Tutto gia` visto.
Solo gli Italiani si possono ancora bere certe str0n2@te.
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L' INTERVISTA . Clamorosa rivelazione del leader del Carroccio che ha concluso la campagna elettorale per i ballottaggi di domani TITOLO: Bossi: la mia casa era piena di microspie E incalza: "Mai daremo copertura a un pateracchio governativo con la Quercia" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA . E' piu' tranquillo Umberto Bossi dopo l' ultimo comizio di Mestre. A tavola alle 10 di sera, al "Burchiello" di Mira sulla Riviera del Brenta, accenna persino a qualche canzone degli anni Sessanta. Un attimo appena, per poi ritornare all' accerchiamento della Lega: "Mi hanno detto che mi invento gli attacchi, eh? Chissa' come mai allora, venti giorni fa, nel mio appartamento di Roma, sono stati trovati nove microfoni nascosti". . Scusi senatur, ripeta bene, nove microfoni nascosti? Messi da chi? "Certamente da qualcuno che non mi vuole bene. Tecnicamente credo che si chiamino "cimici", microchips molto sofisticati, a onde convogliate. Insomma nove fonti di ascolto distribuite nel mio appartamento, che probabilmente venivano immesse nella rete telefonica. Un lavoro di alta classe. Pero' avevamo capito qualche cosa e siamo riusciti a disinfestare". . Mi sembra che lei non abiti in un grande appartamento a Roma. E non faccia vita di intense relazioni. "Eppure quelli che non mi vogliono bene sono riusciti a entrare e a fare bene il loro sporco lavoro. Del resto sono entrati nelle abitazioni di altri dirigenti della Lega. Vi siete gia' dimenticati, tra l' altro, di quello che e' successo nell' ufficio di Leoni? Dove hanno sfasciato tutto. Sono avvisi anche per me". . Dove le avevano messe queste cimici? "Hanno fatto, ripeto, un lavoretto d' alta scuola. Ce ne erano in stanza da letto, in bagno: chissa' che cosa hanno sentito. Ma la fonte di ascolto principale era collocata nella spina dell' antenna della televisione. Avevano fatto un numero cinese". . Si e' fatto un' idea di chi possa essere a volerla spiare in questo modo? "Dovreste darmi una risposta voi giornalisti, che siete cosi' intelligenti, liberi e soprattutto indipendenti. E' evidente che ho pensato ai servizi o a qualcun altro del mestiere. Chi lo sa?" . Per usare un eufemismo, si puo' dire che e' proprio una campagna elettorale "nervosa". "E' un ballottaggio ultranervoso. Perche' siamo alla fine di un regime che si gioca la possibilita' di una restaurazione. Se dalla cabina elettorale esce il vessillo alto della Lega, c' e' un segnale forte: il Paese vuole il cambiamento. D' altronde dal primo turno e' gia' uscito il risultato che la Lega e' il primo partito al Nord, con una media del 40.60 per cento al di sopra del Po e del 30.40 per cento fino a Rimini". . Quindi lei e' gia' soddisfatto? "Certo, come potrei non esserlo. Ma sono anche fiducioso per il voto di domani. Vedremo. Comunque, la Lega ha gia' vinto queste elezioni, anche se per qualcuno la vittoria e' andata ai partiti vecchi come Pds e Msi, che hanno imposto i loro candidati nelle grandi citta' , dove per noi la situazione era piu' difficile". . In una settimana, lei ha spiegato due concetti: l' accerchiamento della Lega e l' apertura, prudente sembra, verso il centro di Segni. "L' accerchiamento e' sotto gli occhi di tutti, basta saper vedere e saper leggere. E' arrivato l' avviso di garanzia a Leoni: un delirio. Poi, dopo il voto del 21 novembre, c' e' stata una sequenza impressionante di avvertimenti: non avevamo vinto; la grande stampa mi consigliava piu' o meno di ripulirmi, di parlare bene, di accettare un accordo con il Pds; infine, il signor Sama non poteva escludere che suo cognato morto mi avesse dato quattrini. Altro numero cinese". . Scusi, ma chi la spingerebbe a un accordo con il Pds? "Il grande capitale, i centri finanziari di questo Paese, che non e' mai stato e non e' un Paese liberista. Vorrebbero la copertura liberista della Lega in un pateracchio governativo con il Pds. Il grande capitale ha gia' un accordo con il Pds, ma ha anche paura che poi i pidiessini non privatizzino piu' niente. Noi dovremmo sostituire la Dc e rimetterci a fare il consociativismo. Evidentemente c' e' qualche grande capitalista italiano che comincia a temere il peggio, perche' stanno finendo i soldi della cassa integrazione. In sostanza, in questo nuovo consociativismo, vogliono imbarcare anche la piccola e media impresa, quella vicina alle nostre posizioni. Questa volta non ce la faranno". . Anche Berlusconi, con la sua voglia di centro, la spingerebbe a un accordo? "Certo. Lui e' strangolato dalle banche e mi avverte: fai l' accordo, se no le mie reti non parlano piu' di te". . Veniamo alla sua apertura al centro, a Mario Segni. "Io sono un moderato, cioe' uno che e' determinato. Non sono uno affetto da moderatismo, cioe' dai pasticci della politica democristiana. E sono corretto verso i miei. Devo andare al congresso e chiedere alla Lega quello che vuole: un accordo, magari una bella fetta di potere; oppure lo scontro. Questo lo chiedero' . Su Segni ho le mie idee che conoscete. Molto presto voglio andare a vedere se ha veramente voglia di cambiare o se ha in mente solo un progetto di restaurazione a lungo termine. Tutto questo si vede presto". . L' impressione e' che ci sia una accelerazione della crisi italiana. "Diciamo che ci sara' una accelerazione delle scelte. Il Paese e' messo male economicamente, non si puo' aspettare ancora tanto a intervenire veramente. Il nostro congresso decidera' che cosa fare, quale linea scegliere. Certo che la Lega vuole il federalismo e le elezioni. Se qualcuno se lo fosse dimenticato, al congresso della Lega Lombarda faremo una riunione piu' allargata con i delegati federali. E decideremo". . Ieri mattina il giornale del Pds, l' Unita' , diceva che la Lega e' rotta in tre, dopo la sua dichiarazione di apertura al centro. Non sarebbero d' accordo con lei ne' Maroni, ne' Miglio. "Poveretti... devono fare la campagna elettorale. Come si dice in inglese quello che si pensa quando lo si desidera tanto? Ah, ecco: wishful thinking. E' un errore politico".
http://archiviostorico.corriere.it/1993 ... 0591.shtmlCita:
Lumbard Servizi segreti: una storia di contrasti - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - L' annuncio di microspie nell' appartamento romano di Bossi a meta' del novembre 1993, quello della scoperta di altre "cimici" nella sede della Lega a Milano, il capitolo, nel ' 94, dei 66 fascicoli del Sisde sono solo alcune delle tappe del difficile rapporto tra la Lega e i servizi segreti. Secondo quanto riportato ai primi di dicembre del ' 93 da alcuni quotidiani, Bossi racconto' che nel suo appartamento di Roma erano state trovate alcune microspie. "Non abbiamo nulla da nascondere" dichiaro' , rivelando anche che altre "cimici" erano state scoperte nella sede milanese di via Arbe. Nel ' 94, da ministro dell' Interno, Roberto Maroni rivelo' di aver trovato negli armadi del Sisde 66 fascicoli intestati a personalita' politiche (tra le quali Bossi) e a partiti, tra cui la Lega Nord e la Liga veneta. Infine, nel maggio scorso, sempre in un' intervista, Maroni lancio' l' allarme per un' "attenzione della mafia nei confronti di Bossi" della quale, disse, aveva saputo da "fonti attendibili". Di ieri la notizia degli attentati preparati dal Sisde in chiave anti Lega, oggi smentita.
http://archiviostorico.corriere.it/1996 ... 5325.shtml