In quell'articolo c'è scritto che molte persone comuni vanno in Venezuela, dove sembrano avere migliori opportunità di vita.
Gl'imprenditori vanno in Colombia, dove sembrano avere migliori opportunità di fare affari.
Lo stesso articolo dice che è una situazione analoga a quella avvenuta in Argentina dopo la crisi. Ricordo che il crac argentino è avvenuto dopo che il governo ebbe seguito alla lettera i consigli liberisti del fondo monetario internazionale, privatizzando tutto, compresa scuola, sanità, etc.
Quindi mi pare semplicistico dire che la colpa sia delle nazionalizzazioni, dato che una situazione analoga si è verificata in seguito a politiche economiche opposte.
Le scelte di Chávez non sono sempre condivisibili, sono sospettoso nei confronti della sua vena populistica e plebiscitaria, e non vorrei che la politica economica fosse condotta in modo dilettantistico e volontaristico: un fallimento in Venezuela avrebbe risultati negativi su tutto il movimento socialista mondiale. Comunque la politica economica venezuelana è sempre stata troppo dipendente dai ricavi petroliferi, ben prima delle nazionalizzazioni.
Comunque la Colombia è lo stato degli squadroni della morte, dei paramilitari, degli omicidi dei sindacalisti (piú del 90% dei sindacalisti assassinati nel mondo muore in Colombia), delle elezioni truccate.
Non mi stupisce che gl'imprenditori vadano in Colombia, lí se qualcuno fa attività sindacale gli si spara direttamente, quindi si fanno migliori affari.
Concordo, inoltre mi sembra semplicistico considerare la politica del governo basandosi unicamente sulla crescità economica
Per dire solo una dato significativo, Chavez ha sconfitto l'analfabetismo in Venezuala, cosa che non sono riusciti a fare nemmeno negli U.S.A (e nemmeno qua in Italia)