Per merito s'intendono una miriade di cose diverse.
Da un punto di vista liberale/liberista, il merito è il successo economico che una persona avrebbe in un ipotetico mercato perfetto.
Il mercato perfetto è un modello cui tendere, al fine di “premiare il merito”.
Poi questi richiami al merito sono spesso molto ipocriti.
In un altro senso, è il successo che una persona dovrebbe essere capace di ottenere nella realtà, in condizioni normali (ossia in cui gli eventi fortuiti non giochino molto a favore né molto a sfavore del successo individuale). In questa concezione anche il ladro può essere meritevole, se ottiene successo grazie al suo furto, laddove nella concezione moralista del liberalismo non lo sarebbe.
Inutile dire che molti si richiamano alla prima versione, ma in realtà lo fanno solo per aumentare il proprio successo nel senso della seconda versione.
Un'altra possibile interpretazione è quella della parabola evangelica dei talenti.
Il merito in questo caso non sarebbe dato dal risultato ottenuto, ma dal rapporto tra risultato ottenuto e capacità, ovvero la dedizione/sforzo/impegno dedicato al perseguimento dell'obiettivo.
In senso socialista invece meritevole sarebbe chi piú contribuisce al benessere della collettività. (Anche per il liberale lo è, ma per il liberale benessere della comunità e libero mercato coincidono, per il socialista no).
peccato che il bene comune sia una costruzione arbitraria ed ideologica.
Che, non a caso, comunisti e cattolici condividono, rendendo entrambe le ideologie nient'altro che fuffa necessaria alla sopraffazione pepetuata da una minoranza che si autonomina rappresentante di un inesistente bene superiore.