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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Il teorema del prefetto: più insicuri con le guardie
MessaggioInviato: lun nov 22, 2010 12:28 am 
Schiavo
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Iscritto il: gio lug 15, 2010 7:48 pm
Messaggi: 3231
Località: Biellese
Immaginatevi di essere una persona con un certo spirito imprenditoriale residente nella provincia di Caserta. Siete legati alla vostra terra e vi dispiace assai vederla piagata dal morbo della criminalità, organizzata e spicciola. Bing! Ecco l'idea: la criminalità. Intendiamoci, non nel senso di diventare un camorrista, ma di metter su un bell'istituto di vigilanza privata. Qualcuno ci ha già pensato, è vero, ma ritenete ci sia ancora mercato sufficiente e, in ogni caso, siete sicuri di poter offrire un servizio più efficiente e a miglior prezzo dei vostri concorrenti.
Bene. Potete smettere di immaginare, perché questa del signor Buglione è la storia vera, che scivolò nella burocrazia a primavera e benché ricorresse ai giudici angustiato, alla fine il permesso gli fu negato. Reminescenze deandreiane a parte, la sentenza del 28 settembre 2010 del Consiglio di Stato ci offre degli spunti veramente interessanti.

Ordunque, il signor Buglione - dopo 5 anni di tentativi di ottenere dal prefetto di Caserta il rilascio di autorizzazione per l'esercizio attività di vigilanza privata, trasporto e scorta valori nell' ambito provinciale - nel 1999 decide di ricorrere ai tribunali. A seguito di varie peripezie al Tar della Campania, finalmente, in appena undici anni (che vergogna, eh?), il nostro volenteroso imprenditore ha ottenuto un pronunciamento definitivo ma non nel senso sperato.
Infatti, il prefetto di Caserta, in un ulteriore provvedimento di diniego del maggio 2003 «reca - spiega la sentenza - ampia esternazione dei motivi ostativi al rilascio della licenza» così riassumibili:

1) Il tessuto imprenditoriale della provincia di Caserta, connotato dalla prevalente presenza di piccole imprese artigianali non offre una potenziale domanda sufficiente ad assorbire «il supporto di ulteriore vigilanza privata».
2) «L'accresciuto controllo sul territorio degli organi di polizia» ha stabilizzato il numero dei reati contro il patrimonio.
3) In provincia operano già 1.250 guardie giurate, numero «equo e proporzionato» rispetto a quello delle forze di polizia (2300), e un loro incremento potrebbe «introdurre un senso di sfiducia verso gli organi istituzionalmente preposti alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica»;

4) Poiché ci sono già quattro istituti che operano in provincia, la contingenza economica sconsiglia l'ingresso di altri che potrebbero «introdurre fenomeni concorrenziali incidenti sul livello ottimale di servizio in danno alla stessa sicurezza dei beni dei cittadini».

Siete strabiliati? Ne avete ben donde. I microeconomisti della prefettura hanno deciso che il livello di reati del 2003 era ottimale e non c'era bisogno di altre guardie giurate per diminuirlo (a Caserta! Non a Siena) e che comunque non sarebbe certo aumentato; che l'offerta era sufficiente e nuovi entranti non avrebbero comunque potuto migliorare qualità e prezzi; che troppe guardie giurate potevano aumentare l'insicurezza dei cittadini (questo poi è un nonsense talmente strampalato da esser degno di un dadaista) e che, insomma, una sovrabbondanza di vigilantes nuoceva al prestigio delle forze dell'ordine perché i cittadini avrebbero potuto cominciare a chiedersi «guagliò, non è che 'sti poliziotti sono nu poco sfaticati?».

Il bello è che nel 2008 la clausola del testo unico di pubblica sicurezza che consentiva al prefetto di considerare anche il numero e l'importanza degli istituti di vigilanza presenti nel territorio per dare la licenza, era stata soppressa grazie a una sentenza del 2007 della Corte di Giustizia Europea, certificando che si trattava di una norma da sempre invalida rispetto alla libertà di stabilimento e impresa garantita dai trattati europei. Nonostante ciò il Consiglio di Stato ha dato torto al povero Buglione, ritenendo «congrua e ragionevole» la motivazione del prefetto e, in barba ai giudici europei, spiegando in lungo e in largo come troppa concorrenza possa far «scadere» il servizio «al di sotto dei livelli minimi di efficacia e tempestività, a detrimento dei delicati interessi coinvolti inerenti alla sicurezza dei beni e del patrimonio».

Dove ho già sentito questi ragionamenti? Ma certo, dal Consiglio Nazionale Forense che ha fatto approvare in Senato la sua riforma argomentando che senza tariffa minima e con accessi troppo semplici peggiorava la qualità del servizio professionale. Si sono dimenticati, tuttavia, di ricordare il senso di sfiducia che troppi avvocati potrebbero ingenerare nelle istituzioni: non è che il loro numero eccessivo significa che i tribunali sono troppo intasati?

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AYGPiYlC

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 Oggetto del messaggio: Re: Il teorema del prefetto: più insicuri con le guardie
MessaggioInviato: lun nov 22, 2010 12:32 am 
Non è che i reati si prevengono mettendo più forze dell'ordine in giro.
Ti ci voglio a prevenire gli omicidi con le fdo, dovrebbero essere ovunque e scassare le palle ogni secondo.
Nel merito della sentenza non mi esprimo troppo ma è da capire che la criminalità non c'è perchè ci sono poche forze dell'ordine.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il teorema del prefetto: più insicuri con le guardie
MessaggioInviato: lun nov 22, 2010 12:49 am 
Schiavo
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Iscritto il: lun nov 10, 2008 10:14 pm
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Località: Romagna
Non vedo per quale motivo questo giornalista dovrebbe avere più autorevolezza di una prefettura in certe scelte

La motivazione sul insicurezza mi sembra insensata anche a me, ma non vedo perché dovrei dubitare delle altre
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17 febbraio 2007... Grazie di essere così speciale Daniele! :fiore: - Immagine
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 Oggetto del messaggio: Re: Il teorema del prefetto: più insicuri con le guardie
MessaggioInviato: lun nov 22, 2010 12:54 am 
Schiavo
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Iscritto il: mer lug 14, 2010 9:14 pm
Messaggi: 322
nel 2010, quasi 2011, secondo la mente di frankytop il pizzo lo si paga ancora al tipo che ti entra nel negozio a chiederti i soldi per nome del boss locale.
i pizzi attualmente si pagano PROPRIO ATTRAVERSO LA VIGILANZA PRIVATA... è quello il pizzo LEGALIZZATO :) passa la macchina per i negozzi chiusi la sera a lasciare i bigliettini agli imprenditori... visto non ti è successo nulla! :v :pua:
essendo il fenomeno controllato legalmente dalla malavita... (e bada bene non è scontato che i vigilanti siano cattive persone... ma i datori di lavoro...)

welcome to the real world franky :nigger:
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 Oggetto del messaggio: Re: Il teorema del prefetto: più insicuri con le guardie
MessaggioInviato: lun nov 22, 2010 5:28 am 
Schiavo
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Iscritto il: mer lug 14, 2010 5:55 pm
Messaggi: 24969
Parliamo anche del fatto che visto che si parla di aprire società che possono prendere personale, addestrarlo a sparare, fargli rilasciare un porto d'armi attraverso un canale accelerato e via dicendo mi pare normale che la questura prima di rilasciare visti faccia 10.000 controlli... altro che libera impresa.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il teorema del prefetto: più insicuri con le guardie
MessaggioInviato: lun nov 22, 2010 9:52 am 
Schiavo
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Iscritto il: gio lug 15, 2010 11:22 am
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Località: guarda da sopra la nebbia padana...
la sicurezza in modo legale si ottiene solo con :

certezza della pena
pene piu severe
risarcimento danno cagionato con guadagni futuri
niente indulti, amnistie, sconti ecc ecc ecc


tutto il resto è fuffa , al piccolo imprenditore conviene a pagare il picciotto locale per mettersi a posto.
non ha senso avere 1000 poliziotti e 500 della vigilanza privata, se lo stato tutela i cittadini dovrebbe farne a meno. e non ha senso che il poliziotti catturi il ladro alla sera e al mattino lo trova fuori di nuovo invece che al gabbio.
tanto per fare un esempio stupido qualche mese fa ero in svizzzera, davanti a me un tipo in auto che andava entro i limiti e si fermava ad ogni stiscia pedonale a far attraversare le persone, appena varcato il confine e entrato in italia, piede sull'acceleratore e via sparito all'orizzonte !
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in italia le pene non sono mai esisitite, vige la legge del piu furbo. altrimenti non saremmo in queste condizioni !
ci sono due cose che sono sempre in mostra, gli zebedei del cane e i soldi dei poveretti !

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 Oggetto del messaggio: Re: Il teorema del prefetto: più insicuri con le guardie
MessaggioInviato: lun nov 22, 2010 10:46 am 
Schiavo
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Messaggi: 4168
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frankytop ? ha scritto:
Immaginatevi di essere una persona con un certo spirito imprenditoriale residente nella provincia di Caserta. Siete legati alla vostra terra e vi dispiace assai vederla piagata dal morbo della criminalità, organizzata e spicciola. Bing! Ecco l'idea: la criminalità. Intendiamoci, non nel senso di diventare un camorrista, ma di metter su un bell'istituto di vigilanza privata. Qualcuno ci ha già pensato, è vero, ma ritenete ci sia ancora mercato sufficiente e, in ogni caso, siete sicuri di poter offrire un servizio più efficiente e a miglior prezzo dei vostri concorrenti.
Bene. Potete smettere di immaginare, perché questa del signor Buglione è la storia vera, che scivolò nella burocrazia a primavera e benché ricorresse ai giudici angustiato, alla fine il permesso gli fu negato. Reminescenze deandreiane a parte, la sentenza del 28 settembre 2010 del Consiglio di Stato ci offre degli spunti veramente interessanti.

Ordunque, il signor Buglione - dopo 5 anni di tentativi di ottenere dal prefetto di Caserta il rilascio di autorizzazione per l'esercizio attività di vigilanza privata, trasporto e scorta valori nell' ambito provinciale - nel 1999 decide di ricorrere ai tribunali. A seguito di varie peripezie al Tar della Campania, finalmente, in appena undici anni (che vergogna, eh?), il nostro volenteroso imprenditore ha ottenuto un pronunciamento definitivo ma non nel senso sperato.
Infatti, il prefetto di Caserta, in un ulteriore provvedimento di diniego del maggio 2003 «reca - spiega la sentenza - ampia esternazione dei motivi ostativi al rilascio della licenza» così riassumibili:

1) Il tessuto imprenditoriale della provincia di Caserta, connotato dalla prevalente presenza di piccole imprese artigianali non offre una potenziale domanda sufficiente ad assorbire «il supporto di ulteriore vigilanza privata».
2) «L'accresciuto controllo sul territorio degli organi di polizia» ha stabilizzato il numero dei reati contro il patrimonio.
3) In provincia operano già 1.250 guardie giurate, numero «equo e proporzionato» rispetto a quello delle forze di polizia (2300), e un loro incremento potrebbe «introdurre un senso di sfiducia verso gli organi istituzionalmente preposti alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica»;

4) Poiché ci sono già quattro istituti che operano in provincia, la contingenza economica sconsiglia l'ingresso di altri che potrebbero «introdurre fenomeni concorrenziali incidenti sul livello ottimale di servizio in danno alla stessa sicurezza dei beni dei cittadini».

Siete strabiliati? Ne avete ben donde. I microeconomisti della prefettura hanno deciso che il livello di reati del 2003 era ottimale e non c'era bisogno di altre guardie giurate per diminuirlo (a Caserta! Non a Siena) e che comunque non sarebbe certo aumentato; che l'offerta era sufficiente e nuovi entranti non avrebbero comunque potuto migliorare qualità e prezzi; che troppe guardie giurate potevano aumentare l'insicurezza dei cittadini (questo poi è un nonsense talmente strampalato da esser degno di un dadaista) e che, insomma, una sovrabbondanza di vigilantes nuoceva al prestigio delle forze dell'ordine perché i cittadini avrebbero potuto cominciare a chiedersi «guagliò, non è che 'sti poliziotti sono nu poco sfaticati?».

Il bello è che nel 2008 la clausola del testo unico di pubblica sicurezza che consentiva al prefetto di considerare anche il numero e l'importanza degli istituti di vigilanza presenti nel territorio per dare la licenza, era stata soppressa grazie a una sentenza del 2007 della Corte di Giustizia Europea, certificando che si trattava di una norma da sempre invalida rispetto alla libertà di stabilimento e impresa garantita dai trattati europei. Nonostante ciò il Consiglio di Stato ha dato torto al povero Buglione, ritenendo «congrua e ragionevole» la motivazione del prefetto e, in barba ai giudici europei, spiegando in lungo e in largo come troppa concorrenza possa far «scadere» il servizio «al di sotto dei livelli minimi di efficacia e tempestività, a detrimento dei delicati interessi coinvolti inerenti alla sicurezza dei beni e del patrimonio».

Dove ho già sentito questi ragionamenti? Ma certo, dal Consiglio Nazionale Forense che ha fatto approvare in Senato la sua riforma argomentando che senza tariffa minima e con accessi troppo semplici peggiorava la qualità del servizio professionale. Si sono dimenticati, tuttavia, di ricordare il senso di sfiducia che troppi avvocati potrebbero ingenerare nelle istituzioni: non è che il loro numero eccessivo significa che i tribunali sono troppo intasati?

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non ci credo...ditemi che e' un fake
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