Cyrano ha scritto:
... ma come mai ci sono 4 mori bendati nello stemma della sardegna ?
ma è vero che calderoli li vuole togliere ?
C.àaà.z.àa.àaà.a
E' l'eredità della dominazione spagnola (alcuni dicono sia di origine templare).

E' un vessillo che pare sia stato creato in memoria di una battaglia (Alcoraz) contro i mori in cui sul campo vennero ritrovate quattro teste di principi mori.
Mentre la croce di San Giorgio è in onore all'aiuto che questi avrebbe fornito in tale battaglia....sotto forma di misterioso cavaliere crociato
Il campo del vessillo era inizialmente "oro", ma quando venne assegnato alla Sardegna per distinguerla tra i territori della corona Spagnola venne mutato in bianco
Qualcuno lo associò al Tercio De Cerdena (Tercio stanziato in Sardegna, che inizialmente era composto da soli iberici ma poi formato da reclutamenti sul posto, noto per la sua crudeltà in battaglia...chiedere nelle fiandre

).
Cita:
Il Tercio di Sardegna si scontrava con le forze protestanti olandesi guidate dal conte di Nassau a Heyligerlee (23 maggio 1568) ed a Jemmingen (21 luglio 1568), dove conseguirono una schiacciante vittoria. Fra il 22 ed il 25 luglio 1568 i soldati del Tercio di Sardegna devastarono pesantemente la città ed il contado di Heyligerlee, vendicandosi delle uccisioni di numerosi soldati sbandati avvenute da parte di locali dopo la battaglia del maggio precedente.
Era troppo anche per il sanguinario duca d’Alba che il 26 luglio 1568, davanti a tanta devastazione, ordinò la riforma (lo scioglimento) del Tercio, attuata il giorno successivo: i 1.275 soldati, con i loro ufficiali, dopo il pagamento delle spettanze, vennero distribuiti fra gli altri tre tercios.
Qualche tempo dopo, con numerosi soldati del disciolto Tercio di Sardegna, venne costituito il Tercio delle Fiandre, che si distinse nelle successive fasi della guerra (1570-1573).
Secondo una diffusa convinzione il Tercio di Sardegna, o meglio quattrocento suoi archibugieri, parteciparono valorosamente all’epica e vittoriosa battaglia navale di Lepanto (7 ottobre 1571) sull’ammiraglia del comandante della flotta Don Juan d’Austria, la Rèal.
Sarebbero stati loro, al comando di Lope de Figueroa (già uno dei capitani del Tercio di Sardegna), a respingere numerosi assalti turchi e, poi, ad abbordare la loro nave ammiraglia, la Sultana, ed a prenderla, decidendo le sorti della battaglia dopo ore di sanguinosa lotta.
Così l’espansionismo ottomano sul mare veniva fermato dalla Lega Santa promossa da papa Pio V.
In ricordo di questa straordinaria vittoria gli archibugieri sardi riportarono il loro stendardo, da allora custodito nella sacrestia della Chiesa di San Domenico, a Cagliari.
Una storia certa non esiste.
Cita:
La Bandiera dei Quattro Mori
Lo scudo con croce rossa accantonata da quattro mori bendati è il simbolo del popolo sardo.
Studiosi di tutti i tempi si sono mossi in un complesso intrico di leggenda e realtà storica, tra Sardegna e Spagna, cercando di ricostruire origini, significati e vicende, ma lo stemma dei quattro mori rimane ancora oggi sostanzialmente un mistero.
La tradizione iberica lo considerava una creazione di re Pietro I d'Aragona, quale celebrazione della vittoria di Alcoraz (1096), che sarebbe stata ottenuta anche grazie all'intervento di San Giorgio (campo bianco e croce rossa) e che avrebbe lasciato sul campo le quattro teste recise dei re arabi sconfitti (quattro mori).
Sulla tradizione iberica si innestò la tradizione sarda che, contro ogni evidenza storica, legava lo stemma al leggendario gonfalone dato da papa Benedetto II ai Pisani in aiuto dei Sardi, contro i crudeli saraceni di Museto che in quegli anni minacciavano di conquistare Sardegna e Italia (1017).
In realtà, la più antica attestazione dell'emblema risale al 1281 ed è costituita da un sigillo della cancelleria reale di Pietro il Grande d'Aragona. Ma fu soltanto nella seconda metà del XIV secolo che i quattro mori apparvero per la prima volta legati alla Sardegna, simbolizzandone il regno all'interno della confederazione della Corona d' Aragona (Stemmario di Gerle).
Importato dunque dai re aragonesi, il simbolo comparve nella Sardegna spagnola su opere a stampa, monete e sui gonfaloni dei corpi speciali dei Tercios de Cerdeña, istituiti da Carlo V per la difesa dell'isola e distintisi a Tunisi (1535) e Lepanto ( 1571) nelle operazioni contro i Turchi.
L'iconografia del simbolo fu in questi secoli quanto mai confusa e le teste dei mori furono rappresentate in vario modo: volte a destra e a sinistra o affrontate, scoperte, coronate, cinte da una benda sulla fronte.
Risale alla metà del Settecento l'iconografia destinata a perdurare, con le teste volte a sinistra e le bende calate sugli occhi. Delle ragioni di quest'ultima innovazione, se dettate dal caso oppure più maliziosamente alludenti agli atteggiamenti (illiberali) del governo piemontese verso la popolazione isolana, non sapremo mai.
Lo stemma comparve nell'arma composita della dinastia piemontese, su atti, monetazione di zecca sarda e bandiere dei miliziani. Successivamente ornò gli stendardi delle brigate combattenti sarde, tra queste la "Sassari", divenuta leggendaria per le imprese eroiche sul fronte austriaco della Grande Guerra.
Nel 1952 lo scudo dei quattro mori diventava stemma ufficiale ed ornava il gonfalone della Regione Autonoma della Sardegna (decreto del Presidente della Repubblica del 5 Luglio 1952).
Oggi i Sardi hanno la loro bandiera (legge regionale del 15 Aprile 1999 n°10), ma i quattro mori, memori dell'antico affronto piemontese, hanno significativamente voltato la testa e aperto gli occhi, non più fasciati dalla benda che torna a cingere la fronte.
La bandiera più rappresentativa della Sardegna dovrebbe essere questa (Pare anche questa di origine templare):

Che in alternativa ai quattro pali catalani erano il simbolo dei
Bas-SerraPerchè in ogni evento c'è una bandiera Sarda? Semplice perchè i Sardi sono emigrati in tutto il mondo (in cui creano immancabilmente i propri circoli in cui ricreare l'ambiente tipico della loro terra natia), ma ovunque vadano rimangono sempre legatissimi alla loro patria: la Sardegna.