Dream_River ha scritto:
Di spazio ai giovani nella didattica c'è ne anche troppo, visto che qua all'università di Bologna abbiamo ricercatori con un carico didattico di 120 ore
E ci sarà da divertirsi quando ci sarà un impennata dei pensionamenti nell'Ateneo e a causa del blocco del Turn Over e dei tagli alle risorse che sono una pugnalata nel fianco ad una ricerca già martoriata non ci sarà nessun docente
Magari l'università si farà con qualche DVD di qualche collana Mondadori
Da quando sono entrato in consiglio di Facoltà posso rendermi conto con più cognizione delle devastanti conseguenze della riforma Gelmini
Guarda io ci ho passato due anni in una delle facoltà più virtuose (e quindi più tartassate dall'ateneo).
I problemi a Bologna non sono tanto i soldi, ma la modalità di distribuzione di questi.
Che il rettore si debba pagare 300 portinai mi sta allegramente sulle palle (anche se non le ho), così come mi sta sulle palle che la maggioranza dei finanziamenti vada a finire automaticamente nelle casse delle facoltà umanistiche CHE SE NE SONO SEMPRE SBATTUTE ALTAMENTE DEI LIMITI DI BUDGET mentre nelle facoltà scientifiche (come Ingegneria) che SONO SEMPRE STATE BEN AL DI SOTTO DEL BUDGET DISPONIBILE per fare le cose al meglio spendendo il meno possibile vengono costantemente bastonate.
Se i soldi sono pochi non vanno date a facoltà che non se li meritano.
Invece a Bologna la filosofia è sempre questa: diamo più soldi alle facoltà che non funzionano (senza indagare i motivi del malfunzionamento) e stanghiamo anno dopo anno quelle che invece funzionano molto bene.
Per quanto riguarda i professori: avere professori di 70 a me ha rotto i maroni. Possono essere bravi finchè vogliono, ma 3 su 4 sono in piena demenza senile.
Hai mai provato a farti spiegare la trasformata di Fourier da una persona che ogni due minuti cambia discorso parlando di quanto sono teneri i propri nipotini che giocano con i lego?
Il blocco del turn-over può anche essere sbagliato, ma non si può nemmeno continuare ad assumere i figli dei professori (ed è capitato anche qui dove nel bene o nel male siamo piuttosto virtuosi), come non si può più continuare ad avere delle mummie che insegnano, non si possono aprire facoltà ad cazzum solo per poter mandare in vacanza il rettore a spese degli studenti (come la sede distaccata di Buenos Aires dell'ateneo Bolognese) e per creare posti per quei professori abbastanza amicici per andare ad insegnare sulle spiagge argentine.
Come non è la risposta bloccare gli esami degli studenti mandando in vacca migliaia di borse di studio.
La riforma non sarà la soluzione, ma queste forme di protesta mi pare stiano facendo più danni di quello che vogliono combattere e a parte rarissimi casi, da Bologna (realtà che seguo di più) ho sentito solo una difesa d'ufficio di gente che usa l'ateneo come fabbrica seggiole per i propri parenti, ma non una proposta concreta per risolvere i mille problemi che ci affliggono.