The Dark Side of Hardware Upgrade Forum

...bringing out the worst in you since 2003...
Oggi è mer ott 14, 2026 1:14 pm

Tutti gli orari sono UTC +1 ora


-->
-->

Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 11 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: dom nov 27, 2011 2:21 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: sab lug 17, 2010 9:42 am
Messaggi: 2942
Località: Miserriamemente Nord-Est (d’Italia)
Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale

Vorrei rispondere alle critiche che ho ricevuto per aver usato la definizione fascismo aziendale per quello che oggi sta facendo la Fiat di Marchionne.
Partiamo dai fatti. Dopo la svolta di un anno e mezzo fa, quando l’amministratore delegato del gruppo lanciò il suo diktat agli operai di Pomigliano, l’aggressione al diritto dei lavoratori si è estesa a valanga nel Paese. Altro che eccezione, come disse allora il segretario del partito democratico. Il ricatto Fiat («O rinunci ai diritti o non lavori») è diventato il leit motiv che ha guidato la più grave offensiva contro i contratti, i diritti, le leggi a tutela del lavoro dal ’45 a oggi. Il sistema Pomigliano si è prima esteso a tutto il sistema Fiat e poi è diventato un modello per tutte le relazioni sindacali. L’arroganza e lo strapotere della casta dei top manager ha perso ogni senso della misura.
Cito qui, tra tanti episodi, il vergognoso licenziamento di Riccardo Antonini deciso dall’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato. Licenziamento avvenuto perché questo ferroviere è tecnico di parte civile per le famiglie vittime della strage di Viareggio. Il dovere della fedeltà, costi quel che costi, al capo dell’azienda e ai suoi principi è diventato la costituzione formale che ha sostituito in tanti luoghi di lavoro i principi della costituzione repubblicana.
Con l’accordo interconfederale del 28 giugno il principio delle deroghe al contratto nazionale è stato accettato da tutti i sindacati compresa la Cgil e con l’articolo 8 del decreto sulla crisi, voluto da Sacconi, si è persino stabilita la facoltà per le imprese prepotenti (e per i sindacati venduti ad esse) di non applicare più la legge dello Stato, a partire dalla tutela contro i licenziamenti.
Il dilagare del modello Marchionne ha comportato un giro di vite terribile sulle libertà dei lavoratori. Anche chi non usa quegli strumenti esplicitamente, li utilizza come minaccia. Se consideriamo che già una parte del mondo del lavoro, quello con contratti precari, è sottoposto al supersfruttamento, comprendiamo come l’attacco alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori sia diventato una costante comune ovunque.
In Fiat a tutto questo si aggiunge un sistema persecutorio meticoloso e raffinato, indagini sul pensiero e sui sentimenti dei dipendenti che vanno persino a rovistare su facebook. Un clima di intimidazione e di attacco alle libertà personali che si traduce nella consapevolezza che ogni lavoratore ha di essere sottoposto a un regime speciale.
I licenziamenti politici, come quelli avvenuti a Melfi, l’autoritarismo continuo, l’oppressione sul lavoro resa ancora più forte dal fatto che si continuano a chiudere fabbriche, tutto questo non è ancora fascismo.
Nel suo bellissimo ultimo romanzo “One big union” Valerio Evangelisti ci racconta le terribili lotte e le violentissime persecuzioni che subì il movimento operaio americano alla fine dell’ottocento. Marchionne e la casta manageriale che ragiona e si comporta come lui vengono da quella cultura. Da quelle campagne antisindacali fondate sulla liquidazione di chi si oppone ai voleri dell’azienda e sulla costruzione sapiente di sindacati servili per il padrone e inutili per i lavoratori. La storia della Fiat affonda in queste radici americane. Quelle che fecero sì che il presidente Roosevelt, negli anni Trenta considerasse Henry Ford un padrone autoritario da contrastare e combattere in tutti i modi.
Si può quindi definire la politica di Marchionne come una politica autoritaria, aziendalista e reazionaria, distruttrice di posti di lavoro e di diritti, senza utilizzare il termine fascismo. Perché allora l’ho usato? Perché con l’ultima decisione, quella di applicare dal 1° gennaio il contratto Fiat a tutti gli stabilimenti del gruppo, sia dell’auto che degli altri settori, l’azienda compie un passo in più.
Negli anni Cinquanta il capo della Fiat, Vittorio Valletta, usò tutte le politiche antisindacali e autoritarie, tutti gli strumenti della repressione allora conosciuti. Si fermò però di fronte ad una soglia: non abolì mai le elezioni delle commissioni interne. Anche nei periodi più bui della persecuzione della Fiom e dei comunisti e dei socialisti in fabbrica, i lavoratori periodicamente votavano per eleggere i propri rappresentanti. Marchionne ha invece abolito le elezioni. Dal 1° gennaio 2012 i lavoratori Fiat avranno solo sindacalisti nominati dall’alto, con il gradimento dell’azienda, le elezioni delle Rsu sono formalmente abolite.
C’è un solo precedente nella storia del nostro Paese che possa essere citato. Il 2 ottobre 1925, presidente del consiglio Benito Mussolini, la Confindustria e i sindacati corporativi e fascisti si accordarono per riconoscersi reciprocamente l’esclusiva nella rappresentanza sindacale. E conseguentemente abolirono le elezioni delle commissioni interne.
In un Paese ove è stata condotta una grande e giusta campagna contro i parlamentari nominati, e che però oggi subisce un governo nominato, non c’è da stupirsi se la cancellazione della democrazia formale negli stabilimenti Fiat passi sotto silenzio. Purtroppo verifichiamo ogni giorno che quando si parla di economia non c’è più la democrazia e che i principi brutali annunciati un anno e mezzo fa da Marchionne si stanno estendendo dalla fabbrica a tutta la società e a tutte le istituzioni. Per questo ho usato questo termine.
Marchionne ha dichiarato che la disdetta di tutti i contratti per imporre un nuovo sistema senza alcuna libertà formale per i lavoratori costituisce una semplice scelta tecnica. Tecnicamente è fascismo aziendale. La definizione è un po’ forte, si capisce chi la critica ricordando che il fascismo è stato qualcosa di ben altro e di ben più terribile. Tuttavia io penso che debba essere usata e urlata per forare il muro dell’indifferenza e della complicità che sta coprendo il massacro delle libertà fondamentali in Fiat. In Fiat soltanto? Un’altra eccezione? Non credo proprio.

Fonte: Controlacrisi
_________________
Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: dom nov 27, 2011 3:00 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: ven lug 16, 2010 2:13 pm
Messaggi: 4168
Località: back in O.L.T.R.E.P.O.
:wat:
_________________
"Whereof one cannot speak, thereof one must be silent."

"Ed e' per questo che propongo l'istituzione del premio Nobel per il Wrestling"
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: dom nov 27, 2011 3:37 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: ven lug 16, 2010 8:16 pm
Messaggi: 6583
Località: dove sile a cagnan s'accompagna
non avevo dubbi che marchionne era fascista
_________________
http://www.youtube.com/watch?v=kZFr72rqlXM&feature=related <-- Polenta Violenta !
http://www.youtube.com/watch?v=0ITNhNXTmmU&feature=related <-- semo i teroni del nord !
http://www.hwupgrade.org/forum/viewtopic.php?f=46&t=23195 <-- Repetita Iuvant !
http://www.youtube.com/watch?v=4uh6J0UsaPM&NR=1 <-- ti vogliamo così !
(parlando dell'Africa) - “all our social policies are based on the fact that their intelligence is the same as ours – whereas all the testing says not really” (James D. Watson)

no alla sperimentazione sugli animali
si alla sperimentazione sugli animalisti
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: dom nov 27, 2011 3:52 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: gio lug 15, 2010 12:37 am
Messaggi: 3489
Son capaci tutti a fare i capitalisti coi soldi dello Stato
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: dom nov 27, 2011 7:05 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: mer lug 14, 2010 7:00 pm
Messaggi: 1397
Premesso che penso tutto il male della FIAT di oggi, pur avendo sempre avuto sue auto, va sempre ricordato come Marchionne sia un dipendente FIAT se pur l'AD.

La delocalizzazione all'estero, lo spostamento della sede negli USA, i conflitti coi sindacati, l'uscita da confindustria ecc. non è che le ha decise lui in autonomia svegliandosi male una mattina.

Marchionne è un top manager che è stato messo li per fare l'interesse dell'azienda ovvero della proprietà e dei grandi azionisti, lui è il parafulmine ed infatti in tutte le polemiche che coinvolgono l'azienda "torinese" non ho mai sentito/letto un'accenno agli eredei agnelli/elkann.

Voi che ne pensate?
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: dom nov 27, 2011 7:28 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: mer set 06, 2006 9:36 am
Messaggi: 4741
Località: bcn
Sgurbat @ ha scritto:
Premesso che penso tutto il male della FIAT di oggi, pur avendo sempre avuto sue auto, va sempre ricordato come Marchionne sia un dipendente FIAT se pur l'AD.

La delocalizzazione all'estero, lo spostamento della sede negli USA, i conflitti coi sindacati, l'uscita da confindustria ecc. non è che le ha decise lui in autonomia svegliandosi male una mattina.

Marchionne è un imbecille che è stato messo li per fare l'interesse dell'azienda ovvero della proprietà e dei grandi azionisti, lui è il parafulmine ed infatti in tutte le polemiche che coinvolgono l'azienda "torinese" non ho mai sentito/letto un'accenno agli eredei agnelli/elkann.

Voi che ne pensate?

:poker:
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: dom nov 27, 2011 8:02 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: dom lug 25, 2010 8:20 am
Messaggi: 255
E la tesi che tutti gli industriali stanno sposando, ormai il lavoro dipendente non è più un valore.
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 12:29 am 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: sab lug 17, 2010 9:42 am
Messaggi: 2942
Località: Miserriamemente Nord-Est (d’Italia)
La considerazione di Cremaschi è semplice: nel gruppo Fiat i lavoratori non possono eleggere i loro rappresentanti, che sono invece nominati dall’alto. Questo non ha precedenti nella storia italiana, se non nel periodo fascista.
Abolire un’elezione democratica peraltro ha di per sé un sapore fascista.
Cosí come le ferrovie dello Stato che licenziano chi difende le vittime della strage di Viareggio.
_________________
Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 7:45 am 
mathematician
Iscritto il: mar dic 22, 2009 12:06 am
Messaggi: 1795
Chairon @ ha scritto:
La considerazione di Cremaschi è semplice: nel gruppo Fiat i lavoratori non possono eleggere i loro rappresentanti, che sono invece nominati dall’alto. Questo non ha precedenti nella storia italiana, se non nel periodo fascista.
Abolire un’elezione democratica peraltro ha di per sé un sapore fascista.
Cosí come le ferrovie dello Stato che licenziano chi difende le vittime della strage di Viareggio.

*
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 8:33 am 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: sab ott 09, 2010 6:48 pm
Messaggi: 1680
Località: Bernareggio
:dissident: @ ha scritto:
Son capaci tutti a fare i capitalisti coi soldi dello Stato di noi poveri pirla

fixed
_________________
Immagine
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Cremaschi: Ecco perché quello di Fiat è fascismo aziendale
MessaggioInviato: lun nov 28, 2011 10:32 am 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: mer feb 23, 2011 12:11 pm
Messaggi: 5682
edit
Top
 Profilo E-mail Non connesso  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 11 messaggi ] 
-->

Tutti gli orari sono UTC +1 ora


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Vai a:  
cron
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Traduzione Italiana phpBB.it