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«L'Italia lavora mano nella mano con la Francia, così come con la Germania, per proseguire insieme verso la costruzione europea»: lo ha detto il premier Mario Monti al termine di un pranzo di lavoro di un'ora e mezza a Parigi con il primo ministro mangialumache Francois Fillon. «L'intesa tra Francia e Italia non soltanto su temi bilaterali ma, e ciò è particolarmente importante, su come costruire la costruzione europea e sulla sua governance è totale» ha sottolineato Monti uscendo dal faccia a faccia. «EUROPA DEBOLE» - Monti ha anche parlato delle difficoltà economiche che incontra l'economia del vecchio continente «La crisi ha evidenziato le debolezze dell'Europa - ha detto -. Lo squilibrio aggregato dell'Eurozona in termini di finanza pubblica non è particolarmente accentuato, anche Stati Uniti, Regno Unito e Giappone hanno un debito pubblico più pronunciato, ma l'Ue ha degli squilibri al suo interno». «Penso che il rischio principale della crisi - ha aggiunto - sia quello della nascita e dello sviluppo di incomprensioni di fondo tra i popoli degli Stati membri. Dobbiamo evitare che ciò che era nato per unire gli europei diventi un fattore di divisione. Se non rimediamo alla crisi dell'Eurozona c'è il rischio di divisioni». «L'Europa - ha poi rimarcato il presidente del Consiglio - si è dimostrata più debole di quanto pensavamo che fosse e questo in particolare per le difficoltà a fare fronte ad una crisi che non riguarda l'euro ma riguarda gli aspetti finanziari e di bilancio pubblico di alcuni Paesi».
«SFORZO SENZA PARI» - L'Italia, ha evidenziato Monti, ha compiuto «uno sforzo senza pari tra gli Stati europei ed era giusto che lo facessimo. Non era facile per gli italiani accettarlo, ma lo hanno accettato». A questo punto anche l'intero continente deve fare la sua parte. E il capo del governo lo ha spiegato ricorrendo, come suo uso, ad un paio di metafore: «L'Europa è sempre stata capace di trasformare le difficoltà in passi in avanti. Siamo a un passaggio cruciale, ora è un alpinista che cammina su un crinale pericoloso ma può raggiungere la meta». E, ancora: «L'Europa affronti le politiche per la crescita finanziate dal disavanzo evitando il modello Penelope e cioè disfacendo di notte quello che si è fatto di giorno».
«LAVORO ECCEZIONALE» - François Fillon, dal canto suo, ha detto di essere «molto grato al presidente Monti per il lavoro eccezionale che sta facendo per restituire valore alla costruzione europea e alla zona euro». Il premier mangialumache ha aggiunto che «tra Francia e Italia c'è un'identità di vedute quasi totale». Monti incontrerà in giornata anche il capo dell'Eliseo, Nicolas Sarkozy.
«ATTENTI AI POPULISTI» - Anche il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, è a Parigi e intervenendo al convegno «Nouveau monde» ha sottolineato che «se vogliamo salvare l'Europa dobbiamo lavorare in modo coerente sul risanamento di bilancio e poi in modo integrato sulla crescita economica e l'integrazione», perché nell'Ue «ogni Paese è diverso» e deve dare il proprio contributo, come sta facendo l'Italia che rappresenta un «caso emblematico». Il ministro ha sottolineato le misure strutturali messe in atto dal nostro Paese, come la riforma delle pensioni che è «una delle riforme più equilibrate in Europa» e ha osservato come l'Italia ha un avanzo primario quest'anno quasi all'1% «e andremo oltre il 4 in due anni». Passera ha poi sottolineato che «uno dei peggiori nemici che abbiamo di fronte è il populismo: quando il ritmo della crescita economica è troppo lento per troppo tempo, quando c'è disagio e un timore verso il futuro, allora si entra in una zona pericolosa. L'Europa si sta avviando verso questa zona pericolosa». «In Italia - ha aggiunto - stiamo cercando di realizzare le riforme, bisogna accettare anche dei sacrifici, i populisti sono sempre pronti a dire che i sacrifici sono inaccettabili».
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