Caldco ha scritto:
Fidati che Latouche &C. di matematica capiscono come me di figa (pochissimo)
Non sto parlando di Latouche, non contestarmi cose che non ho detto.
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Te la faccio breve anche se non è semplice: l'aver salvato le banche è socialismo del cazzo (e le hanno salvate solo perchè c'erano dentro titoli di stati sovrani), perchè i lobbisti pensano solo a pararsi il culo quando scazzano e mica a dividere i bonus quando è bullish, fidati che li conosco benissimo.
Socialismo è nazionalizzare le banche, non dar loro dei soldi.
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Avresti dovuto manifestare in piazza per lasciarle fallire (le banche in USA) e per lasciar fallire la FIAT quando andava fallendo. hai solo socializzato le perdite e i costi ricadranno solo sui pagatori di imposte (quanto altro debito aggiuntivo vuoi emettere? chi cazzo te ne sottoscrive ancora [USA intendo].
Non so se il fallimento delle banche sarebbe stata un'alternativa migliore o peggiore all'indebitamento statale. Quello che è certo, è che è inaccettabile che questo indebitamento venga fatto pagare ai ceti deboli. Comunque, anche ammesso che il fallimento fosse un'alternativa migliore (non lo so, lascio in sospeso la questione), resta il fatto che i governi democratici fanno molto meglio gl'interessi di chi finanzia le loro campagne elettorali, che non di chi li vota.
Bisogna eliminare alla radice il meccanismo per il quale il governo sia controllato dal potere economico.
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Per parte mia STRABENVENGANO le disuguaglianze sociali,nella misura in cui esse sono lo specchio più accurato possibile del merito e dei risultati ottenuti.
Falso.
Le diseguaglianze sociali nel sistema capitalista sono uno specchio del merito nella misura in cui si considera “meritevole” il successo in tale sistema. Se “meritevole” è chi “ha successo nel sistema capitalista”, dire che “il sistema capitalista dà successo a chi è meritevole” corrisponde a dire “il sistema capitalista dà successo a chi ha successo nel sistema capitalista”, ovvero è una vuota tautologia.
In realtà, in qualsiasi sistema esistono delle abilità che permettono di scalare l'organizzazione sociale. C'erano nel feudalesimo, c'erano nel nazismo, c'erano nella Cina imperiale.
Il paradigma assume valore normativo nel momento in cui si condivide dal punto di vista morale i criteri che il sistema medesimo utilizza per premiare le perone. In questo caso, quando si ritiene che sia giusto che sia il mercato a stabilire chi è meritevole o no.
Nel sistema capitalista, Francesco Totti è piú meritevole del medico che lavora in ambulatorio, e dello scienziato che lavora al Cern.
Da questo semplice esempio concludo che per quanto mi riguarda, il mercato utilizza dei criteri assolutamente inadeguati, e ritengo si dovrebbe strutturare la società in modo differente.
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Basta con la stronzata che tutti dobbiamo essere uguali, perDIo!!
Sai spiegarmi perchè tutti dobbiamo avere la stessa carriera e invece non tutti abbiamo diritto a scoparci delle strafighe? perchè la richiesta ha lo stesso spessore logico, credimi. Beh, lestrafighe sono in numero limitato, esu questo non credo ci siano disaccordi; pertanto non tutti si fidanzeranno con una di esse. Mai ho sentito un comunista lamentarsi di ciò. Eppure mi pare sia sinceramente importante (amplia pure strafiga con donna/uomo della tua vita, con cui sarai immensamente felice per non banalizzare troppo).
Questa è una visione caricaturale del comunismo (marxiano). In realtà il marxismo non stabilisce che tutti debbano avere lo stesso reddito.
Per quanto mi riguarda non ho alcun interesse nell'impedire che il mio coinquilino abbia piú beni voluttuari di me, se questo è funzionale, o perlomeno non lesivo per l'ottenimento del maggior benessere complessivo.
Quello cui sono contrario è che qualcuno, in virtú del denaro, abbia piú potere di qualcun altro sulla vita politica.
Citando Rousseau: «Ho già detto che cos'è la libertà civile; quanto all'eguaglianza, non bisogna interpretare questo termine nel senso che i gradi di potenza e di ricchezza siano assolutamente gli stessi; ma che, quanto alla potenza, essa escluda sempre l'uso della violenza, e non si eserciti mai se non in virtú del grado e delle leggi; e quanto alla ricchezza, che nessun cittadino sia tanto ricco da poterne comprare un altro, e nessuno tanto povero da essere costretto a vendersi.»
Inoltre ritengo ingiusto che una persona, a causa della sua nascita possa essere piú o meno svantaggiato nella sua vita di società. Un minimo di differenza ci sarà sempre, ma ritengo che lo Stato debba concedere a tutti il piú possibile un'eguale base di partenza, eguali possibilità di successo sociale. Le diseguaglianze sociali invece implicano che la competizione, di cui gli apologeti del sistema si riempiono la bocca, sia assolutamente sleale, come una gara dei cento metri in cui un corridore partisse con venti metri di vantaggio rispetto all'altro.
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Circa l'ultimo punto,credimi che a fronte di una tassazione dellerendite finanziarie, i costi ricadranno ancora sui consumatroi finali...quelli piccoli. FIDATI, plis
Chiedere di “fidarsi” non è una buona argomentazione. Anche perché da sempre i liberisti dicono che prendendo dei soldi daii ricchi in realtà si danneggiano i poveri, ma credo sia difficile sostenere che toglierli direttamente ai poveri, sia per questi ultimi una soluzione migliore.
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Direi che keynes è stato un bell'interventista, ma ha anche detto tutto ed il contrario di tutto, perciò è oggettivamente di difficilecatalogazione, ammesso che etichettare una persona sia sano ed utile.
È una questione irrilevante ai fini del discorso.
Io ho detto che era liberale per dire che tutta una serie di interventi cui penso sono possibili in un'ottica keynesiana, che non richiede di stravolgere gli assetti di proprietà vigenti.