...e lo spread è a 411 punti.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09 ... ma/158971/Cita:
Il governo resta il principale problema
Cosa significa la decisione di Standard & Poor di ridurre il rating del debito italiano? A ben vedere non molto. I rating di queste agenzie sono modi sintetici di comunicare informazione agli investitori, allo stesso modo in cui il voto dato allo studente è un modo sintetico per comunicare i suoi risultati scolastici.
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La decisione di Standard & Poor non ha aggiunto niente che non fosse già chiaro a chi segue il dibattito politico-economico italiano, ed è in questo senso una non-notizia. In realtà l’agenzia ha fatto poco più che ratificare ex post giudizi che sono stati già espressi dai mercati.
I problemi del debito italiano si sono chiaramente acuiti nell’ultimo trimestre ma le radici del problema sono lontane. I tre anni di governo Berlusconi, caratterizzate sostanzialmente dalla più totale inazione e da una montagna di menzogne, hanno peggiorato parecchio la situazione. Ma, di nuovo, per chiunque si sia informato decentemente sul dibattito político-economico italiano, guardando i numeri e gli atti di governo e non le falsità dei telegiornali, la situazione era già chiara almeno un paio di anni fa..
E sicuramente tra le persone che guardavano i dati e gli atti effettivi, e non la propaganda, c’erano gli analisti delle banche e dei grandi investitori internazionali che acquistano i titoli del debito pubblico italiano.
Visto che la decisione di S&P non porta nuova informazione, nemmeno cambia la nostra opinione su ciò che andrebbe fatto: la prima e più importante misura da intraprendere è cacciare questo governo, che si è dimostrato completamente incapace di affrontare i problemi di finanza pubblica in modo minimamente serio. È evidente che i nostri governanti, e Berlusconi in particolare, non sono in grado di reagire in modo appropriato alla gravità della situazione, o perché non capiscono o perché se ne disinteressano. Il ricordo del tentativo mascalzonesco, effettuato a inizio luglio, di introdurre di soppiatto una norma per mettere Fininvest al riparo dalle conseguenze di una imminente sentenza brucia ancora. Che credibilità ha un presidente del Consiglio che, mentre chiede sacrifici ai cittadini con proclami altisonanti, si mostra in realtà unicamente preoccupato di manipolare le leggi a proprio personale vantaggio? Ma questo episodio, di per sé sufficiente a distruggere la credibilità di qualsiasi governo, è stato solo uno dei tanti. A completare questo lavoro di distruzione, è arrivato il ridicolo balletto agostano sulle differenti versioni della manovra, che alla fine è risultata essere la solita minestra riscaldata spostata in modo preponderante sul lato delle entrate.
...i.
Per il momento, però, vogliamo essere ottimisti e guardare al bicchiere mezzo pieno. Anche se disastrosamente tardive, le pressioni per la cacciata del governo stanno finalmente arrivando. Vanno accelerate e intensificate. Il problema infatti è che ogni giorno che passa il problema si fa più acuto e senza un cambio di governo è praticamente impossibile attuare misure che aumentino la credibilità del paese. Si considerino per esempio le privatizzazioni. Se fatte bene, evitando sia la creazione di monopoli privati sia la svendita, queste possono essere utili, riducendo lo strock del debito e aumentando l’efficienza del paese. Ma se fatte male possono essere letali. E chi può onestamente fidarsi che questo governo possa farle bene? Fin dall’affaire Alitalia è stato chiaro che per questo governo gli interessi privati stanno sopra agli interessi pubblici. Non c’è ragione di credere che le cose sarebbero diverse, per esempio, se il governo cercasse di vendere Eni o Finmeccanica.
La permanenza di questo governo quindi non può che generare paralisi. Vada via subito. Poi bisognerà iniziare a discutere seriamente di cosa fare. E sarà una discussione dura, perché molti dei provvedimenti da prendere saranno politicamente difficili.
di Sandro Brusco
di Noisefromamerika
21 settembre 2011
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Questo ormai lo stanno dicendo tutti i commentatori economici. Solo i tv filogornativi continuano con lo slogan "non si cambia il governo perchè ha la maggioranza parlamentare, ha reagito tempestivamente alla crisi che è scaturita solo a luglio (prima di luglio: usciremo dalla crisi prima e meglio degli altri paesi)....blah blah"