The Dark Side of Hardware Upgrade Forum

...bringing out the worst in you since 2003...
Oggi è mer ott 07, 2026 5:47 pm

Tutti gli orari sono UTC +1 ora


-->
-->

Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 3 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Conservazione dati informatici
MessaggioInviato: mar dic 23, 2003 11:47 am 
Ora bisogna vedere chi lo dice a Corsini, che cancella OT ogni poco.. :D:D

Corriere della Sera, Martedì 23 Dicembre 2003, pag.8

Oggi il decreto all'esame del consiglio dei ministri. I gestori della rete
non dovranno cancellare le memorie utilizzabili anche da anti mafia e anti
terrorismo.

" E mail e Internet, obbligo di conservare i dati per cinque anni ".

Roma-per comprendere la portata del provvedimento basta fare e riferimento
altre cifre: 500 miliardi di darti relativi agli apparecchi fissi schedati
ogni anno dalle aziende telefoniche; 60 milioni di messaggini che tutti i
giorni che rimbalzano tra i cellulari italiani; 13 milioni di utenti che
quotidianamente usano la posta elettronica e Internet. Ora tutto questo "
universo " è oggetto di un altro decreto legge di fine anno, oggi all'esame
del Consiglio dei Ministri, che in buona sostanza espande l'obbligo per i
gestori di conservare la aperte " memoria" delle comunicazioni telefoniche e
lo estende, per la prima volta, anche a chi smista e-mail e controlla la
navigazione su Internet. Tutto questo avviene in nome delle esigenze di
giustizia e contro il parere dell'autorità di garanzia per la Privacy ha già
comunicato il suo dissenso. Il testo presentato aperta ( presidenza del
consiglio, giustizia, interni, telecomunicazioni) dovrebbe essere di cinque
o sei articoli con i quali viene scardinato il codice della Privacy che
appena sei mesi fa aveva fissato un punto fermo: a partire dal primo gennaio
2004, i gestori possono conservare i dati sul traffico telefonico al massimo
per trenta mesi. Tra pochi giorni, dunque, le aziende avrebbero dovuto
distruggere miliardi di dati del biennio 1999-2000 e di parte del 2001.
Secondo la soluzione individuata dal governo, anche per rispondere alle
richieste della direzione nazionale antimafia e dei pool anti terrorismo
delle Dda, l'obbligo di conservare i dati del traffico passa da 30 a 48
aperta ( o 60) mesi. Sarà il pubblico ministero che indaga a formulare la
richiesta mentre il garante della Privacy dovrebbe esercitare una funzione
di controllo anche perché il lavoro di scavo nei tabulati più vecchi e
possibile solo per i reati gravi come terrorismo, mafia, sequestri di
persona, credo pornografia. Su questo punto dell'autorità garante ha
comunicato ufficiosamente al governo alcune osservazioni critiche: in
particolare, sulla cosiddetta doppia chiave di accesso ai dati che nel testo
del decreto legge non sarebbe più tale. Ma è un'altra la novità che più
impensierisce il professor Stefano coprodotta e l'intero collegio
dell'autorità garante. In tempi in cui è possibile instradare una telefonata
anche in via Internet, le comunicazioni telematiche non potevano restare
fuori dal provvedimento: così i gestori conserveranno una memoria di 48
aperta ( o 60) mesi anche della posta elettronica inviata ricevuta e dei
siti Internet e visitati dai singoli utenti. Solo oggi, però, si saprà se
gli uffici legislativi hanno scelto la formula " dati telematici " o si sono
limitati a quella più generica " dati di traffico ": la seconda comprendere
sia i telefoni sia i computer, ma potrebbe provocare molti equivoci
interpretativi. Le nuove regole, trattandosi di decreto legge, entreranno
subito in vigore e faranno tirare un sospiro di sollievo ai magistrati
romani che hanno inflitto un duro colpo alle brigate rosse. Tra loro c'è il
PM Pietro Saviotti che però, prima di fare commenti, ci tiene a ricordare
che lui non è un forcaiolo uno che porta il coltello tra i denti ". Così, il
dottor Saviotti prova a capovolgere il ragionamento affermando che " il
contrasto tra esigenze di giustizia e diritto alla riservatezza e solo
apparente: e se la politica trova un giusto punto di equilibrio ci
guadagnano anche le garanzie che tutelano tutti cittadini ". Ecco dunque il
ragionamento: su Internet, non c'è una normativa precisa e, " di fatto, in
questi anni i gestori hanno continuato ad accumulare dati. Dal mio punto di
vista di investigatori, dico che lo hanno fatto provvidenza in mente. Ma
come cittadino non posso essere soddisfatto perché le aziende si sono mosse da sole e senza alcun controllo ". Conclusione: ben venga dunque una normativa che metta nero su bianco cosa si può fare e cosa è vietato anche con Internet. Ho ovviamente, rispondesse Iotti, verrebbero archiviati solo "dati esterni ": " orario, mittente, destinatario, numero di caratteri senza possibilità di visualizzare il contenuto dell'America. A meno che quella e-mail non sia stata scaricata dall'utente... ". Un distinguo, questo, indigesto per l'autorità garante che pone il problema anche sul contenuto dei messaggi in esse ammesse e più in generale su tutto ciò che è equiparabile alla corrispondenza. Davvero una memoria così estesa si dimenticherà di archiviare il contenuto delle comunicazioni esse ammesse della posta elettronica? Saviotti dice che le intercettazioni sono un'altra cosa, anche perché vanno autorizzate. Però il magistrato un ultimo
ragionamento prova farlo: " ora che abbiamo arrestato questa signorina
aperta ( Diana Blefari Melazzi, n.d.r.) vogliamo sapere dove stava, con chi
comunicava e cosa faceva nel '99 ) l'anno dell'omicidio D'Antona non, è
gerla è chiusa )? Vogliamo capire se anche lei era in contatto con questi
cellulari dell'organizzazione? Vogliamo sapere se anche lei aveva delle
amicizie, grazie alle quali possiamo attribuirle una certa scheda telefonica
prepagata? Ecco, io posso fare questo solo se non gli strumenti. Con i
termini di trenta mesi, io sarei fuori dal '99 e anche dall'attentato di via
brunetti. Che è avvenuto nell'aprile del 2001 ". Dino Martirano.


Che ne pensate?
Per me molti gestori di servizi free chiuderanno i rubinetti, visto che dovrebbero gestire troppi dati.

LuVi
Top
  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar dic 23, 2003 6:34 pm 
Schiavo
Avatar utente
Iscritto il: mer gen 22, 2003 4:15 pm
Messaggi: 809
Località: Cuneo, Piemonte, Australia
ho paura che sarà la fine del web amatoriale... e del gratuito


ma è solo in italia o anche all'estero? perchè se è solo in italia allora forse siamo salvi :D
_________________
vecchio saggio cinese diceva: la donna è come la carne, quando è al sangue la si gira! (by tundercaz, "vecchio" """""""saggio""""""" cinese)
---------------------------------------------------------------
trafficlight's official tacchinator
---------------------------------------------------------------
Top
 Profilo Non connesso  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar dic 23, 2003 7:27 pm 
Una prima presa di posizione:


AIIP ed AssoProvider allarmate per la ventilata estensione della
archiviazione dei dati di traffico Internet.

L'AIIP, Associazione Italiana Internet Provider e AssoProvider, Associazione
Provider Indipendenti esprimono estrema preoccupazione per le dichiarazioni
rilasciate dal dott. Saviotti nell'intervista pubblicata sul Corriere della
Sera di oggi 23 dicembre 2003.

L'ipotesi, ventilata nell'intervista, di una archiviazione coatta di tutte
le E-mail (e relativi allegati) scaricate dagli utenti italiani di Internet
si scontra con la realtà fisica e con l'articolo 15 della costituzione ed
avrebbe l'effetto di far dirottare il traffico di posta elettronica verso
paesi più rispettosi della dignità della persona.

Sotto il profilo della realtà fisica, assumendo che nella media, i 24
milioni di utenti internet italiani ricevano (solo) 1 Mbyte di posta al
giorno, la conservazione di questo traffico per 5 anni genererebbe un
archivio di circa 80 milioni di CD-Rom.


Sotto il profilo costituzionale, l'articolo 15 recita: "La libertà e la
segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato
dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge." Esclude
quindi qualsiasi forma di intercettazione generalizzata e preventiva della
E-mail, sia pure solo di quelle effettivamente scaricate dal destinatario, e
di qualsiasi altra forma di traffico internet.

Allo stato delle cose, i Provider di accesso alle rete Internet, nel
rispetto delle norme di sicurezza imposte dalla vigente regolamentazione,
mantengono un registro delle assegnazioni temporanee o permanenti dei numeri
di IP assegnati a propri clienti. Con il codice di autoregolamentazione
"internet e minori", allo scopo di agevolare l'identificazione indiretta
degli autori della immissione in rete su server condivisi tra più utenti e
nel rispetto del principio dell'anonimato protetto (si all'anonimato per le
attività lecite, no all'impunità per quelle illecite), hanno assunto anche l
'obbligazione di mantenere un registro dei numeri di IP utilizzati per la
pubblicazione anonima di contenuti in rete. I dati (header) necessari per l'
instradamento della E-mail sono conservati solo per il tempo necessario
(pochi giorni) a rispondere all'interessato della eventuale mancata
esecuzione del servizio.

Come dimostra la cospicua attività di contrasto e repressione del crimine
informatico attuata della Polizia delle Comunicazioni e dalle altre forze
dell'ordine, questi dati, lecitamente raccolti per l'esecuzione del
servizio, si sono sinora dimostrati adeguati alla esecuzione di indagini
anche complesse.

Ogni ulteriore estensione della fattispecie di dati raccolti deve essere
soppesata con estrema cautela, sia sotto il profilo della quantità di dati
da memorizzare, sia e soprattutto perché comporterebbe la creazione di
archivi dai quali si potrebbe risalire agli interessi culturali, sociali,
politici, religiosi, sessuali etc., nonché alla cerchia di relazioni di
ciascun utente creando, nei fatti un dossier a carico di ciascun cittadino
da cui rimarrebbero esclusi, in una sorta di paradossale digital divide alla
rovescia, solo coloro che ancora non usano la rete.

La violazione fatta sistema della privacy dei cittadini irreprensibili,
rappresenta un onere sociale ed economico che deve essere soppesato prima di una eventuale fuga in avanti: occorre verificare attentamente se in luogo di un "giro di vite" generalizzato, non sia piuttosto il caso di verificare quali smagliature nelle misure di sicurezza già in atto hanno in qualche caso agevolato l'uso delittuoso della rete.

In conclusione AIIP ed AssoProvider, evidenziano la dubbia costituzionalità
del provvedimento oggi in discussione al Consiglio dei Ministri e
manifestano estrema preoccupazione per gli effetti sociali ed economici dei provvedimenti ventilati.
Top
  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 3 messaggi ] 
-->

Tutti gli orari sono UTC +1 ora


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Vai a:  
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Traduzione Italiana phpBB.it