aggungo altri link:
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/ ... -21775936/Berlusconi a Gianpi: "Ieri sera avevo la fila qui da me ci sono quaranta ragazze"
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/ ... -21776316/"Le ragazze sono foraggiatissime per favore non prendiamole alte"
Silvio Berlusconi parlando con Tarantini spiega di aver già provveduto a dare del denaro alle sue ospiti, motivo per cui Gianpi non doveva sentirsi obbligato a corrispondere loro alcunché
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/ ... -21777151/Gianpi, le ragazze per il premier scelte 'facili' o 'd'immagine'
Tarantini al telefono con Faraone, considerato il referente per le feste di Berlusconi a Milano, sceglie le ospiti in base a precisi requisiti
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/ ... -21777599/Berlusconi a Gianpi Tarantini "Cancelliamo la Arcuri, è volgare"
L'imprenditore voleva far prostituire "in coppia" l'attrice e Francesca Lana in favore del premier, ma il presidente del consiglio cambia idea
L'articolo del Corriere
http://www.corriere.it/cronache/11_sett ... c0f3.shtmlCita:
Donne sui voli di Stato
«Le ragazze sono foraggiatissime»
Berlusconi al telefono con la modella Marysthell Polanco e a Tarantini: «Ho la fila di ragazze fuori dalla porta»
«A tempo perso faccio il primo ministro e me ne succedono di tutti i colori». Così Silvio Berlusconi, ridendo, si confida con la ex modella dominicana Marysthell Garcia Polanco in una telefonata del 26 novembre 2008. La ragazza si era lamentata perché era andata due volte a trovare il presidente del Consiglio e non lo aveva trovato. In un'altra telefonata, con un interlocutore sconosciuto, Berlusconi parla di una serata da passare con quattro ragazze e dice: faccio venire anche Rossella (Carlo Rossella, presidente di Medusa, ndr) e Del Noce (Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction) , così pensano che sia una cena di lavoro.
BERTOLASO - Non sono solo Fabrizio Del Noce e Carlo Rossella a rappresentare un' «esca» per le ragazze portate da Tarantini dal premier. Nell'organizzare una cena a Palazzo Grazioli, il 2 dicembre 2008, l'imprenditore pugliese sollecita Berlusconi ad invitare anche Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile con cui aveva già discusso di affari ai quali avrebbe voluto «dare concretezza».
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«A PREMIER TACIUTO CHE PAGAVO» - ... Tarantini inoltre ammette che «il ricorso alle prostitute ed alla cocaina si inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nel settore della Pubblica amministrazione perché ho pensato - dice - che le ragazze e la cocaina fossero una chiave di accesso per il successo nella società».
PER ME 11 RAGAZZE, MI SONO FERMATO A 8 - Ma ecco cosa si legge in alcune intercettazioni depositate dai pm baresi. Berlusconi al telefono con Gianpaolo Tarantini, racconta il primo gennaio 2009 la sua serata di Capodanno appena conclusa, dopo essersi scambiato gli auguri con l'imprenditore barese. «Erano in 11 e io me ne sono fatte solo 8 perché non potevo fare di più... Non si può arrivare a tutto. Però stamattina mi sento bene, sono contento della mia capacità di resistenza agli assedi della vita».
SULL'AEREO PRESIDENZIALE - Gianpaolo Tarantini propose al premier Silvio Berlusconi «di volare tutti insieme sull'aereo presidenziale, dicendo che le ragazze (che aveva reclutato) abitavano a Milano e facendo credere che lui (Tarantini stesso, ndr) aveva un impegno di lavoro in città l'indomani mattina». I fatti si riferiscono al 26 novembre 2008 quando Berlusconi, che aveva organizzato una cena a Palazzo Grazioli, è costretto ad andare a Milano. E alla fine le ragazze, secondo quanto è scritto negli atti dell'inchiesta, volarono con Gianpi sull'aereo presidenziale.
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LE RAGAZZE SONO FORAGGIATISSIME - Le ragazze che passavano la notte a palazzo Grazioli erano «foraggiatissime». Lo dice il premier Silvio Berlusconi in un'altra telefonata con Giampaolo Tarantini. Un modo di dire che, secondo la Guardia di Finanza, allude al fatto che «era stato dato loro il necessario».
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Motivo per cui Tarantini non doveva sentirsi obbligato a corrispondere loro alcunchè». Tarantini risponde così: «Si, ma stia tranquillo, presidente, non c'è problema». E Berlusconi aggiunge: «Eh, vabbè, ma non...non... coso... perché hanno... sono... sono foraggiatissime». In un'altra intercettazione riportata negli atti dell'inchiesta di Bari, Berlusconi chiede a Tarantini: «Per favore, non pigliamole alte...», parlando delle ragazze che devono essere invitate nelle sue residenze.
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«CANCELLIAMO LA ARCURI È VOLGARE» - Il sogno di Gianpaolo Tarantini di far prostituire «in coppia» Manuela Arcuri e Francesca Lana in favore di Silvio Berlusconi rimase tale perché il 18 febbraio 2009 Berlusconi confidò a Gianpi di «essere rimasto molto indignato per la volgarità espressa dalla (donna) Manuela Arcuri nel corso di un'intervista rilasciata al programma televisivo «Le Iene», ritenendola non più gradita, «cancellata». È quanto annota la Guardia di Finanza negli atti dell'inchiesta barese sulle escort. Questo uno stralcio di un'intercettazione tra Berlusconi e Tarantini: T: «pensa che quella si era.. si era.. voleva sta lì quella sera»
B: «Meno male che non è stata qui, perché sennò... mi sarei sentito imbarazzato di essere andato con una t... così. Vabbè cancellata».
T: «E vabbè».
In una precedente serata, organizzata pochi giorni prima - l'11 febbraio 2009 - «nonostante la preparazione scrupolosa dell'evento» l'occasione non fu sfruttata «a causa dell'inibizione dell'Arcuri provocata dalla presenza, quella sera, a Palazzo Grazioli di Paolo Berlusconi, che conosceva il manager dell'attrice (tale Tarallo)».
ERANO 67... - «Che cosa ci tocca fare la notte del prime dell'anno - prosegue Berlusconi - senti io sono qui e ho tutti i letti occupati, non so come fare a dirti venite. Queste non vanno via nemmeno con le cannonate. Il prezzo è buono, il vitto anche. Sai ieri sono stato sulle automobiline tre ore, hanno fatto le gare e non le tiravi più giù». Tarantini domanda: «Ma quante ragazze ci sono?» e Berlusconi risponde: «40». Tarantini: «Tutte sono venute». Berlusconi: «No... tutte no. Erano 67 quelle, intanto ho comprato una casa qua vicino, per ampliare i posti. Dodici posti in più».
UN AMARO - «Se lei vuole anche dopo cena stasera; ci beviamo un amaro, tanto io sono a cena con una amica che volevo presentarle». Così - si legge in atti della Guardia di Finanza - Tarantini cerca di «strappare» al presidente Silvio Berlusconi l'ennesimo invito a Palazzo Grazioli. Alla annunciata «amica», Sara Tommasi, se ne sarebbe poi aggiunta un'altra, tale Marica.
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«HO LA FILA DI RAGAZZE...» - Berlusconi e Tarantini parlano al telefono il primo dell'anno, alle 12.07: a chiamare è Gianpi, che racconta il capodanno passato con Belen Rodriguez, Claudia Galanti e Manuela Arcuri. I due si scambiano gli auguri e poi iniziano a parlare di Belen. Ecco il testo integrale della telefonata.
Tarantini: Belen ha fatto dei balli latino-americani... mamma mia
Berlusconi: chi li ha fatti? Belen?
B: va bene senti io sono qua assediato da quando hanno visto che sono stato dichiarato da Playboy il politico più sexy sul libro che è venuto fuori il trenta...ha riportato questa cosa qui...io non ho scampo con questi qua. Ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera...erano in undici...io me ne son fatto solo otto perchè non potevo fare di più...non si può arrivare a tutto. Però stamattina mi sento bene sono contento della mia capacità di resistenza agli assedi della vita...che cosa ci tocca fare la notte del primo dell'anno. Senti io ho qua tutti i letti occupati...non so come fare a dirti venite. Il due viene anche Emilio...queste non vanno via neanche con le cannonate...il prezzo è buono, il vitto anche. Sai ieri sono state sulle automobile tre ore...hanno fatto le gare non le tiravi più giu.
T: ma quante ragazze ci sono?
B: quaranta.
T: tutte sono venute.
B: no...tutte no! Erano 67 quelle...intanto ho comprato una casa qui vicino per ampliare i posti... dodici posti in più.
«TI PASSO GIANPI» - Silvio Berlusconi in auto con Guido Bertolaso chiama Gianpaolo Tarantini perché parli con il responsabile della Protezione civile. L'obiettivo perseguito dall'imprenditore pugliese, tramontato il progetto originario di candidarsi al Parlamento europeo nel 2009, è quello di «entrare nel circuito dei lavori per le grandi opere pubbliche, in particolare far parte della short list del Dipartimento della Protezione civile».
In questo ben più redditizio obiettivo Tarantini, «per tramite dell'amico Salvatore Castellaneta», coinvolge Enrico Intini, imprenditore a capo dell'omonimo Gruppo di Noci (Bari), che opera nel settore delle infrastrutture. Il 4 novembre del 2008, all'indomani di una cena a Palazzo Grazioli, Tarantini riferisce a Castellaneta che Berlusconi ha lasciato la brochure informativa sul gruppo Intini a Guido Bertolaso. Il 13 novembre Berlusconi contatta Tarantini: Berlusconi: ..senti sono in macchina con il sottosegretario Bertolaso... ecco te lo passerei così vi mettete d'accordo direttamente.
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Tarantini: «ci ha proposto una bella cosa.. di entrare.. stanno preparando una società mista fra Protezione civile e Finmeccanica..che controlla tutte le tecnologie, una cosa seria una cosa enorme..». Il 16 novembre Berlusconi chiama Tarantini per sapere: «com'è andata.. com'è andato l'incontro con Bertolaso?». A spiegare come sono andate effettivamente le cose è lo stesso Tarantini, nell'interrogatorio del 29 luglio 2009 davanti ai magistrati di Bari. «Bertolaso ci disse che Finmeccanca aveva costituito una società mista con la Protezione civile... e ci invitò ad andare da Finmeccanica. Fui io attraverso Rino Metrangolo (dirigente di Finmeccanica, dimessosi venerdì - ndr), persona che avevo conosciuto attraverso Lea Cosentino... a prendere contatti con Lunanuova, dirigente della società mista». Tarantini poi spiega che gli furono illustrate una serie di attività: «Mi dissero che avremmo potuto partecipare all'interno di una Ati (associazione temporanea di imprese, ndr) nella quale avrebbe potuto trovare posto la Sma di Intini. Non si concretizzò nulla perché, sebbene il terremoto all'Aquila avrebbe consentito di realizzare opere stradali attraverso la Sma di Intini, la notizia pubblica della perquisizione da me subita determinò una presa di distanza da parte di Metrangolo e Lunanuova».
DONNE ANCHE PER MAGISTRATO - Dopo «una lunga di scia di serate» organizzate presso le residenze private del premier Silvio Berlusconi, Gianpaolo Tarantini «organizzò due cene facendo intrattenere i suoi ospiti - tra cui alcuni dirigenti di Finmeccanica - da giovani donne disponibili a concedere prestazioni sessuali a pagamento».
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Per finire 2 commenti:
http://www.repubblica.it/politica/2011/ ... -21780897/Cita:
Il cavaliere risponda
di EZIO MAURO
Mentre il governo è assente di fronte ad una crisi finanziaria senza precedenti, e Napolitano invita ogni italiano ad assumersi le sue responsabilità, dalle inchieste di Napoli e di Bari emerge un premier impegnato quotidianamente ad organizzare una rete di prostituzione di enormi dimensioni: una questione tutt'altro che privata, poiché le carte dimostrano che i fornitori vogliono essere pagati attraverso gli appalti e gli incarichi di Stato - quindi col denaro pubblico - mentre il capo del governo è oggetto di un ricatto permanente che gli costa tempo e denaro, lo rende disponibile a tutto e dunque lo priva della sua libertà. Invece di giustificare questa ragnatela di abusi che sta imprigionando la presidenza del Consiglio (dopo averle già tolto ogni autorità) Berlusconi parla di "trappolone", "spionaggio sistematico", "aggressione" per arrivare a un "ribaltone", e invita gli italiani alla rivolta annunciando "io non mollo".
Sarebbe più utile che il premier spiegasse agli italiani alcune cose: perché ha tanta intimità con delinquenti e trafficanti? Perché si nasconde dietro schede telefoniche peruviane, come qualsiasi malfattore? Perché ripara i suoi atti di beneficenza, se sono tali, dietro accordi segreti e misteriosi? Perché invita Lavitola a non tornare in Italia? Perché quel linguaggio da malavita per mascherare i pagamenti fatti dalla sua segretaria? Perché usa lo Stato per tacitare i ricattatori, presentando Bertolaso a Tarantini e intervenendo sulla Finanza su ordine di Lavitola? Perché usa la Rai e i suoi dirigenti per ottenere favori da giovani donne in cambio di promesse di carriera nello spettacolo? Perché paga chi minaccia di metterlo "con le spalle al muro" invece di denunciarlo? Perché ha paura di essere interrogato dai magistrati di Napoli? Perché col Paese in crisi passa più tempo a parlare con Lavitola e Ghedini che con Trichet e Barroso? Il Paese attende risposte da chi confessa al telefono di fare il Premier "a tempo perso".
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09 ... ce/157999/Cita:
B., una circonvenzione d’incapace
Dimenticatevi Patrizia D’Addario. Scordatevi le 35 escort, le attricette abbindolate con la presenza alle cene ad Arcore di Carlo Rossella o Fabrizio Del Noce: “le persone importanti” che servivano al premier per dare alle ragazze l’illusione di una carriera in Rai o in Medusa.
Tralasciate i racconti boccacceschi, le storie di notti insonni e sudate.
Quello che riportano le 200 e passa pagine del relazione della Guardia di Finanza sulle mirabolanti avventure di Gianpi Tarantini e di Silvio Berlusconi, è altro. Non è né gossip, né voyuerismo. È invece la fotografia del disastro di un Paese: l’Italia.
Lì dentro, infatti, si narra di un presidente del Consiglio vecchio e senza amici, disposto a vendere la cosa pubblica in cambio di una (o più) scopate.
Per mesi e mesi Gianpi Tarantini, con sistematica metodicità, si è fatto vivo con il premier fornendogli donne su donne. Ha così conquistato la sua fiducia ed è stato ammesso nel gioco grande.
Berlusconi gli ha presentato il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e i vertici di Finmeccanica. Ha spinto perché il suo “comitato d’affari”, composto da imprenditori pugliesi di stretta fede dalemiana, chiudesse contratti da centinaia di milioni di euro. Soldi sui quali Tarantini si aspettava una provvigione.
Solo l’esplosione dello scandalo D’Addario ha impedito che il progetto avesse successo. O forse il successo è arrivato e noi non lo sappiamo. Perché Tarantini finora dei suoi veri segreti non ha voluto parlare.
Ma ormai c’è poco da discutere. Non è più il tempo di analisi e ricostruzioni. È del tutto evidente che un premier così non può rimanere un minuto di più a Palazzo Chigi. E non per quello che ha fatto in privato, ma per quello che intendeva fare coi beni pubblici. Coi soldi dei contribuenti.
Certo, leggendo le intercettazioni e le carte degli investigatori, ci si rende conto che a Berlusconi almeno un’attenuante va concessa: l’incapacità d’intendere e di volere. Da oggi però restano senza alibi quegli esponenti della maggioranza ancora non coinvolti con le molte cricche che stazionano in Parlamento.
Per loro dare al presidente del Consiglio altro tempo vuol dire passare dalla categoria politica dei corresponsabili a quella dei complici. Vuol dire mandare il Paese a picco, avendo la certezza che non riuscirà più a rialzarsi.
Vuol dire rendere chiaro a tutti che i personaggi migliori di questa storia erano e resteranno per sempre le ragazze. Loro, almeno, vendevano solo le parti basse. Gli altri, quelli che ancora stanno accanto al premier, hanno venduto lo stomaco, il cuore e, sopratutto, il cervello.
Ah già, solo un breve accenno alle stronzate degli scagnozzi bananas: "intercettazioni selvagge, solo un trappolone .... blah blah blah..:"
