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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Riforma dell'istruzione: abbattimento dei costi, via i Présidi
MessaggioInviato: ven dic 31, 2010 9:40 am 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12 ... ene/83779/

Il 14 per cento delle scuole è senza preside
Gelmini: ‘Concorso nel 2010?. E non mantiene Ci sono oggi in Italia ben 1497 scuole senza preside. Vale a dire il 14 per cento del totale degli istituti. Una situazione paradossale destinata nel prossimo futuro a diventare drammatica. E che segna punte ancor più allarmanti in alcune regioni, in Lombardia in particolare, dove le scuole decapitate rappresentano il 25 per cento del totale. Ma siamo oltre il 20 per cento anche in Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo e Sardegna. I dati, diffusi da Flc-Cgil, evidenziano la necessità di un nuovo concorso, come hanno chiesto nei giorni scorsi anche Andis e Disal, le due maggiori associazioni di categoria secondo le quali nel 2012 le scuole senza presidi saranno 2800, più della metà del totale. Per questo hanno inviato al ministro Gelmini una lettera con cui sollecitano l’emanazione del bando di concorso attraverso cui selezionare nuovi presidi.

Maria Stella Gelmini si era impegnata a indire un concorso per presidi entro l’anno. Lo aveva detto all’inizio del nuovo anno scolastico. Lo ha ripetuto il 25 settembre: “A breve ci sarà un concorso per 2.800 presidi”. L’anno sta per scadere, ma del bando non c’è alcuna traccia. E la scuola ne paga le conseguenze. Chissà fino a quando. Perchè, anche se il concorso venisse bandito, ci vorranno almeno un paio d’anni prima che sia espletato (l’ultimo concorso, indetto nel 2003, si concretizzò in nomine effettive solo tre anni dopo). E come si rimedia nel frattempo? Coi così detti presidi “reggenti”: dirigenti che oltre alla loro scuola sono chiamati a dirigerne anche un’altra. “Il dato in sé – spiega Antonio Valentino, un preside milanese punto di riferimento della Flc Cgil nazionale in un intervento su www.scuolaoggi.org – non esprime a pieno la gravità della situazione. Perché i casi di governo a dir poco problematico delle nostre scuole, per via delle reggenze, vanno moltiplicati per due. Le sofferenze infatti riguardano non solo le scuole con “reggenti”, ma anche le scuole di titolarità dei dirigenti impegnati in altro istituto. Probabilmente ci sono tra questi tanti colleghi “navigati” per i quali la gestione di due scuole non rappresenta un grande problema. Può darsi ci siano casi del genere. Anche se ritengo che il problema della gestione di un istituto scolastico, se si affronta sottovalutando “l’esserci” a scuola anche come presenza fisica, non abbia grosse possibilità di essere risolto al meglio”. E ciò avviene in un momento particolarmente difficile per lo stato del sistema formativo nazionale.

“Oggi non ci sono scuole semplici e scuole complesse”, continua Valentino. “Tutte le situazioni sono difficili. Ci sono certo differenze, anche sostanziali. Ma, in nessun caso, per quanto ne sappia, ti trovi davanti a situazioni “indolori”. Perché una scuola di massa non è per definizione semplice, in questi anni il numero degli stranieri è molto cresciuto, il problema dei disabili è ormai consistente, la demotivazione dei nostri insegnanti, abbandonati a se stesi, è ormai patologia, le nostre scuole sono sempre più povere e i bisogni sempre più urgenti e pesanti. E i saperi disciplinari e quelli pedagogico-didattici richiederebbero una manutenzione continua delle professionalità, mentre la formazione è ancora un optional praticato positivamente, nella maggior parte dei casi, solo dai già formati, eccetera, eccetera”. In questo quadro assume ancor più rilevanza l’iniziativa della Gelmini di calare dall’alto la sua riforma delle superiori. Un intervento che inserisce una preoccupazione in più.

Ne è del tutto convinto Antonio Valentino: “Quest’anno – dice – ha preso l’avvio il riordino della scuola superiore, una riforma “epocale” per il nostro ministro, che penso non sappia con precisione di cosa si tratta. Un’opportunità per tanti (al netto dei tagli che pure rappresentano, per come sono stati fatti, una scelta sbagliata e controproducente sotto vari aspetti). Tanti che, ora come ora, non possono che prendere atto, ancora una volta, che le riforme fatte così non servono. Che permettere che tante scuole abbiano dirigenti “dimidiati” nelle loro competenze di motivare, promuovere, organizzare e gestire le innovazioni significa non credere nelle riforme che si dice di volere. Questo per la semplice ragione, di cui c’è ormai diffusa consapevolezza, che i cambiamenti non li determinano gli ordinamenti che si emanano, ma le azioni mirate e convergenti, espressioni di una governance diffusa e responsabile del sistema scuola ai vari livelli. Che sia in grado di registrare allineamenti, scostamenti, accomodamenti, diversificazioni, rispetto agli obiettivi proposti negli ordinamenti; ma anche di individuare misure di accompagnamento che permettano di procedere per approssimazioni successive (non, molto probabilmente, le stesse ad Acireale e a Vipiteno)”.

Come porre rimedio a questa situazione? Con un nuovo concorso da bandire al più presto. Le associazioni di categoria Andis e Disal hanno inviato una lettera al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ”per richiedere con estrema urgenza l’emanazione del bando per il reclutamento dei dirigenti scolastici sui moltissimi posti vacanti’. Mentre per l’anno scolastico in corso – continua la lettera – un terzo delle scuole statali italiane hanno un dirigente scolastico a mezzo tempo, prevedendosi per il settembre 2012 oltre 2.800 posti vacanti, la precarietà della situazione riguarderà, nel prossimo anno, quasi la metà delle istituzioni scolastiche autonome”. Da qui la conclusione: ”L’assenza da oltre quattro anni di un concorso per nuovi dirigenti scolastici ci sembra non solo un grave danno alle scuole, ma un segno tangibile di trascuratezza per le istituzioni scolastiche autonome e per la professione di dirigente in particolare”, conclude la lettera. In ogni caso ci vorrà tempo prima che il rimedio inizia ad avere efficacia, anche perché l’espletamento delle prove richiede almeno un paio d’anni. La scuola, intanto, resta ferma al palo.

WIN!
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 Oggetto del messaggio: Re: Riforma dell'istruzione: abbattimento dei costi, via i Présidi
MessaggioInviato: ven dic 31, 2010 10:24 am 
Schiavo
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Iscritto il: gio lug 15, 2010 11:22 am
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Località: guarda da sopra la nebbia padana...
benissimo !
facciamo che toglierli tutti, meno pocofacenti che prendono lo stipendio !
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in italia le pene non sono mai esisitite, vige la legge del piu furbo. altrimenti non saremmo in queste condizioni !
ci sono due cose che sono sempre in mostra, gli zebedei del cane e i soldi dei poveretti !

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 Oggetto del messaggio: Re: Riforma dell'istruzione: abbattimento dei costi, via i Présidi
MessaggioInviato: ven dic 31, 2010 10:54 am 
Schiavo
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Iscritto il: mer feb 08, 2006 12:45 pm
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Emh..si può fare per una volta che chi non capisce una mazza di scuola pubblica si astenga dal postare? :awesome:

In Lombardia ci sono una marea di reggenze (retribuite intorno ai 500 euro/mese e dovute al fatto che moltissimi capi di istituto se ne sono andati in pensione )..è chiaramente una follia, visto che un istituto RICHIEDE la presenza di un direttore/dirigente scolastico in pianta stabile.
Concorsi seri, magari nazionali...perchè quelli banditi al sud fanno ridere i polli. :xrage:

http://www.blitzquotidiano.it/politica- ... one-75110/
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 Oggetto del messaggio: Re: Riforma dell'istruzione: abbattimento dei costi, via i Présidi
MessaggioInviato: ven dic 31, 2010 11:14 am 
Schiavo
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Iscritto il: mer feb 08, 2006 12:45 pm
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Quando poi si parla della gestione di 2 scuole si intende spesso la gestione di più plessi: un unico istituto può anche avere (come nel caso delle direzioni didattiche) 4 scuole dell'infanzia e 3 elementari, con migliaia di alunni, decine di ata e centinaia di docenti. :ncasd:
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 Oggetto del messaggio: Re: Riforma dell'istruzione: abbattimento dei costi, via i Présidi
MessaggioInviato: ven dic 31, 2010 11:40 am 
Schiavo
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Iscritto il: gio lug 15, 2010 10:09 pm
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scalor ? ha scritto:
benissimo !
facciamo che toglierli tutti, meno pocofacenti che prendono lo stipendio !


Parlo quasi per esperienza diretta (mia moglie è insegnante elementare...).

Che a volte ci siano direttori/presidi incapaci è anche vero (ed in parte ciò deriva dal fatto che si tratta di ex insegnanti, che magari sanno appunto insegnare, ma non hanno capacità organizzative).

Da qui ad eliminarli completamente ce ne corre.

Una scuola elementare, anche con poche classi (diciamo 6 sezioni x 5 anni), ha qualcosa come una cinquantina di insegnanti, oltre agli amministrativi ed i bidelli (o come diavolo si chiamano ora).

Dover coordinare orari, attività varie, gestire la scuola (il preside/direttore amministra i fondi della scuola) richiede necessariamente una figura in loco.

O qualcuno pensa di gestire i singoli istituti dai provveditorati?
_________________
JuVENTINOVEro
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 Oggetto del messaggio: Re: Riforma dell'istruzione: abbattimento dei costi, via i Présidi
MessaggioInviato: ven dic 31, 2010 12:00 pm 
Schiavo
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Iscritto il: mer lug 14, 2010 5:55 pm
Messaggi: 24969
Da sempre plessi e sezioni staccate non hanno presidi, hanno vicepresidi o, nelle scuole inferiori, insegnanti FIDUCIARI che sostituiscono i presidi laddove è necessaria una persona "sul posto" con potere decisionale "nell'immediato" (aka sento puzza di gas in aula, la faccio sgombrare ed intanto telefono).
Per il resto il preside deve anche presidere agli esami ed ai consigli di classe/istituto... e non è che se ne vadano cinque minuti...

...poi ci sono le questioni di bilancio, che possono essere differite, ma l'amministrazione diretta (es: "ti mando dal preside con una nota, chiama il bidello e digli di accendere la panda") richiede una figura autorevole in loco.
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