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Il dopo Berlusconi dei Cavalieri Bianchi: Gori, Montezemolo, Profumo...
E così Giorgio Gori scende in campo. L’ex direttore di Canale 5 e Italia 1, il presidente di Magnolia - la casa di produzione televisiva di X-Factor e molto altro - aveva partecipato alla convention di Matteo Renzi alla Stazione Leopolda, e da lì aveva annunciato di esserci. Di esserci dove? Nel progetto politico di Renzi. A stretto giro arrivò anche il piccolo scoop sulle 100 proposte, il cui file stesso era “marchiato” Giorgio Gori. Ma chi è Gori? Luca Telese racconta come il guru di Matteo Renzi sia un “riciclato di lusso”, trovate il suo pezzo qui. A me, invece preme notare altro, al di là della discesa in campo di Gori: la ricerca affannosa di questo Papa straniero per il dopo Berlusconi, la ricerca di questo Cavaliere Bianco che possa salvarci dal Cavaliere Nero. Che s’intende, è quello di Arcore.
Mesi e mesi fa, e di nuovo poche settimane era Luca Cordero di Montezemolo quel Cavaliere Bianco. Se ne era parlato e se ne parla molto, la sua discesa in campo sembra periodicamente prossima, ma non arriva mai. Montezemolo è un Godot confindustriale, è la perfetta incarnazione del Cavaliere Bianco: nobile da generazioni, ricchissimo - come l’altro Cavaliere, quello di Arcore - ma non si capisce bene perché “buono”. E poi?
E poi ricorderete tutti come Alessandro Profumo, ex ad di Unicredit, fosse diventato per settimane il potenziale leader del centrosinistra. Una bravissima persona Profumo, e anche un banchiere messo alla porta dal gruppo bancario con una buonuscita di circa 40 milioni di euro. Adesso Profumo è stato azzoppato dall’inchiesta sulla frode fiscale proprio di Unicredit. E ora Giorgio Gori: un altro miliardario - in lire - e milionario in euro. Per carità, nessuno di noi è - metaforicamente - vergine, il denaro non è certamente lo sterco del diavolo. Anzi. Gori arriva “dalla tv”, ne conosce i meccanismi, sa come costruirci un successo: e per vincere le elezioni può contare. Forse è proprio quel che serve per battere Berlusconi, qualcuno decenni più giovane di lui, che conosce meglio “la macchina”, e sa come usarla. Può darsi che sia così: ma non so se pur di mandare a casa B sarei disposto a pagare il prezzo di votare l’uomo che ha portato in Italia X-Factor.
Non c’è una persona con una vita normale - senza buonuscite miliardarie, senza un estratto conto a troppi zeri, e con tutte le inevitabili ombre di conflitti di interesse pronte a spuntare come funghi - eh no, si vede che non c’è.
