Soprassedendo sul "Ci sei o ci fai" che ti potevi risparmiare,
non capisco il criterio con cui si dice "Da oggi non si entra più nel centro storico, lavori sospesi". Cosa è cambiato rispetto a qualche giorno fa? Non mi dite le scossette, perché la scienza dice che non è detto che siano premonitrici. La scienza dice che L'Aquila e dintorni è un territorio sismico con un COSTANTE rischio di evento sismico di una certa intensità. Tra un anno il rischio è uguale ad oggi, al 5 aprile 2009, al 6 aprile 2009, al 10 gennaio 2007, al 25 novembre 2014. O mi dite che questo è sbagliato o, con le conoscenze attuali, è vero.
Con strutture antisismiche non mi riferivo alle chiese o ai palazzi storici della zona rossa che sono una minoranza, ma alle abitazioni normali, dei normali uffici, delle scuole. Se le scuole fossero antisismiche, veramente antisismiche, non solo in un non meglio precisato cemento armato, non ci sarebbe motivo di chiuderle, perché altrimenti in Giappone e in California sarebbero tutti analfabeti.
Se le case private costrutite dal dopoguerra fossero sicure nessuno scriverebbe un articolo del genere:
http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2010/09/02/news/l-aquila-lo-sciame-sismico-non-si-ferma-altre-3-scosse-ma-le-tende-restano-vuote-2313296Cita:
MONTEREALE. Undici scosse in 48 ore, tre solo oggi. Paura di giorno e di notte. Arrivano i tendoni e i punti di accoglienza per i cittadini. La paura è tanta e i turisti sono in fuga ma nelle tensostrutture allestite a Campotosto, Cagnano Amiterno, Montereale e Capitignano non ha dormito nessuno a parte qualche volontario delle squadre di Protezione civile impegnati sino a tardi nelle operazioni di allestimento. Le tensostrutture non sono comunque attrezzate per la notte e ci sono solo panche. I residenti sono, comunque, già organizzati: c'è chi vive in camper o roulotte, chi nelle casette di legno. Le nuove tende allestite non sono ancora riscaldate, fa freddo e molti hanno preferito restare nella loro "dimore", nonostante lo sciame sismico. Nei paesi interessati, comunque, i negozi sono aperti.
Poi pure gli edifici storici dovrebbero subire degli interventi per la prevenzione, perché ci si deve mettere d'accordo: non si vuole rinunciare all'infinita bellezza di un affresco quattrocentesco mentre si è a messa? Bene. O si accetta il rischio di rimanerci sotto o si mettono catene e quant'altro e dove non è possibile e non si raggiunge un grado di sicurezza sufficiente si chiude o si limita l'accesso.
Tutti bravi a piangere i morti, tutti a dire "mai più", tutti a mandare l'sms, ma poi a un anno da un terremoto che ha fatto più di 300 morti e messo quasi KO una città ci si ritrova quasi nelle stese situazioni, con la gente che scommette se è meglio dormire la notte in macchina o no, con Giuliani che ricomincia a parlare. La differenza è che ora si sanno i posti dove raccogliersi e la protezione civile sta montando qualche centro d'accoglienza. (Penso invece che sia relativamente tranquillo il sonno di chi abita nelle case di legno nuove, antisismiche).
Temo che se dovesse esserci un nuovo episodio di pari o superiore intensità con epicentro uguale o spostato a nord verso Montereale (zone non direttamente colpite dal primo sisma), si assisterebbe di nuovo a centinaia di morti, distruzione, "si doveva evacuare/Giuliani l'aveva detto", ecc. ecc.
E per me questo è inaccettabile, soprattutto a un anno e mezzo dal 6 aprile. Bene interso non accuso nessuno in particolare e non si sa mai bene se si sta facendo la cosa giusta, ma la cosa non mi piace per niente.
P.S. Già prorogata la chiusura del centro storico, fino a domenica:
http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2010/09/02/news/cialente-centro-storico-chiuso-sino-a-domenica-2313524