poi siccome si muoveva ancora, l'ho finita a sediate in faccia.
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«Voleva lasciarmi». Ha confessato l'omicida della donna a Samarate
L'uomo è un 42 enne di Gallarate. Ha colpito Marianna Ricciardi con una scacchiera di marmo durante una lite
MILANO - Il presunto assassino di Marianna Ricciardi, la donna uccisa lunedì nella sua abitazione a Samarate, avrebbe avuto una relazione con la vittima, secondo quanto ha raccontato ai carabinieri che lo hanno fermato con l'accusa di omicidio. L'uomo, Domenico Cascino, 42 anni, era un collega della donna. Si erano conosciuti nel collegio di gesuiti Aloisianum di Gallarate, una struttura che si occupa di servizi per anziani e disabili dove l'uomo lavorava come inserviente. Dai racconti del fermato, che ha ammesso le proprie responsabilità, è emerso che lunedì mattina avrebbe incontrato la Ricciardi, che voleva interrompere la relazione, nella casa dove viveva con il marito e la figlia di 7 anni. Durante la lite avrebbe perso il controllo e l'avrebbe colpita alla testa e al volto con una scacchiera di vetro e marmo e con altri oggetti trovati nella casa, finendola poi a colpi di sedia. Ha cercato di simulare una rapina, portando via il portafogli, il cellulare e la fede nuziale della vittima. Poi è uscito dalla casa e si è liberato dei vestiti sporchi di sangue gettandoli in un cassonetto. Le indagini dei carabinieri, coordinate dal pm di Busto Arsizio Mirko Monti, presto si sono concentrate nell'ambito delle conoscenze della Ricciardi, e nella notte hanno portato al fermo dell'uomo che si trova ora nel carcere di Busto Arsizio.
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