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Nitto Palma manda gli ispettori a Napoli e Bari
Il Guardasigilli dispone gli accertamenti sulle procure che indagano sul caso escort.
Il messagggio è chiaro, chi indaga su Berlusconi o altri esponenti di spicco della maggioranza si becca un'ispezione. Così il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha deciso ieri di inviare gli ispettori del ministero presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini al premier Berlusconi.
Secondo quanto si è appreso in ambienti del Csm, il ministro avrebbe chiesto anche gli atti delle audizioni di Laudati e Scelsi.
Il guardasigilli intende verificare se, come denunciato al Csm dall'ex pm Giuseppe Scelsi, vi siano stati da parte del procuratore capo Antonio Laudati presunti ritardi nella chiusura dell'inchiesta.
Quanto all'ispezione a Napoli, il ministro - si è appreso - potrebbe annunciarla ufficialmente oggi alla Camera come sollecitato da una serie di interrogazioni e di interpellanze del Pdl, oltre che da un esposto dei penalisti di Bari.
L'ispezione a Napoli
L'ispezione a Napoli, secondo quanto l'agenzia Tm news apprende in ambienti del centro-destra, potrebbe essere motivata soprattutto dalla scelta dei pm napoletani Francesco Curcio, Henry Woodcock e Vincenzo Piscitelli che indagavano sul caso Lavitola-Tarantini, di interrogare l'avvocato Nicola Quaranta, legale dell'imprenditore barese, sciogliendolo dal segreto professionale.
Un'iniziativa assunta "in violazione del Codice penale", aveva sostenuto la Camera penale di Bari e sulla quale si dovrebbero concentrare le attività degli ispettori.
Le accuse di Laudati a Scelsi
Nei giorni scorsi il procuratore capo di Bari Laudati, indagato per favoreggiamento, abuso d'ufficio e tentata violenza privata, aveva attaccato duramente - nella sua audizione al Csm del 22 settembre - il procedere dell'inchiesta sulle escort.
Per Laudati, nelle inchieste su Gianpaolo Tarantini e sulla sanità pugliese sono stati commessi "gravi errori". Come la perquisizione nella casa dell'imprenditore che "bruciò" "l'intercettazione del secolo", quella di "Tarantini su Berlusconi".
Ha spiegato che se ora si trova nell'occhio del ciclone, sotto inchiesta a Lecce e all'attenzione di Palazzo dei marescialli, è stato proprio per "tutelare la qualità delle indagini e il nome della procura di Bari", cioè per "raddrizzare una barca che affondava", "coprendo" gli sbagli che erano stati compiuti pur di consentire a inchieste "importantissime" di "andare avanti".
Laudati si era detto "sicurissimo" di non aver compiuto nè reati nè illeciti disciplinari, perché sono "false e calunniose" le accuse che gli vengono mosse, innanzitutto dall'ex pm del suo ufficio Giuseppe Scelsi.
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Nitto Palma va all'attacco: "Multerò le toghe che sbagliano"
Il ministro della giustizia a Libero: "Punirò gli errori dei giudici". Sulla prescrizione breve: "Passerà". E sulle intercettazioni...
In una lunga intervista a Libero il ministro della giustizia Nitto Palma, annuncia che farà pagare multe salate ai giudici che sbagliano. Di seguito una sintesi delle sue dichiarazioni. Sulle ispezioni alle procure di Napoli e Bari, titolari delle inchieste sulle escort, oppone il più classico dei “no comment”. «Non confermo nulla», dice Nitto Francesco Palma, ministro della Giustizia. Un silenzio motivato dal fatto, spiega, che «fino a mercoledì, giorno nel quale il Consiglio superiore della magistratura accoglierà le mie dimissioni dall’ordine giudiziario, apparterrò a quella categoria di magistrati che non parlano di quello che fanno. Quindi non ho nulla da commentare». E pazienza, aggiunge, se l’opposizione lo accusa di aver disposto le ispezioni su richiesta del Popolo della libertà: «Mi accusino di quello che vogliono. Ove mai le ispezioni fossero vere, peccato che quella di Bari non sia stata chiesta dal Pdl, ma dal Pd con un’interrogazione a firma Andrea Orlando, responsabile giustizia, e Donatella Ferranti, capogruppo in commissione giustizia». Palma annuncia a Libero l’intenzione di riformare, per legge ordinaria, l’attuale meccanismo che disciplina la responsabilità civile delle toghe, giudicato inefficace. Insomma, chi sbaglia deve pagare. Nitto Palma interviene anche sulla prescrizione breve (è convinto che il disegno di legge sarà approvato dal Senato per poi passare al vaglio del Presidente della Repubblica". E sulle intercettazioni il ministro sostiene che se "il giornalista pubblica intercettazioni giudicati irrilevanti nell'udienza filtro, deve essere sanzionato". Suilla responsabilità del magistrato è determinato a riformare la legge che prevede che in caso di rivalsa dello Satto il magistrato "non possa essere condannato a pagare una somma superiore ad un terzo dello stipendio annuale netto che guadagnava all'epoca del fatto". Una cifra che ritiene troppo bassa.
...ed io che pensavo che avevamo già raschiato il fondo
