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Altri 7 casi
di influenza A
al San Bortolo
SANITÀ. Una mini epidemia all'interno del reparto di Ematologia: sotto controllo pazienti ma anche il personale. Trenta tamponi a Padova, una parte risulta positiva. Dopo i primi due episodi, massima allerta: infatti il virus H1N1 è stato individuato in nuovi soggetti immunodepressi
11/01/2011
Sette tamponi positivi al virus A/H1N1. Il responso arriva dal laboratorio di microbiologia dell'università di Padova.
L'epidemia di influenza pandemica si estende al S.Bortolo anche se non c'è allarme e la situazione appare sotto controllo.
L'attenzione, però, resta massima, e ieri, altri 20 tamponi, presi su pazienti e operatori di altri reparti dell'ospedale sono stati inviati per una risposta urgente al laboratorio padovano che è il riferimento regionale e riceve i campioni da esaminare da tutti gli ospedali del Veneto.
I virologi del team guidato dal prof. Giorgio Palù si erano presi due giorni di tempo per analizzare con la massima precisione i 30 campioni giunti venerdì dal S.Bortolo ed evitare il minimo errore, statisticamente possibile, di falso positivo. Il dato è ufficiale ed è stato comunicato ieri mattina alla direzione dell'Ulss.
I 30 tamponi erano stati eseguiti a 30 fra pazienti, medici e infermieri del reparto di ematologia dopo che nei giorni scorsi erano risultati positivi al virus pandemico due pazienti, entrambi ricoverati in ematologia, entrambi malati di leucemia e sottoposti a un trapianto di midollo.
Uno, di 55 anni, residente nell'Alto Vicentino, nella zona di Schio, colpito da infarto, è poi stato trasferito in rianimazione ed è deceduto. L'altro, 60 anni, abitante in città, era il compagno di stanza.
A questo punto, però, i due casi accertati di contagio hanno messo in moto la macchina della profilassi con tutte le regole dettate dall'Oms ancora nel 2009. I pazienti sono stati posti in isolamento.
Inoltre, per loro e per il personale del reparto, è scattata la terapia antivirale con il Tamiflu, il farmaco in grado di prevenire e combattere i sintomi dell'influenza.
Il prof. Palù, visto che il virus H1N1 ha la caratteristica di propagarsi con estrema rapidità, ha suggerito al primario di ematologia dott. Francesco Rodeghiero di fare il tampone faringeo a malati e personale per identificare i casi positivi, procedere in modo mirato con tutte le misure di precauzione, e bloccare il contagio. Palù, scienziato di spessore mondiale, ha avuto ragione.
L'indicazione è stata sposata in pieno dalla direzione medica del S.Bortolo.
Il dott. Livio Dalla Barba e la dott.ssa Anna Modenese, d'intesa con il direttore sanitario dott. Eugenio Fantuz, hanno diramato le istruzioni per tutto il S.Bortolo, sulla base del protocollo collaudato negli ultimi due anni.
Si sono attivati subito anche il primario di malattie infettive dott. Gian Pietro Pellizzer e il primario di microbiologia dott. Mario Rassu, quest'ultimo "allievo" di Palù.
Così, ieri, tramite il filtro di Pellizzer e con Rassu, sono partiti, come detto per Padova altri 20 tamponi. Ora il laboratorio di Padova con la dott.Arianna Calistri, procederà a uno studio particolareggiato dei genomi del virus individuato a Vicenza per capire anche le ragioni di questa improvvisa esplosione. Il virus è sempre lo stesso, ma può, infatti, differenziarsi in sottogruppi che ne denotano la mutazione. Con i nuovi 7 tamponi positivi del S.Bortolo diventano 16 i casi di virus A/H1N1 trovati fino ad oggi nel Veneto: 9 a Vicenza, 3 a Padova, 2 a Treviso, 1 in provincia di Verona, 1 a S.Donà. Nessun allarme, comunque.
Il virus, in un periodo in cui l'influenza comincia a diffondersi, attacca i pazienti immunodepressi, persone colpite già da gravi malattie, per cui debilitate e prive di difese immunitarie.
Arriva, quindi, in seconda o terza battuta, come conseguenza di una condizione organica già compromessa e di uno stato di prostrazione fisica. Sono loro, quindi, da proteggere. Per gli altri, l'influenza A/H1N1, fra l'altro quest'anno declassata a stagionale, non provoca alcun problema. Oltre tutto il vaccino di quest'anno copre i 3 ceppi dell'influenza 2010-2011, vale a dire l'A/H3N2 di Perth, quello dell'Asiatica di Hong Kong, che conosciamo dal 1968, il virus B australiano di Bribane,e, appunto, la variante suina dell'A/H1N1.
Il picco dell'influenza, intanto, è atteso per fine gennaio. Secondo i dati elaborati dalla direzione prevenzione della Regione sulla base delle segnalazioni pervenute dalla rete di sorveglianza composta da 88 medici di base "sentinella", nell'ultima settimana l'influenza nel Veneto ha avuto un'incidenza di 21,4 malati per 10 mila abitanti, colpendo 10 mila 450 persone.
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