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 Oggetto del messaggio: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 12:52 am 
Schiavo
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Nel nuovo libro di Romano Bracalini i dati e le cifre che dimostrano quanto l’unità del Paese penalizzò le aree più ricche, senza peraltro premiare il Sud. A dispetto delle tesi «meridionaliste»

Romano Bracalini

L’unità si era compiuta senza una precisa nozione del passato e una vera coscienza del presente. Giustino Fortunato diceva che nessuno immaginava che mezza Italia, poco difforme dalla Turchia, ad essa così prossima, sarebbe stata come un vaso di terracotta accanto a uno di ferro. Aggiungeva che l’altra mezza Italia, «dalla Toscana in su, benché divisa da opposte costituzioni, dalla repubblica democratica di Firenze alla potente oligarchia di Venezia, al principato assoluto del Piemonte, dai mille floridi comuni, alle cento splendide Signorie, serba intatto il carattere sociale di un Paese essenzialmente omogeneo, la cui connessione si fonda sull’autonomia del Municipio.

Al contrario l’Italia meridionale dal Lazio e dagli Abruzzi in giù, attraverso tutte le età, con qualsivoglia forma di governo, soggetta o no allo straniero, rimane immota, come un solo corpo intorno a un centro solo, ora Benevento, ora Napoli, e sempre organizzata feudalmente, anche quando il feudo, politicamente e giuridicamente, tende a sparire».
Costantino Nigra nella sua relazione a Cavour, il 20 maggio 1861, aveva messo il dito nella piaga: «Si può dire con tutta verità che ogni ramo di pubblica amministrazione fosse infetto dalla più schifosa corruzione. Libertà nessuna, né a privati, né ai municipi. Piene le carceri e le galere dei più onesti cittadini, commisti ai rei dei più infami delitti. Gli impiegati in numero dieci volte maggiore del bisogno. Gli alti impiegati largamente pagati, insufficientissimi gli stipendi degli altri. Ammessi agli stipendi governativi ragazzi appena nati, così che contavano gli anni di servizio dalla primissima infanzia. Nelle carceri, nell’esercito, nelle amministrazioni, in tutti i luoghi pubblici esercitata la camorra, il brigantaggio nelle province, il latrocinio dappertutto ».

La tesi di taluni storici e economisti che la mancata unificazione abbia rallentato lo sviluppo del Paese non regge: i numeri dimostrano esattamente il contrario. Nei primi decenni dell’Ottocento, rispetto ai Paesi europei più progrediti, l’Italia del Centro-Nord era al quinto posto per reddito pro-capite dopo l’Inghilterra, i Paesi Bassi, l’Austria e il Belgio. A Firenze erano sorte le prime banche e istituti di credito. L’Italia del Centro-Nord era più o meno allo stesso livello di Danimarca, Francia, Germania, Svezia. Ma nel 1870, ossia nove anni dopo l’unità, l’Italia settentrionale, dal quinto posto, era scivolata all’ottavo posto dietro la Francia, la Danimarca e la Germania per effetto del rallentamento dovuto all’aggancio del Mezzogiorno.

Secondo uno studio accreditato, nel 1811 il 90% della popolazione del regno di Napoli era classificata «povera e indigente, ai livelli minimi di sussistenza». Non c’era borghesia moderna, la società era divisa come nel Medio Evo in nobili, latifondisti e plebe analfabeta. Non strade, non porti, sui fiumi spesso in piena non vi sono ponti, non utilizzo delle poche acque del regno. L’unificazione aveva messo in contatto le due parti della penisola nel modo più traumatico e artificiale. Si impose subito una scelta di vita. Rosario Romeo scrive che «la subalternità del Sud fu la condizione dello sviluppo del Nord». Fortunato aggiunge che senza l’unità il Mezzogiorno sarebbe diventato un Paese balcanico.

Era naturale che le grandi opere pubbliche (strade, ferrovie, porti) dovevano essere fatte laddove lo sviluppo industriale le rendeva più urgenti e necessarie.
Francesco Saverio Nitti, come altri meridionalisti, ma lui più di tutti, tentava di accreditare la leggenda di un Sud ricco, prospero e felice, finché non erano arrivati i piemontesi a depredarlo. Ma Giustino Fortunato lo smentiva . Le leggi scoraggiavano ogni attività economica che non fosse di carattere militare. Il lavoro non aveva distinzione di decoro. Capitali e risparmi giacevano improduttivi.

Scrive l’economista liberale piemontese Luigi Einaudi che «nel regno delle Due Sicilie le opere pubbliche si facevano solo se lo consentivano le spese ordinarie di bilancio, e in ogni caso bisognava far credere che esse fossero dovute alla generosità del sovrano».
Nel 1839 era stata solennemente inaugurata la ferrovia Napoli-Portici, di 33 chilometri. Era la prima in Italia e la pubblicistica meridionale ne ha fatto un vanto eccessivo senza dire che per lungo tempo rimase l’unica. Inoltre non si diceva che era stata interamente costruita da una società mangialumache e che le prime due locomotive erano state importate dall’Inghilterra. Le carrozze erano prive di servizi igienici e di sedili, si viaggiava in piedi; quando il treno sostava nelle stazioni i viaggiatori prendevano d’assalto le latrine.

Il servizio veniva sospeso nei giorni festivi e durante la settimana santa. Le terze classi rimasero senza sedili fino al 1860. Al momento dell’unità le ferrovie napoletane non superavano il centinaio di chilometri e oltre Vietri non andavano. Nel Nord Italia erano in esercizio 1757 chilometri di ferrovie, di cui 803 in Piemonte, 202 in Lombardia, 298 nel Veneto. A Roma, quando le ferrovie non furono più considerate «opere del diavolo», e il nuovo papa Pio IX ne consentì la costruzione anche nello Stato Pontificio, i romani fecero a gara per esservi assunti con la raccomandazione del Sacro Collegio.

http://www.ilgiornale.it/cultura/il_nor ... &LINK=MB_T

salve.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 12:58 am 
Schiavo
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Si vabè, non penso che trovi un qualsiasi abitante del nord che la pensi diversamente.

Resta il fatto che l'unità ormai c'è, votare lega di sicuro non è una soluzione.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 1:00 am 
Schiavo
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oh e` da quando ci siamo trasferiti qui che va avanti sta faida bifolchi contro terroni, non pensate di avere un po' rotto il cazzo?
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 1:06 am 
Schiavo
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gefri ha scritto:
oh e` da quando ci siamo trasferiti qui che va avanti sta faida bifolchi contro terroni, non pensate di avere un po' rotto il cazzo?

Ma soprattutto: la finiamo di postare la merda del rotolo?
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 1:22 am 
Schiavo
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frankytop ha scritto:
Nel nuovo libro di Romano Bracalini i dati e le cifre che dimostrano quanto l’unità del Paese penalizzò le aree più ricche, senza peraltro premiare il Sud. A dispetto delle tesi «meridionaliste»

Romano Bracalini

L’unità si era compiuta senza una precisa nozione del passato e una vera coscienza del presente. Giustino Fortunato diceva che nessuno immaginava che mezza Italia, poco difforme dalla Turchia, ad essa così prossima, sarebbe stata come un vaso di terracotta accanto a uno di ferro. Aggiungeva che l’altra mezza Italia, «dalla Toscana in su, benché divisa da opposte costituzioni, dalla repubblica democratica di Firenze alla potente oligarchia di Venezia, al principato assoluto del Piemonte, dai mille floridi comuni, alle cento splendide Signorie, serba intatto il carattere sociale di un Paese essenzialmente omogeneo, la cui connessione si fonda sull’autonomia del Municipio.

Al contrario l’Italia meridionale dal Lazio e dagli Abruzzi in giù, attraverso tutte le età, con qualsivoglia forma di governo, soggetta o no allo straniero, rimane immota, come un solo corpo intorno a un centro solo, ora Benevento, ora Napoli, e sempre organizzata feudalmente, anche quando il feudo, politicamente e giuridicamente, tende a sparire».
Costantino Nigra nella sua relazione a Cavour, il 20 maggio 1861, aveva messo il dito nella piaga: «Si può dire con tutta verità che ogni ramo di pubblica amministrazione fosse infetto dalla più schifosa corruzione. Libertà nessuna, né a privati, né ai municipi. Piene le carceri e le galere dei più onesti cittadini, commisti ai rei dei più infami delitti. Gli impiegati in numero dieci volte maggiore del bisogno. Gli alti impiegati largamente pagati, insufficientissimi gli stipendi degli altri. Ammessi agli stipendi governativi ragazzi appena nati, così che contavano gli anni di servizio dalla primissima infanzia. Nelle carceri, nell’esercito, nelle amministrazioni, in tutti i luoghi pubblici esercitata la camorra, il brigantaggio nelle province, il latrocinio dappertutto ».

La tesi di taluni storici e economisti che la mancata unificazione abbia rallentato lo sviluppo del Paese non regge: i numeri dimostrano esattamente il contrario. Nei primi decenni dell’Ottocento, rispetto ai Paesi europei più progrediti, l’Italia del Centro-Nord era al quinto posto per reddito pro-capite dopo l’Inghilterra, i Paesi Bassi, l’Austria e il Belgio. A Firenze erano sorte le prime banche e istituti di credito. L’Italia del Centro-Nord era più o meno allo stesso livello di Danimarca, Francia, Germania, Svezia. Ma nel 1870, ossia nove anni dopo l’unità, l’Italia settentrionale, dal quinto posto, era scivolata all’ottavo posto dietro la Francia, la Danimarca e la Germania per effetto del rallentamento dovuto all’aggancio del Mezzogiorno.

Secondo uno studio accreditato, nel 1811 il 90% della popolazione del regno di Napoli era classificata «povera e indigente, ai livelli minimi di sussistenza». Non c’era borghesia moderna, la società era divisa come nel Medio Evo in nobili, latifondisti e plebe analfabeta. Non strade, non porti, sui fiumi spesso in piena non vi sono ponti, non utilizzo delle poche acque del regno. L’unificazione aveva messo in contatto le due parti della penisola nel modo più traumatico e artificiale. Si impose subito una scelta di vita. Rosario Romeo scrive che «la subalternità del Sud fu la condizione dello sviluppo del Nord». Fortunato aggiunge che senza l’unità il Mezzogiorno sarebbe diventato un Paese balcanico.

Era naturale che le grandi opere pubbliche (strade, ferrovie, porti) dovevano essere fatte laddove lo sviluppo industriale le rendeva più urgenti e necessarie.
Francesco Saverio Nitti, come altri meridionalisti, ma lui più di tutti, tentava di accreditare la leggenda di un Sud ricco, prospero e felice, finché non erano arrivati i piemontesi a depredarlo. Ma Giustino Fortunato lo smentiva . Le leggi scoraggiavano ogni attività economica che non fosse di carattere militare. Il lavoro non aveva distinzione di decoro. Capitali e risparmi giacevano improduttivi.

Scrive l’economista liberale piemontese Luigi Einaudi che «nel regno delle Due Sicilie le opere pubbliche si facevano solo se lo consentivano le spese ordinarie di bilancio, e in ogni caso bisognava far credere che esse fossero dovute alla generosità del sovrano».
Nel 1839 era stata solennemente inaugurata la ferrovia Napoli-Portici, di 33 chilometri. Era la prima in Italia e la pubblicistica meridionale ne ha fatto un vanto eccessivo senza dire che per lungo tempo rimase l’unica. Inoltre non si diceva che era stata interamente costruita da una società mangialumache e che le prime due locomotive erano state importate dall’Inghilterra. Le carrozze erano prive di servizi igienici e di sedili, si viaggiava in piedi; quando il treno sostava nelle stazioni i viaggiatori prendevano d’assalto le latrine.

Il servizio veniva sospeso nei giorni festivi e durante la settimana santa. Le terze classi rimasero senza sedili fino al 1860. Al momento dell’unità le ferrovie napoletane non superavano il centinaio di chilometri e oltre Vietri non andavano. Nel Nord Italia erano in esercizio 1757 chilometri di ferrovie, di cui 803 in Piemonte, 202 in Lombardia, 298 nel Veneto. A Roma, quando le ferrovie non furono più considerate «opere del diavolo», e il nuovo papa Pio IX ne consentì la costruzione anche nello Stato Pontificio, i romani fecero a gara per esservi assunti con la raccomandazione del Sacro Collegio.

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salve.

Come ci si sente a stare in un paese quasi del terzo mondo con stipendi tra i piu' bassi nell'europa che conta? :awesome:
Continua pure a votare chi pensa a salvarsi il culo dalla giustizia, a mettere il proprio figlio idiota alla regione, e ad aiutare i mafiosi/camorristi in ogni modo possibile, vedrai come le cose andranno bene. :sisi:
ah.. dimenticavo che anziche' governare perdono tempo a riabilitare MASALZONI MATRICOLATI come craxi.
Vabbe', alla fine fotte sega.
Tanto con I VOSTRI soldi faranno riabiliteranno la sua memoria, i miei soldi non li possono toccare piu' nemmeno con un dito. :awesome:
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:scongiuri:
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 7:35 am 
Cylon
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Località: Side 7
primo: e' del rotolo

secondo: non serve aggiungere altro

terzo: hai rotto il cazzo co ste stronzate padanocentriche

quarto: 2 a 0 :awesome:
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 7:55 am 
Schiavo
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Località: Simone da Bologna :D
Nessuno è migliore di un altro, semplicemente vi sono diverse mentalità...

Io alle fredde periferie nordiche sprofondate nella nebbia, con abitanti zombie e solo centri commerciali preferisco i paesini del sud solari e socievoli.

Ci vorrebbe poco per fare dell'Italia un posto migliore, e quel poco inizia con il non votare paraplegicicattaccati alle poltrone o razzisti della peggior specie. E nenanche mafiosi...
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 8:40 am 
Schiavo
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Località: Loliland!
mai lette tante cazzate in vita mia.
Lo scribacchino in questione dovrebbe spiegarci come mai i viaggiatori dei secoli pre-unitari si consideravano in Italia non appena mettevano piede in piemonte, lombardia, veneto o altre regioni del nord.
Nel 770 Burney, al suo arrivo nel piemonte, scrive: Turin: At the first entrance into Italy, if the entertainment were as good as at Rome or Naples, travellers would be inclined to stop short.

Inoltre la Toscana e Napoli erano governati rispettivamente da Leopoldo e Maria Carolina, fratello e sorella. Quindi tra nord e sud c'erano forti connessioni culturali... austriache (mi pare sia più al nord della padania, ma dovrei controllare...).

Le citazioni poi sono totalmente fuori contesto. E per quanto riguarda il Sud ricco, il Giustino Fortunato citato dall'articolo disse
"L'Unità d'Italia è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, nel 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L'unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all'opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali."
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 8:44 am 
Schiavo
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Località: dove sile a cagnan s'accompagna
Wolfgang ha scritto:
mai lette tante cazzate in vita mia.
Lo scribacchino in questione dovrebbe spiegarci come mai i viaggiatori dei secoli pre-unitari si consideravano in Italia non appena mettevano piede in piemonte, lombardia, veneto o altre regioni del nord.
Nel 770 Burney, al suo arrivo nel piemonte, scrive: Turin: At the first entrance into Italy, if the entertainment were as good as at Rome or Naples, travellers would be inclined to stop short.

Inoltre la Toscana e Napoli erano governati rispettivamente da Leopoldo e Maria Carolina, fratello e sorella. Quindi tra nord e sud c'erano forti connessioni culturali... austriache (mi pare sia più al nord della padania, ma dovrei controllare...).

Le citazioni poi sono totalmente fuori contesto. E per quanto riguarda il Sud ricco, il Giustino Fortunato citato dall'articolo disse
"L'Unità d'Italia è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, nel 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L'unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all'opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali."

concediamo il beneficio del dubbio: i leghisti possono essersi sbagliati !

la prova del nove è applicare il federalismo e fare i conti a fine anno no ?
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http://www.youtube.com/watch?v=kZFr72rqlXM&feature=related <-- Polenta Violenta !
http://www.youtube.com/watch?v=0ITNhNXTmmU&feature=related <-- semo i teroni del nord !
http://www.hwupgrade.org/forum/viewtopic.php?f=46&t=23195 <-- Repetita Iuvant !
http://www.youtube.com/watch?v=4uh6J0UsaPM&NR=1 <-- ti vogliamo così !
(parlando dell'Africa) - “all our social policies are based on the fact that their intelligence is the same as ours – whereas all the testing says not really” (James D. Watson)

no alla sperimentazione sugli animali
si alla sperimentazione sugli animalisti
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 9:00 am 
Cylon
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entanglement ha scritto:
Wolfgang ha scritto:
mai lette tante cazzate in vita mia.
Lo scribacchino in questione dovrebbe spiegarci come mai i viaggiatori dei secoli pre-unitari si consideravano in Italia non appena mettevano piede in piemonte, lombardia, veneto o altre regioni del nord.
Nel 770 Burney, al suo arrivo nel piemonte, scrive: Turin: At the first entrance into Italy, if the entertainment were as good as at Rome or Naples, travellers would be inclined to stop short.

Inoltre la Toscana e Napoli erano governati rispettivamente da Leopoldo e Maria Carolina, fratello e sorella. Quindi tra nord e sud c'erano forti connessioni culturali... austriache (mi pare sia più al nord della padania, ma dovrei controllare...).

Le citazioni poi sono totalmente fuori contesto. E per quanto riguarda il Sud ricco, il Giustino Fortunato citato dall'articolo disse
"L'Unità d'Italia è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, nel 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L'unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all'opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali."

concediamo il beneficio del dubbio: i leghisti possono essersi sbagliati !

la prova del nove è applicare il federalismo e fare i conti a fine anno no ?



Ohe', qui si parla di Storia, ora il federalismo la puo' riscrivere?
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Schiavo
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gattastro, proprio tu che sei piemontese... :asd:
abbi almeno il buon gusto di evitare certi discorsi, per ritorsione avremmo dovuto radervi al suolo, ma noi siamo pacifici, vi abbiamo pacificamente colonizzati :pua:
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
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Schiavo
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entanglement ha scritto:
Wolfgang ha scritto:
mai lette tante cazzate in vita mia.
Lo scribacchino in questione dovrebbe spiegarci come mai i viaggiatori dei secoli pre-unitari si consideravano in Italia non appena mettevano piede in piemonte, lombardia, veneto o altre regioni del nord.
Nel 770 Burney, al suo arrivo nel piemonte, scrive: Turin: At the first entrance into Italy, if the entertainment were as good as at Rome or Naples, travellers would be inclined to stop short.

Inoltre la Toscana e Napoli erano governati rispettivamente da Leopoldo e Maria Carolina, fratello e sorella. Quindi tra nord e sud c'erano forti connessioni culturali... austriache (mi pare sia più al nord della padania, ma dovrei controllare...).

Le citazioni poi sono totalmente fuori contesto. E per quanto riguarda il Sud ricco, il Giustino Fortunato citato dall'articolo disse
"L'Unità d'Italia è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, nel 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L'unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all'opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali."

concediamo il beneficio del dubbio: i leghisti possono essersi sbagliati !

la prova del nove è applicare il federalismo e fare i conti a fine anno no ?

abbiamo già parlato di questo. Federalismo è una cosa, lega e revisionismo storico un'altra. Per far passare la tesi che l'Italia fosse nettamente divisa si sta portando avanti un revisionismo che nemmeno per l'olocausto, con gente che persino nega l'esistenza della lingua italiana come lingua nazionale de facto prima del 1860. Poi basta controllare e vedere come le fonti su cui essi stessi si basano, decontestualizzandole, siano scritte in italiano :asd:
Basta pensare che professori del sud emigravano ed ottenevano posti di rilievo al nord parlando esattamente la stessa lingua.
Il federalismo in sé è una manovra finanziaria e da ignorante di finanza non saprei come valutarla. Personalmente dubito sia la panacea di tutti i mali; davvero pensi che in caso di fallimento (o necessità) di una regione lo stato federalista la lasci in balia di se stessa?


Comunque visto che sono onesto ammetto che alcuni fatti riportati nell'articolo siano veritieri: un governo forse troppo oppressivo e feudale, un eccessivo accentramento intorno ai punti nevralgici (con consecutiva trascuratezza delle aree periferiche) e una netta separazione tra ceto colto ed istruito e tutto il resto della popolazione povera ed analfabeta.
Almeno questo intorno agli inizi del 800 e penso fino all'unità. Il potenziale delle due Sicilie era però altissimo, è stato un peccato che non si sia riusciti a svilupparlo come una Londra o una Parigi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 9:20 am 
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ma questo articolo l'ha scritto Marchionne? :awesome: :awesome:
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
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cem ha scritto:
ma questo articolo l'ha scritto Marchionne? :awesome: :awesome:



no, un leghista
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rgart ha scritto:
Io alle fredde periferie nordiche sprofondate nella nebbia, con abitanti zombie e solo centri commerciali preferisco i paesini del sud solari e socievoli.


Si vabbè :asd:

Abitiamo in una città diversa? No perché non mi pare che qui siano tutti zombie asociali e freddi :asd:
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CUBIC84 ha scritto:
rgart ha scritto:
Io alle fredde periferie nordiche sprofondate nella nebbia, con abitanti zombie e solo centri commerciali preferisco i paesini del sud solari e socievoli.


Si vabbè :asd:

Abitiamo in una città diversa? No perché non mi pare che qui siano tutti zombie asociali e freddi :asd:


Bologna non è "nord" :O
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ConteZero ha scritto:
CUBIC84 ha scritto:

Si vabbè :asd:

Abitiamo in una città diversa? No perché non mi pare che qui siano tutti zombie asociali e freddi :asd:


Bologna non è "nord" :O



a Bolzano m'hanno detto che vivo in Centro Italia, a Modena.
Tutto e' relativo :wink:
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ConteZero ha scritto:
Bologna non è "nord" :O


Dove lavoro io ci sono molti calabresi. Forse hai ragione :asd:
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Schiavo
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voi non avete capito niente. i nordisti doc sono razza in via di estinzione.
quelli che ora vogliono la separazione, sono gli emigrati di n generazione.
anche la moglie di bossi è del sud. quindi il figlio di bossi è mezzosangue. i nordisti doc non esistono + quasi, pezzi da museo
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quelli nella nebbia hanno una bandiera verde,
ricorda che la nostra tre colori ha
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 3:52 pm 
Schiavo
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aeterna ha scritto:
voi non avete capito niente. i nordisti doc sono razza in via di estinzione.
quelli che ora vogliono la separazione, sono gli emigrati di n generazione.
anche la moglie di bossi è del sud. quindi il figlio di bossi è mezzosangue. i nordisti doc non esistono + quasi, pezzi da museo

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Msimamizi ni super hydrauliska dickhead. LilithSChild Ni sociopath huzuni. Kuua mambo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 4:05 pm 
Schiavo
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aeterna ha scritto:
voi non avete capito niente. i nordisti doc sono razza in via di estinzione.
quelli che ora vogliono la separazione, sono gli emigrati di n generazione.
anche la moglie di bossi è del sud. quindi il figlio di bossi è mezzosangue. i nordisti doc non esistono + quasi, pezzi da museo


Sembra quasi che tu stia parlando di cavalli :asd:
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 4:12 pm 
Schiavo
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CUBIC84 ha scritto:
Sembra quasi che tu stia parlando di cavalli :asd:


eh bè, quasi. la razza padana non era molto sveglia e agile, ma era infaticabile. pace all'anima sua
:asd:
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quelli nella nebbia hanno una bandiera verde,
ricorda che la nostra tre colori ha
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 5:13 pm 
Schiavo
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aeterna ha scritto:
voi non avete capito niente. i nordisti doc sono razza in via di estinzione.
quelli che ora vogliono la separazione, sono gli emigrati di n generazione.
anche la moglie di bossi è del sud. quindi il figlio di bossi è mezzosangue. i nordisti doc non esistono + quasi, pezzi da museo

Eh vorrà dire che mi chiuderò in una bacheca...se vorrai spolverarmi ogni tanto te ne sarò grato,giusto per far bella figura difronte ai turisti. :biggrin:
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 Oggetto del messaggio: Re: Il Nord? Da solo funzionava molto meglio
MessaggioInviato: lun nov 08, 2010 5:36 pm 
Schiavo
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ConteZero ha scritto:

Bologna non è "nord" :O


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17 febbraio 2007... Grazie di essere così speciale Daniele! :fiore: - Immagine
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