...anche se poi svacca sempre nel finale
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Il papa riconosce il diritto di essere atei
Con il messaggio diffuso oggi in occasione dell’imminente Giornata mondiale della Pace (primo gennaio 2011), Benedetto XVI ha riconosciuto esplicitamente per la prima volta il diritto di essere atei. Il documento, che verte sul tema Libertà religiosa, via per la pace, sostiene infatti che ogni persona “non dovrebbe incontrare ostacoli se volesse, eventualmente, aderire ad un’altra religione o non professarne alcuna”. Secondo Ratzinger, “la libertà religiosa non è patrimonio esclusivo dei credenti”. Il papa ha tuttavia aggiunto che “una libertà nemica o indifferente verso Dio finisce col negare se stessa e non garantisce il pieno rispetto dell’altro”. Secondo il pontefice, esistono inoltre “forme più sofisticate di ostilità contro la religione, che nei Paesi occidentali si esprimono talvolta col rinnegamento della storia e dei simboli religiosi nei quali si rispecchiano l’identità e la cultura della maggioranza dei cittadini”: tali forme, sostiene, “fomentano spesso l’odio e il pregiudizio e non sono coerenti con una visione serena ed equilibrata del pluralismo e della laicità delle istituzioni”. Senza contare, ha aggiunto, “che le nuove generazioni rischiano di non entrare in contatto con il prezioso patrimonio spirituale dei loro Paesi”. Secondo Benedetto XVI, “il fondamentalismo religioso e il laicismo sono forme speculari ed estreme di rifiuto del legittimo pluralismo e del principio di laicità. Entrambe, infatti, assolutizzano una visione riduttiva e parziale della persona umana, favorendo, nel primo caso, forme di integralismo religioso e, nel secondo, di razionalismo”. Il papa ha infine sostenuto che “i cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede”.