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Screamers - Urla dallo spazio, è un discreto B-movie di fantascienza, colpevolmente poco considerato, se non nel sottobosco degli affezionati a un certo genere di film. Ben tredici anni dopo ecco il suo seguito, Screamers 2 - L'evoluzione, che si riallaccia direttamente al primo capitolo, cercando dunque un collegamento logico per ripartire laddove avevamo lasciato gli spaventosi droidi senzienti.
Una premessa è doverosa: il primo Screamers prende spunto da un racconto di P.K. Dick, "Second Variety". Come spesso accade nelle trasposizioni cinematografiche riguardanti Dick, il film snatura parecchio il racconto a cui si ispira. Pensiamo ad esempio ad "Atto di forza", a "Paycheck" o all'orripilante "Next".
Screamers, nascendo consapevolmente come prodotto di categoria inferiore, riuscì comunque a funzionare e a divertire, elaborando una trama non troppo scontata e mettendo in campo un bagaglio tecnico del tutto rispettabile.
L'idea del sequel mi puzzava - quasi come sempre - di ignobile porcata. Anzi di porcata epica, di quelle che ti vien voglia di cercare il regista e ficcargli uno screamer là dove non batte il sole.
Invece - sorpresa! - il film è piuttosto godibile, anche se di certo non fa urlare al capolavoro.
In realtà Screamers 2 pesca a metà tra due capisaldi del cinema di fantascienza: Aliens scontro finale e Pitch Black, pur rimanendo fedele al tema e alle atmosfere del capitolo-pilota. Uno dei punti di forza del film è - di nuovo - la consapevolezza di essere un B-movie di sana, vecchia realizzazione, senza troppe pretese ma al contempo girato con un occhio di riguardo per il pubblico che di solito usufruisce di prodotti di questo tipo.
Gli screamers - droidi assassini autoreplicanti e dalle molteplici forme - sono creature davvero interessanti e rappresentano una variante curiosa rispetto al solito alieno killer o degli zombie-mutanti alla "Doom". Il regista, Sheldon Wilson, s'impegna a proporcene una discreta varietà, a volte forzando anche la mano sulla curiosa attitudine "slasher" di questi mostri. Non mancano infatti una serie di attacchi a furia di mutilazioni, decapitazioni e piacevolezze varie, visto che gli screamer di modello più comune sono dotati di una simpatica varietà di lame, spunzoni e rostri.
Purtroppo la squadra di soccorso inviata su Sirius 6B non brilla per particolare originalità, né per attori di grandi doti interpretative. Generalmente si ha l'impressione di assistere alla spedizione di un gruppo di soldati dilettanti, che a volte compiono scelte tattiche poco credibili o addirittura un po' ridicole. Anche l'equipaggiamento non spicca certo per propensione al futuristico o al "weird" (i soldati sembrano una versione low-budget dei marines spaziali di Aliens), ma almeno si salva dall'effetto ridarella riscontrato in tanti altri B-movie di questo tipo.
La trama non è tra le più originali, ma la si può gustare senza storcere il naso. Di questi tempi è già qualcosa...
Ottimo cameo di un attore cult, Lance Henriksen, unico volto noto oltre alla protagonista, Gina Holden, di una bellezza algida ma inespressiva.
In sostanza un buon film, se lo si prende dal verso giusto. Senza troppe pretese ma nemmeno realizzato coi piedi. A qualcuno piacerà...