Cita:
CONTRATTI. Siglato l'accordo tra Apindustria, Cisl e Uil. La Cgil dice no
Flessibilità in cambio di premi fino a mille euro Biasin: «Speriamo venga imitato in tutta Italia» FLAVIO LORENZIN
24/12/2011
Zoom Foto
Il lavoro nelle pmi metalmeccaniche di Vicenza potrà essere regolato da un contratto territoriale
Maria Elena Bonacini
VICENZA
Orari più flessibili e più ore di straordinario con premi che potranno andare dai 650 ai 1.010 euro l'anno.
Sono alcuni degli aspetti del primo accordo territoriale stipulato in Italia nel settore metalmeccanico e siglato ieri nella sede di Apindustria dal presidente di Unionmeccanica Vicenza, Flavio Lorenzin, e da Carlo Biasin e Raffaele Consiglio, segretari provinciali rispettivamente di Uilm-Uil e Fim-Cisl. Con loro, a commentare l'accordo, anche Ciro Galeone, funzionario dell'area sindacale di Apindustria Vicenza.
L'accordo, che interessa un bacino di oltre 10 mila lavoratori, potrà essere adottato dalle oltre 500 aziende metalmeccaniche aderenti ad Apindustria Vicenza, che potranno anche scegliere se legarlo ad alcuni indicatori aziendali specifici. I lavoratori delle aziende che adotteranno l'accordo potranno ottenere un premio annuo, d'importo variabile tra i 650 e i 1.010 euro, detassato e collegato ai risultati del comparto, a quelli dell'azienda stessa e alla presenza del singolo lavoratore. Il recepimento dell'accordo consentirà alle imprese un utilizzo più flessibile dell'orario di lavoro, anche attraverso il ricorso al lavoro straordinario.
In pratica le aziende potranno scegliere se applicare solo un accordo "base", di fascia territoriale, che avrà come indici l'occupazione, il rapporto tra volume medio dell'export e il fatturato medio e il miglioramento dell'andamento infortunistico nel bacino di imprese di riferimento.
In caso di raggiungimento di almeno due di questi tre indici sarà erogato annualmente ai lavoratori un premio di 650 euro.
C'è poi un accordo di "seconda fascia", ovvero legato agli obiettivi dell'azienda, scelti tra il miglioramento del margine operativo loro per addetto, il miglioramento dei tempi di consegna, il contenimento dei costi della non qualità. In funzione del grado di raggiungimento di ciascuno degli indici scelti sarà corrisposto, in aggiunta al premio previsto per la fascia territoriale, un ulteriore premio di 360 euro.
«Questo accordo - afferma Lorenzini - è importante non solo per i significativi benefici economici, che interesseranno sia i lavoratori, sia le stesse imprese, grazie al riconoscimento delle agevolazioni contributive e fiscali, previste dalla legge per i cosiddetti "premi di risultato"; ma anche perché mette a disposizione uno strumento ulteriore di flessibilità del lavoro, che potrà favorire il raggiungimento di concreti miglioramenti dei risultati aziendali, con auspicate ricadute, quindi, anche per i livelli occupazionali del territorio. Altre categorie sono già interessate a seguire il nostro esempio».
L'accordo soddisfa anche i sindacati. «Il documento che abbiamo sottoscritto - spiega Biasin - permette di ampliare la contrattazione di secondo livello, andando a toccare le tantissime Pmi e microimprese che non saremmo mai riusciti a raggiungere. Speriamo abbia un seguito in Italia. È importante il dato salariale, con cifre non trascurabili, e dà anche elementi di flessibilità che le aziende richiedono a tutti, indispensabili per competere. Dispiace che la Fiom-Cgil non abbia potuto contribuire, abbandonando la discussione per la contrarietà sulle questioni legate all'orario, che in ogni contrattazione aziendale vengono richieste, discusse e messe negli accordi. Non si capisce perché qui non si potesse fare».
Un aspetto non secondario, sottolineato da Consiglio, è anche l'estensione dei premi ai lavoratori precari.
«Questo accordo - illustra - verrà applicato anche agli "atipici", e ciò è importante vista l'alta presenza nel mondo del lavoro. A gennaio andremo dai lavoratori per spiegarlo durante delle assemblee».
«In molte Pmi è difficile fare contrattazione di secondo livello. - conclude Filippo De Marchi, presidente provinciale dell'Api -. In questo modo abbiamo voluto aiutare aziende e lavoratori a trovare un minimo comun denominatore».
ilgiornaledivicenza
Bene, ora basta che mi assumano però!
C.àòs.òs.òs.òs