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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: GIULIANA SGRENA LIBERA!
MessaggioInviato: ven mar 04, 2005 9:13 pm 
Liberata Giuliana Sgrena
La tv del Qatar Al Jazeera ha annunciato la liberazione di Giuliana Sgrena. Conferme dal Manifesto, il presidente della Repubblica Ciampi informato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta


21:07 Berlusconi: "Incidente avvenuto al check-point"

"L'incidente che si è purtroppo verificato è stato molto vicino all' aeroporto: una sparatoria a un check-point americano". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi raccontando quanto accaduto nell'operazione che ha portato alla liberazione della Sgrena e la morte di Calipari.
"Alcuni colpi hanno colpito la macchina. Un uomo è stato colpito da una pallottola mortale. Siamo impietriti e attoniti per questa fatalità". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
21:06 Scolari partito per Bagdad

Pierre Scolari, secondo l'agenzia Adnkronos, appena partito dall'aeroporto di Ciampino alla volta di Bagdad, per raggiungere la sua compagna Giuliana Sgrena.
21:04 Berlusconi: "Sgrena sottoposta a un piccolo intervento"

'La signora Sgrena ha detto di stare bene ed è stata medicata. Quindi è stata sottoposta a un piccolo intervento per estrarre la scheggia". Lo ha detto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa a Palazzo Chigi.
21:02 CNN: "Fuoco Usa accidentale"

Le forze della coalizione hanno "fatto fuoco accidentalmente" contro l'auto a bordo della quale si trovava Giuliana Sgrena. Lo riferiscono fonti militari americane citate dalla Cnn.
21:00 Berlusconi: "Qualcuno si assuma la responsabilità"

"Ho convocato immediatamente l'ambasciatore americano, che dovrà chiarire il comportamento dei militari americani per un incidente così grave di cui qualcuno dovrà assumersi le responsabilità". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
20:58 Berlusconi: "Increduli e attoniti per la fatalità"

Siamo rimasti impietriti quando iamo stati raggiunti dalla telefonata che ci ha informato di questa casualità. Siamo rimasti al telefono attoniti - ha detto il presidente del Consiglio Berlusconi - L'operazione è stata positiva, ma è calato il lutto per la morte di Calipari". Berlusconi ha anche riferito che Giuliana Sgrena, parlando con Scolari e Letta al telefono, ha detto "Vittoria, vittoria, grazie".
20:54 Sgrena: "Piena di fili e tubi, ma sto bene"

"Sono piena di fili e tubi, ma sto bene": sono le prime parole di Giuliana Sgrena di cui si è avuta notizia, dopo la liberazione. Ne ha dato notizia il presidente del Consiglio Berlusconi.
20:51 Manifesto: due i funzionari italiani feriti

Oltre a Giuliana Sgrena nel conflitto a fuoco ci sarebbero altri due feriti tra gli agenti dei servizi di sicurezza, secondo quanto riferiscono i giornalisti del Manifesto. Nell'auto che stava andando verso l'aeroporto di Bagdad, insieme a Giuliana Sgrena, c'erano tre agenti dei servizi, tra cui Calipari, che è rimasto ucciso.
20:48 Polo: "La morte di Calipari ci getta nello sconforto"

"Giuliana - ha detto Polo - è libera dopo 30 giorni di prigionia e di questo dobbiamo ringraziare tutti per quello che è stato fatto, ma soprattutto una persona che è stata uccisa dal fuoco americano, Nicola Calipari. Una persona che abbiamo imparato ad apprezzare in questi giorni. La sua morte ci getta nello sconforto, perchè pensavamo questa come una giornata di festa".
20:47 Confermato il ferimento di un altro funzionario italiano

Nello scontro a fuoco verificatosi in occasione della liberazione della giornalista Giuliana Sgrena è rimasto ferito anche un altro funzionario italiano dei servizi segreti.
20:43 Pera: "Onoriamo Calipari per il suo sacrificio"

"Onoriamo l'agente Calipari per il suo sacrificio". Lo dice il presidente del Senato Marcello Pera, dopo i drammatici avvenimenti legati alla liberazione di Giuliana Sgrena.
20:41 Ciampi esprime profondo dolore per morte funzionario italiano

Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha espresso al sottosegretario Gianni Letta il suo profondo dolore per la tragica morte di un funzionario dei servizi di sicurezza italiani. Altresì ha espresso la sua commossa ammirazione per il coraggio e l'abnegazione di cui anche in questa circostanza hanno dato prova le istituzioni della sicurezza nazionale. Ciampi ha anche pregato il sottosegretario Letta di rendersi interprete dei suoi sentimenti di profondo cordoglio presso la famiglia del caduto ed ha espresso auspici di pronta guarigione per il funzionario italiano ferito.
20:40 Comando Usa a Bagdad: "Al momento non abbiamo dettagli"

"Al momento non abbiamo dettagli". Così il comando delle Forza Usa a Bagdad ha risposto alla richiesta di chiarimenti da parte dell'Ansa sulla dinamica della liberazione di Giuliana Sgrena durante la quale è stato ucciso il funzionario del Sismi Nicola Calipari.
20:35 Polo: "Calipari si era impegnato in prima persona per la liberazione di Giuliana"

"Era una persona perbene, che si era impegnato molto in prima persona per la liberazione di Giuliana", ha detto Polo di Calipari. "Nicola Calipari è la persona che dobbiamo ringraziare di più per la liberazione di Giuliana. Purtroppo è stato ucciso da pallottole americane. Questa è una beffa atroce", ha aggiunto.
20:32 Nicola Calipari aveva 50 anni, era sposato con due figli

Nicola Calipari aveva 50 anni. Era sposato e padre di due figli, una ragazza di 19 anni e un ragazzo di 13. In polizia da oltre vent' anni, era stato capo della squadra mobile di Cosenza negli anni '80. Prima di passare al Sismi aveva diretto l'ufficio immigrazione della questura di Roma.
20:31 Scolari: "Giuliana quasi ammazzata dagli americani"

"C'è poco da dire, Giuliana è stata quasi ammazzata dagli americani". Lo ha detto il compagno di Giuliana Sgrena Pier Scolari.
20:30 Ferito anche autista iracheno

Nel corso della sparatoria è stato ferito anche l'autista iracheno dell'auto che stava conducendo Giuliana Sgrena e i mediatori all'aeroporto.
20:27 Giuliana Sgrena cammina e parla

Nonostante Giuliana Sgrena sia stata ferita, dicono al Manifesto, sta bene, cammina e parla.
20:24 Calipari ha fatto scudo con il suo corpo a Giuliana Sgrena

Calipari sarebbe stato ucciso, si è appreso da Sky Tg, perchè con il suo corpo ha fatto scudo a Giuliana Sgrena quando gli americani hanno sparato sull'auto che li stava conducendo all'aeroporto.
20:21 Ucciso un funzionario del Sismi, Nicola Calipari

Il funzionario del Sismi ucciso nel conflitto a fuoco in Iraq per la liberazione di Giuliana Sgrena è Nicola Calipari, ex funzionario della Polizia di Stato, da oltre un anno passato ai servizi segreti. I mediatori italiani in auto con Giuliana Sgrena erano tre: un secondo è stato ferito, l'altro è rimasto illeso.
20:21 Presidente Parlamento Europeo "Profondamente commosso"

Il presidente del Parlamento Europeo, Josep Borrell, è "profondamente commosso e felice"profondamente commosso e felice per la liberazione di Giuliana Sgrena ma ricorda che la collega di Liberation, Florence Aubenas, e il suo collaboratore iracheno sono ancora nella mani dei sequestratori.
20:14 Ciampi: "Non potete immaginare la mia gioia"

"Non potete immaginare la mia gioia, la mia emozione. Il mio primo pensiero va a Giuliana: bentornata tra noi, al suo lavoro, che ha svolto sempre con tanta passione, con tanta professionalità", si legge nella dichiarazione del presidente della Repubblica Ciampi diffusa dal Quirinale.
"Penso alla felicità di Franco Sgrena e di sua moglie, suoi straordinari genitori, ricordo la loro serenità quando li ho ricevuti al Quirinale - aggiunge il capo dello Stato - Penso alla felicità del suo compagno, dei suoi colleghi giornalisti".
20:13 Nuovo video su Al Jazeera: Sgrena ringrazia sequestratori

In un nuovo video trasmesso da Al Jazeera e girato dai rapitori, Giuliana Sgrena ringrazia i suoi sequestratori per averla "trattata molto bene" e dice che sono "molto decisi perchè intendono liberare la loro terra dall'occupazione straniera". L'inviata del Manifesto, che compare vestita di nero e con i capelli ben pettinati, è ripresa davanti a un tavolino con un piatto di frutta e una copia del Corano.
20:11 Giuliana Sgrena ricoverata all'ospedale americano di Bagdad

Giuliana Sgrena è stata ricoverata all'ospedale americano di Bagdad: la notizia è stata comunicata al direttore del Manifesto.
20:06 Polo conferma fuoco Usa su auto Sgrena

"Giuliana Sgrena è stata liberata dai nostri servizi. Ma mentre era a bordo dell'auto che la accompagnava all'aeroporto una pattuglia americana ha aperto il fuoco. Lei sta bene, ma ci sono dei feriti". Lo ha detto il direttore del Manifesto, Gabriele Polo
20:03 Morto il mediatore italiano, ferito altro funzionario

Un carroarmato Usa, secondo quanto si è appreso al Manifesto, ha sparato per errore contro l'auto dove si trovavano Giuliana Sgrena e il funzionario italiano utilizzato come mediatore per la liberazione della giornalista. Il mediatore è morto, e la Sgrena è stata ferita, insieme a un altro funzionario
20:01 Giuliana Sgrena ferita a una spalla durante la liberazione

Giuliana Sgrena è stata ferita a una spalla durante la liberazione. Lo si è appreso nella redazione del Manifesto.
19:59 Vauro: "Ce l'hai riportata"

"Ce l'hai riportata". Così recita il baloon con cui parla l'omino che campeggia sulla nuova vignetta preparata da Vauro, il disegnatore del Manifesto, per il giornale di domani. Ma a chi gli chiede quando spera di rivedere Giuliana Sgrena risponde "tra un mese, non adesso, abbronzata che torna da qualche bel luogo di vacanze". Ma quando parla dell'angoscia provata durante i giorni del rapimento vauro torna serio e dice: "ci siamo liberati di un'angoscia, e vogliamo liberarci dall'altra angoscia: quella che sentiamo per milioni di iracheni che soffrono e muoiono per questa guerra orribile sotto questa occupazione criminale".
19:57 Portavoce comunità irachena in Italia: "Incontenibile gioia"

"Ho saputo della liberazione di Giuliana Sgrena dalla tv araba Al Jazeera che nel telegiornale della sera ha annunciato di aver avuto la notizia da proprie fonti esclusive in Iraq, poi confermate dal governo italiano". Lo ha detto il portavoce della comunità iraqena in Italia, Aziz Fateh Alì. "A nome della comunità iraqena - ha aggiunto Fateh Alì - esprimo un'incontenibile gioia. Ho seguito da vicino la triste vicenda partecipando non solo alla grande manifestazione a Roma, ma collaborando anche alle traduzioni in lingua araba degli appelli per la liberazione di Giuliana Sgrena".
19:55 Da Vecchioni a Bacalov: gli artisti domenica festeggiano Giuliana all'Auditorium

La serata in onore di Giuliana Sgrena diventerà una grande festa per la sua liberazione rapita a Bagdad un mese fa. L'evento, organizzato dal Manifesto con il patrocinio del Comune di Roma si svolgerà domenica 6 marzo nella sala Sinopoli del Parco della Musica alle ore 21. Ad attendere l'arrivo di Giuliana, pronti a salutarla sul palco dell'Auditorium, ci saranno Roberto Vecchioni, Giovanni Sollima, Pippo Delbono, Paolo Rossi, Galatea Ranzi, Ascanio Celestini, Giovanna Marini, Mario Martone, Giovanna Mezzogiorno e Luis Bacalov. A condurre la serata Giorgio Barberio Corsetti.
Tutti gli artisti hanno accettato di partecipare gratuitamente.
19:53 Bertotto, Amnesty International: "E' una notizia che ci rende felici"

"E' una notizia che ci rende felici", ha dichiarato questa sera il presidente della Sezione italiana di Amnesty international Marco Bertotto dopo aver saputo della liberazione di Giuliana Sgrena. "Ora - ha aggiunto - auspichiamo che la stessa felice sorte riguardi le decine e decine di iracheni e stranieri ancora sotto sequestro".
19:51 Aereo presidenza del Consiglio partirà stasera per Bagdad

Un aereo della presidenza del Consiglio partirà stasera dall'aeroporto di Ciampino alla volta di Bagdad per riportare in Italia Giuliana Sgrena. A bordo dell'aereo della presidenza ci sarà anche Pierre Scolari, compagno della giornalista. L'aereo tornerà in Italia probabilmente domani pomeriggio
19:49 Franco Sgrena: "E' una giornata eccezionale"

"E' una giornata eccezionale": così Franco Sgrena, padre di Giuliana, ha commentato la liberazione della figlia nel sua casa a Masera (Verbania). Un improvviso rialzo della pressione arteriosa ha richiesto l'intervento del medico, ma sono stati sufficienti alcuni minuti per riportare Franco Sgrena alla serenità che lo ha contraddistinto in tutto il mese del sequestro. Più a sangue freddo la moglie Antonietta, invece, non ha avuto un attimo di cedimento ed è lei in queste ore a fare gli onori di casa a quanti si recano nella villetta di Masera.
Non c'è voluto molto tempo, infatti, perchè il passaparola della liberazione di Giuliana Sgrena, portasse amici, conoscenti, autorità della piccola comunità della val d'Ossola, nella villa dove papà Franco, il fratello Ivan e la madre Antonietta hanno consumato l'attesa dal 4 febbraio scorso quando è avvenuto il rapimento.
19:43 Sorella di Quattrocchi: "Siamo molto contenti"

"Siamo molto contenti per il felice esito del crudele sequestro. Come tutti abbiamo partecipato all' attesa della famiglia. Non è facile dimenticare come ci si sente in quei momenti". E' il commento alla liberazione di Giuliana Sgrena di Graziella Quattrocchi, sorella di Fabrizio, la body guard sequestrata e uccisa in Iraq dalle Falangi Verdi di Maometto. "Sicuramente - aggiunge - la concordia che c' è stata in tutti gli schieramenti ha portato a questo esito positivo".
19:41 Giuliana Sgrena sta per partire da Bagdad

Giuliana Sgrena sta per partire per l'Italia da Bagdad. Lo hanno riferito all'Ansa fonti informate contattate a Bagdad da Beirut.
19:40 Ivan Sgrena: "Un marocchino ci annunciò la liberazione di venerdì"

"Un marocchino, disse a mia moglie, la libereranno un venerdì perchè è stata rapita un venerdì. Aveva ragione". A segnalare al Tg3 questa curiosa premonizione è Ivan, il fratello di Giuliana Sgrena, lasciando intendere che dietro ai due eventi può esserci un rapporto diretto e voluto.
19:39 Torretta: "Sono molto contenta"

"Sono molto contenta". Sono le uniche parole pronunciate da Simona Torretta entrando nella redazione del Manifesto.
19:35 Cupertino: "Provo tanta gioia"

"Provo tanta gioia, è un bel momento e sono contento che il sequestro si sia concluso con la liberazione di Giuliana Sgrena. Mi piacerebbe sentirla, abbracciarla". Così Umberto Cupertino commenta la notizia della liberazione della giornalista del Manifesto.
Il giovane di Sammichele di Bari fu sequestrato il 12 aprile 2004 in Iraq assieme a Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e Fabrizio Quattrocchi, tutti liberati l'8 giugno ad eccezione di Quattrocchi che fu ucciso durante la prigionia.
19:35 Paternò: "Giuliana è a Bagdad in mani sicure"

Giuliana Sgrena è a Bagdad e in mani sicure. E' quanto ha annunciato il direttore editoriale del Manifesto Francesco Paternò.
19:34 Colosseo illuminato per festeggiare liberazione

Per la liberazione di Giuliana Sgrena da questa sera verrà illuminato il Colosseo. Lo ha disposto il sindaco di Roma Walter Veltroni.
19:33 Storace: "Notizia bellissima che ci libera da preoccupazione"

"E' una notizia bellissima che ci libera da una preoccupazione che tutto il popolo italiano aveva". E' il commento del presidente della Regione Lazio Francesco Storace alla notizia della liberazione di Giuliana Sgrena. "Rapire una donna - ha detto Storace a margine dell'apertura della campagna elettorale di Stefano De Lillo - è uno degli atti più bestiali. Ancora non abbiamo i particolari della liberazione ma è una notizia meravigliosa'
19:32 Castellina: "Lottiamo ancora per la liberazione di Florence Aubenas"

La mobilitazione del movimento pacifista che è sceso in piazza per la liberazione di Giuliana Sgrena non deve fermarsi ma deve impegnarsi per riportare a casa Florence Aubenas e ridare la pace al popolo iracheno. Questo il messaggio lanciato da Luciana Castellina che ha parlato dal palco congressuale del Prc a nome del collettivo del Manifesto. La liberazione della Sgrena "è una notizia meravigliosa che ci riempie di gioia - ha affermato - ma ricordiamo che, purtroppo, Florence Aubenas non è ancora libera e neanche il popolo iracheno".
19:31 Mamma della Sgrena: "E' un'emozione forte"

"Siamo tutti agitati. E' una grandissima notizia. Non sappiamo cosa fare: è un'emozione forte". Antonietta Sgrena, la mamma di Giuliana, parla dalla sua abitazione a Masera e, ovviamente, non nasconde l'emozione. "Ci ha chiamati Letta - spiega - e ci ha detto che l'hanno liberata. Non sappiamo ancora quando tornerà. Mio marito sta poco bene e non so se potremo andarla a prendere".
19:30 Marrazzo al Manifesto: "Una emozione collettiva"

"Ho appreso la notizia mentre ero all'assembrea di presentazione del programma. L'ho saputo insieme a centinaia di persone. E' stata una emozione collettiva. Allora ho esposto una bandiera della pace che mi era stata regalata come portafortuna". Così il candidato alla regione Lazio, Piero Marrazzo, nella redazione del Manifesto. "E' una buona notizia- aggiunge- la liberazione di una collega, che stava facendo il suo lavoro".
19:28 Brindisi nella redazione del Manifesto

Stappano bottiglie di prosecco e di vodka alla redazione del Manifesto: i colleghi di Giuliana Sgrena sono felicissimi per la liberazione della giornalista, e aspettano di sapere qualcosa di più sullo stato di salute e sul rientro. Infatti al momento hanno appreso della liberazione dalla Reuters che riprendeva Al Jazeera, e non hanno notizie dirette.
19:24 Calderoli: "Quante incredibili coincidenze"

"Noto quante incredibili coincidenze hanno preceduto questa liberazione". Lo afferma il ministro della Lega Nord Roberto Calderoli. "Mi ricordo che quando il padre fece un appello perchè arrivasse un segnale che lei fosse ancora in vita, il giorno dopo è arrivato il filmato. Poi Bertinotti che aveva auspicato la liberazione della giornalista nel corso del congresso del Prc e, infine oggi, il padre che aveva sognato la figlia libera e il giorno dopo ciò accade". "Finito il periodo del dramma - conclude Calderoli - chiederò consigli al papà e a Bertinotti per fare la schedina...".
19:23 Pietrangeli canta al congresso di Rifondazione in onore della Sgrena

Con le canzoni di lotta di Paolo Pietrangeli che ha impugnato la chitarra e ha sostituito la presidenza sul palco del Lido, il congresso di Rifondazione Comunista si e' trasformato in un gigantesco happening in onore della liberazione di Giuliana Sgrena. I delegati del congresso sono ora tutti in piedi a cantare a gran voce le canzoni di Pietrangeli che si richiamano alle lotte operaie del '68. Primo fra tutti Fausto Bertinotti e gli altri componenti della segreteria. Sorrisi, grandi abbracci e molti pugni chiusi scandiscono le strofe delle canzoni di Pietrangeli.
19:22 Sindaco di Firenze: "Siamo felici e commossi"

''E' una bellissima notizia, siamo felici e commossi. A lei va l'abbraccio della città di Firenze, che ha dimostrato in questo mese di angoscia e speranza grande vicinanza e solidarieta' alla giornalista rapita, donna di pace e di grande coraggio''. Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici accoglie con gioia la notizia della liberazione di Giuliana Sgrena. Il 25 febbraio scorso Palazzo Vecchio aveva ospitato una grande manifestazione per chiedere la liberazione di Giuliana. ''Speriamo - aggiunge il sindaco - di avere presto la stessa notizia anche per Florance Aubenas''.
19:20 Soddisfazione delle donne di Aiwa

Soddisfazione per la liberazione di Giuliana Sgrena è stata espressa da Aiwa, associazione che riunisce donne italiane e arabe che, nei giorni scorsi, durante una conferenza stampa tenuta a Roma al Circolo della Stampa Estera, assieme al sottosegretario agli esteri Margherita Boniver, aveva fatto un appello affinchè la giornalista venisse liberata.
In quell'occasione fu letto un messaggio dalla presidente di Aiwa, Yasmine Reguieg, moglie dell'ambasciatore algerino in Italia, alla presenza di tutta la stampa internazionale, tra cui anche quella di molti paesi arabi.
19:16 Il Papa contento per la liberazione di Giuliana Sgrena

La notizia della liberazione di Giuliana Sgrena è stata subito comunicata a Giovanni Paolo II, nella stanza che occupa al decimo piano del Policlinico Gemelli. "Il Papa - affermano fonti vaticane - ha appreso con soddisfazione l'avvenuta liberazione della giornalista italiana, per la quale aveva lanciato un appello all'Angelus dello scorso 13 febbraio".
19:14 Veltroni: "Liberazione merito del lavoro di tutti"

"Il merito della felice conclusione di questa vicenda è della campagna di mobilitazione che si è realizzata e anche dell'ottimo lavoro svolto dai servizi segreti italiani". E' questo il primo commento del sindaco di Roma, Walter Veltroni, che si è precipitato nella redazione romana del Manifesto per brindare insieme con i redattori per la liberazione di Giuliana Sgrena.
19:13 Fini: "Centrale per la liberazione il ruolo di Letta"

"Una grande gioia e enorme soddisfazione" viene espressa per la liberazione di Giuliana Sgrena dal vicepremier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini, il quale evidenzia il "ruolo centrale" svolto in questa vicenda dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e "le sinergie istituzionali che hanno prodotto questo splendido risultato".
19:12 Agliana: "Provo una grande gioia"

"Provo una grande gioia e contentezza per questa notizia; spero di poterla incontrare per abbracciarla". Così Maurizio Agliana, uno dei tre ex ostaggi in Iraq, ha commentato l'avvenuta liberazione della giornalista Giuliana Sgrena. "Appena ho saputo la notizia - ha aggiunto Agliana - ho subito telefonato a mia sorella per esprimerle la mia gioia; siamo davvero tutti molto felici".
19:11 Boniver: "Probabilmente Sgrena rientrerà a Roma in serata"

Il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver ha annunciato che probabilmente Giuliana Sgrena rientrerà a Roma in serata.
19:08 Fratello Baldoni: "Menomale..."

"Menomale...": c'è soddisfazione nelle poche le parole che Sandro Baldoni, fratello di Enzo Baldoni, il giornalista di origine umbre rapito e ucciso in Iraq, pronuncia appena appreso della liberazione di Giuliana Sgrena. "Non saprei quale aggettivo utilizzare in questo momento - afferma Baldoni - per descrivere al meglio il nostro stato d'animo. Sicuramente è una notizia positiva".
Siamo soddisfatti".
19:07 Sindacato giornalisti: "E' una notizia bellissima"

La Fnsi esprime grande felicità per la liberazione di Giuliana Sgrena avvenuta questa sera in Iraq dopo 30 giorni di sequestro. "E' una notizia bellissima - si legge in un comunciato del sindacato dei giornalisti - che cade proprio nella giornata in cui tutti i giornali italiani e tutti i giornalisti italiani hanno manifestato la loro solidarietà a Giuliana Sgrena pubblicando sui loro quotidiani un appello. E' una giornata importantissima per tutta la stampa italiana".
19:06 Prodi: "Sono proprio contento"

"Sono contento, sono proprio contento". Così ha detto Romano Prodi durante una manifestazione elettorale a Pescara, davanti a una platea che continuava ad applaudire, alla conferma della notizia della liberazione di Giuliana Sgrena.
19:06 Ivan Sgrena: "Siamo contentissimi, ci abbiamo sempre creduto"

"Siamo contentissimi, ci abbiamo sempre creduto". Così il fratello di Giuliana Sgrena, Ivan, commenta al TG4 la liberazione dell'inviata del Manifesto. "Tutta la fiducia che abbiamo posto nelle istituzioni ci ha premiato - aggiunge - ci abbiamo sempre creduto e alla fine abbiamo avuto ragione"
19:05 Bertinotti: "E' il dono più bello, portiamo fortuna"

"E' il dono più bello, avevamo detto che portiamo fortuna". Con le lacrime agli occhi il segretario del Prc Fausto Bertinotti esprime così la sua contentezza dal palco congressuale allestito nel Palazzo del Cinema appena ricevuta la notizia della liberazione della giornalista del Manifesto Luciana Sgrena
19:03 Berlusconi convoca capi dei servizi segreti

Dopo la liberazione di Giuliana Sgrena, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha convocato a Palazzo Chigi il segretario del Cesis, prefetto Emilio Del Mese, e il direttore del Sismi, Niccolò Pollari.
19:02 Sanremo, applausi in sala stampa: Bonolis si feliciterà stasera

Applauso nella sala stampa del festival di Sanremo, al teatro Ariston, alla notizia della liberazione di Giuliana Sgrena. Paolo Bonolis ha fatto sapere che si feliciterà stasera
dal palco dell'Ariston per la liberazione della giornalista, per la quale aveva fatto un appello nella serata d'apertura.
18:59 Ivan Sgrena: "L'ho saputo da Sky"

Ivan Sgrena, il fratello di Giuliana, ha detto di aver saputo la notizia della liberazione della sorella da Sky. "Mi hanno telefonato, ha riferito, non so cosa dire". Emozionatissimo, Ivan Sgrena, raggiunto telefonicamente mentre era in auto e stava rientrando a casa, ha pregato di essere "richiamato più tardi".
18:58 Polo e Scolari a Palazzo Chigi

Il direttore del Manifesto Gabriele Polo, e il compagno di Giuliana Sgrena Pierre Scolari sono appena giunti a Palazzo Chigi. Contemporaneamente a loro è arrivato nella sede del governo anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
18:55 Ciampi si complimenta con i liberatori

Il capo dello Stato ha incaricato Letta di esprimere le sue più vive congratulazioni a tutti coloro che hanno collaborato all'esito positivo della vicenda. La notizia è giunta mentre Ciampi era impegnato in colloqui con il presidente tedesco Koehler a Villa Rosebery a Napoli.
18:53 Ciampi informato della liberazione della Sgrena da Letta

Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è stato informato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta della liberazione di Giuliana Sgrena.
18:49 Il Manifesto conferma la liberazione

Il quotidiano Il Manifesto conferma la liberazione di Giuliana Sgrena. La conferma della liberazione della giornalista sarebbe arrivata al direttore del quotidiano, Gabriele Polo, dai servizi segreti italiani.
18:49 Al Jazeera annuncia la liberazione

La tv araba Al-Jazeera annuncia la liberazione di Giuliana Sgrena, la gionalista
del Manifesto sequestrata in Iraq il mese scorso. Cita "fonti".

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Imbarazzante l'*incidente* con gli USA.... non commento oltre....

http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni ... ipari.html

Il funzionario del Sismi seguiva da tempo le vicende a Bagdad
Nella sparatoria feriti anche gli altri due agenti
Nicola Calipari, colpito e ucciso
mentre faceva da scudo a Sgrena
Il direttore del Manifesto: "E' morto per proteggere Giuliana"


Nicola Calipari

ROMA - Si chiama Nicola Calipari, 50 anni, il funzionario del Sismi rimasto ucciso sotto il fuoco del blindato americano. Calipari è morto nel corso della sparatoria scatenatasi dopo la liberazione di Giuliana Sgrena per fare scudo alla giornalista e proteggerla dai proiettili con il proprio corpo. Nei gorni scorsi aveva condotto le trattative per ottenere la sua liberazione.

Nell'attacco di "fuoco amico", oltre a Giuliana Sgrena ci sarebbero altri due feriti tra gli agenti dei servizi di sicurezza, secondo quanto riferiscono i giornalisti del Manifesto, sull'auto sulla quale viaggiava Giuliana Sgrena appena liberata. Con lei, appunto, c'erano tre agenti dei servizi, tra cui Calipari, l'uomo che più di tutti aveva lavorato per liberarla e che è rimasto ucciso per portare a termine il suo compito.

"Nicola Calipari è la persona che dobbiamo ringraziare di più per la liberazione di Giuliana. Purtroppo è stato ucciso da pallottole americane" ha detto il direttore del Manifesto Gabriele Polo. "Questa è una beffa atroce" ha aggiunto, "anche se Giuliana Sgrena è stata liberata non riusciamo a essere felici dentro".

"Onoriamo l'agente Calipari per il suo sacrificio" ha detto il presidente del Senato Marcello Pera, che ha espresso "soddisfazione per liberazione di Giuliana Sgrena, e le sue condoglianze alla famiglia dell'agente dei servizi italiani, Calipari, morto in azione".

La famiglia di Nicola Calipari si chiude nel dolore. "In questo momento non vogliamo parlare con nessuno", ha dichiarato la figlia di Nicola Calipari, che vive a Reggio Calabria.

Per il momento, non si hanno notizie precise del luogo dove è avvenuto lo scontro a fuoco, ma fonti giornalistiche locali a Bagdad - contattate da Beirut - hanno riferito che il convoglio con la Sgrena stava raggiungendo l'aeroporto.

La strada per l'aeroporto è considerata una delle più pericolose di Bagdad e le pattuglie americane sono solite percorrerla a bordo di veicoli con un grosso faro nella parte posteriore, che segnala l'intimazione a tenersi a distanza di sicurezza, pena il rischio di essere bersagliati senza preavviso a colpi d'arma da fuoco.

Nicola Calipari seguiva da tempo proprio tutte le vicende irachene. Ex funzionario della Polizia di Stato, da oltre un anno era passato ai servizi segreti.

Nato a Reggio Calabria, aveva 50 anni, era sposato e padre di due figli, una ragazza di 19 anni e un ragazzo di 13. In polizia da oltre vent'anni, era stato capo della squadra mobile di Cosenza negli anni 80. Poi era passato alla questura di Roma dove aveva diretto la sezione narcotici ed era stato vice capo della squadra mobile.

Nel 1997 la nomina a dirigente del centro interprovinciale Criminalpol Lazio, Umbria, Abruzzo. Quindi era stato al servizio centrale operativo (Sco). Prima di passare al Sismi aveva diretto l'ufficio immigrazione della questura di Roma.

(4 marzo 2005)
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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun mar 07, 2005 10:25 am 
http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni ... ombre.html

L'ANALISI
I misteri da chiarire
prima degli spari
di GIUSEPPE D'AVANZO

CHE GLI americani fossero informati o meno della missione di Nicola Calipari a Badgad - e al momento non c'è alcuna evidenza che ne siano stati informati - non sposta la questione di un millimetro. I soldati americani sparano e uccidono il funzionario del governo italiano senza alcuna ragione. Al contrario, Calipari ha tutte le ragioni, la sera di venerdì, per sentirsi in condizione di massima sicurezza dinanzi alle truppe Usa. L'auto, con a bordo Giuliana Sgrena e un maggiore dei carabinieri in forza al Sismi, rispetta per intero le procedure imposte dalle forze della coalizione. Gli agenti italiani hanno un regolare badge che li autorizza a muoversi armati.

Il maggiore, che è al volante dell'auto, conosce le regole della circolazione di quella città in guerra. Non è la prima volta che "lavora" a Bagdad. È falso che l'auto corresse. La velocità della vettura è alquanto moderata. Il maggiore sa di dover superare il check point prima dell'aeroporto ed è pronto a rallentare alle viste del blocco. Ogni condizione di sicurezza è stata rispettata (addirittura, anche se per caso, l'abitacolo è già illuminato dalla luce interna) e, nonostante ciò, la pattuglia americana accende un faro e contemporaneamente spara. Non una gragnuola di proiettili, ma un numero sufficiente per ammazzare Nicola Calipari, ferire Giuliana e l'ufficiale alla guida dell'auto. È venerdì 4 marzo e sono le 20.55, ora di Bagdad.

La responsabilità americana dell'assassinio è certa e ineludibile, ma questa consapevolezza non lascia cadere la domanda: che cosa è accaduto prima di quell'ora? Di quel che è accaduto prima delle 20.55 di venerdì siamo responsabili soltanto noi italiani e rendere trasparenti i nostri comportamenti rafforza l'obbligo - per gli altri - di dar conto della morte del nostro funzionario.

Alla radice dei nostri comportamenti c'è una trattativa e il pagamento di un riscatto. "Calipari l'ho sentito ogni giorno per un mese, mi aggiornava sullo stato della trattativa", diceva l'altra notte a Ciampino Silvio Berlusconi. Il denaro, si dice, è stato consegnato ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi. Dicono: sei, otto milioni di euro. Il governo finora non ha smentito la notizia nemmeno per forma e consuetudine, perché forse non è in grado di farlo. D'altronde abbiamo sempre pagato per far rientrare in Italia i prigionieri. Abbiamo pagato per riavere indietro Agliana, Cupertino e Stefio. Abbiamo pagato per dare sepoltura a Fabrizio Quattrocchi. Abbiamo pagato per salvare le due Simone. Siamo disposti a pagare per riavere i resti di Enzo Baldoni.

Gli italiani pagano. È la nostra condizione di assoluta, catastrofica debolezza in un Paese dove la sicurezza è già problematica per tutti gli occidentali. Gli italiani sono disposti a pagare. Questa verità è cancellata dal dibattito pubblico. È accettata come una necessità dal governo, come un dovere dall'opposizione, come una routine dall'opinione pubblica. Anche in queste ore non c'è chi si chieda se è giusto pagare. Se, soprattutto, è conveniente farlo. Se averlo fatto e ancora rifatto, non abbia avviato una coazione a ripetere che alla fine espone a maggiori rischi gli italiani che sono costretti a restare in Iraq per lavoro (ce ne sono e non sono soltanto militari, giornalisti o agenti segreti).

Rimosso con leggerezza il problema, si può credere che la maggiore appetibilità, diciamo così, degli italiani non esista. Anche una giornalista sapiente e sperimentata come Giuliana Sgrena sembra dimenticare che incombe su di lei un pericolo maggiore e più nero non perché è una giornalista o è una cittadina di un Paese alleato di Washington, ma perché è italiana, e Roma è sempre disposta a pagare. Giuliana Sgrena dimentica quel che, nella loro crudele concretezza, i banditi iracheni (qui non importa se tagliagole, resistenti o terroristi) hanno bene a mente: l'Italia è un Paese emotivo e fragile. Che "si mobilita", come si dice. Che riempie le piazze e si paralizza commosso per settimane.

Ha in odio e non vuole conoscere le durezze della guerra perché ipocritamente nemmeno chiama "guerra" il conflitto a cui partecipa in armi. Siamo una comunità che, nel momento della tragedia, cerca, chiede e invoca una via d'uscita incruenta, quale che sia il prezzo materiale o simbolico da pagare. Condizioni eccellenti per chi deve muovere il ricatto. Condizioni politicamente avventurose per chi, come il governo, deve fronteggiarlo.

Ne nasce una prassi politica e militare che deforma responsabilità e funzioni. L'ostaggio è soltanto da qualche ora nelle mani dell'aggressore e già s'annuncia pubblicamente la trattativa. Il patteggiamento, con il plauso delle opposizioni e il sollievo dell'opinione pubblica, è la sola soluzione che viene presa in considerazione da chi governa. Con un altro capovolgimento di ruolo.

L'intelligence, che dovrebbe raccogliere informazioni per annientare il nemico o metterlo nelle condizioni di non essere aggressivo, si dà da fare per individuarlo con lo scopo di arricchirlo con ampie risorse finanziarie. Milioni e milioni di euro che è superfluo chiedere come saranno utilizzate.

In questa scena dove le figure sono capovolte lavora Nicola Calipari. Quando è a Damasco dove incontra il figlio del Gran Muftì (intermediario per la liberazione delle Simone) è iperprotetto da un corteo di cinque auto. A Bagdad deve muoversi da solo e senza protezione. Non può dire agli alleati del suo incarico. Non l'approverebbero. Forse si darebbero addirittura da fare per danneggiarlo. In ogni caso, in Iraq sono gli Stati Uniti che scrivono le regole e anche l'alleato italiano deve rispettarle. Se vuole trasgredirle, deve farlo con doppiezza e qualche furba bubbola.

Venerdì Calipari sbarca, con il maggiore, all'aeroporto di Bagdad. Incontra un capitano americano e un generale italiano, ufficiale di collegamento con le forze della coalizione. In attesa che in Italia sia nota la relazione di servizio del generale, la sola testimonianza utile la offre l'ufficiale del Sismi. Il maggiore è un subalterno. Non sa che cosa si siano detti il generale, il capitano e il suo capo. Sa che gli americani consegnano il bagde e autorizzano il decollo notturno di un aereo del governo italiano diretto a Roma.

Gli americani sanno che a bordo ci sarà l'ostaggio? Se nessuno glielo ha detto (e secondo gli inquirenti italiani "non c'è ancora alcuna evidenza che fossero informati"), non possono intuirlo. Vedono Calipari e l'altro agente noleggiare un'auto. Come credere che quei due si preparino ad affrontare la fase finale di una missione a rischio con un'auto presa a nolo? Ma è così, proprio così. I carabinieri del Ros di stanza a Bagdad potrebbero scortarli.

Non lo fanno. Non possono farlo. Il maggiore conosce Bagdad. Sa che deve raggiungere un luogo dove attende un furgone che condurrà gli italiani al luogo del rilascio. Vedono il furgone. Lo seguono. Non fanno molta strada. Un braccio indica dal finestrino del furgone un'auto scalcagnata. Nell'auto c'è Giuliana Sgrena. Quel che accade poi è purtroppo noto. Il tranquillo avvicinamento all'aeroporto. Il gaudio di Palazzo Chigi e del Manifesto, la felicità di tutti noi. Poi, la sparatoria irragionevole che attende una spiegazione del Pentagono.

Quali che siano le responsabilità degli americani, è difficile spingere sotto il tappeto la nostra responsabilità collettiva. Non c'è dubbio che sia stato il "fuoco amico" a uccidere Nicola Calipari, ma egli è finito davanti a quel mitra in una vettura presa a nolo sospinto dalla tartuferia nazionale che impone di pagare il riscatto negli inferi di Bagdad come se fossero i boschi della Sila o le rocce del Supramonte. Perché non si deve dire, non si deve sapere e nemmeno si deve discutere di riscatto, della sua convenienza strategica.

Forse, nel giorno in cui il Paese rende l'omaggio dovuto a un generoso funzionario dello Stato, è giusto anche per noi tutti sentire la responsabilità di questa collettiva ipocrisia.

(7 marzo 2005)
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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun mar 07, 2005 11:02 am 
http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_C ... C_ID=41273

06.03.2005
Sgrena: «La sua morte, una prova devastante». E la politica riflette su cosa cambia adesso
di red.

«È stata una prova molto dura perché pensavo di essere ormai uscita dalla fase del sequestro, quando invece è successo quello che è successo. E Nicola è morto proteggendomi. Questa è la cosa che mi rimane più impressa in questo momento. Sono in una situazione di grande dolore per quello che mi è capitato e che farò fatica a superare, più ancora rispetto al sequestro stesso, un vicenda che mi sembra già sfuocata, lontana. Anche se mi ha cambiato la vita». Giuliana Sgrena, ancora ricoverata al Policlinico militare del Celio di Roma, parlando al Tg5 racconta così i tragici secondi della sparatoria in cui è morto Nicola Calidari. «Nicola non lo avevo mai conosciuto. Lo ho conosciuto quando mi ha liberato, quando si è avvicinato alla mia macchina e mi ha detto: “Giuliana stai tranquilla, sono Nicola, sono venuto a liberarti. Sono un amico del direttore del tuo giornale e del tuo compagno, di Gabriele e di Pier. Non aver più paura, è tutto finito”. Siamo saliti in un' altra auto e lui ha voluto mettersi vicino a me e non davanti, con l' altro agente che guidava. E si è subito stabilito un grande rapporto di comunicazione e di affettività, di successo comune. Lui era riuscito a salvarmi. Io ero riuscita a salvarmi. E poi improvvisamente, quando tutto sembrava finito, questa pioggia di fuoco, di proiettili».

«È stata una cosa veramente devastante - ha ribadito la giornalista - senza alcun preavviso. E non andavamo assolutamente forte, come si è detto, ma ad una velocità normale. Ci trovavamo in una zona che ormai ritenevamo sicura, perché era vicina all' aeroporto. Pensavamo di averla scampata». Il racconto di quei momenti che potevano essere felici, ma sono diventati tragedia la Sgrena lo ha affidato, naturalmente, anche alle pagine de Il Manifesto, il suo giornale per cui era andata in Iraq in cerca di una verità. Diversa e difficile. «La mia verità», titola il suo pezzo in prima pagina, e a fianco, Rossana Rossanda, una firma storica del giornale di via Tomacelli, scrive un pezzo con un titolo inquietante: «Omicidio preventivo». «Non ho mai creduto ai servizi di sicurezza – scrive Rossanda - per il troppo potere che hanno e le immunità di cui godono: il dubbio sulla loro stessa utilità era la sola opinione che abbia condiviso con Indro Montanelli. Ma la realtà è più complessa delle supposizioni. Ci sono uomini integri in istituzioni dubbie e viceversa, e devo scusarmi di avere sospettato e scritto, durante il sequestro di Giuliana Sgrena, che i nostri servizi nulla sapevano e stavano facendo. Invece anche nel governo era prevalsa, e per la seconda volta, la scelta della trattativa».

La tragedia di Baghdad sembra aver aperto una riflessione a sinistra, ben più profonda di quanto le polemiche delle prime ore lasciassero intravedere. Anche Bertinotti, dal congresso veneziano del suo partito, spinge ad andare oltre l’episodio in sé e fa una considerazione molto simile a quella della Rossanda: «Nicola Calipari è un uomo dal senso così alto della Repubblica e della sua missione d'aver messo a rischio la sua stessa vita: dobbiamo rispetto per storie diverse dalle nostre è vorrei sottolineare che episodi come questi ci aiutano a cambiare e a pensare diversamente».

Ma anche tra la maggioranza e nel Governo la vicenda di venerdì sera sembra aver avuto conseguenze. A parte qualche nota stonata del ministro degli esteri Fini e di quello della difesa, Martino, l’uccisione del funzionario del sismi sembra essere vissuta come qualcosa di diverso da un semplice incidente. Lo conferma anche una dichiarazione di un guastatore come Sandro Bondi, coordinatore dei Forza Italia, stranamente pacata nei toni e nella sostanza. «L'eroico sacrificio di un servitore dello Stato come Nicola Calipari, la figura di una donna come Giuliana Sgrena - afferma Bondi - la nobile testimonianza offerta dalla sua famiglia…..mostrano che l'Italia è davvero un grande Paese. È in nome di questo grande Paese, che abbiamo il dovere di chiedere al governo degli Stati Uniti le ragioni esatte ed esaurienti di quanto è accaduto».

Un discorso forte, al quale fa eco Arturo Parisi, presidente dell'Assemblea federale della Margherita, che invita il governo ad essere un alleato «in piedi» degli Usa. Cominciare a discutere dei modi della guerra almeno nelle cose che ci toccano dolorosamente da vicino è il minimo che possa assicurarci che ci sarà consentito di discutere prima o poi anche dei fini. L'azione del governo della Repubblica - conclude - sia all'altezza del sentimento di solidarietà nazionale che ci ha accomunato in questi giorni, e del sacrificio di Nicola Calipari al servizio della Repubblica».
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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar mar 08, 2005 10:18 am 
Casa Bianca: «Assurdo, gli americani non tirano sui civili» :roll:. In Italia l'auto di Calipari
di red.

«Assurde». Scott Mc Clellan, portavoce della Casa Bianca liquida così le accuse di Giuliana Sgrena, secondo la quale i militari americani possano aver deliberatamente preso di mira la sua auto. La Casa Bianca ha già emesso il suo giudizio, ma i pm romani Franco Ionta e Pietro Saviotti non escludono alcuna ipotesi. Attualmente il reato imputato ad ignoti è quello di omicidio volontario. L'indagine passa attraverso il vaglio dell'auto sulla quale viaggiavano Nicola e Giuliana, e sulle comunicazione effettuate dall'agente del Sismi attraverso il cellulare. L'auto è stata recuperata e la prossima settimana sarà disponibile per un esame balistico. Resta difficile per i pm definire il quadro giuridico di riferimento e rimane forte la possibilità che il caso venga archiviato. Lunedì anche dalla Bulgaria è arrivata la richiesta agli Usa di aprire un'indagine per chiarire la morte di un soldato bulgaro, probabilmente colpito da fuoco amico.

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_C ... C_ID=41296
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