+1
secondo me non è tanto una sindrome da peter pan, quanto piuttosto il passaggio da un periodo in cui si hanno solo aspettative dalla vita (superiori e magari università) a un periodo in cui arriva il momento di mettersi in gioco davvero scontrandosi con il mondo reale.
Mi viene sempre da collegare il tutto a una questione di competizione e fiducia in se stessi.
-alle superiori sei "chiuso" in una classe, quindi misuri te stesso in questa piccola realtà. Se te la cavi proietti automaticamente al futuro pensando che sicuramente (illusione) sarai bravo anche nel mondo del lavoro.
- (opzionale) all'università ti trovi di colpo in mezzo a qualche centinaio di persone (nella maggior parte dei casi) e già molti hanno le prime crisi e si inizia a sentire la pressione per quello che verrà dopo.
-infine entri nel mondo del lavoro dove sei in competizione con chiunque e altra crisi in agguato. Se te la cavi ecco che finisce ogni crisi perchè ormai non hai altri step da fare
Credo sia il dover rimettersi in gioco da capo e a un livello superiore e con la paura dell'ignoto.
Appena uno prende confidenza con il nuovo ambiente passa.
Ovviamente la realtà di oggi complica tutto perchè i primi lavori sono spesso precarissimi e si rischia di passare i primi anni nel mondo del lavoro con mancanza di stabilità e magari il non sentirsi all'altezza.
Tutte supposizioni ovviamente
