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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Da Pomigliano al Guangdong
MessaggioInviato: dom gen 02, 2011 11:14 am 
Schiavo
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Iscritto il: sab lug 17, 2010 9:42 am
Messaggi: 2942
Località: Miserriamemente Nord-Est (d’Italia)
Da Pomigliano al Guangdong

Il 2010 ha riportato l’attenzione sui temi della contrattazione collettiva e del conflitto industriale. E non solo in Italia.

La vicenda Fiat, da Pomigliano d’Arco a Mirafiori, continua a far discutere sui principi di democrazia sindacale e di rappresentanza, sul contratto nazionale e su quello aziendale, sulla storia e sulle prospettive del settore automobilistico.

Un dibattito molto simile si è sviluppato, a livello internazionale, sull’aumento della conflittualità del lavoro nell’economia cinese, una novità che mette in discussione il luogo comune sulla facilità di delocalizzare. Secondo l’Economist le vertenze sono cresciute del 160 per cento nella provincia costiera dello Zhejiang e del 42 per cento nel Guangdong, tra il 2008 e il 2009.

Proprio nel Guangdong, a maggio, decine di operai hanno cominciato a scioperare in massa nelle fabbriche giapponesi Honda per avere aumenti salariali e per contestare l’inadeguatezza del sindacato di stato, l’unico ammesso ai tavoli.

La nuova legge del lavoro, adottata dal governo cinese nel 2008, ancora non consente la libertà sindacale ma favorisce la contrattazione collettiva, soprattutto quando si tratta di un’impresa straniera. Dopo gli scioperi di giugno, nella provincia il salario minimo è stato aumentato per legge del 20 per cento.

Si tratta di conquiste graduali, è vero, ma la spinta globale al ribasso del costo del lavoro e delle tutele sembra trovare un freno proprio in quei paesi che finora sono stati considerati la meta ideale della delocalizzazione. Con il trasferimento della produzione si sta spostando anche la domanda di condizioni migliori e perciò si sposta il conflitto, come d’altra parte è avvenuto negli ultimi due secoli.

Nell’industria automobilistica, in particolare, l’epicentro della conflittualità operaia si è sempre mosso insieme alla produzione: dagli Stati Uniti all’Europa occidentale e meridionale nella prima metà del ‘900, così come dall’Argentina al Brasile e al Sudafrica negli anni ‘70, per poi arrivare, nei primi anni ’90, ai paesi come la Corea e il Messico.

Anche oggi, insomma, si sta verificando quel “doppio movimento” – descritto dal sociologo Karl Polanyi – tra mercificazione e demercificazione del lavoro, tra la rassegnazione delle società occidentali di fronte all’erosione dei diritti e le prime ma significative reazioni di quelle orientali.

Vale ricordare che il diritto alla contrattazione collettiva, sancito in Italia dalla Costituzione e nel contesto internazionale dalla Convenzione 98 dell’ILO, agenzia Onu per il lavoro, ha diverse implicazioni politiche, sociali ed economiche.

Innanzitutto, è uno strumento di dignità del lavoro e di democrazia sociale, perché riduce lo squilibrio naturale tra capitale e lavoro. E’ funzionale a una più equa redistribuzione della ricchezza e, attraverso il sostegno dei salari, favorisce la domanda interna, quindi la crescita e lo sviluppo economico.

Date le premesse dell’anno appena passato, il 2011 potrebbe essere determinante per la contrattazione collettiva. Determinante per la sua affermazione nelle economie emergenti e per la sua difesa in quelle avanzate.

Fonte: blog di Vittorio Longhi, La repubblica
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 Oggetto del messaggio: Re: Da Pomigliano al Guangdong
MessaggioInviato: dom gen 02, 2011 3:30 pm 
Schiavo
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Iscritto il: lun nov 10, 2008 10:14 pm
Messaggi: 2340
Località: Romagna
Ci ho persino litigato con un mio amico del PD su tale questione

Io comunque sono un pessimista, quindi non vedo grandi speranze per quanto riguarda la difesa della civiltà occidentale

Sto iniziando a credere che sia inevitabile che raggiunto un certo apice del benessere non ci sia altro destino per qualsiasi popolazione che un rincoglionimento generale

Mia nonno quando è emigrado per andare a lavorare in svizzera di pane ne aveva poco, ma se qualcuno avesse anche solo provato a togliergli quel poco che aveva lo difendeva con le unghie e con i denti
Oggi se lo dice Marchionne, sono tutti pronti a dare il pane e anche i denti in un pacchetto regalo
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17 febbraio 2007... Grazie di essere così speciale Daniele! :fiore: - Immagine
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