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Copenhagen a ferro e fuoco: 500 arresti
arresti a Copenhagen per lo sgombero del teatro Ungdomshuset, foto Reuters
È tornata soltanto sabato mattina la calma nella capitale danese, dopo che violenti scontri hanno contrapposto per la seconda notte consecutiva centinaia di manifestanti e gli agenti in tenuta anti-sommossa. È stata una vera guerriglia urbana con gli squatter, contrari alla chiusura di un ex teatro occupato giovedì a Copenhagen, che lanciavano pietre e molotov contro gli agenti, usavano i cassonetti della spazzatura come barricate, a cui hanno dato fuoco assieme a una decina di auto. I poliziotti hanno risposto con gas lacrimogeni per disperdere la folla. Si contano i danni e gli arresti: 217 la prima notte di scontri, 130 quella appena passata, tra cui anche molti cittadini tedeschi. In più quelli scattati prima e dopo, in tuto secondo la polizia sono circa 500 i fermi effettuati da giovedì a sabato.
I giovani del centro sociale Ungdomshuset, teatro comunale occupato dal 1981 non lontano dal centro autogestito di Cristiania - "la libera repubblica di Cristiania", come veniva chiamato il quartiere autogestito dagli anni Settanta a Copenhagen con l'accordo e la toleranza delle autorità- hanno chiamato a raccolta anarchici e antagonisti di tutta Europa e molti sono arrivati da Berlino. Il teatro Ungdomshuset, tempio della cultura underground scandinava e nordeuropea, era del comune che recentemente l'ha venduto a una fondazione inglese. I nuovi proprietari, una comunità religiosa fondamentalista, non riconosciuta dalla Chiesa ufficiale, hanno ottenuto ad agosto scorso un'ordinanza di sgombero. La tensione a Copenhagen resta alta. E non solo lì.
Nella capitale tedesca le ambasciate scandinave sono state precauzionalmente difese da cordoni da blindati nelle ultime ore. Non è detto che i disordini nella capitale danese siano
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Christiania, nota anche come Città Libera di Christiania, è un quartiere parzialmente autogovernato della città di Copenaghen, Danimarca, che ha stabilito uno status semi-legale come comunità indipendente.
Christiania venne fondata nel 1971, quando un gruppo di hippie occupò un'area costituita da edifici militari abbandonati. Una delle persone più influenti del gruppo era Jacob Ludvigsen, che pubblicava un giornale anarchico, che annunciò ampiamente la proclamazione della Città Libera. Per anni lo status legale della zona è rimasto avvolto nel limbo, mentre il governo danese tentò, senza successo, di rimuovere gli occupanti.
Il quartiere è accessibile solo attraverso due ingressi principali, e non è permesso l'accesso agli autoveicoli.
Famosa per la sua via principale, nota come Pusher Street, dove l'hashish veniva venduto da chioschetti permanenti fino al 2004, Christiania ha comunque delle regole che vietano le droghe pesanti. Christiania ha negoziato un accordo con il ministero della difesa danese (che è ancora proprietario del terreno) nel 1995, e i residenti non pagano tasse. Il futuro di Christiania rimane incerto, in quanto le autorità danesi continuano a premere per la sua rimozione.
Gli abitanti contrattaccano con l'umorismo o la perseveranza - ad esempio, quando nel 2002 le autorità chiesero che il commercio di hashish venisse reso meno visibile, le bancarelle vennero coperte con dei teli mimetici. Il 4 gennaio 2004, le bancarelle vennero finalmente demolite dagli stessi proprietari (senza per questo cessare il commercio della sostanza, che prosegue su base personale) come un modo per persuadere il governo a permettere che Christiania continui ad esistere.
http://www.christiania.org/main/lan.php?lan=gb
http://www.bevarchristiania.dk/