
Un film di David Yates. Con Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Helena Bonham Carter, Bonnie Wright.
Alan Rickman, Tom Felton, Ralph Fiennes, Evanna Lynch, Bill Nighy, Julie Walters, Maggie Smith, Jamie Campbell Bower, Michael Gambon, Rhys Ifans, Ciarán Hinds, John Hurt, David O'Hara, Imelda Staunton, Warwick Davis, Robbie Coltrane, Miranda Richardson, Timothy Spall, Brendan Gleeson, David Thewlis, Rade Serbedzija, Jason Isaacs, Sophie Thompson, Mark Williams, Nick Moran, Fiona Shaw, Michelle Fairley, Helen McCrory, Clémence Poésy, Stanislav Ianevski, Richard Griffiths, Natalia Tena, Toby Jones, Simon McBurney, Dave Legeno, James Phelps, Oliver Phelps, Andy Linden, Harry Melling, Matthew Lewis, Chris Rankin, Domhnall Gleeson, Toby Regbo, Chase Armitage, Alex Crockford, Paul Khanna, David Bradley, Michael Byrne, Jim Broadbent, Peter Mullan, George Harris, Geraldine Somerville, Matyelok Gibbs, Frances de la Tour, Carolyn Pickles, Richard Strange, David Ryall, Ralph Ineson, Adrian Rawlins, Guy Henry, Tony Kirwood, Samuel Roukin, Ashley McGuire, Arben Bajraktaraj, Jessie Cave, Katie Leung, Devon Murray, Sian Thomas, Penelope McGhie, Steffan Rhodri, Hazel Douglas, Rod Hunt, Emil Hostina, Granville Saxton, William Melling, David Knijnenburg, Scarlett Byrne, Anna Shaffer, Jon Campling, Isabella Laughland, Alfie Enoch, Angelica Mandy, Kate Fleetwood, Matthew Bancroft, Andy Callaghan, Suzanne Toase, Ian Kelly, Graham Duff, Adrian Annis, Anthony John Crocker, Peter G. Reed, Judith Sharp, Bob Yves Van Hellenberg Hubar
Titolo originale Harry Potter and the Deathly Hallows: Part I. Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 146 min. - USA, Gran Bretagna 2010. - Warner Bros Italia uscita venerdì 19 novembre 2010.
Harry Potter è in fuga, Hogwarts è ormai caduta nelle mani di Voldemort e così anche il Ministero della Magia. La morte di Silente ha lasciato un vuoto che è stato colmato dalle forze oscure e Harry si sente abbandonato. Così non è però e se ne accorgerà alla lettura del testamento, sia ad Harry, che a Ron che ad Hermione è stato infatti lasciato in eredità un oggetto a suo modo cruciale per la resistenza. Non è però ancora il momento delle grandi battaglie quanto quello della fuga alla ricerca degli horcrux, oggetti o esseri viventi contenenti frammenti dell'anima di Voldemort. Solo a metà del suo percorso però Harry si renderà conto che anche il signore oscuro è alla ricerca di un oggetto ugualmente cruciale che tuttavia non sono gli horcrux.
Di episodio in episodio la saga cinematografica di Harry Potter accumula incassi, nonostante sia sempre più difficile da seguire. Aumentano i riferimenti, i personaggi, gli oggetti, i luoghi e la storia pregressa, rendendo più difficile tenere le fila di tutto per lo spettatore digiuno di romanzi che segue le avventure solo una volta l'anno. Tutto ciò non sembra interessare alla produzione, come del resto non sembra interessare la qualità generale del prodotto confezionato. Dopo l'avvicendamento di tanti registi importanti e abili (Columbus, Cuaron e Newell), la Warner conferma per la terza volta il meno adeguato David Yates (il quale chiuderà anche la saga con il prossimo e ultimo film girato assieme a questo).
Harry Potter e i doni della morte soffre però anche di un altro problema: essere il primo film della saga tratto da una parte di un romanzo. Fino ad ora ad ogni libro era corrisposto un film, con tutto il corollario di polemiche da parte della base dei fan che vorrebbero rivivere in sala ogni singola pagina della Rowling. Ora invece l'idea di tradurre l'ultimo libro in due film arriva a raddoppiare la monetizzazione con la giustificazione morale di accontentare i fan, il risultato tuttavia è un film lungo più di due ore che manca di quelle caratteristiche che erano la firma di ogni avventura potteriana al cinema: umorismo, mistero e azione. Questo settimo film è la parte più on the road di una saga tutta casa e Hogwarts ma anche quella con il ritmo più controllato, tutta silenzi espressivi e tempi dilatati.
L'idea sarebbe di comunicare l'incertezza, i dubbi e le paure del personaggio attraverso l'uso di una messa in scena apparentemente meno controllata (c'è moltissima più macchina a mano del solito) e lasciando che le molte location in esterni parlino dell'interiorità dei personaggi in fuga. Paesaggi e silenzi esteriori che riflettono vuoti interiori, spiazzando spettatori abituati ad una routine scenografica rodata (le case, le aule della scuola, la foresta intorno) con laghi immensi, foreste innevate, autostrade in rovina e boschi d'inverno ripresi come luoghi tetri di un'anima inquieta. Per riuscire in questa impresa cinematografica di paesaggi che definiscono personaggi però forse era necessaria la mano di un regista più abile a mescolare i toni e gestire tempi dilatati.
Voldemort e Harry perdono le loro bacchette senza perdere la loro magia, si emancipano dai propri strumenti in vista di un confronto che sarà personale prima che magico mentre l'Horcrux (ovvero un'epifania del signore oscuro) corrompe e incattivisce i tre amici che lo portano in fuga come fosse l'Unico Anello. Sono tutti stimoli però che il film non sembra voler recepire per lasciare spazio ai dilemmi interiori di un eroe che ormai affascina ben poco.
Eccezione che conferma il giudizio è la sequenza della favola dei doni della morte, realizzata con un'animazione CG altamente stilizzata, e dotata di un fascino oscuro e misterioso che ricorda quello dei primi episodi cinematografici di Harry Potter e che si sperava di ritrovare in questi conclusivi. diosanto che due coglioni di film

due ore e mezza di puttanate e 3 scene d'azione. Una soap opera.

lentissimo. Non succede un cazzo. Ridicolo.
Evitate.