1. Il problema essenziale è uno solo: il capitalismo non è una forma di Stato, ma una forma di Economia.
2. Il Capitalismo in quanto tale non si deve dotare di eticità, il Capitalismo in quanto tale deve mirare al massimo profitto.
3. Ora, nell'ambiente in cui son stati fatti quelli studi probabilmente il miglior profitto si otteneva proprio migliorando le condizioni dell'operaio.
In Cina dove FC della popolazione e di quanti ne posson morire tenendo certi comportamenti, probabilmente è vero il contrario.
4. Ma questo dimostra solo che il capitalismo, appunto, non è una forma di stato, e non lo potrà mai essere.
Il discorso mi sembra abbastanza impreciso.
1. Che il capitalismo non sia una forma di Stato è l’ultimo dei problemi del mondo.
2. Il capitalismo non è una persona, quindi è molto difficile dirgli cosa ‘egli’ ‘debba’ fare. Il capitalismo non deve fare alcunché, le persone nel capitalismo si comportano come vediamo, in altre circostanze si comporterebbero diversamente.
3. Può essere che in alcuni casi sia cosí, dipende da molti fattori. Ma penso che se esistono situazioni simili, dipenda da una forma di razionalità, e non dal sadismo.
4. Vedi punto 1.
(1) La questione è molto semplice: in tutte le società possibili, gl’interessi di un individuo non coincidono con quelli degli altri. (2) Nel capitalismo poi c’è una polarizzazione: c’è il proprietario, per il quale la forza-lavoro è una merce su cui risparmiare (se agisce razionalmente), ed il dipendente, per il quale invece la forza-lavoro è una merce da vendere alle condizioni migliori possibili. (3) Quando i lavoratori sono abbastanza forti si organizzano ed impongono delle leggi che migliorano le loro condizioni, altrimenti prevalgono gl’imprenditori. (4) Ovviamente ci sono anche gl’imprenditori-filantropi, ma sono un’eccezione, non la regola, e poi tendono ad andare in fallimento perché meno competitivi.
(5)Il socialismo si propone proprio di ridurre questa polarizzazione, dando ai lavoratori la proprietà dell’impresa. (6) Certo gl’interessi di ogni individuo saranno sempre diversi da quelli degli altri, ma in grado assai minore, e difficilmente in un’impresa democratico-cooperativa un individuo può far prevalere piú di tanto il suo interesse su quello degli altri individui.