Ma neanche un thread?
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Da Valentino alla Gregoraci
ecco i vip della "lista Falciani"
Stilisti, attrici e gioiellieri: quasi seimila persone invisibili al fisco nell'elenco di conti svizzeri trafugato nel 2007 da un dipendente del colosso bancario Hsbc. Molti i volti noti, si indaga per evasione fiscale
di CARLO BONINI
12 gennaio 2011 ROMA - Cade il primo diaframma del segreto che, da nove mesi, copre l'identità dei 5.595 cittadini e delle 133 società italiane della cosiddetta "lista Falciani", titolari, al 31 dicembre del 2006, di depositi occultati al Fisco per 5 miliardi e mezzo di euro, accesi nella filiale ginevrina del colosso del credito "Hsbc".
Il "database della vergogna" perde dunque per la prima volta il suo tratto anonimo. E nel momento in cui di quei 5 mila nomi, 700, con domicilio fiscale nel Lazio, vengono formalmente indagati dalla Procura della Repubblica di Roma per reati fiscali (il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Paolo Ielo contestano a tutti gli indagati omesse o incomplete dichiarazioni dei redditi per qualche centinaia di milioni di euro, salvo verificare un "legittimo" rientro di questo denaro attraverso lo scudo fiscale), almeno una dozzina si svelano come figure pubbliche.
È un variopinto parterre di noti alle cronache mondane e giudiziarie, di stilisti, orafi e gioiellieri, in qualche caso di fama mondiale, di uomini e donne che hanno fatto la storia del nostro cinema e di showgirl bene accasate, di una media e alta borghesia non sempre nota, di nobili dal doppio cognome, di antiche e importanti famiglie della comunità ebraica (i "Paserman"), di professionisti. In una circostanza almeno, con rilevanti incarichi pubblici.
È il caso di Cesare Pambianchi, commercialista, proprietario della catena di palestre con marchio "Dabliu",
soprattutto presidente della Confcommercio di Roma e del Lazio e colonna portante della macchina del consenso che ha consegnato il Campidoglio a Gianni Alemanno. Per Pambianchi, non è del resto una "prima volta". Già dal settembre dello scorso anno, la Procura lo indaga infatti per "sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte" in un procedimento che ha accertato evasioni fiscali diverse da quelle documentate dalla "lista Falciani".
Di sangue blu sono la principessa Fabrizia Aragona Pignatelli e Francesco D'Ovidio Lefebvre, professore universitario e socio chiave a metà anni '90 della cassaforte di famiglia. Ma quarti di nobiltà acquisita ne vanta anche Camilla Crociani, moglie di Carlo di Borbone. Soprattutto, figlia di Camillo Crociani: uomo d'affari già coinvolto nello scandalo Loockeed, morto in esilio in Messico nel 1980, già presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, già proprietario della Vitrociset, società di manutenzione delle strutture radar aeroportuali (prima della sua acquisizione da parte di Enav). Ed è forse allora non solo una coincidenza che, per come ricostruito dalla Guardia di Finanza, tra i correntisti della "Hsbc" ci fosse anche la "Telespazio", società del settore delle comunicazioni satellitari del gruppo Finmeccanica.
C'è poi anche qualche nome che ritorna. Quello dello stilista Valentino Garavani, che con il Fisco di problemi ne aveva avuti già nel 2009 (fu condannato a pagare una sanzione di oltre 30 milioni di euro). E quello di un professionista, l'ingegnere Mario Salabé, protagonista delle cronache giudiziarie nella prima metà degli anni '90 insieme al fratello Adolfo, l'architetto amico di Marianna Scalfaro (figlia dell'ex capo dello Stato), già indagato per peculato nell'inchiesta sui fondi neri del Sisde.
Il parterre di stilisti non conta il solo Valentino. Al dicembre del 2006, evasori fiscali e correntisti dell'Hsbc di Ginevra erano anche Renato Balestra, ottuagenario proprietario dell'omonimo atelier di alta moda e presenza assidua del "Cafonal" romano, e Sandro Ferrone, maverick dell'abbigliamento femminile e proprietario di un gruppo dai fatturati importanti e dai testimonial a effetto sicuro (ultima in ordine di tempo, la Manuela Arcuri). Come lo erano Giuseppe "Pino" Lancetti, il "sarto pittore", scomparso nel marzo 2007, e sua sorella Edda. Del resto, della banca ginevrina, avevano scelto di essere clienti anche le firme dell'oreficeria romana. Due i conti che la Finanza ricollega a Gianni Bulgari o comunque alla sua famiglia ("Gianni Bulgari srl" e "Bulgari International"). Uno il conto della famiglia Hausmann, orologiaio e gioielliere di via Condotti, oggi nel cuore di Roma con tre boutique.
Non mancano, si diceva, nomi che hanno fatto la storia del nostro cinema. Correntista della Hsbc è stato lo straordinario regista Sergio Leone, morto nell'89, ma il cui nome era ancora nella "lista Falciani" al dicembre 2006. Come lo sono state l'attrice Stefania Sandrelli e sua figlia Amanda (nel loro caso, tuttavia, la Guardia di Finanza avrebbe accertato un regolare rientro dei capitali attraverso lo scudo fiscale). Cliente a Ginevra anche la Elisabetta Gregoraci. Lei con il cinema e la sua storia non c'entra nulla. Showgirl il tempo necessario a sposarsi bene con un altro vecchio cliente del nostro Fisco: Flavio Briatore.
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Lista Falciani, indagano 120 procure
"È la fotografia dell'Italia che evade"
Un terzo dei titolari dei conti svizzeri ha aderito allo scudo fiscale. Altri nomi noti, da Claudio Panatta a Eduardo Montefusco, titolare di Rds
di CARLO BONINI
13 gennaio 2011 ROMA - Ora che il segreto ha cominciato a cedere, raccontano che i 5.595 nomi della "lista Falciani" con i loro 5 miliardi e mezzo di euro di depositi nella filiale ginevrina della "Hsbc" siano "la fotografia dell'Italia della porta accanto". Che quel "database della vergogna" documenti drammaticamente la "normalità dell'evasione fiscale", la sua "sistematicità" in intere aree produttive del Paese. Come la Brianza, il varesotto e il comasco, dove - riferisce chi ha avuto accesso alla lista - "figurano come correntisti della Hsbc interi blocchi familiari delle piccola e media impresa lombarda. Come pure della borghesia delle libere professioni. Dal nonno ai nipoti". Evasori per cifre importanti (mediamente tra i 10 e i 20 milioni di euro), impermeabili alla ciclicità dei condoni, se è vero, come ha sin qui accertato la Guardia di Finanza, che di quegli oltre cinquemila esportatori di valuta, solo un terzo (circa 1.500) ha aderito allo scudo fiscale.
Certo, c'è qualcuno meno anonimo degli altri. E così nel florilegio di nomi di queste ore, si infoltisce la pattuglia dei "vip" documentati dalla lista. Della "Hsbc" di Ginevra è stata cliente la nobildonna Maria Cristina Saint Just di Teulada, classe 1937, e come lei Eduard Egon Furstenberg, figlio di Clara Agnelli (la sorella di Umberto e Gianni), stilista di alta moda, scomparso per malattia nel giugno del 2004. Ma un conto lo hanno avuto anche il conte Giovanni Auletta
Armenise, barese di nascita, romano di residenza, classe 1931, Cavaliere del lavoro dal 1988, soprattutto patron della Banca Nazionale dell'Agricoltura (di cui è stato presidente fino al 1995) e Claudio Cavazza, 76 anni, Cavaliere del Lavoro come Armenise e presidente della Sigma-Tau, la seconda industria farmaceutica del Paese.
Non è tutto. Raccontavamo ieri di Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio di Roma ("Il conto risale agli inizi dell'anno 2000 - è stata la sua replica - quando, allo scopo di costruire un centro benessere di primo livello adiacente al "Grand hotel du Golf", nella nota località elvetica di Crans Montana, fu costituita una società di diritto svizzero, la "S&B International sa", controllata da una società italiana e governata da un Cda nel quale ricoprivo la carica di presidente"). Ma, ora, nella lista Falciani appare un secondo nome di peso della realtà produttiva della capitale. Il vicepresidente dell'Unione Industriali di Roma con delega all'expo di Milano 2015, Eduardo Montefusco, napoletano di nascita, 57 anni, editore e presidente di "Radio Dimensione suono spa", direttore della testata giornalistica "Rds news", vicepresidente dell'Associazione per la radiofonia Digitale in Italia ("Repubblica" ha provato a rintracciarlo nella giornata di ieri, senza avere risposta).
Va da sé che non poteva mancare qualche "sportivo". E il nome è quello del tennista romano Claudio Panatta, 50 anni, 8 volte in coppa Davis, fratello del più noto Adriano. E questo mentre dalla lista emergono nuovi dettagli sulle "posizioni" di alcuni dei correntisti di Hsbc di cui "Repubblica" ha dato conto ieri. Se infatti il professor Francesco Lefebvre D'Ovidio "nega di aver mai intrattenuto rapporti con Hsbc" e se la "Hausmann&co srl", la "Hausmann condotti srl" e la "Hausmann Trident srl" "smentiscono categoricamente di aver mai avuto rapporti finanziari con Hsbc e che il signor Pietro Hausmann sia legato in qualsiasi modo, diretto o indiretto con le attività di orologeria e gioielleria svolte a Roma", salta fuori che, nella filiale ginevrina della banca, oltre al conto intestato allo scomparso regista Sergio Leone, ne risulta un secondo di cui è titolare il figlio Andrea. Entrambi per un importo nominale di 3 milioni di euro ciascuno. Mentre la disponibilità del conto di Stefania Sandrelli sarebbe stata di circa 400 mila euro.
Naturalmente, il lavoro della Guardia di Finanza sulla "lista" (e di conseguenza quello delle 120 Procure che hanno aperto procedimenti per evasione fiscale nei confronti dei 5 mila correntisti) è tutt'altro che prossimo a una conclusione. Non fosse altro perché è appena cominciata l'analisi delle posizioni di tutti quei correntisti i cui saldi contabili al 31 dicembre del 2006 (data in cui il database è stato trafugato da Falciani) ammontavano a "0" e dunque per i quali la legge non prevede la "presunzione di evasione". Si tratta, verosimilmente, di conti "svuotati" nel tempo e di cui ora si cercheranno di ricostruire i flussi.