entanglement
@ ha scritto:
giusto su napoli:
http://corrieredelveneto.corriere.it/ve ... 4458.shtmlda questo si capisce che:
-il veneto, a sue spese, si è dotato di un impianto inceneritore oltre la sua capacità. io pago circa 20€/anno di TARSU a treviso, e l'impianto di villorba è uno dei più efficienti d'europa sulla raccolta differenziata
-la monnezza in un'altra città è tutt'altro che sparita. questo nella città con la TARSU di gran lunga più alta dell' "italia unita"
La provincia di Napoli ha già un inceneritore, quello di Acerra, che ha una portata equivalente a 3 del Veneto, (peraltro unico inceneritore presente al sud tranne uno in Puglia), in Veneto c'è 1 inceneritore ogni provincia mica si sono fatti 30 inceneritori in una singola provincia!!! La provincia di Napoli ha 3 milioni di abitanti su una superficie di 1000 km2, Treviso non ne ha nemmeno 900.000 su quasi 2500 km2.
In Campania (a differenza di qualsiasi altra regione italiana) vige la
PROVINCIALIZZAZIONE; ciò significa che Napoli non può fare come Milano (che comunque schiaffa il 27% delle sue scorie a Mantova, altrimenti......). Vi sono province come Avellino o Benevento che sono grandi il triplo di quella di Napoli e hanno rispettivamente 200.000/300.000 abitanti, e ovviamente (dal loro punto di vista) non hanno problemi di rifiuti (e ci credo essendo 4 gatti) e non vogliono "i rifiuti di Napoli". Per tutta l'estate Caldoro ha dovuto fare, sotto le pressioni delle province di Napoli e di Salerno (che pure raggiunge livelli altissimi di differenziata), una marea di ordinanze per COSTRINGERE queste province a prendersi una parte dei rifiuti delle altre 2 province.
A parte il fatto che per costruire degli inceneritori ci vogliono anni, quindi avrebbero dovuto cominciare a costruirli come minimo nel 2008 per esaudire le richieste dell'UE, mentre nelle altre province se ne può parlare, l'idea di un SECONDO megainceneritore nella provincia di Napoli, addirittura all'interno del comune, è da malati mentali ed infatti non ci ha mai creduto nessuno, neanche gli industriali. Tra l'altro Napoli ha una densità di 12.000 abitanti per km2, di gran lunga la più alta d'Europa; non c'è quasi più verde, non ci sono aree libere, si è già costruito ovunque. L'area di Napoli est (scelta solo perchè era l'unica dove c'era un minimo di spazio non ancora edificato) non è adatta dal punto di vista ambientale (basi pensare al promontorio subito dietro, e la ventilazione?), è già oggetto di un piano di bonifica e di edilizia residenziale su cui ci sono finanziamenti da parte di inglesi e mangialumache (dovrebbe diventare per metà un'area turistica, trovandosi sulla costa, e per metà un quartiere residenziale, tenendo conto che nelle vicinanze le case si vendono anche a 12.000 euro al metro quadro) ma chi cazzo pensi che lo costruirà mai?
Il piano di De Magistris per rendere autonomo IL COMUNE DI NAPOLI (non tutta la provincia nè tantomeno tutta la regione) è sensato: si parte dal presupposto che Napoli ha 1/3 degli abitanti della provincia e quindi ha diritto a 1/3 dell'inceneritore di Acerra (che in effetti ha 3 linee); in questo modo verrà bruciata circa la metà della produzione giornaliera (3500 tonnellate su 7000). Resta l'altra metà. Anzichè un inceneritore (che non si può realizzare, costerebbe una cifra e sarebbe pronto fra 4 anni) all'interno del comune di Napoli si procederà alla costruzione di 2 (o 3 a seconda di come procede la differenziata) impianti di gassificazione, ognuno dei quali smaltirà qualche centinaio di tonnellate di rifiuti al giorno. Indi si costruirà l'impianto di compostaggio (altrimenti non si può smaltire l'umido). Indi si allargherà entro l'anno prossimo la differenziata porta a porta a tutti i quartieri di Napoli (nei quartieri in cui è già avviata si sono raggiunte cifre altissime)
Così si dovrebbe risolvere il problema
NEL COMUNE DI NAPOLI (gli altri comuni se la vedranno ovviamente coi rispettivi sindaci, quindi non è che, nel caso a Pollena Trocchia o a Cicciano ci fosse immondizia, c'entrerebbe qualcosa De Magistris - chiarimento per Merdiaset Minzolini & C.) tra l'altro la Campania, tranne De Luca a Salerno e D. M. a Napoli, è quasi tutta in mano al PDL. NELL'IMMEDIATO (prossimi 1/2 anni), mentre si costruiscono gli impianti a Napoli (nonchè gli inceneritori a Caserta e forse a Salerno - anche se pare che non lo vogliano)
o si mandano i rifiuti fuori, o li si smaltisce dentro; se li si smaltisce dentro, l'unico modo è abolire la provincializzazione (che tra parentesi, Benevento con meno di 200.000 abitanti se fosse passata la Manovra di Tremonti oggi non esisterebbe proprio più) ma questo deve deciderlo la Regione cioè il PDL; altrimenti bisogna smaltirli fuori; se non in altre regioni, l'unico modo è in altri stati.
AMEN 