Iscritto il: ven feb 09, 2007 1:55 pm Messaggi: 35998 Località: Imola
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 Titolo originale: Duplicity Nazione: U.S.A. Anno: 2009 Genere: Thriller Durata: 129' Regia: Tony Gilroy Sito ufficiale: www.duplicitymovie.netSito italiano: www.cinema.universalpictures.it/... Cast: Julia Roberts, Clive Owen, Paul Giamatti, Tom Wilkinson, Carrie Preston, Wayne Duvall, Christopher Denham, Cassidy Gard, Tom Stratford, Brandon Slagle Produzione: Relativity Media, Universal Pictures Distribuzione: UIP Data di uscita: 10 Aprile 2009 (cinema) Claire Stenwick è un'avvenente agente della CIA con licenza di sedurre, Ray Koval è un agente dei servizi segreti britannici sedotto (drogato e gabbato) dal fascino della concorrenza. A New York, cinque anni dopo, Claire e Ray si ritrovano loro malgrado occupati per la stessa multinazionale, che vorrebbe entrare in possesso della formula di un prodotto rivoluzionario in anticipo sull'azienda rivale. Innamorati con riserva, diffidenti per mestiere, i due amanti depongono le armi, praticano l'amore, bevono champagne, bruciano di passione e pianificano di imbrogliare i magnati delle industrie concorrenti. Tra Dubai e Miami, tra Cleveland e Roma, tra salti temporali e sentimenti senza fine, Claire e Ray getteranno la maschera e berranno alla salute di una sfida inaugurata con un Margarita e finita "in bollicine". Già dal titolo, Duplicity esplicita la sua doppia natura, la sua appartenenza a regimi discorsivi diversi che cercano di trovare una loro complementarietà. Da un lato l'inequivocabile spy story, dall'altro la screwball comedy, ovvero la "commedia svitata" del desiderio che si consuma in un'attesa carica di sfide, brividi, azioni e conversazioni seduttive e continuamente rilanciate. Dopo Michael Clayton, un thriller medio dalle ambizioni sproporzionate, Tony Gilroy gira una commedia romantica dentro le maglie di un semplice racconto di spionaggio, un luogo dei generi dove tutti mentono e bluffano. Noto come sceneggiatore della trilogia di Jason Bourne, il regista americano al suo secondo film impiega a trecentosessanta gradi il divismo frontale di Julia Roberts e Clive Owen, come già aveva fatto con quello di sbieco di George Clooney. Gli agenti belli e speciali di una multinazionale di cosmetici e lozioni "svitano" tappi (come indica la sfumatura etimologica screwy), si concedono parecchi calici di champagne e stabiliscono la propria relazione come campo di gioco e il gioco qualche volta può farsi duro. Quel che in Ray si configura come aperta battaglia, in Claire è esercizio di strategia, dialettica e fisica, che precipita il rivale amato in situazioni imbarazzanti e irresistibili. Lungo questa frontiera tra spionaggio e sentimento si colloca Duplicity, diffuso di folgorante stordimento, agito da una signora intraprendente e un mascalzone azzimato, condito di femminile astuzia e di virile orgoglio. Abbandonata la confezione patinata del legal thriller precedente, Gilroy reitera l'interessante architettura narrativa della saga di Bourne, procedendo e muovendosi questa volta verso le origini di una coppia. In un contesto spaziale e industriale disseminato di antagonisti, le spie amanti Stenwick e Koval, al contrario di Matt Damon, sono inseguitori che diventano inseguiti, spie che diventano obiettivi. Ancora una volta lo sceneggiatore promosso autore fa sua la grande lezione della serialità televisiva, capace di costruire personaggi tanto profondi quanto calati nell'azione. Scandito da inseguimenti e appuntamenti, da dislocazioni e flash di memoria, per rimarcare il concetto che i personaggi sono l'azione, Duplicity si avvia verso un epilogo quasi meraviglioso e ad alta concentrazione alcolica. molto carino, bello l'intreccio della storia anche se diventa un po' prevedibile verso la fine. consigliato. 
_________________ MovimentoDiMassaAntiproibizionista
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