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 9:32 pm 
trallallero ha scritto:
La gerarchia è la base per la distribuzione delle responsabilità

'nsomma, la gerarchia finora è solo un modo per far guadagnare tanto ad AD, manager e amici vari ai piani alti (alcuni dei quali non fanno un emerito cazzo) e usare l'operaio come anello debole della catena.
Top
  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Argentina: le fabbriche occupate e socializzate vanno avanti e restano competitive sul mercato
MessaggioInviato: mar nov 09, 2010 9:37 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: lun lug 19, 2010 6:08 pm
Messaggi: 7370
Località: Smileland (già Crucconia)
ilguercio ha scritto:
trallallero ha scritto:
La gerarchia è la base per la distribuzione delle responsabilità

'nsomma, la gerarchia finora è solo un modo per far guadagnare tanto ad AD, manager e amici vari ai piani alti (alcuni dei quali non fanno un emerito cazzo) e usare l'operaio come anello debole della catena.

Lascia decidere all'operaio allora, anzi, a tutti gli operai e vediamo cosa succede.
_________________
Se nel forum sono attivo vuol dire che al lavoro sto facendo documentazione.
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 27 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo
-->

Tutti gli orari sono UTC +1 ora


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Vai a:  
cron
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Traduzione Italiana phpBB.it